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martedì 16 luglio 2019

6 libri di autori spagnoli da leggere quest’estate

Non occorre necessariamente sapere lo spagnolo per gustarsi un assaggio della scena letteraria iberica attuale. Per la gioia di chi ama le atmosfere e le suggestioni della Terra di Cervantes, quest’anno sono infatti particolarmente numerosi i romanzi Made In Spain che affollano - tradotti - le librerie del nostro Paese. Su Total Free Magazine ne ho selezionati sei, tutti di più o meno recente uscita, tra i più consigliati e meglio recensiti sul web nostrano.

Se vi siete persi l'articolo, potete ritrovarlo qui.

Cliccate e ... prendete nota per le vostre letture sotto l’ombrellone!


domenica 26 agosto 2018

Nela Garcìa e il doppio mistero dell'estate


Ormai é un dato di fatto: i Thriller dell'estate, in Spagna, si leggono su Twitter. A un anno quasi esatto dal fenomeno Bartual, oggi tocca a Nela García tenere il Paese incollato allo schermo del cellulare. Proprio come successe con il vignettista, il suo thread- che conta ormai quasi 83.000 RT - è già soggetto di critiche e dibattiti, oltre che spunto per innumerevoli meme. 




Narrata in un finto real-time, e paragonata nientemeno che a Black Mirror, la trama ruota attorno al misterioso cellulare trovato per strada dalla protagonista. Al suo interno, pochissime app e nessun contatto. Solo un account Facebook e un profilo Instagram senza  follower permettono di risalire al nome della proprietaria: una certa Marta Gutierrez, di Madrid. O, almeno, così pare. Basta, infatti, una semplice ricerca immagini su Google per ritrovare quello stesso volto sul blog di viaggio di Beatrice Williams, una turista americana morta otto anni prima. Sarebbe già abbastanza inquietante, ma non è finita qui: chiamando un numero presente nel registro delle ultime chiamate, una voce contraffatta invita a risolvere delle prove...

Qual è la posta in gioco? E cosa c'entra una scimmia rossa con la sparizione della madre di Nela? Tra parole, foto, video e sondaggi, l'autrice ci regala un colpo di scena dietro l'altro, dimostrando di saper usare a perfezione i codici espressivi di un nuovo formato narrativo ormai del tutto sdoganato in uno dei Paesi più twitteri e social d'Europa.




Ancor più dei suoi predecessori, la García unisce la multimedialità all'interazione, lasciando che siano i suoi follower a risolvere gli enigmi per lei. Non solo, ma ne cita le risposte nei tweet che compongono il racconto, portando l'esperimento ad un livello successivo. In questo modo la trama - per quanto sicuramente pre-studiata - si aggiusta e modifica giorno dopo giorno, anzichè avvalersi esclusivamente di materiali elaborati ad hoc. In sostanza, la comunità diventa PARTE della storia, e non più mera spettatrice. 

Ma non è l'unico elemento di unicità nel caso più virale dell'estate spagnola. Si dà il caso, infatti, che il thread contenga un mistero nel mistero. Prima ancora di chiedersi "come andrà a finire?" la domanda che la Nazione si fa è: "chi c'è dietro?".

Di Nela García non si sa molto, per non dire nulla. Ha i capelli bicolore, con le punte colorate di rosa. Nella biografia di Twitter, si definisce "programmatrice di giorno e gamer di notte". Tutto qui. Senza altri dettagli a gettare luce sulla sua vera identità, le teorie "complottistiche" si sprecano. Anche perchè - ammettiamolo - di dettagli sospetti ce ne sono un bel po'.

L'utente Jose Alonso (@JoseAlonso) è stato tra i primi ad accorgersene. Come tutti i blog, anche quello teoricamente appartenuto a Beatrice Williams contiene un numero di identificazione. Copiandolo e incollandolo sulla barra di ricerca di Google, Alonso è stato rimandato al profilo di un unico utente. Il nome? Ebbene sì, MANUEL BARTUAL. Difficile, peraltro, non accorgersi che il thread della García é iniziato il 20 Agosto del 2018, esattamente alla vigilia dell'anniversario del fenomeno virale di Bartual.

