Visualizzazione post con etichetta feste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta feste. Mostra tutti i post

sabato 27 dicembre 2014

Il Natale dei Vip spagnoli (e il mio).

Le feste sono impegnative. Ti ritrovi ad infornare cupcake in quantità sufficiente a sfamare un esercito; realizzi pacchi dono estremamente chic con il cartone dei rotoli di carta igenica, uno spago, ed un foulard firmato da utilizzare come involucro. Non contenta, tiri persino fuori un presepe alternativo da tre tappi di sughero, una forcina, un cordoncino di plastica di quelli che si usano per chiudere gli alimenti, e alcune vecchie carte regalo mai buttate via (uso molto Pinterest, si nota?). Certo, per Gesú bambino ti ci vogliono due tentativi: al primo ti esce obeso, al secondo rischi di amputarti una mano intagliando la culla con un po' troppa foga. Ma, appena inizi a pensare che forse si tratta di segnali divini, dallo schermo del cellulare una notifica ti informa che “a @vaticanolasantasede piace la tua foto”. Al che potresti bullarti dell'Altissima Approvazione, metterti a seguirli, chessó, magari recitare quattro Ave Maria. Invece, il primo pensiero che ti salta in mente é “Chissá quanto li pagano, i Social Media Manager al Vaticano”. E lí ti rendi conto di essere una bruttissima persona.















Non é finita qui, comunque. Perché sotto Natale ti trovi anche ad accogliere parenti, organizzare cene di Capodanno lottando con previsioni meteo catastrofiche, prezzi esorbitanti, e personaggi burberi. A perdere a Risiko. A perdere a Poker. A non essere nemmeno fortunata in amore (ingrati). Ma, soprattutto, ti ritrovi a saltellare da un centro commerciale all'altro con lo scopo di cercare qualcosa per i tuoi cari e la conseguenza di innamorarti di un poncho, di una borsa con le frange e di un cappello boho chic per te. Come già detto, sono una bruttissima persona. Nei centri commerciali, peraltro, ti trovi ad affrontare file kilometriche che manco ad un concerto pop per pagare un articolo qualsiasi, schivare gruppi di amici intenti a trasportare un sacco da boxe (cioé: lo trasporta uno; gli altri si limitano a dirgli “vai a destra, dritto, sinistra” come se manovrassero la macchinina di un videogioco) e condividere ascensori con tizi che sanno pesantemente di baccalá fritto. Bei momenti, insomma. Poi lo capite anche voi, che una resti un po' indietro con i post.

Ho intenzione di rifarmi, peró. E non potevo non cominciare con il post post (valga la ridondanza) natalizio per eccellenza: il preferito dalle riviste di gossip, dai portali web con le icone in rosa, ed – ovviamente – dai socialnetwork dipendenti come me. Sí, insomma, ho intenzione di regalarvi una selezione delle migliori foto festive condivise dai vippese spagnoli su internet. Cosí, giusto per stimolare con un argomento leggero l'anima pettegola che é nascosta in noi. Avrei potuto parlarvi dei Massimi Sistemi e della teoria di scissione dell'atomo, intendiamoci. Solo che non mi sembrava appropriato, durante la digestione.

I vippese, quindi. Cominciando da Iker Casillas (sospiri, cuoricini, bavetta) che ha postato su Instagram un collage di foto del figlio Martín travestito da Babbo Natale. Di per sé sono abbastanza contraria alla divulgazione di immagini di bebé sul web. Lui, peró, é cosíí cariiiinooooo!



Il trend “bimbi tenerissimi” é stato abbracciato anche da Raquel Del Rosario de El Sueño de Morfeo, che ha fatto indossare al suo piccolo Leo una tutina a tema.




Quadretto famigliare da pubblicitá del Mulino Bianco (Banderas, trema!) per Bustamante, che ha invece sfoggiato uno scatto tutto denti, fiocchetti e felicitá.




Il sempre figherrimo Pablo Alborán ha voluto dimostrare che riesce ad esserlo anche con un naso da pagliaccio addosso. L'albero l'ha decorato in modo alquanto kitsch ma vabbé, dai, lo si puó perdonare.




Il comico Dani Martínez, come (ho scoperto) una quantitá sorprendente di altre celebritá nel mondo, il 25 Dicembre ha compiuto gli anni. Ecco, allora, che alla tradizionale foto natalizia si é sostituita quella di una torta cioccolatosissima con dedica personalizzata. Manda 'na fetta, Danié, fai il bravo!



Quanto al suo quasi-omonimo ed immancabile Dani Martín, ci ha tenuto a condividere l'outfit impeccabile ed elegantissimo che ha sfoggiato durante la cena della vigilia, specificando che “ormai ha una certa etá”. Si potrebbe obiettare che appena poco prima aveva svelato su Twitter di possedere un Furby; ma a noi i dottor Jackill/Mr.Hide piacciono sempre. O no?






