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domenica 14 febbraio 2016

Cose che salvo di questo Sanremo.

Doveva essere solo una riflessione estemporanea da condividere su Facebook, ma - come spesso accade, specie dopo una sbornia televisiva lunga cinque giorni - mi sono fatta un po' prendere la mano. I bilanci, in fondo, mi sembra giusto e doveroso pubblicarli anche qui. 

E quindi eccole, le (poche) cose che salvo di quello che personalmente credo sia stato uno dei Sanremo più noiosi e musicalmente brutti degli ultimi tempi:


1. Francesco Gabbani, che per me si chiama e si chiamerà sempre Federico. Si merita la vittoria nei giovani, il Bardotti (la cui assegnazione, tra parentesi, non mi delude quasi mai), il premio della critica, i coriandoli, la speranze ritrovate in un futuro roseo e magari anche uno stilista nuovo.



2. Chiara Dello Iacovo, di cui non ricorderò probabilmente mai il cognome. Perchè se non altro qualcuno ricorda ogni tanto che il concetto di ritmo esiste ancora e che il vocabolario, nei testi, può spingersi un filino più in là del cuore-amore.

3. Ruggeri. Perché la sua era la miglior canzone tra i big, senza se e senza ma. Punto.

4. Hozier. Anche se il modo in cui Conti tratta gli ospiti stranieri si conferma imbarazzante. Cioè, lo paghi fior di quattrini, lo fai salire sul palco a mezzanotte e quarantasette minuti, gli fai cantare il singolo vecchio e lo liquidi senza manco chiedergli, chessò, che tempo fa in Irlanda o se va tutto bene a casa. Bah.

5. Elisa. Perché il suo “BON DAI” mi ha fatto scoprire un insospettabile campanilismo della serie “Monfalcón xe mejo” (ma poi, mejo de che?) e perchè aveva un vestito semplice e bellissimo. A quelli che si sono messi a twittare battutine sul fatto che è piatta volevo dire NO ALLA DISCRIMINAZIONE. NO AL BULLISMO. ‪#‎RespectForPiatte‬.


6. Virginia Raffaele, perchè ha dato un senso a tutto ciò.

7. Rocco Tanica, perchè mi fa sempre sbudellare dalle risate.

8. Morgan che non riesce a togliersi la giacca, probabilmente il miglior momento del festival in assoluto. Forse anche della televisione italiana.



9. I tweet, che (non prendiamoci in giro) sono sempre la migliore nonché principale nonché forse unica ragione per seguire il festival. Quest’anno la mia personale top 3 dei commentatori in centoquaranta caratteri è stata composta da: @zziagenio78, @esccanada (premio rivelazione Twitter‪ #‎sanremo2016‬) , e @alessioviola .

Detto questo, direi che possiamo finalmente archiviare anche questa kermesse, rimettere sotto naftalina Irene Fornaciari per un altro annetto e DIMENTICARE TUTTO CON UN AMEN. AAAMEN. AAAAAMEEEEEN.

venerdì 4 settembre 2015

11 (altre) cose che capisci solo se hai vissuto in Spagna

Incredibile come persino la prima settimana di Settembre, di per sè apocalittica, riesca ad essere più sopportabile con la prospettiva di un volo nel weekend. E' quindi con la mente già a Barcellona che rileggo un testo trovato tempo fa su uno dei blog di Hola.com. L'aveva scritto un tale Javier de Miguel, e - riportando l'ironico elenco delle "cose che capisci solo se hai vissuto in Spagna" sembrava quasi la continuazione di uno dei miei tanti, deliranti, sproloqui. Mi è sembrato, perciò, opportuno congedarmi (ma per poco, eh?) riportando, in traduzione, i punti a mio avviso più significativi. Che poi sono la maggior parte, ma vabbè.  La versione completa la trovate qui. 

COSE CHE CAPISCI SOLO SE HAI VISSUTO IN SPAGNA: 


1. La tuta non serve per correre o andare in palestra. Con la tuta si fanno paellas e si va in escursione in montagna. 


2. A pranzo non si mangia "alla carta", si mangia il Menù del Giorno a 10,95 euro. Con il suo bel primo, il suo secondo, il dolce, il pane e la bevanda. E il caffè: richiedilo, magari è incluso pure quello. 


