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lunedì 6 febbraio 2017

Italo-Spagnola Awards 2016: finalmente i vincitori!


Il momento del verdetto, prima o poi, arriva sempre. Perciò, anche se vi ho fatti aspettare per una quantità di tempo francamente imbarazzante, spero che almeno per qualcuno ne sia valsa la pena. Ecco quindi, senza ulteriori esitazioni, chi sono i vincitori degli Italo-Spagnola Awards 2016. 

Rispetto alle classifiche provvisorie segnalo solo un paio di sorprese last minute: l'autore di "Andalusia Viaggio Italiano", che ha scalzato Nancy di "Volevo aprire un blog" dal terzo gradino del podio nella categoria "Miglior Realtà Italo-Andalusa" (due persone di cui sentirete parlare molto presto da queste parti, peraltro: stay tuned!); e il blog flamenco "De Palo en Palo" che, zitto zitto, ha soffiato la medaglia di bronzo per la miglior realtà culturale italo-spagnola ai due litiganti ArteNativa e Qué Mire Usted. 
In totale sono arrivati 465 voti. Un record assoluto, che fa di me una blogger forse stupidamente orgogliosa. Vi vi - ma proprio tanto! - bi. 

Ah! Se ci tenete, sentitevi liberi di usare le immagini abbinate alla vostra categoria per bullarvi della vittoria su social, blog, o (boh?) foglio A4 stampato da attaccare con un magnete sul frigo di casa. Prima o poi riuscirò anche ad attrezzarmi con dei premi veri. 

CATEGORIA GENERALE

Miglior Realtà Italo-Spagnola

VINCITORE: Parlando Spagnolo con il 43% dei voti 



Secondo classificato: Benvenuti in Andalusia (11, 4% dei voti)
Terzo classificato: Spagnoleggiando (8% dei voti)

Miglior New Entry Italo-Spagnola sul web

VINCITORE: A Spasso per la Spagna con il 34% dei voti



Secondo classificato: Ma che dici? / Pero qué dices? (20,9% dei voti)
Terzo classificato: Occhio Pidocchio (16,1% dei voti)

Miglior Realtà Italo-Andalusa

VINCITORE: Benvenuti in Andalusia con il 32,2% dei voti



Secondo classificato: Visitare Siviglia (25,1% dei voti)
Terzo classificato: Andalusia Viaggio Italiano (15,8% dei voti)

Miglior Realtà Culturale Italo-Spagnola 

VINCITORE: Libreria Le Nuvole di Barcellona con il 19,4% dei voti



Secondo classificato: Radio Latita (16,8% dei voti)
Terzo classificato: De Palo en Palo - blog sul flamenco in lingua italiana (13,8% dei voti)

Miglior brand italo-spagnolo sui social

VINCITORE: 100 Montaditos Italia con il 36,5%



Secondo classificato: Mr. Wonderful Italia (22,8% dei voti)
Terzo classificato: Desigual Italia (21,8% dei voti)

Fashion & Design italo-spagnolo

VINCITORE: Elena Riviera - Mamá de Mayor quiero ser flamenca (collezioni moda che uniscono il flamenco ai simboli italiani) con il 41,8% dei voti





Secondo classificato: Il Ciclamino - gioielleria artigianale creata da italiani a Tenerife (36,9% dei voti)
Terzo classificato: Fruhling Design - blog di cucito, viaggi, DIY di un'italiana a Madrid (20,9% dei voti)

Video o trasmissione tv italo-spagnola dell'anno 

VINCITORI EX AEQUO: Italia vs. Spagna a Euro 2016 e Vado a vivere en España (programma tv trasmesso da Fine Living Italia), entrambi con il 25,3% dei voti



Secondo classificato: Cartoline dall'altra Italia - web serie giornalistica (20,9% dei voti)

Canzone italo-spagnola dell'anno

VINCITORI EX AEQUO: Marco Mengoni feat. India Martinez - Antes de que caiga la nieve e Alvaro Soler feat. Emma Marrone - Libre, entrambi con il 25,5% dei voti)



Secondo classificato: Alvaro Soler feat. Max Gazzé - La vita com'è (24,5% dei voti)
Terzo classificato: Laura Pausini - Feliz Navidad

