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mercoledì 15 maggio 2019

Influencer coi volant: look e tendenze dalla Feria di Siviglia

A Siviglia si è appena conclusa la Feria de Abril e, per chi ama la moda flamenca, questo non può che voler dire una cosa: ladies and gents, il tempo dei bilanci è arrivato.  

Dopo la stagione delle sfilate, che ha i suoi appuntamenti più importanti in We Love Flamenco e SIMOF, è il momento di andare a vedere quali delle tendenze viste in passerella hanno passato la prova del gusto comune.

Sulla sabbia gialla del Real, influencer, vip e semplici innamorate dei volant hanno, ancora una volta, avuto il più o meno consapevole compito di realizzare o infrangere i sogni dei designer più azzardati di settore.

Tra scatti su Instagram e fotogallery sui media, ad emergere come indiscusse conferme sono il trionfo assoluto dei pois e le scelte cromatiche giocate sui toni del bianco e del nero (che tuttavia si abbiano, più che lasciare spazio al monocromo proposto alle sfilate).

La praticità dello spacco sul vestito continua ad affascinare qualche instagrammer, mentre i fiocchi, proposti al SIMOF come “plus” romantico tra i capelli e sui vestiti, non sembrano ancora aver convinto le ragazze che in questi giorni si sono aggirate tra le casetas sivigliane.

Ma ecco, in dettaglio, quali sono state le principali tendenze viste tra un rebujito e l’altro alla Feria de Abril 2019:


1. BLACK AND WHITE



Il contrasto cromatico per eccellenza conquista le flamenche più raffinate, che abbinano le tonalità del bianco e del nero tramite indovinati stacchi geometrici, asimmetrie, e accostamenti di righe e pois.

Tra le influencer ha valorizzato Virgina Troconis e Claudia A. del blog Entre Cirios Y Volantes, entrambe splendide in abiti di José Hidalgo. Sibi Montes ci ha abbinato un fiore viola a contrasto, mente Maria Turiel ha optato per un abito di Rosa Pedroche in cui i maxi-pois neri su bianco appaiono arricchiti dai volant bordeaux. Pois neri su bianco anche per AlbitaVita, che li ha sfoggiati su una gonna ampia.


2. POIS OVUNQUE, POIS COMUNQUE



Certe fantasie sono, più che altro, marchi di identità. Immuni al passare del tempo, i pois si confermano il Grande Classico della Feria. Come preannunciato alle sfilate di settore, quest’anno al Real sono stati più presenti che mai, declinati in ogni colore e dimensione possibile.

Raquel Bollo, Lourdes Montes, Nuria del blog “El Diario de Nuny” (in un modello di Mónica Méndez) , o la “Invitada Ideal” Margarita de Guzmán (che ha vestito José Galvañ) sono  tra le vip che hanno abbracciato lo stile.

3. VITA ALTA


Dopo anni di timidi approcci e tentativi non sempre riusciti di portarla fuori dalla passerella, finalmente la vita alta sembra essere calata a pieno titolo nel micromondo della moda flamenca. Quest’anno sono state davvero in tante a sceglierla, spesso in abbinamento a gonne ampie che coprono i difetti concedendo maggior libertà di movimento mentre valorizzano anche le silhouette meno perfette.

L’abbiamo vista, tra le altre, in Carmen de la Cruz (Bridalada), che ha indossato un modello di Johanna de La Cruz, in Raquel Revuelta (in un abito di Pilar Vera) e nell’instagrammer Paula Rasero.


4. ROSSO E MALVA



Se il bianco e nero formano una coppia consolidata e sempre attuale, l’altro abbinamento cromatico più popolare alla Feria de Abril si presentava ben più azzardato. Sia le influencer che le “comuni mortali” sono riuscite, tuttavia, alla perfezione nel difficile intento di sposare, dosandole sapientemente, due tonalità difficili come il rosso e il malva.


Tra i migliori esempi, gli outfit di María Pombo, Rocío Crusset, Agatha Ruiz de La Prada e
Raquel Revuelta (che mischia fiori e pois in un abito di Pilar Vera).  

5. VOLANT DEGRADÉ



Visto a We Love Flamenco (e meno presente al SIMOF) l’effetto cromatico “degradé” creato con l’accostamento cromatico dei volant si è fatto notare anche al Real, ma sembra essere piaciuto più alle influencer che alle semplici visitanti.

L’ho apprezzato soprattutto nei look di Eugenia Martínez de Irujo (con un modello di Rocío Peralta) e di Laura Sánchez, che ha scelto un disegno di Ventura.