C'è chi è andato più in là. El Hematocrítico - uno degli account twitter più popolari in Spagna - ha azzardato l'ipotesi che il racconto della ragazza sia in realtà frutto della collaborazione tra il vignettista e Modesto García, autore di un altro popolarissimo twit-racconto vincitore di ben due premi alla recente #FeriaDelHilo: il primo contest di twitteratura indetto da Twitter Spagna con il supporto di numerosi brand. Apro una parentesi con almeno due motivi per adorarlo: è malagueño, e l'alter ego con cui ha firmato il suo hilo è Mr.Brightside, come la canzone più famosa dei The Killers. Sto cercando di capire se è single. 

Comunque. Secondo questa teoria, il nome stesso "Nela Garcìa" deriverebbe dall'unione dei nomi dei due autori: Manuel (da cui Manuela, abbreviato Nela) e Garcìa. Non solo, ma sull'account Facebook di Nela, ad inizio Agosto, erano state postate delle foto in cui si vedeva la ragazza intenta a leggere il famoso thread di Modesto. In un altro scatto, il libro di Manuel Bartual appariva in bella vista sullo scaffale alle sue spalle. 


Nela García legge il thread di Mr. Brightside AKA Modesto García


Il libro di Manuel Bartual sulla libreria di Nela García 


Se vi sembrano prove un po' deboli - in fondo, chiunque voglia scrivere un thread virale dovrebbe documentarsi con dei casi di successo - beccatevi questa:

L'indirizzo e-mail di recupero dell'account gmail della supposta proprietaria del cellulare trovato da Nela, marta.gutierrez.espinosa@gmail.com, risulta essere i***@mod**********.com, che corrisponde a perfezione con info@modestogarcia.com: l'indirizzo e-mail riportato sul profilo twitter di Modesto García. Non dimentichiamo, inoltre, che quest'ultimo aveva raccontato il suo famoso thread usando un altro account creato per l'occasione (Mr.Brightside, appunto), quindi non ci sarebbe niente di strano se anche Nela fosse uno pseudonimo. 





La data di nascita di Nela, secondo il suo profilo di Twitter, è 3-2-88. Curiosamente simile a 328, il numero della stanza d'albergo al centro della storia di Bartual. 

Aggiungo che io ho scoperto il thread del momento perchè condiviso- quando ancora i retweet erano relativamente pochi - dall'head of brand strategy di Twitter Spagna, responsabile diretto del racconto di Natale di Manuel Bartual e della #feriadelhilo. Inoltre, il cellulare misterioso è inquadrato troppe volte e mostrato in tutte le sue funzioni per non pensare ad una pubblicità della Samsung. E indovinate chi c'era tra i brand hanno sponsorizzato la Feria del Hilo?

Qualcuno potrebbe obiettare che l'account di Nela esiste dal 2012. Vero. Ma basta una ricerca con i filtri avanzati di Twitter per accorgersi che solo quest'anno il nome é stato cambiato. Prima, l'account apparteneva a un tal @victorizado che - ta daaaan! - stranamente twittava molto sulle partite del Málaga C.F. Da quando ha cambiato nome, Nela ha anche interagito in un paio di occasioni con Bartual. 






Insomma, forse è vero che qualcosa di strano c'è. Ma, qualunque sia la verità, una cosa è certa: la fiction su Twitter è arrivata per restare. 

Potete leggere il thread di Nela Garcìa - chiunque lei sia - qui




UPDATE: Poche ore dopo aver scritto questo post, il racconto si è concluso con un insospettato messaggio educativo e dei titoli di coda da film hollywoodiano. Con essi, la conferma ufficiale: gli autori sono Manuel Bartual e Modesto García, che hanno iniziato a lavorare al progetto due mesi fa. Samsung ha sponsorizzato la cosa, e l'head of brand strategy di Twitter Spagna figura tra i collaboratori. Per il personaggio di Nela sono state utilizzate almeno tre "attrici" diverse e, clamorosamente, nessuno se ne é reso conto. El Hematocrítico non ha svelato nessun inghippo. Al contrario, era anch'egli complice e  il suo thread cospiratorio faceva parte della strategia promozonale. 

giovedì 7 settembre 2017

L'Hipsterbole e le altre geniali figure retoriche di "Palabras Bastardas"



Palabras Bastardas è uno dei miei nuovi account Twitter preferiti di lingua spagnola. Sostanzialmente gioca con i vocaboli, deformandoli per fornirne definizioni ironiche. Roba da Nerd del Lessico, insomma. Proprio come me.