SEZIONE ITALO-SPAGNOLA (THE BLOG)

Miglior post di Italo-Spagnola 
VINCITORE: "58 curiosità che non sapevate sulla Spagna", con il 30,3% dei voti



Secondo classificato: "Mangia, compra, ama: 13 posti da scoprire a Málaga" (22,6% dei voti)
Terzo classificato: "Solo andata più bagaglio" (19,6% dei voti)

Miglior post o rubrica musicale di Italo-Spagnola

VINCITORE: "I nomi assurdi delle band spagnole", con il 34,2% dei voti



Secondo classificato: "3 canzoni spagnole (e un bonus) per l'estate" (30,2% dei voti)
Terzo classificato: "Il momento più italo-spagnolo dell'Eurovision" (20,8% dei voti)

Miglior post di argomento non Italo-Spagnolo

VINCITORE: "Roma al contrario", con il 48,5% dei voti



Terzo classificato: "Le avventure di Zuckerberg a Barcellona" (18,7%)






lunedì 13 giugno 2016

AAA Famiglie italo-spagnole cercasi!


Itagnoles a rapporto! 

Se siete italiani, vivete in Spagna, e avete dei figli piccoli questo post è fatto apposta per voi. 



Sapete che mi rende sempre felice segnalarvi iniziative che coinvolgono i nostri due Paesi. Per questo, oggi, vi inoltro l'appello che mi sono ritrovata nella casella e-mail. A farlo è Paola, la cui missione è trovare i protagonisti perfetti per un programma televisivo che andrà prossimamente in onda sul canale Boing.

La trasmissione si basa sulla serie Adventure Time e verrà girata in giornata nella cornice di un parco multi-avventura di Madrid. Quello che cercano è un genitore italiano residente in Spagna con un figlio dagli 8 ai 12 anni di età. La coppia genitore-figlio dovrà superare un casting e verrà quindi chiamata a portare a termine una serie di prove che prevedono l'elezione di un vincitore finale.

La produzione assicura che si tratta di un'esperienza diversa che farà la gioia dei più piccoli e magari - perchè no? - costituirà anche per gli adulti un bell'aneddoto da raccontare.

Se volete maggiori informazioni, potete contattare la casa di produzione oppure scrivere a Paola qui. 

giovedì 22 ottobre 2015

La vita degli italo-spagnoli raccontata con le Gif di Friends



Ci ricasco sempre, come il peggiore dei tossici. “Ciao, sono Ilaria, e ho di nuovo guardato Friends”. Tutte e dieci le stagioni. Tracannate d'un sorso in pochi giorni appena. Sbornia. Overdose. Chiamatela come volete. Eppure, uscita dal tunnel, sono giunta a due importanti conclusioni: la prima – non che sia una novità – è che nessun'altra serie al mondo potrà mai competere. Neppure Lost. Neanche Twin Peaks o Dawson's Creek. Nessuna. La seconda è che qualsiasi sensazione o momento di vita vissuta può essere riassunto con un'espressione dei sei amici del Central Perk. Non ci credete? Ecco un esempio applicato a situazioni che vi risulteranno famigliari. Perchè anche la quotidianità di un italo-spagnolo, o forse soprattutto quella, può essere descritta con le Gif di Friends.  


- Quando ti dicono che "lo spagnolo è facile, basta aggiungere la S alla fine delle parole". 







- Quando ti sorprendi a mescolare italiano e spagnolo esprimendoti con un vocabolario incomprensibile ai più



   



- Quando il tuo capo ti concede le ferie per andare in Spagna (o, come nella scena originale da cui è tratta la gif, quando qualcuno "ti sta chiamando da Madriiiiiiiiidddd") 






- Il giorno prima di partire, appena finito di fare i bagagli.

  




- Quando ritorni da una serata in Spagna.





- La prima volta che entri in un supermercato in Andalusia e ti rendi conto di quanto costi poco il cibo.



- Ogni volta che, in Italia, qualcuno ti parla con accento spagnolo.
   

- "Ah, la Spagna! La conosco bene, sono stato a Barcellona!"