3. I bar, quanto più sono da vecchietti, tanto più autentici sono. Quei bar in cui non si concepisce buttare via i tovaglioli (quelli lì impermeabili, che più che pulire spalmano) nel cestino, ma vanno direttamente sul pavimento sotto al bancone assieme alle teste dei gamberoni e agli ossi delle olive. Sono sporchi, hanno un odore strano, sono esteticamente brutti. Ma sono nostri, e li adoriamo.

4. "Sobremesas" che durano dal pranzo alla cena. (NDT per i non ispanofoni: la sobremesa è un termine quasi impossibile da tradurre in italiano, almeno senza usare una perifrasi; si usa per indicare il tempo trascorso in chiacchiere, ancora a tavola, dopo aver consumato il pasto). Vi giuro che per quanto io abbia viaggiato molto, in nessun posto ho visto fare "sobremesas" di due ore e mezza in cui tra l'altro, quando qualcuno se ne vuole andare, c'è sempre uno che dal tavolo se ne esce con: "ma te ne vai di già? Eddai, prenditi un'altra birretta,no?". E quando te ne vai è solo perchè ti fanno pena i camerieri, che devono andarsene a casa, non certo perchè ne hai voglia. 



5. Fare colazione con pane, pomodoro, olio e sale è strano. Almeno se non sei spagnolo. Per non parlare dell'inzuppare nel latte con Cola-Cao (o nel caffè) le magdalenas, le palmeritas o magari un bizcocho de limón. Però quanto è buono....!


6. In Spagna, finchè non compi i venticinque anni, non sai che il café Olé, in realtà, è il "Café au lait".

7. Insultarsi tra amici non solo non è offensivo, ma indica un enorme grado di confidenza: del tipo "Cogl***, che razza di figlio di p*** sei".  Tra l'altro, chiamare tío (letteralmente: zio) qualcuno non implica nessun grado di consanguineità. (NDT: beh, questo anche a Milano. E tra rapper. Chevvelodicoaffà).

8. Quando ordini qualcosa da bere e non ti portano niente "de picar", da stuzzicare, ti incazzi.
Almeno delle mandorle o delle olive, no? Solo in Spagna puoi sfamarti con le tapas che ti portano quando chiedi un bicchierino di Rioja, un tinto de verano o un paio di birrette. Poi ci sono le tipiche battaglie tra comunità autonome per stabilire dove servano le tapas più grandi, più buone o più grasse. 


9.
Il nostro inno non ha un testo. Nè gli serve. Però, ai Mondiali ci stufiamo un po' a forza di cantare "lo, lo, lo, lo, lo, lo..."

10. Se non sei spagnolo non capirai mai che si può tifare Real Madrid e simpatizzare per il Rayo, ma non essere sia del Sevilla che del Betis. Si può tifare Espanyol e Real Madrid, ma mai Real Madrid e Atleti.

11. Uscire alle 23:30.
Quando in mezza Europa iniziano ad andare a dormire, qui le ragazze si stanno appena facendo belle e i ragazzi ci danno di Axe. Cenare alle 21.30 e pranzare alle 15.00 sono concetti che al di fuori dei nostri confini risultano del tutto incomprensibili. Almeno quanto lo è per noi che olandesi o canadesi preparino la cena alle 18.30. Ma se quella è l'ora della nostra merenda! 




Se almeno un paio di situazioni vi sono risultate famigliari, congratulazioni: ancora una volta, avete dimostrato di essere italo-spagnoli D.O.C! 

martedì 17 marzo 2015

Le 100 cose da fare in Andalusia, e il giochino del "Celo/Manca"


C'era quella relativa a Madrid, quella inventata da me su Málaga, ma la lista delle 100 cose da fare in Andalusia prima di morire ancora mi mancava. Ora che l'ho trovata, non potevo esimermi dal fare il solito giochino del "celo manca", che peraltro é sempre fonte di sollievo: per ogni "fatto" mancato c'é in fondo una ragione per tornare. E, in questo caso, direi che l'Andalusia può essere la mia meta ancora per un bel po'. Voi come siete messi, invece?

