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giovedì 17 aprile 2014

Come la campanella l'ultimo giorno di scuola.

Terminare l'ultima attività lavorativa prima di un weekend festivo ha lo stesso sapore liberatorio (e ormai dimenticato) del suono della campanella l'ultimo giorno di scuola. Certo, quel che fai di lavoro è decisamente molto meglio di due ore di chimica. Materia che, tra parentesi, da un po' in qua associo in modo pressochè esclusivo alla produzione di metanfetamine. Dev'essere per il successo di Breaking Bad, vai a sapere. Comunque. Vi scrivo dalle quattro pareti dell'ufficio, in frenesia da dire senza saper cosa, entusiasta ma troppo stanca per esternarlo in qualsivoglia maniera. 



Come al solito, sono rimasta a presidiare il forte. Ultima sopravvissuta oltre l'orario canonico. Sola. Gli occhi che bruciano. Il portachiavi rosso di rimandi pop. E, anche se davanti a me ho soltanto quattro giorni - e non tre mesi - di vacanza mi sembra comunque un traguardo da festeggiare.

Perchè, del resto, è tutto come sempre. Aprile che mi sfugge dalle dita. Il ciclo che si allinea alle date dei miei viaggi. Una quantitá eccessiva di idee gestire. Gli spritz che ordino con l'unica e precisa finalità di ingozzarmi di patatine. Insomma, sono sempre io. É sempre la mia vita. 

Con la sola differenza che un bisogno di vacanze cosí estremo, francamente, non lo avvertivo da tempo.

Quindi, niente: domani parto. Direzione Lago di Garda, conoscenza di figlie di migliori amiche (sono emozionata!), collassi su letti altrui.

E, visto che mi aspetta una quantitá esagerata di preparativi, non mi resta che augurarvi Buona Pasqua sin da ora. Fate i bravi, staró via solo un po'. 

lunedì 13 agosto 2012

Stelle cadenti o sabbia negli occhi? ( Cronaca di un fine settimana da VIP )


Il braciere olimpico si spegne su di un coro di “noo”. A conti fatti, proprio come il mio weekend sul Lago. Tra l'altro dovrei dedicarci un post intero, alla cerimonia di chiusura di Londra 2012. Cosa che probabilmente farò non appena riemergo dagli anni novanta e dal clima di euforia nostalgica in cui mi ha rigettata la reunion delle Spice. Ché mi son messa a seguirle tutte e cinque su twitter e ho messo il video della loro performance in loop su vimeo. Così, tanto per darvi un'idea della mia attuale condizione mentale. All you need is positivity! Colours to the world! Shake it shake it shake it...ok, la smetto.

Dicevamo del weekend. Il bilancio corrisponde ad uno spritz, due mojitos, un bicchiere di spumante, una lattina di birra bionda trangugiata di chupito in chupito durante una sconfitta a dama da bere. Ah, e una stella cadente che non sono certa di aver visto davvero. Sì, insomma, per quel che ne so io avrebbe potuto tranquillamente trattarsi di un granello di sabbia finito negli occhi. In fondo sono poche le certezze che puoi avere sulla rocca di Desenzano, se hai dell'alcol nelle vene, non ci vedi un fico secco e hai messo i sandali col tacco totalmente ignara del suolo petroso. Capitemi: in certe circostanze ci si aggrappa a quel che si può. E no, non mi riferisco precisamente alla parete scoscesa per non cadere a capofitto sulle città illuminate ai tuoi piedi: fino a quel punto non sono arrivata. Comunque, nel dubbio, io il desiderio l'ho espresso. Un desiderio veramente idiota, ora che ci penso. Tende a essere sempre effimera, la prima cosa che mi viene in mente. L'ho sempre detto, che dovrei prendere appunti prima. Vabbé.





