Spero vi stiate preparando, perchè domani non sarà un giorno qualsiasi.
Tra gattini cinesi, gonne su cui potresti proiettare un film efuego a volontà, siamo tutti d'accordo che certi eventi televisivi si affrontano meglio con dell'alcol nelle vene.
Del resto lo cantavano pure i Baustelle: "Gravi stati di allucinazione mentre passa l'ultima canzone all'Eurofestival". E forse dovremmo prenderla come una profezia.
Sulla scia del successo del Sanremo Drinking Game (l'originale, mica la scoppiazzatura dei Jackal) arriva quindi l'Eurovision Drinking Game, ancora una volta orgogliosamente offerto dai deliri di Italo-Spagnola. Tra parentesi sto ancora aspettando che mi spieghiate come costruire una carriera sull'invenzione di giochi alcolici perchè, insisto, mi riescono benino.
Comunque. Riunite i vostri gruppi d'ascolto e brindate come il Dio del Trash si merita! L'unica cosa che vi chiedo è, come sempre, di non guidare a finalona conclusa. Ché vabbé il bottellón, vabbé i tweet simpatici, ma non vorrei avere sulla coscienza nessuno.
Se proprio dovete rincasare in qualche modo, l'esperienza sanremese insegna che una spaghettata aglio olio e peperoncino alle tre di notte aiuta. E anche, in qualche caso, addormentarsi sul divano.
Detto questo un ringraziamento speciale va ancora una volta ad Antonello, che con la sua esperienza Eurovisiva mi ha ispirata per più di un punto della versione finale. Salud e pailette a tutti!
Integrarsi nel Paese che ti ospita vuol dire anche conoscerne i fenomeni sociali. Da un po' in qua uno in particolare domina le chiacchiere nei bar, i trending topic su Twitter, le pubblicità di Spotify e i dibattiti televisivi. Così, armata di tutto il mio amore per la Spagna, Lunedì scorso ho deciso di guardare per la prima volta Operación Triunfo. Spoiler: è stata una pessima idea.
Ve ne parlo solo adesso perchè ho avuto bisogno di tempo per riprendermi. Tanto per cominciare continua a stranirmi che un programma in Prime Time inizi alle 22.35. Ma quello va bene - anzi, benissimo! - dato che è esattamente l'ora in cui finisco di cenare. Quindi divano, copertina, cellulare. Qualche casino per trovare l'hashtag giusto (dico sul serio: non potete sceglierne uno fisso anzichè cambiarlo ogni settimana?). E via, pronti per l'avventura.
Dopo una breve introduzione, cinque tizi inquietantemente giovani attaccano a cantare in coro una roba che vedrei bene nella colonna sonora del Re Leone. Il cartone, non il musical. "É che l'hanno un po' cambiata, prima era meglio", si affretta a spiegarmi qualcuno sui social. Sarà. Però la sensazione di trovarmi in un film Disney non accenna a diminuire.