6. MANTONCILLO



Il mantoncillo, coloratissimo e rigorosamente ricamato con motivi floreali, si conferma una volta in più il complemento must per gli outfit da flamenca. Del resto, quest’anno l’ha indossato persino la Regina d’Olanda!

Tra le altre influencer che l’hanno portato con stile e personalità vanno citate Teresa Baca, Eugenia Osborne o Marta Carriedo.



Cominciate a pensare a cosa indossare a Málaga ;)

venerdì 5 maggio 2017

Feria de Abril Last Minute

"E se andassimo alla Feria di Siviglia?"


Inizia tutto così, nei corridoi di un centro commerciale. Attorno a noi, abiti flamenchi d'alta sartoria sono esposti come opere d'arte su piccole piattaforme disseminate qua e là.
Guardo Alice un po' interdetta. Voce incerta. Poi, senza voler pensarci oltre, dico sì.



Sono giorni strani. Giorni a mille. Giorni di rientri e di deadline. Di case da cercare, di tacchi battuti in mezzo a una tragedia greca. Di vento forte, pioggia, e poi di nuovo estate, all'improvviso. Perchè Málaga, se vuole, sa essere bipolare più di me. 

Mancano meno di quarantott'ore a quel viaggio improvvisato. E in fondo dovrei capirlo da subito che qualche danno lo combinerò. Invece torno a casa saltellando entusiasmo, mentre farnetico frasi sconnesse in un un messaggio vocale al mio supporto in loco.

Per tutta risposta, Nancy mi parla dell'amica di un'amica; Sì, chessò, forse una tizia francese in Erasmus. Le ha dato il numero di una signora che vende abiti flamenchi per un prezzo ridicolo. Dai 30 ai 60 euro l'uno, roba che neanche noleggiandoli pagheresti così poco. "Se la chiami" - dice - "Vedrai che ne ha ancora". Detto, fatto. Dopo avermi rimbalzata a un altro numero, la voce femminile al di là della cornetta mi dà appuntamento per Domenica ("Puntuale che ho da fare!") in un negozio che aprirà solo per noi. 

Sembra tutto facile. Tutto bellissimo. Non fosse che trovare un posto in cui dormire con così poco anticipo si rivela ben presto un'impresa titanica. Il giorno della vigilia, dopo aver consultato tutti i siti possibili e immaginabili, ho ormai quasi del tutto perso le speranze. In preda alla disperazione, con l'ansia aggiuntiva di dover consegnare un articolo entro un'ora, prenoto in un posto che si rivelerà poi essere un paesino senz'anime sperduto nel nulla. In montagna. In fondo ad una strada coi tornanti. A quasi 50 minuti dal centro città. 

Quando inizio a rendermi conto dell'immensità della cazzata, un messaggio della banca mi impedisce di annullare la prenotazione. Inutile dire che le mie compagne di avventura non mi affideranno mai più nessun compito che richieda maggiori responsabilità del disporre in modo grazioso i piatti di un ristorante per scattare una foto. Anzi, forse neanche quello, perchè effettivamente potrei romperne uno. 

Comunque, quel che fatto è fatto. Le autostrade del Sud, coi loro spazi sterminati e le distese verdi, sanno risvegliarti di inconsueta allegria anche se hai dormito quattro ore. Al posto degli autogrill ci sono le posadas dove una signora di poche parole e tanti lamenti ti serve café con leche e cibo casereccio intanto che passano la messa in tv. Attorno giusto due vecchietti. I bagni di azulejos. E i paesini bianchi, arroccati sulle colline, che scandiscono le tappe del percorso per ricordarti quanto ami l'Andalusia. 



All'appuntamento ci arriviamo con più di un' ora di ritardo, già pronte al pubblico linciaggio da parte della tipa dei vestiti. Ma è andalusa pure lei; e come tale ci accoglie con un sorriso che per quanto mi sforzi continuerà sempre a sembrarmi incredibile. "No pasa nada", ripete mentre ci chiede come sia andato il viaggio, prima di aprire le porte del mio Paradiso. 

Dentro è un'overdose di colori. Le pareti traboccano di abiti di ogni taglia e foggia. Un tripudio di volant, fiori e pois con cartellini del prezzo di sole due cifre. Ben presto il bagno adibito a camerino si riempie di quintali di stoffa e urletti di meraviglia. É tutto un viavai dagli appendini allo specchio, tra giubbotti lasciati in giro per la fretta di provare e scatti da mandare a parenti e fidanzati. 