E' anche vero che non posso aspettarmi molto da me stessa. Insomma, mi sono presentata ad una festa in procinto di iniziare, convinta che sarebbe iniziata, invece, a tarda sera. Parliamone. Ma l'importante, in fondo, è conservare la dignità. Anche quando la tua miopia ti porta a rubare il telo mare di uno sconosciuto a cui ancora non ti sei presentata. “Oddio, scusa, credevo fosse quello che mi avevano prestato”. In realtà, credo di aver conquistato in quel preciso istante una carnagione coordinata al rosso del mio bikini. Un bikini che, tra l'altro, adesso puzza un sacco di cloro.

Il fatto è che una festa di dodici ore a bordo piscina ti fa sentire al centro di un episodio di O.C. E quando vai a dormire (e per “dormire” intendo cadere in coma sul materasso appoggiato al pavimento di una casa non tua) il tuo subconscio sta ancora rimuginando su tutte e quante le conversazioni. D'altra parte era piuttosto ovvio: tra sposi novelli e coppie consolidate, il tema principe è stato il matrimonio. Così, ancora un po' su di giri per i drink e la sensazione di essere padrona del Destino, finisci per disegnarti in testa la tua cerimonia ideale. Sorvolando anche sul fatto che, per sposarti, dovresti prima trovarti un uomo. Dettagli. Ad ogni modo, ho deciso che vorrò sposarmi sulla spiaggia. Una spiaggia spagnola, preferibilmente, come in quel servizio che avevo visto su Tve. Pochi intimi tra gli invitati, qualcuno che balla flamenco, e una band che suona live l'intera colonna sonora della mia vita. Dai, sarebbe una figata. Per quanto, conoscendomi, anche nel caso in cui riuscissi a racimolare abbastanza denaro da permettermelo, sono certa che quel giorno verrà giù un nubifragio.

E, con la sabbia negli occhi, crederò di vedere altre stelle cadenti. Per poi sprecare desideri con altre richieste inutili. Vabbè. Col vestito da sposa addosso, mi sarà tutto concesso. Magari anche tuffarmi ubriaca in mare.

Che poi non è neanche solo colpa di OC, se mi si affolla la mente di sogni da miliardari. Naa. Il fatto è che, al di là del mojito party a casa di una delle mie più grandi amiche, io ho anche passato dei giorni a Riva del Garda, con il ramo materno della mia famiglia. E sono stati giorni in cui le nuove tecnologie mi hanno fatta sentire riverita e coccolata, proprio come un'autentica Vip. Del tipo che sul treno Frecciabianca non funziona l'aria condizionata. Mi lamento su twitter. E, due secondi dopo, il capotreno mi fa spostare in un'altra carrozza scusandosi per il disagio. Non faccio neanche in tempo a chiedermi se abbia letto il mio messaggio seguito da apposito hashtag, che noto la menzione de @Le_frecce . “Chiedi aiuto al capotreno, é lì per rendere il tuo viaggio più piacevole”. O del tipo, anche, che scrivo all'ente turismo del Garda Trentino per informarli della mia presenza in loco,e loro mi twittano il programma completo con le cose da fare in serata. Mi chiedono pure com'è andata e come mi trovo ad ogni singola cosa che scrivo in merito. Impressionante, davvero. Inizio a credere che quello del Community Manager sia un mestiere ancor più sottopagato di quanto pensassi. Perchè, se fatto bene, può aiutare a far sentire la gente apprezzata e speciale. Peccato che molte aziende non l'abbiano ancora del tutto capito.


Detto questo, tra fontane colorate, luci al laser e maree umane a godersi una notte bianca, sono anche riuscita a comprare un paio di shorts.
 Il premio per la miglior battuta del viaggio, invece, va a mio zio.

“Ho un po' di mal di stomaco...”
“Se vuoi ho del limoncello.”
“?!?”
“...beh, c'ha dentro del limone.”

Non ha neanche tutti i torti, a dire il vero.



mercoledì 8 agosto 2012

Liste pre-viaggio in pessima grafia.