Il punto è che a parole, qui, è tutto bellissimo. I giudici elogiano ogni singola performance. Gli autori dei brani si sprecano in complimenti. I concorrenti sono un susseguirsi di baci e abbracci. Persino su Twitter - cioè, T W I T T E R! - le critiche si contano sulle dita di una mano. Voglio dire, dove sono quei bei sani litigi pro-audience? Il Morgan della situazione che si accoltella verbalmente con un sostituto di Fedez? Una Maionchi che dica cazzo ogni quattro parole? Tutto questo miele mi alza il tasso glicemico, dai. Non può essere sano. Tra i protagonisti della favola troviamo Aitana/Biancaneve: una tizia con la vocina da Topo Gigio (lo so, io dovrei solo starmene zitta) che però quando canta si trasforma nella Celine Dion de noaltri. Secondo me è posseduta. Poi Ana Guerra/Jasmine, che copia-incolla i brani latini che malsopporto in discoteca ma se non altro aggiunge un po' di ritmo alla serata. La Bella Addormentata Miriam, la più insipida tra tutte. Il Principe Azzurro Alfred, che strappa applausi con il suo abito femminista e interpreta l'unico brano che mi piace. Anche se è una brutta copia di Pereza e obiettivamente canta male. E infine Amaia, la Cenerentola del posto. Ecco, lei di fama la conoscevo. In effetti non mi stupisce che la Spagna l'adori: è genuina, un po' naif, con una voce pazzesca. Peccato che, per qualche insondabile mistero, a quelle brave finiscano sempre per assegnare brani impostati che sembrano usciti direttamente dagli anni 50. L'ideale per chi ha problemi di insonnia. E intanto sui social parlano di Almaia (che scopro essere la crasi tra Alfred e Amaia), Aiteda (Aitana più Cepeda, uno che non è manco più in gara), War (la suddetta Ana Guerra). Cioè, ragazzi, abbiate pazienza: già non è facile memorizzare cinque nomi di botto, se me li cambiate in corsa e battezzate anche le coppie non andiamo mica d'accordo! Repiro profondo. Manteniamo la calma. In fondo c'è David Otero, quindi non può essere tutto così male. Sul momento ho persino faticato a riconoscerlo, in preda al tipico smarrimento che ti provocano i volti famigliari in situazioni inaspettate. Riponevo molte speranze sul brano che aveva scritto assieme a Funambulista e Tato Latorre. Chissà: magari sarebbe stato proprio quello che, al termine della serata, il pubblico avrebbe votato per mandare all'Eurovision. Una canzone di David Otero a rappresentare la Spagna, ci pensate?
Ma, no. Alla fine no. Alla fine MOLTO MEGLIO, MA PROPRIO MOLTISSIMISSIMO MEGLIO di no. Che di per sé il pezzo non sarebbe stato neanche male. Struttura ben studiata. Testo mediamente gradevole. Solo che vuoi l'impostazione classica del duetto, vuoi il trucco degno del Mago Forrest del mazzo di fiori estratto dal taschino della giacca... oh, ragazzi, a me è presa la depressione.
E poi, di nuovo, sia benedetto X Factor. Perchè bastano delle tizie improbabili con un tutù sulla ricostruzione piatta di un'ambientazione circense per scoprire che le coreografie di Tommassini possono mancarti più della mozzarella di bufala.
Morale: all'una passata di notte, dopo la sorella di Sobral in acustico, Conchita Wurst e i vecchi concorrenti in visita, persino J Balvin riesce a sembrarmi un capolavoro. Alla fine, manco a dirlo, all'Eurovision andrà la canzone più Disney di tutte. E pensare che avrebbero potuto letteralmente sbancare il festival col tormentone "NO QUIERO NADA MALO NO NO NO, PA' FUERA LO MALO NO NO NO" che a distanza di una settimana ho ancora in testa dopo averlo ascoltato una volta sola. Invece no. Gli spagnoli, che amano i gossip e le favole ancora più di noi, hanno scelto Amaia e Alfred. Scusate, Almaia. Due giovani fidanzatini conosciutisi in tv che si guardano negli occhi mentre sparano acuti. La storiella a lieto fine da coronarsi nel bacio a beneficio delle telecamere.
Stavo per dire che almeno a trasmissioni musicali è messa meglio l'Italia. Solo che poi mi sono ricordata che tra poco inizia Sanremo. Che come Operación Triunfo é sulla tv di Stato, solo che ha molta più pubblicità. Che come Operación Triunfo finisce ad ore impossibili della notte, ma iniziando un'ora e mezza prima e per un'intera settimana.
Quindi niente, spagnoli. Nonostante tutto, mi sa che avetedi nuovo vinto voi.