Ebbene, ieri il genio creativo che vi sta dietro ha dato vita ad un thread interamente dedicato a figure retoriche e concetti letterari. Mi è piaciuto a tal punto che ho sentito il preciso obbligo morale di condividere con voi, in italiano, alcune tra le più brillanti. Naturalmente, trattandosi di giochi di parole, non tutte sono facilmente traducibili. Per scoprire anche le altre, quindi, vi consiglio caldamente di cliccare qui. 







ALLEGORILLA: successione di metafore sulle scimmie. 

ALLITERAZIONE: ripetizione di suoni uguali uno sopra l'altro e in cui a te tocca sempre dormire sotto a quello che russa di più. 

ANTWEETESI: figura che contrappone un messaggio su Twitter ad un altro di un hater che lo annulla e lo contrasta usando parole contrarie. 


CUENCATENAZIONE: ripetizione di casas colgadas. 


Le famose "Casas Colgadas" della cittadina di Cuenca



DELFINIZIONE: enumerazione dei tratti distintivi di alcuni cetacei. 

EUFEMMINISMO: figura retorica che consiste nello sostituire una parola o espressione sgradevole con un'altra di connotazioni meno maschiliste. 

HIPSTERBOLE: modernismo che consiste nell'esagerare quanto sei alternativo: "sono talmente vegano che mi mangerei un cavolo" e robe del genere. 

LITROTE: figura birraia che afferma che non sei ubriaco negando il contrario, o all'opposto. O il primo che ho detto. Sono già ciucco con tutti 'sti giri. O no. 

PROSOPOPEYE: attribuire qualità di un animale ad un marinaio che mangia spinaci. 

SIPNOSI: trama di un film o libro che annulla la volontà e obbliga irrimediabilmente a vedere o leggere il suddetto. 


Voi quali altre inventereste in italiano?





domenica 27 agosto 2017

Manuel Bartual e gli altri: la nuova letteratura corre sul filo di Twitter


La fiction rende migliore il mondo. E Twitter. 

Sono in molti a concordare sul fatto che l’esperimento di Manuel Bartual abbia riportato il social all’atmosfera dei primi tempi, quando in Rete ci si divertiva molto di più. 


Foto: Twitter - Manuel Bartual


Regista e vignettista, Bartual è diventato in questi giorni in Spagna un vero e proprio caso sociale per la storia che ha appena finito di raccontare sulla piattaforma: un incrocio tra il romanzo e la serie tv che sfrutta tutte le principali caratteristiche del mezzo per sviluppare una trama che più avvincente non si può. 

Non è il primo caso di innovazione narrativa su Twitter, anche se è senza dubbio il più eclatante a livello di ripercussione nazionale.

Del resto il canale, con il suo limite di 140 caratteri a messaggio, è di per sè una sfida aperta alla scrittura creativa. Credo sia per questo che, da sempre, affascina chi la ama. 

Chi ci bazzica da un po' ricorderà che, almeno in Italia, i primi hashtag erano spesso un pretesto per giocare con le parole. Poi sono arrivate le sperimentazioni vere e proprie, e ad oggi il social network è l'unico che possa accollarsi la paternità di almeno due diversi generi letterari. 

C'è la Twitteratura, innanzitutto: il movimento, considerato una sottocategoria della Flash Fiction, che consiste in gran parte nel ricreare o riassumere i grandi classici in tweet, spesso con finalità educative. E poi i #Microcuentos, veri e propri racconti in 140 caratteri che la Spagna tanto ha amato. 

Oggi, però, ad andare per la maggiore sono soprattutto le produzioni originali più estese, pensate per la fruizione via smartphone e sviluppate interamente sulla piattaforma. Dagli Stati Uniti alla Penisola Iberica, gli scrittori stanno sfruttando sempre più e sempre meglio le caratteristiche del mezzo per dare vita ad una tipologia di narrazione interattiva, accattivante e completamente nuova. 