- "Vado in Spagna solo per un breve periodo, poi torno".

 



- I primi giorni in compagnia di amici spagnoli, quando non ti sei ancora abituato agli orari e finalmente, alle tre, si decidono a pranzare.

via GIPHY




- Quando te la stai spassando in Spagna e realizzi che il volo del ritorno è domani. 
  

- "In Spagna c'è la crisi, e prima di andare all'estero bisogna prima conoscere meglio l'italia e... "

venerdì 4 settembre 2015

11 (altre) cose che capisci solo se hai vissuto in Spagna

Incredibile come persino la prima settimana di Settembre, di per sè apocalittica, riesca ad essere più sopportabile con la prospettiva di un volo nel weekend. E' quindi con la mente già a Barcellona che rileggo un testo trovato tempo fa su uno dei blog di Hola.com. L'aveva scritto un tale Javier de Miguel, e - riportando l'ironico elenco delle "cose che capisci solo se hai vissuto in Spagna" sembrava quasi la continuazione di uno dei miei tanti, deliranti, sproloqui. Mi è sembrato, perciò, opportuno congedarmi (ma per poco, eh?) riportando, in traduzione, i punti a mio avviso più significativi. Che poi sono la maggior parte, ma vabbè.  La versione completa la trovate qui. 

COSE CHE CAPISCI SOLO SE HAI VISSUTO IN SPAGNA: 


1. La tuta non serve per correre o andare in palestra. Con la tuta si fanno paellas e si va in escursione in montagna. 


2. A pranzo non si mangia "alla carta", si mangia il Menù del Giorno a 10,95 euro. Con il suo bel primo, il suo secondo, il dolce, il pane e la bevanda. E il caffè: richiedilo, magari è incluso pure quello. 


3. I bar, quanto più sono da vecchietti, tanto più autentici sono. Quei bar in cui non si concepisce buttare via i tovaglioli (quelli lì impermeabili, che più che pulire spalmano) nel cestino, ma vanno direttamente sul pavimento sotto al bancone assieme alle teste dei gamberoni e agli ossi delle olive. Sono sporchi, hanno un odore strano, sono esteticamente brutti. Ma sono nostri, e li adoriamo.

4. "Sobremesas" che durano dal pranzo alla cena. (NDT per i non ispanofoni: la sobremesa è un termine quasi impossibile da tradurre in italiano, almeno senza usare una perifrasi; si usa per indicare il tempo trascorso in chiacchiere, ancora a tavola, dopo aver consumato il pasto). Vi giuro che per quanto io abbia viaggiato molto, in nessun posto ho visto fare "sobremesas" di due ore e mezza in cui tra l'altro, quando qualcuno se ne vuole andare, c'è sempre uno che dal tavolo se ne esce con: "ma te ne vai di già? Eddai, prenditi un'altra birretta,no?". E quando te ne vai è solo perchè ti fanno pena i camerieri, che devono andarsene a casa, non certo perchè ne hai voglia. 



5. Fare colazione con pane, pomodoro, olio e sale è strano. Almeno se non sei spagnolo. Per non parlare dell'inzuppare nel latte con Cola-Cao (o nel caffè) le magdalenas, le palmeritas o magari un bizcocho de limón. Però quanto è buono....!


6. In Spagna, finchè non compi i venticinque anni, non sai che il café Olé, in realtà, è il "Café au lait".

7. Insultarsi tra amici non solo non è offensivo, ma indica un enorme grado di confidenza: del tipo "Cogl***, che razza di figlio di p*** sei".  Tra l'altro, chiamare tío (letteralmente: zio) qualcuno non implica nessun grado di consanguineità. (NDT: beh, questo anche a Milano. E tra rapper. Chevvelodicoaffà).

8. Quando ordini qualcosa da bere e non ti portano niente "de picar", da stuzzicare, ti incazzi.
Almeno delle mandorle o delle olive, no? Solo in Spagna puoi sfamarti con le tapas che ti portano quando chiedi un bicchierino di Rioja, un tinto de verano o un paio di birrette. Poi ci sono le tipiche battaglie tra comunità autonome per stabilire dove servano le tapas più grandi, più buone o più grasse. 