Ok gente, sono ufficialmente entrata in clima Eurovision. Il che non vuol dire solo spettegolare sui vestiti ma anche monitorare i social di Gabbani con frequenza da stalking, guardare il red carpet in differita mentre ceno, emozionarmi come una bimba per le prove generali e - soprattutto - stilare una lista delle migliori canzoni. Nel giorno della prima semifinale, mentre la mia vena ultras è ormai del tutto fuori controllo (ho una bandiera nel cassetto, fossi in voi mi preoccuperei) queste sono ufficialmente le mie preferite:
1. Italia
Perchè Francesco deve vincere, punto. Non è solo questione di pseudo-patriottismo: è che penso sinceramente, dopo averle ascoltate tutte, che la sua sia la miglior canzone in gara. La scenografia coloratissima vista alle prove è un valore aggiunto. Video ufficiale:
Prove:
2. Ucraina
Gli unici portavoce del rock all'Eurovision si meritano già di per sè tutto il mio supporto. Alle prove sono stati forse un po' penalizzati nella prima parte del brano, ma poi si sono ripresi alla grande. Devono molto (forse troppo) ai Muse, però sono pura adrenalina. Io già li amo alla follia. Video Ufficiale:
Prove:
3. Cipro
É il secondo anno di fila che Cipro si insinua nella mia top 5 eurovisiva: forse dovrei seriamente indagare un po' più a fondo nella cultura musicale del luogo. Ad ogni modo Gravity è orecchiabile e accattivante, con quel po' di sonorità etniche che non guasta mai. Medaglia di bronzo. Video Ufficiale:
Prove:
4. Azerbaijan
Epica. A tratti mi ricorda vagamente la prima Elisa, quella della mia sempre venerata Labirinth. La messa in scena vista alle prove, però, secondo me è un po' troppo teatrale e può avere l'effetto opposto di penalizzarla. Un pezzo così non ha bisogno di orpelli e distrazioni. Video ufficiale:
Prove:
5. Francia Uno di quei brani freschi, allegri ed orecchiabili che ti si insinua in testa e non ti molla più. Unico appunto: lei che era tanto ben vestita nel video ufficiale (nella mia pagella glamour su Euromusica le avevo dato addirittura 9!) si presenta alle prove con quel vestito improponibile. Cioè, porquoi?
Video Ufficiale:
Prove:
Infine, concludo con due menzioni d'onore. La prima va alla mia Spagna, che ha obiettivamente una canzone bruttina, ma ti basta ascoltarla due volte per ritrovarti a canticchiarla per i quattro giorni successivi; e in fondo anche questo è un merito. La seconda all'Austria, non solo perchè il tizio è di origine triestina, ma anche perchè ha un sorriso contagioso che te lo rende subito simpatico (qui le sue prove). Buon Festival a tutti, e comunque vada Panta Rei.
L'Eurovision dovrebbe promuovere la fratellanza tra i popoli e, foss'anche in modo parziale, quest'anno ci è riuscito eccome. L'ho capito nel momento del conteggio dei voti, quando una formula più complicata di un'equazione quantistica (no, davvero: voi c'avete capito qualcosa?) ha chiarito una volta per tutte quali siano le vere dinamiche dei rapporti internazionali. E cioè, fondamentalmente, che Italia e Spagna si amano da morire.
Ma facciamo un passo indietro. La competizione, come ormai saprete, l'ha vinta l'Ucraina. Un trionfo che il sottotesto politico ci ha messo pochissimo a far diventare un caso. Curioso che il testa a testa finale sia stato proprio tra lei e il concorrente russo. Una lotta all'ultimo respiro per riuscire a superare l'outsider Australia - quella che sì, abbiamo capito, con l'Europa non c'entra, ma ora potete anche smetterla di fare tutti la stessa battuta.
Quando Jamala ha ricantato per l'ultima volta la sua canzone anti-russa ho pensato che sarebbe bello se le guerre si combattessero così. Su un palcoscenico, a colpi di note e televoto. Con la vittoria ridotta ad un trofeo e la sconfitta a un volto deluso.
Foto: IlCorriere.it
Forse è anche per questo, se l'Eurovision piace. Perchè ti induce a credere in un mondo parallelo, utopico, fatto di pailettes e patriottismi inaspettati. Un mondo in cui tutti ci sentiamo improvvisamente uniti nel tifare Michielin anche se non abbiamo mai comprato un suo disco in vita nostra - ma poi perchè quella scenografia vegana? E che c'entra il laghetto incantato?
Foto: Ilfattoquotidiano.it
La Michielin alla finale di Eurovision, secondo Twitter.
Un mondo in cui la Francia si riscopre amica nel regalarci i suoi voti, la Croazia si veste da paralume ad una festa di Halloween e gli effetti per l'esibizione della Georgia ci fanno sentire tutti come se avessimo preso una pasticca di ecstasy.