Ad ogni uscita, le proprietarie del negozio ci circondano per completarci il look con gli accessori giusti. Ci danno consigli. Ci spiegano come portare il mantoncillo. E a me d'un tratto sembra di capire cosa provano le spose. Alla fine scelgo un abito sui toni dell'arancione e fucsia, strettissimo, che mi mette di fronte a problemi di cui le flamenche non parlano mai. Tipo: come diavolo fai a fare pipì nei bagni pubblici con un vestito del genere? Tirare sù la gonna è complicatissimo, e spogliarsi integralmente ogni volta non mi sembra una via percorribile. Poi, come puoi piegarti? E più importante di tutti: com'è possibile salire il gradino del bus con l'aggravante di un paio di bicchierini? Complicao. 



Però ne vale la pena. Oh, eccome. Di quel vestito mi innamoro a tal punto che quando mi propongono le scarpe coordinate a tre euro non ci penso sù due volte. Mi accorgo subito che il tallone batte sulla parte posteriore, ma decido che in certe circostanze un po' di sofferenza si possa tollerare.

Spoiler: mi sbaglio. Dopo 5 minuti mi ritroverò con i piedi ricoperti di vesciche. Dopo 10 sanguinerò. Alle dieci di sera dalle mie scarpe arancioni spunteranno quattro strati di fazzoletti bianchi piazzati ad hoc per ridurre l'attrito. All'una e mezza di notte mi stravaccherò in una caseta, scalza, a gorgogliare di piacere mentre lancio i tacchi a quindici centimetri di distanza sognando di non rivederli mai più. Alle quattro del mattino camminerò come una specie di pinguino zoppo sulle braci ardenti, con le lacrime agli occhi, valutando segretamente la possibilità di accasciarmi a dormire sul marciapiedi pur di non dover camminare più. 

Comunque, rewind. Sto per pagare il mio prezioso vestito quando una delle due proprietarie del negozio scopre del nostro sgangherato alloggio in montagna. "Siete pazze? Non c'è niente lì! É lontanissimo!". Prende talmente a cuore la nostra situazione che inizia a telefonare a mezzo mondo pur di trovarci una stanza in centro. Poi, siccome non ci riesce, spegne il telefono risoluta: "Niente, dormirete da me". Alice ed io ci guardiamo un po' incredule. Non abbiamo il coraggio di dirle che ci sarebbe una terza persona che arriverà in serata. E sono abbastanza sicura che entrambe, in questo preciso istante, abbiamo il dubbio di essere capitate in un film. 

Seguiamo la donna fino ad una casa stupenda su tre piani, dove ci sistema in un divano letto matrimoniale con tanto di terrazzino privato. Non contenta, ci aiuta persino a prepararci. E, quando Alice trova senza difficoltà un ostello in centro a Laura, penso che questo film abbia addirittura il lieto fine. 

La Feria, poi, è come me l'immaginavo. Il ritmo delle sevillanas risuona senza sosta ovunque, condannandoti a trascinartelo in testa per i quattro giorni successivi almeno. Rispetto a quella di Málaga le ragazze sono molto più fashion. La sensazione è che qui non basti vestirsi flamenca, ma si debba farlo seguendo le tendenze di stagione. Gli occhi, posati di striscio gli uni sui vestiti delle altre, sembrano parlare di approvazione e scarti, in una sorta di competizione taciuta per il miglior outfit da postare online.

Per quanto mi riguarda li passo in rassegna tutti, ammirata come se fossi ancora alle sfilate di Febbraio. Rispetto a quanto visto in passerella non è tanto il giallo il colore protagonista ma l'azzurro, con una netta predominanza delle stampe floreali. Naturalmente continuano ad andare alla grande anche i toni classici del bianco e del rosso, mentre chi vuole distinguersi punta spesso su volant e intarsi multicolor. 





Le poche donne in abiti civili indossano in più di un caso pantaloni a zampa d'elefante con le balze laterali, per portare comunque un po' di feria con sé. 

Mentre le carrozze passano e l'ennesima coppia volteggia nell'ultima pasada, respiro una Spagna che è adesso ed è passato insieme. Una Spagna che è sempre. Che vive con tutto il suo cuore e la sua anima la magnificenza unica delle sue tradizioni. E che io, anche per questo, sento di amare ogni giorno di più. 




Questo sì: al rebujito preferisco il cartojal. Ma suppongo che tutto non si possa avere.







martedì 14 febbraio 2017

"Sevilla tiene una cosa...."


