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lunedì 27 giugno 2016

Dai brand ai vip: i migliori post su #ItaliaSpagna

La cosa più bella degli Europei - e siccome sono monotona devo averlo già detto almeno un centinaio di volte - sono le reazioni sui social network. In occasione di partite epocali come Italia-Spagna, poi, Twitter e Facebook vengono letteralmente inondati di immagini in grado di scatenare l'entusiasmo nella mia anima tagliata a metà. C'è la creatività. C'è l'umorismo. Ci sono le mie due bandiere, affiancate a rappresentarmi in un Derby sempre a rischio di attacco di cuore.

Abbiamo vinto, oggi. Podemos. Popoporopopopopooopopooooo. Abbiamo sofferto. Ci siamo vendicati. E, prima di tornare alla normalità, mi sembrava giusto riportarvi qui sotto un campionario dei post che più ho trovato geniali. Perchè ogni Europeo che si rispetti, in fondo, vale la pena viverlo anche online. 




I BRAND

- Stesso prodotto, diversi Paesi: il dialogo tra Coca Cola Italia e Coca Cola Spagna su Twitter è stato all'insegna dello spirito sportivo. Chi vince paga da bere! 




- Orange ricorda l'iniziativa di Twitter per illuminare la Tour Eiffel con i colori della propria squadra, e lo fa con un'immagine in grado di provocare i cuoricini negli occhi a qualunque italo - spagnolo.


- I miei amati 100 Montaditos sono stati bravissimi a sfruttare su Twitter la battuta di rito post-partita, che è sembrata essere un corale "e ora tutti a cena da 100 Montaditos". Prima del match, avevano invece puntato tutto sui dilemmi di chi ha il corazón partío. 



- Chupa Chups, semplicemente, ha vinto tutto. 





- ... Ma direi che anche Iberia e Alitalia non se la sono cavata affatto male!








LE PAGINE "MUST READ"

- Il post di "Se i social network fossero sempre esistiti", lo ammetto, l'aspettavo con ansia. Io li adoro.



I VIP


- Ci voleva un'italo-spagnola come Laura Barriales ad esprimere il sentimento condiviso da molti di noi. #Derby è la parola chiave. 


- La miglior tweet-cronaca, però, l'ha fatta Giò Sada che a un certo punto, preso dal pathos del momento, si è messo persino a riscriversi la hit. 






Avete notato altri post imperdibili su Italia-Spagna? Segnalatemeli che li aggiungo!

domenica 3 febbraio 2013

Musica e Social Network: Condividere o desiderare?


La prolungata assenza di Dani Martín dai social network mi ha fatta precipitare in un vortice di riflessioni. L'argomento é il marketing. Sí, insomma, le strategie di comunicazione nel mondo della musica. Ve lo dico subito, cosí potete anche cambiare blog. Io, peró, le dovevo esternare. Insomma, ogni tanto devo pur fare la seria anch'io.  No?

Il punto é che c'é un'intera corrente di pensiero, pare. Tutta una sfilza di persone pronte a difendere la scelta come giusta ed opportuna. E badate: non parlo piú di questo caso in concreto. Macchè! Mi sono giá spostata su di un quadro generale. Ritengono, queste persone, che interrompere il contatto con i fan aumenti il desiderio del prossimo disco. In fondo é una teoria trita e ritrita giá in campo sentimentale: la lontananza dal partner genera nostalgia. La nostalgia, voglia di rivederlo. La voglia di rivederlo, re-incontri da scintille e cuoricini. Ecco, immagino che qui sia un po' la stessa cosa. Non posso neanche dargli torto, a dire il vero. Torno al caso concreto, e con me questo metodo funziona da impazzire. In senso letterale, impazzire.



L'idea, peró, contrasta nettamente con quella sorta di formula per il successo che, assieme a Michael Masnik, difendevo a spada tratta sin dalle pagine della mia Tesi. Connect with fans (CWF) + Reason to buy (R2B) = vendite. Recitava, piú o meno. Dove la reason to buy (ragione per comprare) consisteva nel valore aggiunto di cui rivestire il prodotto finale. Un'edizione limitata, un formato particolare, una copertina particolarmente curata...chessó, dei contenuti speciali che si trovano soltanto nella versione fisica dell'album. Qualsiasi cosa poteva andar bene. Ma il valore aggiunto era soprattutto quello dell'esperienza. E costruire esperienza attorno a un disco significava rendere i fan partecipi della sua creazione. Fare in modo che se ne sentissero parte integrante. Cosa che i social network, come mai era accaduto prima, rendevano piú facile che mai. Connect with fans significava interagire con loro. Raccontargli cosa stesse accadendo in studio di registrazione. Non dico ogni minuto. Non dico ogni dettaglio. Peró in modo piuttosto regolare. Condividere informazioni, aneddoti, magari qualche foto o qualche video...beh, farebbe sí che il fan si senta partecipe di tutta l'operazione. Tanto da sentirsi quasi obbligato a comprare il prodotto finale. Motivato dal fatto di percepirlo un po' anche suo. Difendevo la teoria di Masnik perché, in migliaia di altri casi concreti, anch'essa con me aveva sempre funzionato bene.