1. Comprovare che le arance "urbane" d'Andalusia non sono commestibili - MANCA
2. Tapear nell'Alameda di Siviglia - MANCA 
3. Vedere il "costalero" Antonio Banderas alla Semana Santa di Málaga - MANCA (ma l'ho visto al Festival del Cinema. Dite che vale lo stesso?)
4. Bere l'acqua del Guadalquivir dalla sorgente - MANCA
5. Ballare sevillanas alla Feria de Abril - MANCA 
6. Parlare Andalú - CELO
7. Dormire in una casa-cueva (grotta) a Guadix - MANCA 

8. Gridare "Un Tzunami!" quando passa il Melillero alla Malagueta - MANCA
9. Provare lo sherry a Jerez - CELO


Punto 9 (non ho trovato una foto piú rappresentativa: accontentatevi) 

10. Imparare a fare il Salmorejo Cordobés - MANCA
11. Assistere ad un derby Sevilla- Betis - MANCA
12. Mangiare l'uva de la suerte al capodanno di Jerez - MANCA
13. Fare snorkeling nel mare del Cabo de Gata - MANCA
14. Farsi leggere la mano da una gitana - MANCA
15. Sorvolare il castello di Almodovar del Río - MANCA
16. Percorrere tutte le greenway d'Andalusia in bici - MANCA
17. Fare un pic-nic notturno a Calahonda - MANCA
18. Assaporare il famoso "pajarito frito" della Calle Relator di Siviglia - MANCA
19. Inebriarsi di rebujito alla Feria di Jerez - MANCA
20. Cavalcare un cavallo bianco nel Parco Naturale Doñana - MANCA
21. Navigare lungo il Guadalquivir - MANCA
22. Tifare Valentino rossi al GP di Jerez - MANCA
23. Vedere la costa del Marocco dallo stretto - CELO
24. Scovare una lince iberica della sierra Morena - MANCA
25. Sbarcare a Marte in Andalusia - MANCA
26. ...E sulla Luna nel Torcal - MANCA
27. Prendere il sole alla Playa de las Negras - MANCA
28. Cantare ad un concerto di Joaquín Sabina - MANCA (Ma l'ho fatto ad un concerto di Dani Martín)
29. Osservare Málaga con gli occhi di Picasso - CELO


Io e Picasso (punto 29)

30. Celebrare il Natale con un polvorón de Estepa - MANCA
31. Vedere i fenicotteri nella palude dell'Odiel - MANCA (Ma li ho visti dal treno)
32. Fare un itinerario in carrozza a Siviglia - MANCA
33. Tocar las palmas (battere le mani) in un tablao flamenco dell'Albaicin - CELO
34. Fotografare il ponte nuovo di Ronda - CELO
Punto 34.

35. Percorrere il Río Guadiana tra la Spagna e il Portogallo - MANCA
36. Immaginarsi in un "spaghetti western" al deserto di Tabernas - MANCA
37. Partecipare ad una tonnara al largo di Barbate - MANCA
38. Vendemmiare tra le vigne di Montilla - MANCA
39. Vivere la romería del Rocío - MANCA
40. Partecipare alla raccolta delle olive nella Loma de Jaén - MANCA
41. Baciare il partner nel mirador de San Nicolás de Granada - MANCA
42. Gustarsi un aperitivo con vista a Carmona - MANCA
43. Assaggiare il miele di canna da zucchero di Frigiliana - CELO 
44. Callejar ad Arcos de la Frontera - MANCA
45. Trovare tutte le croci di maggio di Granada - MANCA 

46. Godere dei paesaggi agricoli de Los Pedroches - MANCA
47. Impressionarsi con il patrimonio musulmano di Alhama - MANCA
48. Aiutare in un caseificio di Zuheros nella produzione del formaggio di capra - MANCA
49. Cenare davanti al camino in una serata invernale a La Iruela - MANCA
50. Sciare in Sierra Nevada - CELO (Beh, piú o meno: non ho sciato, ma c'ero)
Punto 50.
51. Sentirsi come un bandolero della Sierra Morena - MANCA
52. Pranzare nella Calle Sol di Setenil de las Bodegas (evitando la calle Sombra) - MANCA
53. Emozionarsi per la storia d'amore di Medina Azahara - MANCA
54. Isolarsi nel silenzio dell'Alpujarra Granadina - MANCA
55. Elogiare il patrimonio rinascimentale di Baeza - MANCA 
56. Sgusciare e godersi le lumache in qualunque chiosco di cordoba - MANCA
57. Sporcarsi le mani di pesce, mangiando un espeto al Pedregalejo - CELO



Punto 57.