... E comunque a Siviglia si respira la grandezza delle Capitali. Siviglia è spazi ariosi e arance. Riflessi invertiti di meraviglia nella notte in cui la Giralda è un quadro nella pozzanghera che ti dimentichi di fotografare. Wow. Giardini e trolley. Patios, flamenco e strade strette. Identità forte, radicata negli anni, che però non teme nelle geometrie del "fungo" di reinventarsi il suo domani. Siviglia è duemila città in uno. Triana "Puente y aparte", come canta Poveda; E lo capisci solo adesso cosa voglia dire. Un paesino al di là del fiume, un'entità che vive di di vita propria e che con la Città non vuole averci niente da spartire. Il Barrio de Santa Cruz, che è l'Andalusia come te l'immagini, con le sue strade strette, le case bianche, i vasi pieni di fiori sui balconi. Le architetture buffe e quasi veneziane che accostano cerchi e bifore, torrette ed azulejos. É c'é la torre Pelli , brutta da far schifo, a contrastare con il fascino infinito del Centro di Arte Contemporanea. Cacofonia di musiche diverse e risate di bambini. Opere d'arte integrate nelle finestre. L'inquietudine di uno sguardo finto. Un festival. Un lago, e non volere più andar via. 

Dettagli di Barrio Santa Cruz 

Dettaglio di "Las Setas"

Fronte case

La Cartuja - Centro Andaluz de Arte Contemporaneo Sevilla





Siviglia è turismo da cartolina e "un giro sulla carrozza?". É l'Alameda degli Erasmus, le birre e la musica indie, é il mercado de feria per riempirsi lo stomaco a tre euro e cinquanta, i murales di Plaza de Armas e gli infiniti dettagli da instagrammare. 

Grava su di lei tutto il peso stratificato della storia, della tradizione, di quell'indescrivibile meraviglia filmica che è Plaza de España. Perchè è un altro mondo, solo questo. Un altro tutto. Sotto alle nuvole che corrono veloci un sottofondo di nacchere e zoccoli può rimetterti al mondo in modi che non credevi possibili.

Plaza de España

Plaza de España

Plaza de España




Siviglia ti intimidisce. Ti fa sentire piccolo, in mezzo ai suoi viali imponenti. Nelle misure raccolte di Málaga, al contrario, ti sembra di averci sempre vissuto. A Siviglia anche le tapas sono più grandi, e qui decisamente vince lei. Però Siviglia (grande pecca!) non ha il mare. Málaga é elegante e raffinata. Siviglia è, nonostante tutto, estremamente casual. Siviglia è carne, Málaga pesce. A Siviglia la feria è questione di inviti e dress code. A Málaga é aperta a tutti, anche se non hai il traje flamenco, e contagia il centro di un macroscopico (a volte eccessivo) botellón. A Siviglia ci sono troppi italiani: tanti da indispettire gli abitanti e, in certi casi, inacidirne il tratto. Málaga - lo scopri solo nel confronto - é ancora tutto sommato un'oasi spagnola. 

Ci ho messo un po', a riprendermi dalle notti insonni di un weekend che ne è valsi mille. Un weekend vissuto con la straordinaria e liberatoria leggerezza che ti dà sentirti in vacanza, lontana dal lavoro e da ogni sorta di routine, anche quando in realtà ti trovi solo a poco più di due ore di autobus da casa. Lì, nel capoluogo della regione in cui vivo, ho finalmente conosciuto una delle persone che (grazie Internet!) più sento affini. Ci siamo finte per un attimo youtuber. Abbiamo giocato a sfidarci su quale delle nostre due fosse la città migliore. 

E sapete che c'è? Francamente credo che si completino, come due facce della stessa medaglia. Perchè- al di là di un derby perenne - è proprio nella somma delle loro diversità, nel modo antitetico che hanno di sedurti, tutta l'anima ricchissima dell'Andalusia.

domenica 12 febbraio 2017

Málaga vs. Sevilla: la sfida definitiva [VIDEO]

Due italiane. Due blogger. Due andaluse di adozione. Nancy vive a Siviglia, io a Málaga. In questo video abbiamo messo a confronto le nostre rispettive località di residenza nel tentativo di raggiungere un compromesso storico: la pace tra due eterne rivali. E voi quale città preferite?