E allora mi chiedo, peró: quale funziona meglio? Sí, insomma, qual é l'approccio piú efficace? Condividere tutto o creare nostalgia? Coinvolgere, costruire esperienza, o piuttosto rinvigorire il desiderio? Voi che ne pensate? 


giovedì 20 settembre 2012

Fuori dal comune e...Made in Spain! Tre segnalazioni per gli acquisti online.


Poi io magari saró anche strana, ma nutro profonda ammirazione per le aziende che usano il web. Che lo usano bene, voglio dire. Cosí, mi spremo le meningi alla ricerca di un oggetto da fotografare per la nuova iniziativa Bacardi. E, giá che ci sono, vi segnalo tre casi Made in Spain che a mio avviso incarnano il concetto veramente a perfezione.



Ché, in fondo, mi aspetta un week end intenso. Giorni fatti di aria fresca, profumi, parole e tutta la stupenda tridimensionalitá della vita vera. Ci saranno ritrovi alla Carramba che sorpresa con amiche che non vedo da una vita; passeggiate a PordenoneLegge; mercatini etnici a Trieste. E vetrine, probabilmente. Un sacco. Perció, andiamo: come volete che oggi riesca a concentrarmi su qualcosa di piú serio dello shopping online?

I tre casi – si diceva – non sono né i migliori né i piú innovativi. Semplicemente, sono stati gli ultimi in ordine di tempo a colpirmi per efficacia promozionale. Tre tipi diversi di imprese che vedono nel web qualcosa di piú che un mero veicolo di contenuti. Al contrario, la rete diventa per loro lo spazio su cui sviluppare un business diverso. Di nicchia. Personalizzato e modulato sulle esigenze del cliente. Un cliente che viene direttamente contattato su twitter in funzione dei suoi stessi interessi. E poi coccolato, aiutato... fatto, in una parola, sentire speciale. Come dovrebbe essere, lontano delle espressioni annoiate di certe commesse scontrose. Come, in definitiva, piace a me.

E allora prendiamo Demodé Vintage, tanto per cominciare. Creato dalla madrileña Rosana Casado, presentata nella sezione “about us” del sito come un'amante dei viaggi e dell'old fashion, vanta un limitato catalogo di capi d'abbigliamento tutti ispirati alle linee moda degli anni 50,60, e 70 e allo stile di vita californiano. Prodotti che si collocano, insomma, al di fuori delle tendenze di stagione, di quelli un po' piú difficili da reperire nei grandi centri commerciali. Un target piú mirato é difficile da concepire, ma il bello é che, nonostante quanto si possa pensare, i prezzi non sono affatto esagerati. Si va dagli 8 ai 19 euro per una maglietta, dai 10 ai 20-25 per un vestitino che fará girare le teste. E c'é di piú! Perché, oltre a portare la loro filosofia su pressoché tutti i social network conosciuti, Demodé Vintage organizza una volta al mese negli uffici di Madrid (sul sito c'é scritto, in realtá, “a casa mia”) dei “pomeriggi di sole ragazze” dedicati allo shopping, ai dolci,e alle chiacchiere. Clienti e dipendenti dello shop sono invitate a partecipare, mediante prenotazione. E qualunque gruppo di amiche composto da un minimo di 6 componenti puó richiedere l'organizzazione di un evento simile a domicilio, semplicemente contattando lo staff dall'apposita sezione del sito. Non mi direte che non é geniale!

Due abitini "demodé vintage"


E poi c'é Regalos Musicales: per quelli come me, che con la musica hanno una vera e propria relazione sentimentale. Cioé, in realtá loro si presentano come un negozio online pensato per studenti o professori di conservatorio, musicisti di professione, esperti in materia. Ma ció non toglie che un qualunque amante delle sette note avrá voglia di comprare qualunque cosa giá dopo una prima occhiata ai prodotti in catalogo. Vendono di tutto, dagli articoli di cancelleria alle borse, passando per astucci, portachiavi ed appendiabiti. Con una caratteristica: ogni singolo oggetto é ispirato a motivi musicali. Decorato con chiavi di violino. Modellato a forma di pianoforte. E i prezzi sono davvero irrisori. Anzi, personalmente non sono stata in grado di trovare nulla che costasse piú di quattordici euro. Consigliatissimo. Soprattutto se voleste farmi un regalo. 