Ad affascinarli è soprattutto la struttura del thread (hilo in spagnolo): il meccanismo per cui, se rispondi ai tuoi stessi tweet, questi risultano visivamente collegati l'uno all'altro da una linea colorata. I lettori possono così cliccare sul primo messaggio e leggere tutti gli altri in ordine cronologico semplicemente scrollando verso il basso. Non solo, ma il thread può essere aggiornato in momenti diversi, allungandone la vita e agevolando la sensazione di aggiornamento costante e in tempo reale. In sostanza, quello a cui gli utenti di Twitter stanno dando vita sono testi che trascendono i 140 caratteri, ma dai 140 caratteri restano composti. Come a dire che il racconto assume sì un senso nella sua totalità, ma è condivisibile anche in modo parziale. Ogni messaggio dev'essere pertanto auto-conclusivo e rilevante per se stesso, un po' come i paragrafi di un comunicato stampa pensato per essere tagliato a seconda dello spazio a disposizione sul giornale.

L'immediatezza dei retweet e delle risposte permette inoltre allo scrittore di avere un riscontro immediato sui "paragrafi" più riusciti e addirittura di aggiustare lo sviluppo della storia sulla base delle reazioni dei lettori. Negli ultimi tempi il thread sta diventando un mezzo di espressione talmente popolare che The Verge vi ha addirittura dedicato un articolo in cui lo definisce una nuova forma di narrativa, paragonandolo nientemeno che alla poesia. 

E, va bene, sarà pure esagerato, ma quel che è certo è che in giro si vedono picchi di genialità mica da ridere. 


Prendete Sam Sykes e Chuck Wendig, per esempio: due autori che hanno finito col parodiare il genere horror tramite botta e risposta su Twitter. Tutto è cominciato con una richiesta di aiuto. Sam sosteneva di essere diventato istruttore di un campo estivo, e ben presto si scopriva che un serial killer aveva ucciso quasi tutti. "Sei sicuro di non essere tu il killer?", chiedeva Chuck. E da lì prendeva vita una conversazione tanto surreale quanto divertente con l'obiettivo di cercare di scoprirlo (potete leggerla qui). 



Oppure Nas Maraj, che ha letteralmente re-inventato le classiche "storie a bivi" di quando eravamo ragazzini. Qui la struttura si fa decisamente più elaborata. Il thread comincia con la descrizione della situazione in testo ed immagini. "Sei stato condannato alla pena di morte per aver ucciso la tua unica figlia e ultimo membro della famiglia", ti costringe a immaginare Maraj. "Il sistema ti ha tradito - continua nel tweet successivo - e ora ti trovi in prigione con 3,484 compagni. Questa è la tua ultima chance per scappare". Dopo di che ti invita a "cliccare qui per cominciare". Il click rimanda ad un altro tweet, e la trama prosegue costringendoti man mano ad una serie di scelte. Ad ogni scelta corrisponde un tweet da cliccare, che rimanda a sviluppi diversi, rendendoti responsabile del tuo stesso immaginario destino (Se volete prendere parte all'avventura, non vi resta che cliccare qui). 


Infine c’è il caso di Adam Ellis, la più probabile ispirazione diretta dello spagnolo. Vignettista anche lui, ha di recente utilizzato la forma del thread (cliccate qui) per raccontare in tempo reale la persecuzione a cui sarebbe stato soggetto ad opera del fantasma di un bambino morto. Documentando con foto e video gli episodi paranormali che avrebbero avuto luogo nel suo appartamento di New York è riuscito a causare insonnia a migliaia di americani. Il racconto in questo caso è reso particolarmente agghiacciante dal fatto che non è stato svelato se si trattasse di realtà o finzione.



Il tweet-romanzo di Manuel Bartual si inquadra perfettamente in questo filone, e riesce a  tenerti anch'esso davvero con il fiato sospeso. "Sono in vacanza da un paio di giorni in un hotel vicino alla spiaggia" - recita il primo tweet, accompagnato da una foto - "Andava tutto bene, finchè non hanno cominciato ad accadere cose strane". 




Il thread (o "hilo") ci addentra così in una trama in stile "Stranger Things" dove suspance ed episodi paranormali si susseguono di continuo, portando i lettori ad attendere con sempre più trepidazione il tweet successivo. La genialità di Bartual non sta solo nella trama avvincente, ma nell'includere ad hoc tutti i mezzi di espressione consentiti dalla piattaforma, dai tweet ai video passando per le gif e le risposte dirette ai lettori. 