9.
Il nostro inno non ha un testo. Nè gli serve. Però, ai Mondiali ci stufiamo un po' a forza di cantare "lo, lo, lo, lo, lo, lo..."

10. Se non sei spagnolo non capirai mai che si può tifare Real Madrid e simpatizzare per il Rayo, ma non essere sia del Sevilla che del Betis. Si può tifare Espanyol e Real Madrid, ma mai Real Madrid e Atleti.

11. Uscire alle 23:30.
Quando in mezza Europa iniziano ad andare a dormire, qui le ragazze si stanno appena facendo belle e i ragazzi ci danno di Axe. Cenare alle 21.30 e pranzare alle 15.00 sono concetti che al di fuori dei nostri confini risultano del tutto incomprensibili. Almeno quanto lo è per noi che olandesi o canadesi preparino la cena alle 18.30. Ma se quella è l'ora della nostra merenda! 




Se almeno un paio di situazioni vi sono risultate famigliari, congratulazioni: ancora una volta, avete dimostrato di essere italo-spagnoli D.O.C! 

martedì 19 maggio 2015

3 cose di Firenze che mi ricordano Madrid

Io, lo sapete, vedo la Spagna ovunque. Ci sono luoghi, tuttavia, in cui l'impresa mi risulta un po' più facile che altrove. Firenze, per esempio. Sarà che è una meta turistica. Sarà che la parlata iberica, in ogni sua declinazione e accento, anima il chiacchiericcio per le strade. Sarà, magari, anche perchè la raggiungevo col pretesto di un concerto. Ad ogni modo, ci sono almeno tre motivi per cui, socchiudendo un po' gli occhi, mi è venuto spontaneo associarla a Madrid. Da brava italo-spagnola, ho voluto condividerli con voi. 

1. Il Mercato Centrale

Luogo di perdizione enogastronomica per eccellenza, si sviluppa su due piani ambientando ristoranti, punti di ristoro ed assaggi di ogni genere e specie tra ambientazioni artistiche ed eterogeneità di stimoli. Proprio come al Mercado de San Miguel. 







2. Il Giardino di Boboli 


Alle spalle di Palazzo Pitti, è talmente vasto da rendere quasi impossibile l'impresa di percorrerlo intero. Ospita esposizioni d'arte, e sono in tanti a sceglierlo come cornice di pic nic domenicali. Mi ricorda il Parque del Retiro, con la differenza che il panorama è migliore (bene) ma l'ingresso si paga (malissimo). 





3. La Street Art 

Come, a onor del vero, nella maggior parte dei centri urbani di un certo spessore, l'arte si trova anche nei luoghi più inaspettati. Così, se a Madrid graffiti e murales di qualità abbelliscono gli angoli nascosti delle città, Firenze non fa differenza: dagli edifici in fase di restauro ricoperti da finte banconote agli interventi su muri e bottini dell'immondizia, la convivenza di vecchie e nuove forme creative ha un impatto vincente in entrambi i casi.














































(Che poi anche le vetrine di certi negozi si avvicinano molto all'arte, a dir la veritá....) 



E a voi é mai capitato di ritrovare qualcosa della Spagna in una città italiana? 

venerdì 8 maggio 2015

Le parole spagnole preferite dagli italiani, parte II.


Le nove di Venerdì sera. La mia vita sociale riassunta nel passarlo a casa con una gatta. A distrarmi, un bel po' di cose. I vicini, per esempio: party hard in giardino con musica a manetta. Che, dico io: invitatemi! Ogni tanto arriva l'eco di qualche risata, un frastuono di vetri rotti, qualche altro rumore non meglio definito. Trattasi di famigliola generalmente tranquilla. Dovreste vedere con quale sconcerto li osserva la mia coinquilina quadrupede. 

Oppure i whatsapp di mia madre, che mi invia foto dalla mia Málaga esasperando il desiderio di tornarci prima di impazzire. Ancora, gli effetti della prima oretta di sole tardivo preso questo pomeriggio dopo lavoro. La sensazione di avere un forno a microonde al posto della faccia. I brividi sulle braccia. La rassegnata consapevolezza di non averci il fisico, "poco da fa'". C'era ancora qualcosa, a distrarmi. Ma poi mi sono distratta e non me lo ricordo più. 