58. Contemplare il tramonto nel Palmar - MANCA
59. Vivere la Semana Santa di Siviglia dalla Calle Sierpes - MANCA
60. Far parte di una Chirigota - MANCA 
61. Impressionarsi con le serre de El Ejido - MANCA
62. Andare in campeggio in una spiaggia almeriense - MANCA 
63. Fare il VIP a Marbella - CELO
64. Arrivare in carrozza e traje de corto alla feria de Córdoba - MANCA
65. Dar da mangiare ad una volpe nella sierra de Cazorla - MANCA
66. Vincere le caramelle della sfilata dei Re Magi di Almería - MANCA
67. Salire sulle 11 torri di Ecija - MANCA
68. Cercare funghi nella Sierra d'Aracena... - MANCA
69. ...e asparagi nella Sierra de Hornachuelos - MANCA
70. Farsi rubare da mangiare dalle scimmiette di Gibilterra - MANCA
71. "Giocherellare" in una spiaggia di Huelva - MANCA
72. Perdersi tra i sentieri della Sierra di Grazalema - MANCA
73. Sentirsi un po' piú colti alla feria del teatro di Palma del Río - MANCA
74. Ripercorrere la sceneggiatura di "Games of Thrones" a Osuna - MANCA
75. Dormir la siesta in una spiaggia selvaggia di Almería - MANCA
76. Godere delle magiche atmosfere offerte dal "Festival internacional de Blues" di Cazorla- MANCA
77. Dire "mi arma" a Triana - CELO (e non solo lí)

78. Cantare villancicos (canzoni di natale) con un coltello e la bottiglia d'anice del Mono - MANCA
79. Morire dal ridere al Carnaval de Cadiz - CELO 

Carnaval de Cádiz (Punto 79)

80. Fare la patente di conducente d'asino a Mijas - MANCA (ma ho salutato gli asinelli in modo molto cordiale) 

Gli asinelli di Mijas (punto 80)

81. Comprare la classica calamita dell'indalo di Mojacar - MANCA
82. Rotolare tra le dune di Bolonia- MANCA
83. Vedere il film "Atún y chocolate" - MANCA
84. Fare il tour della costa d'Andalusia in auto con la musica di Camarón e Paco de Lucía - MANCA (l'ho fatto parzialmente con Cremonini e Los 40 Principales)
85. Apprezzare Córdoba dall'alto - MANCA 

86. Incontrare un gruppo di Verdiales  in giro per la cittá di Málaga - CELO
 

Punto 86.

87. Fotografare un toro bravo nella campagna di Medina Sidonia - MANCA 
88. Toccare gli attributi al cartellone del toro di Osborne (ma dite davvero?!?)  - MANCA
89. Coltivare in uno dei tanti orti urbani di Siviglia  - MANCA
90. Bere una birra artigianale a La Invisible di Málaga - MANCA (e soprattutto: perché é la prima volta che ne sento parlare?!) 

91. Morire di caldo al Festival Etnosur ad Alcalá la Real - MANCA 
92. Leggere le poesie di Lorca (con un buon vino) in qualche paesino de La Vega di Granada - MANCA 
93. Mangiare interamente un "plato de los montes" - MANCA 
94. Imparare ad affettare il Jamón de Jabugo o de Los Pedroches - MANCA
95. Attraversare il Caminito del Rey - MANCA
96. Vivere la festa della Cascamorras de Baza - MANCA
97. Scoprire se Colombo era spagnolo o genovese da dove salpó, La Rabida - MANCA
98. Lasciarsi affascinare dalla cattedrale gotica dell'Asunción di Jaén, una delle piú belle al mondo - MANCA
99. Stare tra l'Atlantico e il Mediterraneo a Tarifa - CELO 



Punto 99.

100. Godere della rinfrescante aria notturna in un tradizionale cortile a Córdoba - MANCA 


martedì 17 febbraio 2015

9 curiosità poco note su Madrid

Lo dico sempre: il bello delle Metropoli è che, per quante volte tu ci metta piede, avrai sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Succede anche a Madrid. Soprattutto a Madrid. Lei che con il resto della Spagna condivide il senso di perenne evoluzione. E riconverte gli spazi all'insegna della creatività. Incolla versi di canzoni alle sue strade. Lotta per cause variamente giuste e variamente sbagliate, stretta in folle oceaniche, ogni giorno alla Puerta del Sol. Mi è capitato di imbattermi in un articolo, l'altro giorno. Illustrava i 101 motivi (solo?!) per cui la Capital si merita tutti gli elogi. Alcuni erano un po' scontati, altri già noti seppur meno ripetuti ma alcuni punti, in quella lista, si sono rivelati per me vere e proprie sorprese. Parlo di locali e curiosità che ignoravo. Luoghi taciuti dalle guide turistiche. Destinazioni che, semplicemente, mi fanno venir voglia di prendere un altro aereo. Ho pensato di condividerle con voi. Con tutti quelli che a Madrid ci sono stati tante volte. Con chi vuole coglierne un aspetto diverso. Con chi, nel suo pianificare itinerari, non si accontenta del Debod e del Palacio Real. Voi, amici miei, siete anime curiose per natura. Viaggiatori, prima ancora che turisti. Voi, in comune con me, credo abbiate ben più di una passione. 