Si ringraziano:
- "Volevo aprire un blog" per la partnership;
- "Andalusia Viaggio Italiano" per le domande;
- Il festival del Día de la Marmota per l'allegro sottofondo;
- Antonio Banderas di esistere. 



venerdì 22 gennaio 2016

Moda Flamenca: 7 trend da “We Love Flamenco”

In un post scritto per Total Free Magazine ho passato in rassegna i principali trend emersi alle sfilate di "We Love Flamenco". Certo, resta da vedere se verranno confermati dal SIMOF. Nel frattempo, però, lo condivido anche qui. Così, giusto perchè possiate cominciare a prendere appunti se volete essere cool alla prossima Feria de Abril. 





PS: Ovviamente il colore è "quarzo rosa" e non "rosa quarzo". Chiedo perdono: passare da una lingua all'altra mi sta facendo diventare dislessica.

PPS: Al solito, Facebook continua a rifiutarsi di farmi incorporare le note. Quindi dovrete rassegnarvi all'immensa rottura di cliccare su questo link. 





lunedì 9 febbraio 2015

SIMOF 2015 - RECAP: alla fine, è andata così

Bene gente: il SIMOF si è ufficialmente concluso, il che significa che posso dire addio all'invasione di abiti bellissimi sulle mie bacheche social e tornare alla vita reale. Prima, però, un doveroso riassunto. Insomma, vi avevo anticipato che c'erano 4 designer di cui ero particolarmente curiosa di scoprire le collezioni, giusto? Mi sembra il minimo svelarvele e darvi la mia opinione. 

Vicky Martin Berrocal. Aggettivo: DORATA

Le aspettative troppo elevate sono da sempre la peggior condanna. Mi sarei aspettata un po' di più da Vicky, che ha tuttavia conquistato come sempre il pubblico confermandosi una tra le designer più osannate sui social. La sua collezione "Volver" si è caratterizzata per il ricorso frequente all'oro, sia nei tessuti che negli accessori, e per l'utilizzo di maniche oversize: conferma, questa, di un trend già visto a We Love Flamenco, la passerella minore che da tre anni a questa parte funge da apripista al SIMOF. Migliori, a titolo di gusto personale, i modelli d'impronta più civile, con tagli e colori più sobri. Qui una gallery completa. 





Molina Moda Flamenca. Aggettivo: FLOREALE 

Il brand ha ricevuto l'ovazione del pubblico per la sua linea fino ad ora più innovativa e colorata rispetto alle proposte precedenti, sempre piuttosto classiche. I pois in questo caso si riducono, lasciando il posto ad una netta predilezione per le fantasie di stampo floreale, spesso anche "mixate" tra loro (ancora una volta, il trend era già stato anticipato da We Love Flamenco). Ricorrente anche l'uso delle frange, che incontra - come al solito-  tutta la mia approvazione. Anche in questo caso, trovate la gallery completa su Wappissima. 




Mercedes Mestre. Aggettivo: SEXY.

In assoluto la mia collezione preferita tra tutte quelle che hanno sfilato al SIMOF. Brava davvero, la stilista catalana: ha presentato una flamenca sexy e raffinata, con modelli semplici a tinta unita che riescono meglio nell'accostamento cromatico di rosso e nero. Le scollature sono generose e si gioca sulle trasparenze nella parte superiore. Non posso fare altro che applaudire (e anche gli uomini, suppongo). Qui una gallery. 
















Pilar Vera. Aggettivo: ROMANTICA 

Standing ovation per la proposta di Pilar Vera (gallery), ispirata al romanticismo di Béquer ma con una spiccata carica sensuale. "La Glorieta" ha visto molto rosso, stampe floreali e pizzi, con qualche concessione ai pois nei modelli piú "feriali". Niente giallo, ma quanto al resto non mi sbagliavo affatto: senza alcun dubbio, una delle migliori.





















Tra le altre collezioni che mi sono piaciute: 

- Patricia Barzarotlo scollo del vestito azzurro che riporto in foto qui sotto è semplicemente spettacolare!



- Aldebarán: fondere il sentire flamenco con la moda equestre l'ha scaraventato dritto dritto sul podio delle mie preferenze (no, dico: vogliamo parlare della "camicetta"?!?) 


- Alcuni capi di María De Gracía, forse poco mettibili ma sicuramente d'impatto nella loro ricerca barocca ed innovativa ispirata nientemeno che alla movida madrileña. 


- Aurora Gaviño: belli soprattutto i modelli nelle tinte più chiare del bianco e del beige. Come nota di curiosità, la designer è stata molto criticata sui social per la musica tecno che ha scelto come sottofondo per la sfilata nel tentativo di rompere gli schemi: in molti l'hanno giudicata "distraente". 


