Comunque: tutto questo per dire che mi scuso, se questo post non sarà propriamente un capolavoro della letteratura (d'altronde, quale lo é?). Sentivo, tuttavia, di dovervelo. E i debiti, si sa, vanno saldati il prima possibile. 

Forse ricorderete di quando, ispirata dall'elenco illustrato di un sito iberico, vi avevo chiesto di segnalarmi le vostre parole spagnole preferite. Quelle che più vi piace masticare per concetto, suono o motivazioni affettive di sorta. Avevate partecipato in tanti, dando di fatto origine a questa cosa. Sono arrivati altri commenti, da allora. Altre "segnalazioni". Perciò, proprio come mi ero già a quel tempo ripromessa, mi sembrava giunto il momento di regalare una seconda parte al post. 

Ah! Ovviamente, se ci sono altri vocaboli castigliani che adorate e non avete visto in lista, i commenti sono tutti per voi. Chissà che dopo la seconda parte non arrivi la terza, e poi la quarta e poi... vabbè, magari mi ridimensiono, va. 

1. Bufanda. Un suono morbido, quasi buffo. Rassicurante e famigliare come l'oggetto che rappresenta quando ti ci avvolgi in inverno. Piace tantissimo a Kit. 



2. Ha ragione Alberto: è sempre difficile tradurre in italiano "disfrutar". Il verbo, usatissimo nel parlato comune, indica l'atto di divertirsi, di godersi cose e momenti. Secondo lui l'assenza di corrispettivo esatto nella nostra lingua madre dipende dal fatto che "in questo gli spagnoli sono unici". 


3. "Il modo veloce in cui si pronuncia tocadiscos - dice Luca - mi fa già pensare alla musica che si ascolta." 



4.  Altra parola per cui è difficilissimo trovare l'esatto corrispettivo italiano, Ilusión indica un concetto in bilico tra emozione, passione, entusiasmo ed illusione. Piú che il suono mi affascina il suo significato: tante volte l'ho sentito usare come complemento oggetto di me stessa, eppure risulta impalpabile anche a livello lessicale. 


5. Sorta di ennesimo "falso amico", las inquietudes non sono (solo) le nostre preoccupazioni, ma molto piú di frequente "la voglia di fare, il genio, la creatività e la ILUSIÓN messi insieme in un frullato di iniziativa." Un contrasto che ha conquistato Alberto. 



mercoledì 22 aprile 2015

13 segnali inequivocabili per riconoscere un italiano che ha vissuto in Spagna

Chi ha vissuto in Spagna, inutile, lo sgami subito. Non importa che ci sia stato per tre anni o per tre mesi; certi comportamenti gli restano incollati addosso, che lui lo voglia o meno. É cosí che si rende riconoscibile ai suoi simili: una cricca di accaniti filoispanici col piantino facile che sogna l'importazione del tinto de verano e avverte brividi di sincera emozione ogni volta che qualcuno pronuncia bene “Zara”. Se ancora non li avete identificati, provvedo ad elencarvi i principali:

1. L'italo-spagnolo dice uifi, non uaifai. Non si capisce perchè, la tendenza tutta iberica a “leggere come si scrive” attecchisce meravigliosamente su di noi italiani, quando si parla di connessione wireless. Se vi capiterà di accennarvi utilizzando la corretta pronuncia anglofona, la prima reazione dell'italo-spagnolo sarà con tutta probabilità quella di guardarvi con espressione smarrita urlando contrariato “eeeeehhhh?!”. 



2. L'italo-spagnolo non sa mai da che parte iniziare a baciare la gente. 
In Spagna, i classici due baci di saluto sulle guance si inizia a darli dal lato opposto rispetto alla convenzione nostrana. Risultato: il povero malcapitato qui in oggetto tenderà ad andare controcorrente in entrambi i Paesi, causando testate, imbarazzo, incidenti diplomatici, risse con amanti gelosi e – in pochi, fortunati, casi – l'inizio di una relazione.