1. Madrid è la città europea con il maggior numero di alberi. Lo sapevate? Ne ha circa 300.000, posizionandosi seconda nel ranking mondiale (la precede soltanto Tokio). 

2. C'è un parco con le tette. Sette, per la precisione. Si tratta del Cerro del tío pío (di per sé, un nome bizzarro), popolarmente ri-battezzato in virtù delle sue collinette arrotondate che ricordano la forma dei seni femminili. Ci si arriva comodamente in metro (fermata: Buenos Aires) ed è considerato uno dei migliori punti panoramici della città. Da ognuno dei suoi promontori si gode, infatti, una vista mozzafiato sempre diversa dei  luoghi più emblematici. Consigliatissimo al tramonto. 







3. ... E anche un bar dedicato ai viaggi. Si chiama La Ciudad Invisible, e - giusto per guadagnare punti nella comunitá itañola - strizza l'occhio ad un'opera di Italo Calvino. Non una qualunque, peraltro, bensì quella da cui proviene una delle mie citazioni preferite. Con il fatto che "d' una cittá non godi le sette o settantasette meraviglie ma la risposta che dá a una tua domanda", del resto, saranno d'accordo anche gli avventori del locale: un posto pensato per chi ama esplorare il mondo, dove guide turistiche e libri di viaggio sono a disposizione per l'acquisto e il prestito in un ambiente decorato ad-hoc. A La Ciudad Invisible puoi andare per sorseggiare un caffè con tutta calma, approfittando della connessione wifi gratuita e godendoti il bellissimo murales firmato Boa Mistura. Ma anche per partecipare ad una delle tante attività che vi vengono organizzate: dalle mostre di foto di viaggi alle chiacchiere tra appassionati passando per i progetti di scambio linguistico. 







4. L'arte è gratis. Beh, non in tutti i casi, chiaro. Ma ci sono sale meno conosciute dove spesso vengono allestite mostre ad ingresso libero. Ad esempio, quelle della Fundación Mapfre, che aspira alla tutela di opere del periodo compreso tra l'ultimo terzo del diciannovesimo secolo alla guerra civile spagnola; o La Casa Encendida, dall'impronta piú contemporanea e con un occhio di riguardo per gli artisti emergenti. Gratis anche alcune mostre organizzate a La Caixa Forum o al Canal de Isabel II: tappe perfette per godersi l'arte anche in tempi di crisi. 

5. C'é una walk of fame! Ebbene sí: in Calle Martín de los Heros é stata ricreata una versione tutta iberica dell'Hollywood Boulevard di Los Angeles, dando ad abitanti e turisti la possibilitá di passeggiare tra le stelle che omaggiano i protagonisti del cinema spagnolo. Certo, i nomi sono un po' meno ambiziosi che nell'originale americano, ma se amate la settima arte é una chicca che non potete perdervi. Tra i personaggi che troverete omaggiati sull'asfalto ci sono, tra gli altri, quelli di Pénelope Cruz, Javier Bardem, Almodóvar, Carlos Saura e Luis Buñuel.






6. Il cinema é un'esperienza unica. A Madrid puoi goderti un film in sale che sono veri e propri gioiellini architettonici. La Cineteca del Matadero di Madrid, per esempio, é stata addirittura inserita dal sito BoredPanda nella top 15 delle piú belle al mondo. E se ami i musical, iniziative come il Cine-Karaoke (Sing Along) ti danno la possibilitá di partecipare attivamente alla proiezione. 




7. Puoi fare un viaggio nelle fiabe semplicemente entrando nel "Jardín Secreto": una caffetteria decisamente atipica che ti fará sentire come nella casa di zucchero di Hansel e Gretel, o magari nel Paese delle Meraviglie di Alice. Creato appositamente per rilassarsi ed evadere dalla vita quotidiana, il posto é gettonatissimo e sorprende continuamente tra biscotti a forma di orsetto, dolci originali, immaginario onirico e decorazioni sempre nuove. Bellissimo l'articolo (in italiano) che ci ha dedicato Vivere Madrid, e che vi invito a leggere qui. Molto ben fatto anche il sito web. 