David Bisbal sostiene che il miglior regalo ricevuto sia stato il fotomontaggio che vedete qui sotto. Immaginate come devono essere stati gli altri, povera stella.



BabboNatalizzazione anche per Andreu Buenafuente, che commenta con “é venuto un signore, vestito di rosso, a portarci dei regali”.




Lo scrittore e giornalista Maxim Huerta ha optato per l'autopromozione, ri-postando una bella foto originariamente pubblicata da una sua lettrice.




Last but not least, ElPescao, che per la veritá é stato piú impegnato a preparare il suo concerto del 26 Dicembre a Buenos Aires che a calarsi nell'atmosfera natalizia. Il suo mini-video con le luci dell'albero in testa, peró, non potete perdervelo. Dico davvero.


lunedì 24 dicembre 2012

In definitiva, Buon Natale.

Era qualche giorno fa, o forse soltanto ieri. Il concetto di tempo, in periodo di feste, sfugge sempre un po'. Comunque. Chiedevano, su erretielle, da quali piccole routine annuali fosse composto il nostro Natale. Cioè, loro in realtà dicevano “da cosa lo capite”. Come se non bastassero il calendario, le uscite discografiche e le duemilaseicento pubblicità a tema. Ma tant'è. Il punto è che ci ho pensato. Ci ho pensato a lungo.

Per me il Natale è colla e cartoncino mentre mi suona in testa Jingle Bells. E' l'agenda de il Piccolo infilata in attesa sotto alle pagine dell'anno che sta per finire. E' il cigolio del tavolo in salotto, che va ampliato per la cena. Le imprecazioni di mio padre: chè l'impresa, al primo colpo, non gli riesce quasi mai. Natale è l'odore del brodo. La maionese sul cotechino. Il Kren (scusate, rafano) piccante portato da mio nonno, assieme a una bottiglia di rosso di cui usufruiremo solo in tre. E' l'eterna partita a Risiko in cui non riesco mai a conquistare la Spagna. E le pedine rosa, giù le mani, sono mie. Ancora, è l'accurata scelta della colonna sonora per la sera. Ché dev'essere composta da dischi usciti quest'anno. O almeno, da canzoni che in qualche modo ne siano state rappresentative. Poi nessuno ci presta attenzione. E “tieni il volume basso”; e “c'è da chiacchierare”. Però continua a riempirmi di inspiegabile  soddisfazione. Natale è mia nonna che se le sente perchè ha dimenticato a casa gli occhiali. La gattina che gioca coi nastri dei pacchetti, nel miagolio inquieto di abitudini spezzate. E' il dolce che da anni m'incarico di preparare. Quello che stavolta rimando a Santo Stefano, colpa di un surplus di panettoni e raffreddore. Quest'anno, sgradita new entry, Natale ha anche il sapore acre di un'aspirina. Eppure ci riesce lo stesso, a significarmi felicità.

Pigrizia e felicità.

Pigiama, abbuffate, e felicità.

Famiglia e felicità.

E infine occhi con la forma dello schermo del pc. Stremati dall'assemblaggio di immagini, nel montaggio di quei video di cui vi parlo da un po'. Se mai foste curiosi di vederli, eccoli qui. Uno scanzonato, pieno di allegria: tradizione di un fanclub. L'altro più formale, artistico, commissionato di apprezzamenti dalla solita Galleria. Una cosa, però, l' hanno in comune: il riassunto di un anno. Un anno che per me – lungi dal timore di parlare troppo presto – è fino ad ora stato eccezionale.

Non importa quale preferiate. Se vorrete vederli oppure no. In ogni caso, a tutti voi, auguri.




lunedì 13 agosto 2012

Stelle cadenti o sabbia negli occhi? ( Cronaca di un fine settimana da VIP )


Il braciere olimpico si spegne su di un coro di “noo”. A conti fatti, proprio come il mio weekend sul Lago. Tra l'altro dovrei dedicarci un post intero, alla cerimonia di chiusura di Londra 2012. Cosa che probabilmente farò non appena riemergo dagli anni novanta e dal clima di euforia nostalgica in cui mi ha rigettata la reunion delle Spice. Ché mi son messa a seguirle tutte e cinque su twitter e ho messo il video della loro performance in loop su vimeo. Così, tanto per darvi un'idea della mia attuale condizione mentale. All you need is positivity! Colours to the world! Shake it shake it shake it...ok, la smetto.