Il look sobrio della concorrente croata (fonte: BBC/ Buzzfeed España)
E poi arriva gente improbabile tipo il rappresentante della giuria islandese, che annuncia il verdetto nazionale con un cane in braccio perchè... insomma, perchè no? Oppure la tizia del peso lordo di 1,5 kili che, in diretta dall'alba di Sidney, scambia tagliatelle crude per una collana.
Tra l'altro quello delle tagliatelle è stato forse l'unico intervento valido dei commentatori nostrani, evidentemente mandati a Stoccolma con il preciso intento di farci venire il mal di testa. Insomma, che bisogno c'era di divagare continuamente invece di limitarsi a tradurre quello che si sono impegnati a dire a tutt'Europa i conduttori svedesi? Senza contare che, da adolescente fanatica degli Alcazar e post-adolescente che ascoltava i Mando Diao, il siparietto sulla storia della musica locale l'avrei davvero voluto sentire.
Ma si diceva dell'amore tra Italia e Spagna. Si diceva di Barei, la sconosciuta rappresentante iberica che, scaraventandosi a pancia in giù sul palco, ha fatto preoccupare mezzo Continente in due secondi di stacco su nero.
Fonte BBC/Buzzfeed España
I bookmakers la davano tra i favoriti, a esibizioni concluse. Eppure, nessuno delle giurie sembrava essere d'accordo. All'apice della delusione, gli unici a regalarle il massimo dei punti siamo stati proprio noi italiani.
Fonte: eurofestivalnews.com
Da Twitter, la gratitudine di un popolo non è tardata ad arrivare. Hanno tirato in ballo la Carrà, gli Erasmus, persino Banderas. Tutto con una sola morale: siamo gli unici alleati, nella buona e nella cattiva sorte. Ci vogliono bene, bella Italia, nonostante lo sport e gli esemplari più machos che gli rimorchiano le donne sulle spiagge in estate.
Ho raccolto qui sotto alcuni dei cinguettii più rappresentativi, a chiara dimostrazione che quest'edizione dell'Eurovision è stata a suo modo meravigliosamente italo-spagnola (tra l'altro, alla maggior parte degli spagnoli pare sia piaciuta anche molto la canzone della Michielin).
É una macchina del tempo, l'Eurovision Song Contest (per gli amici Eurofestival, per gli amicissimi ESC). Sali a bordo e ti ritrovi catapultato in uno show televisivo degli anni '80. Tutto ballerini, lustrini, sonorità dance e scenografie da attacco epilettico. Talmente kitsch che non puoi fare a meno di restarne invischiato. E infatti, manco a dirlo, ne sto seguendo gli sviluppi con lo stesso trasporto di un tifoso di calcio con la squadra del cuore in finale di Champions League.
Il fatto è che la finale (appunto!) si avvicina. Così, dopo aver dettagliatamente commentato i look sfoggiati dai concorrenti nei videoclip dei brani in gara, mi è sembrato giusto e doveroso riassumerne le canzoni in gif. Beh, non tutte, ché sarebbero state - come dire - tantine. Più che altro mi sono limitata alle finaliste "raccomandate": quelle che, ospitando o avendo fondato il contest, non hanno bisogno di passare per lo scoglio delle semifinali. Poi (siccome erano - come dire - pochine) ci ho aggiunto anche un paio di altri pezzi che per vari motivi si sono guadagnati il mio surplus di attenzione.
A proposito: se per caso foste curiosi di scoprire quali siano i miei brani preferiti, li ho raccolti in una playlist qui.
Il testo della canzone di Frans si può riassumere così: se fosse dispiaciuto farebbe un sacco di robe melodrammatiche. SE. Solo che non gliene frega un cassius. Ma proprio così, della vita, in generale.
Nel video ufficiale apprezziamo tizio a dorso nudo barba-munito che corre in ambientazioni epiche, sotto La luna piena, con sonorità folcloristiche di fondo e l'incondizionato favore degli Dei dell'Olimpo. Mapperchè li avete eliminati?!