8. C'é un hotel per lettori. E scrittori. E chiunque ami la parola scritta. L'IBEROSTAR Las Letras, quattro stelle in piena Gran Vía e suite con una vista mozzafiato, si contraddistingue per la sua impronta prettamente letteraria: ognuna delle sue 103 stanze presenta frasi di famosi autori sulle pareti e il cuore dell'albergo é un'accogliente biblioteca in cui gli ospiti sono invitati a saziare la fame di lettura.

9. Puoi goderti l'aurora boreale in un bar di ghiaccio. Proprio cosí: l'Ice bar é un locale...gelido dove in giornate pre-determinate viene ricreato lo spettacolo dell'aurora boreale a temperatura reale, grazie alle immagini e ai video girati da professionisti. C'é anche uno shop con prodotti relazionati al mondo del ghiaccio e la collezione delle acque di tutto il mondo. 




Se conoscete altri luoghi e curiositá poco noti della Capitale spagnola, segnalatemeli nei commenti: saró felicissima di aggiungerli alla lista delle cose da fare nell'eventualitá di un prossimo viaggio!

domenica 18 novembre 2012

101 paranoie, molti piú fogli, e altrettante cose da fare a Madrid.



Fondamentalmente, la notizia sarebbe che l'ho comprato. Parlo del vestito. Quello d'un adorabile color verde petrolio che indosserò alla prima presentazione del libro. Doppia gioia, peraltro, visto che la quarantadue mi andava larga. E dire che credevo di essere ingrassata...!

In realtà, però, vi parlerò di tutt'altro. Un po' è perchè così vi disoriento. Il che, giá di per sé, vi avvicina alla mia condizione attuale. Ma, soprattutto, è perchè se non parlo d'altro rischio di impazzire. Sul serio. Insomma: ho visto la copertina. Ho letto la frase che sarà stampata sul retro. Ho corretto tutte le bozze, firmato la bellezza di centosessanta fogli e poi spedito il “visto si stampi”. Dai: per farla breve, manca poco. E ora che tutto si fa giorno dopo giorno più concreto, il mio livello di paranoie raggiunge picchi da non sottovalutare. Soprattutto di notte. Come sempre, prima di dormire.

Ecco perchè è meglio che non vi tedi. Ecco perchè è meglio se vi parlo di Madrid. Sì, perchè esiste una lista: le 101 cose da fare nella capitale spagnola prima di morire. Il che, con la storia dei Maya e bla bla, pare sia tornato ad essere un argomento piuttosto in voga. L'hanno riportata su vari siti, sia in spagnolo che in italiano (in genere con traduzioni piuttosto pessime, va detto). A due settimane dal prossimo viaggio, io ho giocato a “celo,manca” e mi sono permessa di unirmi a loro. Credevo di essere messa bene, e invece di cose ne ho fatte “soltanto” 35.

E voi?


(Ps: i miei “Celo” sono in grassetto)

1. Vedere i Giardini di Puerta de Atocha
2. Vedere il monumento in memoria delle vittime dell'attentato dell'11 Marzo
3. Vedere la scultura dell' Angel
Caído
4. Vedere il Palacio de Cristal
5. Andare in bici per el Retiro
6. Andare in barca sul laghetto
del Retiro
7. Posare per una foto davanti alla statua de El Oso y el Madroño
8. Passeggia
re per i giardini di Cecilio Rodriguez

9. Vedere la fontana di Cibeles
10.
Salire sul terrazzo del Circulo de Bellas Artes

11. Passeggiare lungo la Gran Vía
12. Godersi un musical in un teatro della Gran Vía

13. Fare shopping a Calle Preciados
14. Vedere la Puerta de Alcalá
15.
Godersi un dolce a “la Mallorquina”
16.
Mangiare l'uva a Capodanno alla Puerta del Sol

17. Mangiare un “bocadillo de calamares” in Plaza Mayor
18. Vedere la statua di Eloy Gonzalo in Plaza del Cascorro

19. Passeggiare per el Rastro una Domenica mattina
20. Farsi un piatto di patatas bravas al leggendario “Las Bravas”
21. Fare visita a don Chisciotte e Sancho in Plaza de España
22. Guardare il tramonto dal
Templo de Debod