Voi quale collezione preferite? 

sabato 31 gennaio 2015

Moda flamenca: 4 designer da tenere d'occhio al SIMOF

Il prossimo 5 febbraio, a Siviglia, avrà inizio la ventunesima edizione del SIMOF. Per chi non lo sapesse, la sigla sta per Salón Internacional de la MOda Flamenca: l'evento in assoluto più importante e prestigioso per le fashion victim di nacchere e volants. Sì, insomma; chi segue la scena flamenca anche al di là di teatri e tablao saprà che alle ferias non ci puoi mica andare conciata come ti pare e piace! Ci sono dei trend che, proprio come per i vestiti "civili", cambiano di stagione in stagione. Ebbene, quei trend sono dettati dal SIMOF. Vuoi essere veramente cool mentre balli le sevillanas in una caseta qualsiasi? Vuoi evitare costumi e fantasie retrodatate per il tuo prossimo spettacolo? Allora devi guardarne le sfilate, poco da fare. Quest'anno saranno ben 32 quelle dei professionisti e 10 quelle degli emergenti, per un totale di oltre 1.200 abiti presentati. Inutile dire che aggiornarsi su tutte, soprattutto dall'estero, rischia di essere un'impresa che rasenta l'impossibile. Ci sono però degli stilisti di cui, più d'altri, io sono curiosa di scoprire le nuove collezioni. Ve li elenco a seguire. Chissà che non sia un buon punto di partenza per far appassionare alla moda flamenca pure voi! 




Lungi da me mentirvi: di fashion designer flamenchi, in realtà, ne conosco soltanto una piccola percentuale. Tra questi, però, Vicky Martín Berrocal é senza dubbio la mia preferita. Avevo già avuto modo di parlarvene su questo blog, tempo addietro. Raffinata e originale, mi strappa sempre un "wow" con ogni creazione. Incluse quelle esterne al mondo del baile, come gli abiti da sera o gli accessori. Al SIMOF festeggerà i 10 anni di carriera e viene descritta dai siti del settore come una delle presenze più mediatiche e uno dei ritorni più attesi al Salone. D'altronde, di lei si è detto che ha rivoluzionato il concetto stesso di sfilata flamenca, facendo scuola negli anni. Le sue nuove creazioni saranno presentate nella giornata inaugurale del 5 Febbraio alle ore 22.00. 

Un'immagine dalle sfilate di Vicky Martin Berrocal degli anni passati




La nuova collezione di Pilar Vera, dal nome "La Glorieta", conta - tra le altre - sulla collaborazione di Elena Rivera, la mia preferita tra le fashion blogger flamenche. Da lì, la personalissima curiosità a proposito del nuovo lavoro. Proprio in un'intervista per il blog di Elena, la stilista ha dichiarato che la linea sarà "molto sivigliana" con creazioni ed atmosfere ispirate ai poeti e ai luoghi più emblematici della città andalusa. I tessuti utilizzati si annunciano leggeri e vaporosi, e c'è molto giallo in tutte le immagini usate per le anteprime sui social. Un indizio? Lo scopriremo presto! L'appuntamento al SIMOF è per il 7 Febbraio alle 17.30.

L'immagine usata da Pilar Vera per annunciare l'imminente arrivo della nuova collezione su Facebook



La primissima gonna di flamenco che io abbia mai indossato era firmata Molina, così ho sviluppato una sorta di affetto irrazionale per il brand, che è stato anche uno dei primi che io abbia seguito online. In genere alterna creazioni più tradizionali con abiti dal taglio più moderno o innovativo, prediligendo i colori del rosso e del bianco. Nessun dettaglio è ancora trapelato (almeno che io sappia) sulla nuova linea, che sfilerà il prossimo 6 Febbraio alle 19.30.

Uno dei modelli di Molina presentati alla scorsa edizione del SIMOF



Mercedes Mestre è forse la designer che più sta destando curiosità a pochi giorni dall'inizio del Salone di Siviglia. Il motivo? L'annuncio di una collezione ispirata nientemeno che alle creazioni di Gaudi, che secondo i media potrebbe potenziare il legame tra l'ambiente flamenco dell'Andalusia e della Catalogna.  Sfilerà il 6 Febbraio alle 16.30.

Una creazione di Mercedes Mestre


Inutile dire che vi aggiornerò sui migliori modelli da loro proposti. Nel frattempo, potete seguire il Salone sui social network qui e qui. Buon SIMOF (e buon flamenco!) a todos!