Uno stupendo bloc notes ..... e degli appendi-abiti da soggiorno. 



Per ultimo, il portavoce di un settore completamente diverso. Sí, perché con l'Hostal Persal di Madrid non parliamo piú di negozi online, bensí di alloggi definiti a basso costo. Intendiamoci: non é l'ostello piú economico del mondo. Per nulla, visto che una stanza doppia é capace di costarti 70 euro con tanto di sconto. Tuttavia, ha saputo compensare le tariffe non proprio ridottissime con un'attenzione al cliente personalizzata che dai social network sa arrivare dritta al cuore. Internet, per il Persal, é cosí importante che ci sono degli sconti esclusivi per i loro followers su twitter. Senza contare che il sito é davvero molto curato. Insomma: risparmio o meno, é impossibile non prenderli in simpatia.


L'"attenzione personalizzata", il vero punto forte dell'Hostal Persal! 

E voi? Avete conosciuto qualche impresa particolarmente attiva online che volete segnalare ai lettori di Italo-Spagnola? Io sono tutta orecchi. O tutta occhi, come preferite. 

mercoledì 18 luglio 2012

Di spot in spot. In Spagna. D'estate.


Tra i Grandi Misteri dell'umanità, andrebbe senz'altro annoverato l'indicibile successo che hanno in Spagna le pubblicità cantate. Soprattutto se promuovono bibite. Ecco perchè non mi stupisce più di tanto che quelli di Fanta e Sandevid siano oggi tra gli spot estivi più commentati sui social network di lingua iberica. Due assaggi surreali di freschezza che promuovono il divertimento in un collaudatissimo formato musical. Il primo, affidando a un coro di voci bianche il compito di mandare a...tomar fanta le più rinomate categorie di guastafeste mondiali. Dalla vicina seriosa che irrompe a un party privato, al buttafuori che impedisce l'accesso ad un locale. Il secondo, regalando tutto il protagonismo a uno psyco-camarero che, in realtà, di Psyco ha ben poco. Almeno in senso negativo, visto che si affanna ad aiutare tutti. Oddio, io personalmente se mi trovassi uno così cambierei bar. Comunque, resta il fatto che i suoi consigli su come rimorchiare senza essere palesi o superare una delusione d'amore, sono tra quelli che più spesso ricorrono nei tweet. Almeno, tra quelli delle trecentocinquanta e passa anime che seguo io. Certo non pretendo di fingermi l'Istat. Ma, chissà, frasi come :“Puedo ayudarte a pillar sin que parezca obvio, poneros de picar unas bravas y un novio” o “siempre habrá alguien que se alegre de verte” magari le avrete lette anche voi. Nel caso, ecco, sappiate che provengono da lì.











Ad ogni modo, con buona pace del “canta che ti passa”, io a questa tendenza da filastrocche continuo a preferire i mini-film di Estrella Damn. D'altronde, il loro “mediterraneamente” è ormai diventato un simbolo. Una sorta di grande classico che segna l'inizio della bella stagione. Lo spot estivo della birra è talmente atteso e seguito che il prodotto che aspira a vendere è diventato ormai dettaglio marginale. Contano di più – o, almeno, così sembra- la scelta della location e quella della canzone di accompagnamento: autentica manna dal cielo per l'industria locale del turismo e per le vendite dell'interprete prescelto. Quest'anno la fortuna è toccata all'Isola di Mallorca, e più in concreto alla Serra de Tramuntana, recentemente dichiarata patrimonio dell'Unesco per il suo valore paesaggistico. Cantano “You can't say no forever” gli svedesi Lacrosse.

E il successo dello spot, beh, nemmeno in questo caso stupisce. Non solo perchè anch'esso ricalca una formula ormai consolidata; ma anche e soprattutto perchè, ammettiamolo: Estrella Damn sa come riassumere un'estate. E come farti commuovere, sempre, sul finale. Laddove un soffio di vento sulla carta d'imbarco si unisce ad uno slogan ad effetto per far nascere un brivido in te.






PS. Se volete curiosare tra altri spot della televisione spagnola, consiglio vivamente questo blog