23. Vedere la “Guernica” di Picasso al Museo Reina Sofía
24. Godersi
le grandi opere d'arte al Museo del Prado
25. Vedere la collezione di bonsai che si trova all’interno del Real Jardín Botánico
26.
Gustarsi qualche tapas al Mercado de San Miguel

27. Visitare el Palacio Real y la Plaza de Oriente
28. Passeggiare per i Jardines de Sabatini

29. Mangiare
dal mitico Cinese Sotterraneo
30. Calpestare il Km 0
31. Visitare il Museo Sorolla
32. Ammirare Plaza de la Villa
33. Visitare la Valle de los Caídos
34. Toccare l’erba del Santiago Bernabeu
35. Gode
rsi del buon Jazz al Café Central

36. Circondarsi di celebrità al Museo delle Cere
37. Vedere tutta Madrid da
lle Tetas de Vallecas
38. Passeggiare per
il parterre del Palacio de Aranjuez
39. Visitare
il Monasterio de las Descalzas Reales
40. Vedere le quattro torri della stazione
di Chamartin
41. Godersi un buon pasto indiano nel quartiere di Lavapiés
42. Iniziare la giornata con
dei Churros alla Chocolatería San Ginés
43. In
traprendere una battaglia a palle di neve con uno sconosciuto

44. Vedere la cupola luccicante dell'Edificio Metrópolis
45. Godersi
lo skyline di Madrid dalla funivia
46. Scoprire i gioielli nascosti del Museo Thyssen
47. Scoprire parte della storia al Museo de America
48.
Salire sul Tren de la Fresa che parte dal Museo de Ferrocarril
49. Trovare qualcosa di originale da regalare al Mercado de Fuencarral
50.
Fare una passeggiata nel parco di Tierno Galván
51.
Trascorrere la giornata a el Escorial

52. Guardare il Palazzo Reale da Campo del Moro
53. Ammirate i murales di Casa de la Panadería

54. Visitare la Catedral de la Almudena
55. Visitare Las Ventas
56. Uscire
la sera a bere a Chueca e Malasaña
57. Vedere la Puerta de Toledo
58. Vedere la Gran Vía di notte

59. Leggere s
eduti su una panchina in Plaza de Colón
60. Fotografare
le Torres Kio distesi sul marciapiedi.
61. Ammirare il giardino verticale del Caixa Forum
62. Visitare la
Capilla del Obispo in Plaza de la Paja

63. Bersi una birra sui tavolini all'aperto di un locale a La Latina
64. Provare un succoso pollo arrosto a Casa Mingo
65.
Salire sull'”Abismo” al Parque de Atracciones
66. Ruggire ai leoni
davanti al Congreso de los Diputados
67. Vedere gli affreschi
di Goya della Cappella di San Antonio de la Florida

68. Vedere la plaza de Neptuno
69.
Guardare le vetrine di Calle Serrano (se puoi, compra)
70. Posare per una foto con lo sfondo della Gran Vía
71. Visitare la Sierra de Madrid
con la neve
72.
Guardare Madrid dal Cerro de los Angeles (altezza 666 metri)
73. G
odersi un film in uno dei pochi cinema rimasti nella Gran Via
74.
Scoprire la storia del Metro all'Anden Cero
75. Vedere la Plaza de Oriente
dal balcone di Opera
76. Passare la giornata con gli eroi della tua infanzia a
l Parque Warner
77. Visita
re la casa natale di Cervantes (ad Alcalá de Henares)
78.
Percorrere in bici l'Anillo Verde Ciclista
79.
Guardare il cielo stellato al Planetario del Tierno Galván
80. Visit
are la Basilica di San Francisco el Grande
81. In una giornata limpida, andare al Faro de la Moncloa
82. Vedere i
cuccioli appena nati di Panda allo zoo
83. Cacciare gli Zombies sulla Linea 6 alle 8 del mattino
84. Passeggiare
per Casa de Campo
85.
Cercare un appartamento con piú di 30 metri quadrati
86. Perdersi per Madrid
87.
Fare una maratona
88. Mangiare un
buon piatto di cocido madrileño
89. Portare i bambini a vedere i burattini al Retiro.
90. Collaborare con
qualche ONG davanti all'ingresso della Fnac
91. Trovarsi con qualche vecchio amico per un caffé
92. Organizzare un pic-nic
cittadino in Plaza de España
93. Scoprire la Plaza Dos de Mayo,
cuore della Movida.
94. Costruire un pupazzo di neve
al Parco del Retiro

95. Godersi un concerto al Palacio de Deportes
96. Visitare la Fábrica Nacional de Moneda y Timbre
97. Sciare
allo Snowzone dello Xanadu. In qualsiasi momento.