3. L'italo- spagnolo si presenta ad ogni appuntamento con almeno quindici minuti di ritardo. Non lo fa apposta. É che se la prende comoda. Fa la siesta. Ha imparato ad odiare lo stress. E, soprattutto, dimentica che i suoi amici in Patria hanno questa fastidiosissima abitudine di intendere davvero le quattro quando dicono le quattro. Come gli verrá in mente, poi. Bah.


4. L'italo- spagnolo, al ristorante, propone sempre di “ordinare vari piatti e dividere”. La filosofia del “compartir” alla base delle tapas, delle medias raciones e di un po' tutta la gastronomia spagnola gli sembra troppo perfetta per venire abbandonata. Anzi, sappiate che ogni vostro “no” gli causerà un'immensa frustrazione.


5. L'italo-spagnolo veste casual. Cioè, casual è un eufemismo. Diciamo che, dell'apparenza, non gliene frega proprio alcunchè. Il Credo che lo muove è: perchè spendere soldi in abiti firmati e costosi quando puoi usare quei soldi per viaggiare? E soprattutto: perchè qualcuno dovrebbe giudicarti per i tuoi vestiti? Così  compra tutto da H&M, Berska, Cinesi (anzi, chinos!) e, tutt'al più, qualche mercatino qua e là. Gli uomini li riconoscerai dai jeans consunti e le t-shirt. Le donne dalle stampe floreali, i colori accesi e i rossetti rossi che tenderanno ad abbandonare progressivamente man mano che si riadattano al clima modaiolo italiano. Con un bel po' di sospiri ogni qualvolta apriranno l'armadio.




6. L'italo-spagnolo dà del tu a chiunque. 
In Spagna si è abituato a farlo con professori, funzionari pubblici e possibili datori di lavoro, rendendosi conto che ogni rapporto – in questo modo – riusciva ad essere più naturale. Perchè dovrebbe smettere, ora?





7. L'italo-spagnolo si lamenta costantemente del prezzo di alcol, concerti e beni alimentari. 
Sopportatelo. Anche se è la ventitreesima volta che vi ripete che con lo stesso prezzo, in Spagna, faceva la spesa per due settimane. O che un litro di Mojito al suo baretto di fiducia costava la metà di 'sta roba annaquata qui. Quando non glielo offrivano aggratis (se è una donna), chiaro.


8. L'italo-spagnolo regge l'alcol che è una meraviglia. 
Per la ragione, vi rimando al punto precedente. Tranquilli, però: dategli un paio di mesi a ritmi e costi italici e tornerà perfettamente normale.



9. L'italo-spagnolo ama la birra. 
La scienza non è ancora stata in grado di spiegare cos'abbiano di tanto speciale le cañas spagnole, ma sembrano in grado di produrre dipendenza anche tra gli individui piú insospettabili. Magari prima di partire non la bevevano mai. Al ritorno, invece, é l'ordinazione fissa come accompagnamento ad ogni pasto. Se potessero, ci farebbero anche colazione.

10. L'italo-spagnolo non si fa mai mancare patate, uova e olio nella sua cucina. 
Li considera, infatti, il trittico fondamentale alla preparazione del 90 per cento dei pasti. La loro assenza basterà a mandarli in crisi.



11. L'italo-spagnolo va in depressione se piove per più di tre giorni di filadiventando un essere assolutamente apatico e rompicoglioni in grado di stuzzicare i peggiori istinti omicidi del prossimo. Nota bene: vale solo per chi ha vissuto alle Canarie o in Andalusia.

12. L'italo-spagnolo riconosce uno spagnolo autoctono al primo sguardo
, e non sa dirti perchè. Di solito avrebbe anche voglia di correre ad abbracciarlo, ma (ringraziando il cielo) si trattiene.


13. Ora che l'hanno importato in Italia, 'italo-spagnolo vivrebbe al 100 Montaditos
, custode imperituro di buona parte dei suoi ricordi migliori. Che, ovviamente, non esiterà a condividere in ogni minimo dettaglio con voi che l'accompagnerete. Ignoratelo annuendo a fasi periodiche, come si fa coi matti.