La storia piace talmente che i fan stanno già iniziando a realizzare meme e tweet a tema sullo stile di quelli che siamo abituati a vedere prodotti dai fan delle serie tv. In effetti, sono già in tanti ad aver chiesto - seppur scherzosamente - a Netflix di acquistare i diritti quanto prima. La breve carrellata di tweet riportati di seguito vi aiuterà a capire a che livello è ormai arrivata la Manuel-mania. 













Il thread inizia qui.  Consigliatissimo se capite lo spagnolo e siete a corto di letture serali. 

venerdì 6 maggio 2016

Bar in cui scrivere un libro a Málaga

Stereotipi. Preconcetti. Pose. Chiamateli come volete. 
Resta il fatto che, se ci chiedono di immaginare uno scrittore, ce lo figuriamo quasi sempre al bar. Un posto figo, con l'atmosfera giusta. Uno di quelli costruiti per passarci le giornate e veder scorrere via la vita. La luce cambia, riflessa da una vetrata sul tavolino all'angolo. Prima innocua e definita. I caffè veloci al banco. Le mamme coi passeggini. Poi sempre più intensa. Dialoghi e look informali-ma-non-troppo dei colloqui di lavoro per qualche startup. Poi Insopportabile. I panini. Le insalate. L'odore di cibo che impregna l'aria. Scusa, cameriere! La frenesia. Il tintinnio dei bicchieri. Impossibile concentrarsi. Via via più tenue. I gruppi di universitari, il suono delle risate. Rossastra. Qualche coppietta ancora impacciata ai primi incontri. Più gesti che parole. Lampadine che si accendono. Un bianco o un giallo che, in ogni caso, non esiste in natura. Giacche e cravatte, birre del dopo lavoro. Ed è lì che capisci che è ora di andare.
In quei posti i camerieri non sono insofferenti. Li lasciano lì, gli scrittori. Nel posto in cui si sono abituati a saperli. Alleati e complici dell'osservare senza essere osservati. E pazienza se il conto, a volte, non lo pagano neppure.
Tutta fantasia? Può darsi. Eppure, per alimentarla, basta seguire qualche autore su Instagram. Vedi Tommy Wallach, una delle mie più recenti scoperte, il cui feed sembra quasi un catalogo delle caffetterie americane. Ma di esempi ce ne sarebbero a decine, da ogni angolo del globo. E francamente non lo so, se davvero in quei bar producano qualcosa. Però è bello - ammettiamolo - dare di sè un'immagine bohemienne. Sostituire le macchine da scrivere ai portatili, i café letterari agli Starbucks, giustificare la creatività a suon di vino e caffeina giusto perchè l'assenzio pare brutto. Sentirsi, in virtù di tutto questo, destinati anche per un solo attimo a cambiare il mondo di parole. Ora: siccome tra i miei progetti più prossimi c'è quello di ri-trasferirmi a Málaga e tra quelli meno prossimi quello di scrivere finalmente un altro libro, ho fatto una selezione dei locali cittadini secondo me più adatti allo scopo. I requisiti? Come sopra: atmosfera affascinante, tranquillità, e naturalmente il wifi gratuito. Un po' per le eventuali ricerche da fare online; un po' per controllare le mail di tanto in tanto. Ma, soprattutto, perchè che senso avrebbe fare lo scrittore figo se poi non ne instagrammi le prove? Scherzi a parte, echadles un vistazo: possono tornare utili anche a chi lavora da freelance!
1. Café con Libros 



Che è il posto perfetto lo dice già il nome. Se ogni bravo scrittore è innanzitutto un avido lettore, qui restare a corto di ispirazione è impossibile. I libri sono ovunque, a scopo sia decorativo che di consultazione. Potete prenderli e leggerli liberamente mentre sorseggiate il vostro caffè accomodati sul divano all'interno, o vi godete il sole sui tavolini all'aperto in Plaza de La Merced. Lo immagino perfetto per: fantasy, gialli e romanzi d'avventura.