98. Trovare il miglior Mojito di Madrid.
99. Godersi l'abbondante Arte Urbana
100. Vivere una Notte Bianca
101. Fare tutto di nuovo. Questa volta, in compagnia.

mercoledì 8 agosto 2012

Liste pre-viaggio in pessima grafia.


La vigilia di un viaggio comporta tutt'una serie di piccoli rituali. E non importa quanto sia lontana o vicina la meta: saranno tutti comunque appuntati sulla pagina bianca della mia orrida agenda aperta sulla scrivania. Ah, le mie famose liste! Le caratterizza, per lo più, una grafia da far invidia a un medico. Una che spesso non decifro manco io. “Chi non capisce la propria scrittura é un asino di natura”, sentivo dire tra i banchi delle elementari. Il che mi provoca anche un certo fastidio. Non che la destinataria dell'affermazione fossi mai stata io, intendiamoci. D'altronde, all'epoca mica mi svegliavo nel cuore della notte per scrivere “Stampa orari corriere” seguito da cinque punti esclamativi. Come se poi non li avessi giá imparati a memoria, quegli orari. Né tantomeno posticipavo di mezzo secondo il caffè del mattino per aggiungerci sotto “salvaslip”. Seguito da un punto di domanda perchè non ricordo mai quando accidenti dovrebbe venirmi il ciclo. Vabbé. Le mie famose liste, non si sa perchè, sono anche spesso seguite dal disegno stilizzato di una casa, una nuvola, un albero e un fiore. In quest'ordine. A volte faccio pure dei riquadri geometrici, ma solo se mi sembra di aver scordato qualcosa.

Comunque, dicevo dei rituali. Quelli di oggi, nello specifico, consistevano in:

1. Ripassare lo smalto di Kiko sulle unghie dei piedi. Il colore è rosso fuoco, ovviamente, ché si prevede un mojito party a bordo piscina. Quindi, semmai ci scappasse un bagno, è giusto che lo smalto sia coordinato al bikini. Voglio dire: se leggo un libro intitolato “cosa indossare con un cuore spezzato”, ci sarà un perchè. Non per il cuore spezzato, intendo. Più per l'indossare. E per la copertina fashion che ritrae una ragazza ben vestita piena di sacchetti colorati. Beh, insomma, ci siamo capiti.



2. Rovistare per due ore nell'armadio fino a tirar fuori un estratto di guardaroba coordinato allo smalto di Kiko, al bikini, e ai sandali col fiore rosso che ci stanno proprio da Dio. Mi concedo una punta di nero solo per il top traforato che lascia la schiena scoperta e che - giuro!- non ricordavo assolutamente di avere.

3. Constatare l'assoluta ed impellente esigenza di un paio di short. Magari non di jeans, ché sudo solo all'idea.

4. Mettere sú una vecchia compilation di musica latina di fine anni novanta, per rendere più amene le sfilate improvvisate con cui do il benestare ai miei abbinamenti modaioli. 'Na roba trash persino per me, che mi porta dopo cinque minuti scarsi a ballare per casa sulle note di Geri Halliwell. Con la gatta boccheggiante per il caldo a guardarmi come se fossi ormai del tutto impazzita. D'altra parte, capitemi: “mi chico latino” è sempre stato un inno, per me. Una vera e propria filosofia di vita.





5. Depilarmi – di nuovo!!- anche se i pochi peli in fase di ricrescita sarebbero visibili soltanto al microscopio. E' che ho sempre avuto questa bizzarra convinzione che la gente, in treno, passi tutto il tempo utile ad analizzare la depilazione dei miei polpacci. E tendo anche a pensare che, ovunque io vada, non ci sarà mai nessun supermercato aperto in cui trovare rasoi per i ritocchi dell'ultimo minuto. Manco fossimo nel terzo mondo. E poi non si sa mai: metti che incontri l'uomo della mia vita? Metti che si innamori perdutamente di me e io non abbia le gambe perfettamente lisce? Cioè, son problemi.

6. Confermare, dopo aver cambiato cd, che “I love you” di Cremonini è a tutti gli effetti la canzone della mia estate.



Comunque: il punto è che ora è tutto pronto. Domani me ne vado sul lago di Garda. E, visto che mi hanno giá proposto di cenare canederli col gulash (ad agosto!), non carantisco di tornare viva. O magra.


See you.