Vi riconoscete, cari i miei filo-ispanici? Avete qualche altro segnale inequivocabile da aggiungere? Dai, non fate i timidi: tanto lo so, che ho sicuramente dimenticato qualcosa!  

martedì 24 marzo 2015

Le parole spagnole preferite dagli italiani


...o, per lo meno, dai lettori del mio blog. Mi sono imbattuta in questo post, qualche tempo fa. Elencava, illustrandole, le 20 parole più belle della lingua spagnola. Mi ci sono entusiasmata al punto da volerne ricreare una versione personalizzata. Per farlo, ho chiesto a voi, su Facebook, quali fossero i vocaboli e le espressioni castigliane che preferite per suono, concetto o altre insondabili questioni affettive. Ce ne ho aggiunte un paio mie et...voilà! Questo è quel che ne è uscito. 

1. Sono spesso i concetti più terra terra ad affascinarmi per il loro lato semantico. Prendi albornoz: un suono buffo, a metà tra il dictat solenne e l'onomatopea dello starnuto. Tutto diresti, tranne che rappresenti un banale accappatoio.

2.Colorato nella forma e nel concetto. Descrittivo in modo quasi letterale. Arcoiris è il vocabolo scelto da Chiara.

3. Le preferenze di Antonello sono tutte una questione di contrasti: "almuerzo ha un suono orribile", mi fa notare, "al limite del cacofonico"; eppure traduce il pranzo, momento sacro e gioioso di convivialità.



4.Stessa cosa per pesadilla: suono estremamente soave per rendere qualcosa di spaventoso come l'incubo (nota di scarso rilievo per l'umanità: io lo associo sempre alla canzone grazie a cui l'ho imparato; la cantano gli Estopa e - se non la conoscete - vi invito a rimediare cliccando qui).

5. Ho sempre trovato estremamente buffa la parola cacahuete. Ogni volta che la pronuncio, mi immagino un bambino piccolo che ride. Ottimo rimedio low cost per quando manca il buon umore, peraltro. 
Nota di scarso rilievo per l'umanità, parte seconda: quando ho scoperto, grazie ad un'intervista, che gli imagine dragons trovano divertentissima la locuzione "mantequilla de cacahuetes" ho capito di amarli davvero. Anzi, forse sono proprio diventata una fan in quel momento. Che poi si possa scrivere un trattato sull'inspiegabile legame tra gli americani e il burro di arachidi, è un altro discorso. 







6.L'amore per il cibo, per lo stare a tavola, per la buona cucina é una delle cose che piú uniscono spagnoli e italiani. Come non essere d'accordo con Cristina, allora, quando dice che adora il verbo comer?



7.Cielo: uguale nella forma, diverso nella pronuncia. Più sussurrato, con quella c che si incastra in mezzo ai denti e smorza quasi in una s. Definisce quello che guardiamo quando alziamo gli occhi, certo; ma è anche un modo affettuoso per riferirsi a qualcuno. "Mi piace perchè è dolce", dice Rosaria.



8.Demandar è uno tra i falsi amici più classici: non significa domandare, come qualunque italiano sarebbe indotto a pensare, bensì querelare, denunciare, citare in giudizio. "Ci casco ancora troppo spesso", confessa Antonello.



9.Sta anche nel modo in cui la definiamo, la bellezza. Hermoso ne è il miglior esempio, secondo Cristina.





10.Se a dimostrarlo bastano canzoni e vita quotidiana , mariposa è probabilmente il vocabolo spagnolo in assoluto più amato dai nostri connazionali. A fare loro da portavoce, rompendo gli indugi, è Marisa.



 11."Me encanta decir "me encanta!", scrive Rosaria. Nell'era del cinismo e delle critiche a tutti i costi in 140 caratteri o meno, è senza dubbio la miglior filosofia di vita!





12.Ha ragione Cristina: suona meglio dire "Nada más" che "Nient'altro". Per me, peró, non dev'essere necessariamente tutto qui. Se avete altre parole da segnalare scrivetemi. Qui nei commenti, su Facebook o dove vi pare: nel caso in cui il post vi sia piaciuto, una seconda parte potrebbe non essere un'idea da scartare!