Plaza de la Merced, 19, 29012 Málaga. 2. Recyclo Bike café



Qui i più hipster potrebbero impazzire. Imperdibile sicuramente per l’arredamento, con le bici appese al soffitto, ma anche per i succhi di frutta naturali, gli smoothies a base di verdura, e le colazioni con un’ampia varietà di opzioni vegetariane e vegane. Altamente instagrammabile e blogger-friendly: urge imporsi di finire almeno il paragrafo prima di scattare a tutto spiano.
Lo immagino perfetto per: guide di viaggio, biografie musicali, cataloghi d'arte e tesi.
Calle Marqués Villafiel, 4, 29005 Málaga.
3. Dulces Dreams



Questa piccola caffetteria e coffee-shop sottostante un Hotel Boutique merita una visita per le sue squisite torte fatte in casa. L'ambiente, tutto giocato sui toni del bianco, è minimal e sofisticato. C'è anche una terrazza con vista panoramica. Lo immagino perfetto per: romanzi rosa e chick lit.
Plaza de los Mártires Ciriaco y Paula, 6, 29008 Málaga.

Buon best-seller a tutti! E, se trovate altri posti in cui diventare i nuovi Hemingway, non scordatevi di farmelo sapere! 

sabato 21 marzo 2015

Se Cervantes avesse twittato.

Me l'hanno chiesto molte volte, se avessi intenzione di "twittare" un altro classico. La verità è che mi piacerebbe, ma non ne ho ancora trovato uno che si presti allo scopo quanto l'Odissea. Uno che renda altrettanto piacevole la rilettura, divertente la riscrittura, originale l'operazione. Certo è, però, che certi autori più di altri sarebbero stati perfetti per quel social network. Uno di loro è senza dubbio Cervantes. 


Così, in onore del recente ritrovamento dei suoi resti a Madrid (ne ho parlato qui), ecco come sarebbero state alcune delle frasi più famose del suo Chisciotte se, anzichè scriverle, le avesse twittate. A quale avreste regalato più RT?

(Qualche intruso si è insinuato in mezzo. Perdonateli, non sanno quel che fanno.)


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PS: Cervantes, scusa.



giovedì 15 gennaio 2015

Questa volta, verso Nord.

Il Momento è giunto. Ho passato gli ultimi giorni a schivare probabilità, addestrando gli anticorpi che manco i militari. Non potevo ammalarmi. Insomma, non adesso. Attorno a me aumentavano i fazzoletti, gli amici che “dod bedgo sdo bale”, i famigliari col termometro sui trentotto. Io no. Chiaro? Non posso. E allora 100 flessioni, forza. 1, 2...

Ho sognato Baudelaire. Una sorta di viaggio nel tempo. Bevevamo Assenzio in un caffè letterario. Mi chiedeva com'è il mondo nel duemilaquindici, e cercavo di raccontargli della sua città. Non era facile. Non era bello. Qualcuno ha usato una sua frase, l'ho visto in foto, per rivendicare in piazza che "Je Suis Charlie".



Dopo, mi interrogava sul fatto che nel 2015 sarebbe stato ancora conosciuto, e lì mi sono ricordata quanto l'arte sappia renderti immortale. Ho avuto urgenze creative, mi sono ridimensionata, ho scritto il millesimo incipit che non diventerà romanzo, e dopo ho faticato a dormire. Baudelaire mi ha seguito su Twitter, nella sua versione Fake, il giorno dopo. Forse dovrei davvero portargli dei fiori a Montparnasse.

E ho saputo di Sanremo. Degli Imagine Dragons. Della valletta spagnola che mi dà in sé il pretesto di una copertura sul blog. Cosa che avrei fatto comunque, ma vabbè. Ho guardato troppe puntate di Modern Family per non chiedermi se io sia più Alex o più Gloria (per l'animo latino e l'abbigliamento; non per le tette, è abbastanza chiaro). Poi ho stabilito di essere un mix delle due. Ho comprato libri, mi sono tuffata nella scoperta della prosa impeccabile di Stefano Piedimonte con il terrore assoluto che derivi in delusione sul finale (non ci sono ancora arrivata, non spoilerate!). Ho seguito i Golden Globe tramite i commenti del giorno dopo, mi sono anticipata nel lavoro per non perdere il treno, coordinata con un'amica per il check in online più organizzato della storia, ho deciso cosa mettere in valigia.

E finalmente, signori e signore, sono pronta a partire. Prima Bruxelles, poi la Capitale francese. Due luoghi di Baudelaire, guarda caso (E va bene, in questo momento sono decisamente più Alex).




