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giovedì 12 settembre 2013

Spazio segnalazioni

C'é questo blog, o sito, o come vogliate chiamarlo. Si chiama "Pop And Roll Arts", e ogni volta che lo apro mi torna in mente quella scritta su parete piastrellata che credo di aver giá condiviso tempo fa. A beneficio dei distratti (o di un mio errore) recitava: "Earth without Art is just Eh". Per quanto mi riguarda, la sintesi perfetta di un dogma universale. 

É di questo che parla, quello spazio su Tumblr. Di arte, in tutti i suoi aspetti. Dalla street art agli interventi architettonici; dalla scrittura creativa ai mimi di strada; dalla musica alla moda, passando per quelle piccole sorprese del quotidiano che, uscendo dall'ordinario in chiave - quasi sempre - estetica, sorprendono di qualche emozione. 




Ma la cosa migliore é la sua dimensione social. Il fatto che le immagini, gli spunti, e i video che lí trovate sono quelli che manda la gente. Via instagram, mail, magari whatsapp. Non importa. Quel che davvero conta é esserci. Condividere un po' di bellezza e di vita con chiunque abbia voglia di soffermarsi a guardare.



Il risultato é che in uno stesso spazio virtuale si concentrano contributi di personaggi noti (i nomi non ve li svelo: il bello é scorrere con il mouse per ritrovarseli da sé) e perfetti sconosciuti; di scrittori e di lettori; di musicisti e di ascoltatori; di pittori, designer oppure semplici osservatori con uno smartphone in mano. Il tutto in un formato che incentiva la fruizione mordi e fuggi - ahimé- tristemente tipica del web. 

Se ve ne parlo, oggi, é per tre ragioni almeno. 
La prima é che "Pop and Roll Arts" é davvero una delle scoperte piú interessanti che io abbia fatto ultimamente in rete. E ormai sapete che quando mi entusiasmo non sono capace di tenermelo per me. 
La seconda é che, per strane coincidenze del Destino, l'italianissima idea che ha portato a realizzarlo ha avuto origine in terra spagnola. Piú precisamente (guarda un po'!) durante un viaggio da Tarifa a Málaga. 
La terza é che da qualche giorno ci trovate anche qualche mia foto. E, con essa, un ulteriore pizzico di Spagna in piú. 

Buona visione!

mercoledì 25 gennaio 2012

Jovanotti, Juanes e la salvaguardia dei duetti bilingui.



Quanto a collaborazioni, credo che Juanes si stia impegnando nel seguire le orme di Pittbull. La differenza é che lui mi sta simpatico – anche tanto!- perció lo si perdona. Ve ne parlo perché, ieri sera, un suo inaspettato duo con Jovanotti m'ha animato a tradimento twitter. E a me urge condividerlo. Sul serio: ne sento proprio la necessitá.

Il punto é che l'ho sempre detto, che l'italiano e lo spagnolo stanno bene assieme. Sono lingue di musicalitá affine, fatte apposta per fondersi dentro ad una stessa melodia. E' ora che l'industria ne prenda atto, una volta per tutte. Insomma, basta con le traduzioni ad ogni costo! Dico , ma a voi non viene un po' il magone quando sentite Jarabe de Palo cantare “come una Varca fata di carta”? E dire che io, l'accento iberico, lo trovo pure sexy. Peró nelle canzoni...non lo so, suona come superflua forzatura. Ché testo e musica si uniscono con il preciso scopo di trasmetterti qualcosa. Mettono in comunicazione il cuore di chi le ha scritte con qualsiasi sconosciuto che si conceda il lusso di riceverle nel suo. Ma se ti sforzi di cantarle in una lingua altrui, metti tra quei due cuori un ostacolo in piú. Io, per lo meno, lo vedo cosí. Forse l'ho anche giá scritto, non lo so. Sto maturando forme di alzehimer precoce, vi chiedo di pazientare.

Che poi, se si tratta di una canzone propria da esportare tale e quale, beh, posso pure capirlo. Il testo ha rilevanza, vuoi che venga recepito, é chiaro. Per cui magari non l'apprezzo al mille per mille, ma se una Pausini (tanto per dirne una) traduce i suoi stessi brani in castigliano, a me va piú che bene. Sí, insomma: un suo senso ce l'ha. Quello che non capisco, che non ho mai capito, sono le omologazioni dei duetti. Voglio dire: se un madrelingua italiano e un madrelingua spagnolo cantano assieme, per quale ragione logica dovrebbero farlo entrambi in una sola delle loro due lingue? Perché non possono, viceversa, esprimersi ciascuno nella sua? L'effetto ritmico non cambia. Il testo si capisce. E il risultato ci guadagna in naturalitá. Fissazioni mie, non ne dubito. Ma persino la bella “Para ti sería” cantata da Nek assieme a El Sueño de Morfeo l'avrei preferita in chiave piú internazionale.




Poi non escludo di aver riciclato queste mie annose riflessioni anche per colpa della radio. Sí, insomma, erretielle. Me ne stavo tranquilla, pensando ai fatti miei, quando le sue frequenze mi hanno riproposto “Qualcosa di grande”, dei Lúnapop. Ora, tralasciando il fatto che non riesco piú a non percepirla come una sottospecie di accusa personale, m'ha fatto tornare in mente la pronuncia di Cremonini nella versione spagnola. Cosí ho pensato a cosa mai succederebbe se il famoso “a ver si lo consigues” rendesse veramente il mio sogno realtá. Sono partita per uno dei miei famigerati voli pindarici. E ho deglutito in modo sonoro.





Onestamente, non sarei in grado di ascoltare “Mira La Vida” cantata in spagnolo da Cesare. Come non sarei in grado di ascoltare, chessó, “Il Pagliaccio” cantata in italiano da Dani. Non potrei, e basta. Non senza ridere. Viceversa, non smetto di pensare a quanto sarebbe assolutamente perfetta “Mira La Vida” cantata un po' in castigliano e un po' in italiano, assieme, da quei due. Guarda la vita come torna e ti sorprendeeee (ohohooooh!) Non smetto di pensare che Il Pagliaccio, in metrica, si adatterebbe a intarsi in castigliano. Y en el espejo , del camerino...(vamonooos!) Si, insomma, ecco: magari ho anche i miei leggeri motivi personali, ma resta il fatto che il duetto di Jovanotti e Juanes capita a fagiolo per corroborare in buonumore la mia tesi. #Italospagnolismi, sempre. Come l'hashtag che ho inventato per me.






Tra parentesi, ora che ci penso, si potrebbe anche fare un gioco. Voi quale cantante spagnolo (o latinoamericano, va, ve lo concedo) e quale cantante italiano vedreste bene in un duetto bilingue? Sbizzarritevi!