La vigilia di un viaggio comporta tutt'una serie di piccoli rituali. E non importa quanto sia lontana o vicina la meta: saranno tutti comunque appuntati sulla pagina bianca della mia orrida agenda aperta sulla scrivania. Ah, le mie famose liste! Le caratterizza, per lo più, una grafia da far invidia a un medico. Una che spesso non decifro manco io. “Chi non capisce la propria scrittura é un asino di natura”, sentivo dire tra i banchi delle elementari. Il che mi provoca anche un certo fastidio. Non che la destinataria dell'affermazione fossi mai stata io, intendiamoci. D'altronde, all'epoca mica mi svegliavo nel cuore della notte per scrivere “Stampa orari corriere” seguito da cinque punti esclamativi. Come se poi non li avessi giá imparati a memoria, quegli orari. Né tantomeno posticipavo di mezzo secondo il caffè del mattino per aggiungerci sotto “salvaslip”. Seguito da un punto di domanda perchè non ricordo mai quando accidenti dovrebbe venirmi il ciclo. Vabbé. Le mie famose liste, non si sa perchè, sono anche spesso seguite dal disegno stilizzato di una casa, una nuvola, un albero e un fiore. In quest'ordine. A volte faccio pure dei riquadri geometrici, ma solo se mi sembra di aver scordato qualcosa.

Comunque, dicevo dei rituali. Quelli di oggi, nello specifico, consistevano in:

1. Ripassare lo smalto di Kiko sulle unghie dei piedi. Il colore è rosso fuoco, ovviamente, ché si prevede un mojito party a bordo piscina. Quindi, semmai ci scappasse un bagno, è giusto che lo smalto sia coordinato al bikini. Voglio dire: se leggo un libro intitolato “cosa indossare con un cuore spezzato”, ci sarà un perchè. Non per il cuore spezzato, intendo. Più per l'indossare. E per la copertina fashion che ritrae una ragazza ben vestita piena di sacchetti colorati. Beh, insomma, ci siamo capiti.



2. Rovistare per due ore nell'armadio fino a tirar fuori un estratto di guardaroba coordinato allo smalto di Kiko, al bikini, e ai sandali col fiore rosso che ci stanno proprio da Dio. Mi concedo una punta di nero solo per il top traforato che lascia la schiena scoperta e che - giuro!- non ricordavo assolutamente di avere.

3. Constatare l'assoluta ed impellente esigenza di un paio di short. Magari non di jeans, ché sudo solo all'idea.

4. Mettere sú una vecchia compilation di musica latina di fine anni novanta, per rendere più amene le sfilate improvvisate con cui do il benestare ai miei abbinamenti modaioli. 'Na roba trash persino per me, che mi porta dopo cinque minuti scarsi a ballare per casa sulle note di Geri Halliwell. Con la gatta boccheggiante per il caldo a guardarmi come se fossi ormai del tutto impazzita. D'altra parte, capitemi: “mi chico latino” è sempre stato un inno, per me. Una vera e propria filosofia di vita.





5. Depilarmi – di nuovo!!- anche se i pochi peli in fase di ricrescita sarebbero visibili soltanto al microscopio. E' che ho sempre avuto questa bizzarra convinzione che la gente, in treno, passi tutto il tempo utile ad analizzare la depilazione dei miei polpacci. E tendo anche a pensare che, ovunque io vada, non ci sarà mai nessun supermercato aperto in cui trovare rasoi per i ritocchi dell'ultimo minuto. Manco fossimo nel terzo mondo. E poi non si sa mai: metti che incontri l'uomo della mia vita? Metti che si innamori perdutamente di me e io non abbia le gambe perfettamente lisce? Cioè, son problemi.

6. Confermare, dopo aver cambiato cd, che “I love you” di Cremonini è a tutti gli effetti la canzone della mia estate.



Comunque: il punto è che ora è tutto pronto. Domani me ne vado sul lago di Garda. E, visto che mi hanno giá proposto di cenare canederli col gulash (ad agosto!), non carantisco di tornare viva. O magra.


See you.