Chi ha vissuto in Spagna,
inutile, lo sgami subito. Non importa che ci sia stato per tre anni o
per tre mesi; certi comportamenti gli restano incollati addosso, che
lui lo voglia o meno. É cosí che si rende riconoscibile ai suoi
simili: una cricca di accaniti filoispanici col piantino facile che
sogna l'importazione del tinto de verano e avverte brividi di sincera
emozione ogni volta che qualcuno pronuncia bene “Zara”. Se
ancora non li avete identificati, provvedo ad elencarvi i principali:
1. L'italo-spagnolo dice
uifi, non uaifai. Non si capisce perchè, la tendenza tutta iberica a
“leggere come si scrive” attecchisce meravigliosamente su di noi
italiani, quando si parla di connessione wireless. Se vi capiterà di
accennarvi utilizzando la corretta pronuncia anglofona, la prima
reazione dell'italo-spagnolo sarà con tutta probabilità quella di guardarvi con espressione smarrita
urlando contrariato “eeeeehhhh?!”.
2. L'italo-spagnolo non sa
mai da che parte iniziare a baciare la gente.
In Spagna, i classici
due baci di saluto sulle guance si inizia a darli dal lato opposto
rispetto alla convenzione nostrana. Risultato: il povero malcapitato
qui in oggetto tenderà ad andare controcorrente in entrambi i Paesi,
causando testate, imbarazzo, incidenti diplomatici, risse con amanti
gelosi e – in pochi, fortunati, casi – l'inizio di una relazione.
3. L'italo- spagnolo si
presenta ad ogni appuntamento con almeno quindici minuti di ritardo.
Non lo fa apposta. É che se la prende comoda. Fa la siesta. Ha
imparato ad odiare lo stress. E, soprattutto, dimentica che i suoi
amici in Patria hanno questa fastidiosissima abitudine di intendere
davvero le quattro quando dicono le quattro. Come gli verrá in mente,
poi. Bah.
4. L'italo- spagnolo, al
ristorante, propone sempre di “ordinare vari piatti e dividere”.
La filosofia del “compartir” alla base delle tapas, delle medias
raciones e di un po' tutta la gastronomia spagnola gli sembra troppo
perfetta per venire abbandonata. Anzi, sappiate che ogni vostro “no”
gli causerà un'immensa frustrazione.

5. L'italo-spagnolo veste
casual. Cioè, casual è un eufemismo. Diciamo che, dell'apparenza,
non gliene frega proprio alcunchè. Il Credo che lo muove è: perchè
spendere soldi in abiti firmati e costosi quando puoi usare quei
soldi per viaggiare? E soprattutto: perchè qualcuno dovrebbe
giudicarti per i tuoi vestiti? Così compra tutto da H&M,
Berska, Cinesi (anzi, chinos!) e, tutt'al più, qualche mercatino qua e là. Gli
uomini li riconoscerai dai jeans consunti e le t-shirt. Le donne
dalle stampe floreali, i colori accesi e i rossetti rossi che
tenderanno ad abbandonare progressivamente man mano che si riadattano
al clima modaiolo italiano. Con un bel po' di sospiri ogni qualvolta apriranno l'armadio.
6. L'italo-spagnolo dà del
tu a chiunque.
In Spagna si è abituato a farlo con professori,
funzionari pubblici e possibili datori di lavoro, rendendosi conto
che ogni rapporto – in questo modo – riusciva ad essere più
naturale. Perchè dovrebbe smettere, ora?
7. L'italo-spagnolo si
lamenta costantemente del prezzo di alcol, concerti e beni
alimentari.
Sopportatelo. Anche se è la ventitreesima volta che vi
ripete che con lo stesso prezzo, in Spagna, faceva la spesa per due
settimane. O che un litro di Mojito al suo baretto di fiducia costava
la metà di 'sta roba annaquata qui. Quando non glielo offrivano
aggratis (se è una donna), chiaro.
8. L'italo-spagnolo
regge l'alcol che è una meraviglia.
Per la ragione, vi rimando al
punto precedente. Tranquilli, però: dategli un paio di mesi a ritmi
e costi italici e tornerà perfettamente normale.
9. L'italo-spagnolo ama
la birra.
La scienza non è ancora stata in grado di spiegare
cos'abbiano di tanto speciale le cañas spagnole, ma sembrano in
grado di produrre dipendenza anche tra gli individui piú
insospettabili. Magari prima di partire non la bevevano mai. Al
ritorno, invece, é l'ordinazione fissa come accompagnamento ad ogni
pasto. Se potessero, ci farebbero anche colazione.
10. L'italo-spagnolo non
si fa mai mancare patate, uova e olio nella sua cucina.
Li considera,
infatti, il trittico fondamentale alla preparazione del 90 per cento
dei pasti. La loro assenza basterà a mandarli in crisi.
11. L'italo-spagnolo va in
depressione se piove per più di tre giorni di fila, diventando un
essere assolutamente apatico e rompicoglioni in grado di stuzzicare i
peggiori istinti omicidi del prossimo. Nota bene: vale solo per chi
ha vissuto alle Canarie o in Andalusia.
12. L'italo-spagnolo
riconosce uno spagnolo autoctono al primo sguardo, e non sa dirti
perchè. Di solito avrebbe anche voglia di correre ad abbracciarlo,
ma (ringraziando il cielo) si trattiene.
13. Ora che l'hanno importato in Italia, 'italo-spagnolo vivrebbe
al 100 Montaditos, custode imperituro di buona parte dei suoi ricordi migliori. Che, ovviamente, non esiterà a condividere in ogni
minimo dettaglio con voi che l'accompagnerete. Ignoratelo annuendo a
fasi periodiche, come si fa coi matti.
Vi riconoscete, cari i
miei filo-ispanici? Avete qualche altro segnale inequivocabile da
aggiungere? Dai, non fate i timidi: tanto lo so, che ho sicuramente
dimenticato qualcosa!