'Somma, ci si rivede la settimana prossima. Nel frattempo, voi continuate a votare per gli Italo-Spagnola Awards.  

Bruxelles.

martedì 12 agosto 2014

Il tipico post sui libri da leggere sotto l'ombrellone

Ci sono svariate costanti, nel mese di Agosto. Ad esempio, il traffico dell'esodo. I bollini rossi. Gli incendi. La gente bloccata agli imbarchi di voli, traghetti, sottomarini e teletrasporti vari. I servizi di Studio Aperto sulla necessitá di bere molto se fa caldo (se non ce lo dicessero loro non so proprio come faremmo). E, ancora, i premi di ogni genere e specie in diretta tv, accompagnati da non meglio precisate sfilate di soavi dozzelle in bikini e tacco dodici su scalinate alla San Remo che secondo me montano apposta per l'occasione. Per non parlare dei servizi del TG1 coi connazionali che sbuffano su qualche ritardo incastonati in un mare di valige che, a giudicare dalle dimensioni, contengono su per giú tutto l'armadio di casa e almeno due unicorni nani.




Ma, soprattutto, ci sono loro: gli inevitabili post sui “libri da leggere sotto l'ombrellone” (con la possibile variante del “libri da mettere in valigia”) che, implacabili, in questo periodo prendono ad invadere il Web. Che poi, siccome sei sempre alla ricerca di ispirazioni letterarie, finisce che li leggi pure. Ed é lí che ti prende quella strana specie di sconforto misto incredulitá tipico di chi si sente alieno al resto della razza umana. Perché, dai: voi che tipo di storie leggereste, sotto l'ombrellone? Io, col riflesso del sole negli occhi, quattordici bambini che giocano a rincorrersi attorno al mio asciugamani, e la necessitá di un bagno all'incirca ogni 4 minuti, in genere prediligo qualcosa di leggero. Non troppo impegnativo. Divertente. Sí, insomma: qualcosa che mi faccia evadere completamente dai problemi della vita quotidiana. Invece. Se ci fate caso, un buon 50% delle liste dei suddetti “libri da leggere sotto l'ombrellone” comprende: romanzi tristissimi con protagonisti devastati da malattie terminali, giovani donne represse da religioni e dittature, ragazze vittime di stupro che cercano il coraggio per tornare alla vita di ogni giorno, gente in crisi perché licenziata a sessant'anni con un'intera famiglia da sfamare, madri che si suicidano, innamorati depressi che non riescono a coronare il loro sogno d'amore, trattati di fisica quantistica, riscritture di Guerra e Pace in cirillico. Che poi capisci perché gli italiani, in vacanza, sono sempre e comunque i piú incazzati.

Quindi. Visto e considerato lo stato delle cose, la lista me la sono creata da me. Ho assemblato gli elementi piú in linea con le mie esigenze da almeno 5 siti diversi, li ho shakerati con la wishing list di Anobii, e questo é quello che ne é uscito. Non un consiglio, perché – complici librerie sfornite e biblioteche in surplus di prestiti – non ho ancora avuto modo di iniziare nessuno dei volumi citati. Semplicemente, una dichiarazione d'intenti. La condivido con voi per adeguarmi allo status symbol della blogger seria. E anche perché, non si sa mai: magari puó esservi d'ispirazione!

1. Joshua Harris - Svegliamoci pure, ma ad un'ora decente

Più riguardo a Svegliamoci pure, ma a un'ora decenteLo consiglia anche Wired, il che già dice tutto. Paul, trentenne smarrito ma affermato libero professionista, si trova ad affrontare un furto di identità sul web che rischia di danneggiare lo studio dentistico per cui lavora. Il suo tentativo di scovare l'impostore diventa pretesto per raccontare in modo ironico l'era dei tag, dei like, dei post e dei tweet. Mi ispira perché…social! 