Dicevamo del weekend. Il bilancio corrisponde ad uno spritz, due mojitos, un bicchiere di spumante, una lattina di birra bionda trangugiata di chupito in chupito durante una sconfitta a dama da bere. Ah, e una stella cadente che non sono certa di aver visto davvero. Sì, insomma, per quel che ne so io avrebbe potuto tranquillamente trattarsi di un granello di sabbia finito negli occhi. In fondo sono poche le certezze che puoi avere sulla rocca di Desenzano, se hai dell'alcol nelle vene, non ci vedi un fico secco e hai messo i sandali col tacco totalmente ignara del suolo petroso. Capitemi: in certe circostanze ci si aggrappa a quel che si può. E no, non mi riferisco precisamente alla parete scoscesa per non cadere a capofitto sulle città illuminate ai tuoi piedi: fino a quel punto non sono arrivata. Comunque, nel dubbio, io il desiderio l'ho espresso. Un desiderio veramente idiota, ora che ci penso. Tende a essere sempre effimera, la prima cosa che mi viene in mente. L'ho sempre detto, che dovrei prendere appunti prima. Vabbé.





E' anche vero che non posso aspettarmi molto da me stessa. Insomma, mi sono presentata ad una festa in procinto di iniziare, convinta che sarebbe iniziata, invece, a tarda sera. Parliamone. Ma l'importante, in fondo, è conservare la dignità. Anche quando la tua miopia ti porta a rubare il telo mare di uno sconosciuto a cui ancora non ti sei presentata. “Oddio, scusa, credevo fosse quello che mi avevano prestato”. In realtà, credo di aver conquistato in quel preciso istante una carnagione coordinata al rosso del mio bikini. Un bikini che, tra l'altro, adesso puzza un sacco di cloro.

Il fatto è che una festa di dodici ore a bordo piscina ti fa sentire al centro di un episodio di O.C. E quando vai a dormire (e per “dormire” intendo cadere in coma sul materasso appoggiato al pavimento di una casa non tua) il tuo subconscio sta ancora rimuginando su tutte e quante le conversazioni. D'altra parte era piuttosto ovvio: tra sposi novelli e coppie consolidate, il tema principe è stato il matrimonio. Così, ancora un po' su di giri per i drink e la sensazione di essere padrona del Destino, finisci per disegnarti in testa la tua cerimonia ideale. Sorvolando anche sul fatto che, per sposarti, dovresti prima trovarti un uomo. Dettagli. Ad ogni modo, ho deciso che vorrò sposarmi sulla spiaggia. Una spiaggia spagnola, preferibilmente, come in quel servizio che avevo visto su Tve. Pochi intimi tra gli invitati, qualcuno che balla flamenco, e una band che suona live l'intera colonna sonora della mia vita. Dai, sarebbe una figata. Per quanto, conoscendomi, anche nel caso in cui riuscissi a racimolare abbastanza denaro da permettermelo, sono certa che quel giorno verrà giù un nubifragio.

E, con la sabbia negli occhi, crederò di vedere altre stelle cadenti. Per poi sprecare desideri con altre richieste inutili. Vabbè. Col vestito da sposa addosso, mi sarà tutto concesso. Magari anche tuffarmi ubriaca in mare.

Che poi non è neanche solo colpa di OC, se mi si affolla la mente di sogni da miliardari. Naa. Il fatto è che, al di là del mojito party a casa di una delle mie più grandi amiche, io ho anche passato dei giorni a Riva del Garda, con il ramo materno della mia famiglia. E sono stati giorni in cui le nuove tecnologie mi hanno fatta sentire riverita e coccolata, proprio come un'autentica Vip. Del tipo che sul treno Frecciabianca non funziona l'aria condizionata. Mi lamento su twitter. E, due secondi dopo, il capotreno mi fa spostare in un'altra carrozza scusandosi per il disagio. Non faccio neanche in tempo a chiedermi se abbia letto il mio messaggio seguito da apposito hashtag, che noto la menzione de @Le_frecce . “Chiedi aiuto al capotreno, é lì per rendere il tuo viaggio più piacevole”. O del tipo, anche, che scrivo all'ente turismo del Garda Trentino per informarli della mia presenza in loco,e loro mi twittano il programma completo con le cose da fare in serata. Mi chiedono pure com'è andata e come mi trovo ad ogni singola cosa che scrivo in merito. Impressionante, davvero. Inizio a credere che quello del Community Manager sia un mestiere ancor più sottopagato di quanto pensassi. Perchè, se fatto bene, può aiutare a far sentire la gente apprezzata e speciale. Peccato che molte aziende non l'abbiano ancora del tutto capito.


Detto questo, tra fontane colorate, luci al laser e maree umane a godersi una notte bianca, sono anche riuscita a comprare un paio di shorts.
 Il premio per la miglior battuta del viaggio, invece, va a mio zio.

“Ho un po' di mal di stomaco...”
“Se vuoi ho del limoncello.”
“?!?”
“...beh, c'ha dentro del limone.”

Non ha neanche tutti i torti, a dire il vero.