Più riguardo a Didone, per esempioMariangela Galatea Vaglio riporta in vita con humor e leggerezza miti ed eroi dell'antichità, dimostrando che "sono meglio di Beautiful". Ecco allora che Elena di Troia, altera e distaccata, potrebbe fare uso di droghe pesanti; Messalina diventa la Paris Hilton dell'Impero Romano e la Didone del titolo, bella e intelligente, si innamora di un Enea che "più che un uomo é una iattura". Ovviamente, c'è di mezzo anche Ulisse. Mi ispira perché…beh, avete letto #Odissea



Più riguardo a Il posto più strano dove mi sono innamorataDefinita "la storia ironica e disillusa di una globe trotter dell'esistenza", racconta le peripezie di Irma: preda di una famiglia improbabile e scombinata, lavori impossibili, spasimanti troppo timidi per rivelare la loro identità, segue il consiglio del padre e lascia la Palermo in cui è nata per Torino, Praga e Roma, alla ricerca di un posto nel mondo che qualcuno sembra sempre occupare prima di lei. Mi ispira perchè…in un certo qual modo, sono una globe trotter anch'io! 



Più riguardo a I baci non sono mai troppiDi straordinario successo in Spagna, il romanzo di Raquel Martos si presenta come un inno all'amicizia vera, raccontando del re-incontro tra due amiche di infanzia all'aeroporto di Madrid. Mi ispira perché…italo-spagnolo!



Più riguardo a La banda degli insoliti ottantenni Annoiati dalla vita disagiata in una casa di riposo costretta a tagliare le spese, alcuni vecchietti decidono che starebbero meglio in prigione. Così, decidono di mettere a segno il furto del secolo, tra tutta una serie di esilaranti avventure. Mi ispira perché…si preannunciano risate! 



Più riguardo a L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio IkeaUn indiano, fachiro di professione, decide che è giunto il momento di comprare un nuovo letto di chiodi, e si imbatte in una promozione incredibilmente vantaggiosa firmata IKEA. Una volta arrivato nella sede parigina del megastore svedese decide di trascorrere la notte a curiosare, finché l'arrivo di una squadra di commessi lo costringe a nascondersi dentro un armadio. Peccato che al mattino proprio quell'armadio debba essere imballato e spedito in Inghilterra. E' l'inizio di un'avventura fatta di incontri a dir poco surreali. Mi ispira perché…è strano già dal titolo, immaginate come dev'essere dentro!



Più riguardo a Una notte a Parigi per innamorarsiCharlotte sta per coronare il suo sogno d'amore, trasferendosi a Parigi con il fidanzato, quando scopre che lui l'ha tradita con una ragazza conosciuta online.  Così decide di partire comunque, ma da sola, e giura a se stessa che mai più nella vita avrà una relazione seria con un uomo. Non solo: determinata a salvare quante più donne possibile dalle delusioni d'amore, crea un blog tutto al femminile, in cui dispensa consigli su come passare da un letto all'altro senza mai innamorarsi. Ma circondata com'è da affascinanti single parigini ­e assillata dall'ex che è tornato a farle una corte spietata, la sua missione è messa a dura prova. Mi ispira perché…sono una blogger romantica, tutto sommato. 



Più riguardo a Un vestito color del ventoMadre e figlia arrivano nella cittadina di York con un passato difficile da dimenticare e l'intenzione di aprire un negozio di abiti e accessori vintage. Non tutti, però, sono pronti ad accoglierle a braccia aperte, soprattutto perché l'esuberante Fabia (la madre) non è disposta a rinunciare alla propria unicità per assecondare il conformismo dei compaesani. Mi ispira perché…il fascino dei negozi Vintage mi conquista sempre. 



Più riguardo a La figlia diCon una madre ex modella, una sorella in carriera e soprattutto un padre che, da famoso fotografo, è diventato anche un volto televisivo, Olimpia Reale è la pecora nera della famiglia. Vive a Roma in un attico dei suoi  e scrive la biografia di un’artista sconosciuta. Ogni giorno deve spiegare a chiunque incontri che sì, è è la figlia di. Quando, armata di una cagnolina rantolante, si presenta all’appuntamento con un editore, pensa che finalmente la sua vita cambierà. Non sa che quell'incontro la obbligherà una volte per tutte ad affrontare suo padre. Mi ispira perché…"sì, sono la figlia di", nel mio piccolo, è capitato di dirlo anche a me. E poi la copertina è dannatamente estiva! 


Se volete suggerirmi altri titoli, i commenti sono tutti vostri. Peró evitate le tragedie umane. Almeno ad Agosto. Dai.