sabato 10 febbraio 2018

Sanremo 2018: Italo-Spagnola Drinking Game (altro che The Jackal!)

Gruppi d'ascolto di tutto il mondo unitevi! Questa sera tre italiani e un malagueño ignaro di ciò che l'aspetta si riuniranno attorno ad un divano e ad una pizza per celebrare a modo loro la finalissima del Festival di Sanremo. Sono abbastanza certa che situazioni simili verranno a ricrearsi in numerose case, ed è per questo che - data la mia somma ed indiscussa magnanimità - ho deciso di condividere con tutti voi la versione definitiva del gioco alcolico che ho inventato per l'occasione. Non ringraziatemi.

D'altronde questo è il Festival dei plagi, e siccome verba volant ma date dei tweet manent è abbastanza evidente che i The Jackal mi abbiano copiato l'idea. Li perdono solo in qualità di autori del video italo-spagnolo dell'anno e anzi - li omaggio pure con una citazione. In cambio mi aspetto però almeno una menzione pubblica in qualità di musa ispiratrice all'interno di un video viralissimo che mi farà trovare lavoro come ideatrice di giochi alcolici per grandi brand.

Già vedo le potenzialità: "Fatti uno shottino ogni volta che appare lo spot della nostra auto in tv". "Beviti 'na roba ogni volta che il nostro social media manager ricorre alla formula 'tagga un amico che'". Potrei obiettivamente fare i miliardi. 

Comunque. La versione originale del gioco, ideata prima dell'inizio della kermesse, prevedeva (più o meno come quella dei Jackal) di bere un chupito anche ogni volta che la Hunziker sorride. Capirete che mi sono sentita in dovere di cambiarla per non avere sulla coscienza il coma etilico di nessuno. La definitiva è un po' più edulcorata, ma almeno vi consentirà di sopravvivere.

Ah! Antonello ha suggerito in extremis uno shot extra per ogni menzione all'Eurovision Song Contest. Ve lo lascio opzionale: fate un po' voi.

Se ve la sentite potete anche omaggiarmi con un brindisi quando appare Moro, dato che starò sicuramente sospirando con gli occhi a forma di cuore.

Buon (hic!) divertimento a tod@s! 





domenica 4 febbraio 2018

Operación Abbiocco

Integrarsi nel Paese che ti ospita vuol dire anche conoscerne i fenomeni sociali. Da un po' in qua uno in particolare domina le chiacchiere nei bar, i trending topic su Twitter, le pubblicità di Spotify e i dibattiti televisivi. Così, armata di tutto il mio amore per la Spagna, Lunedì scorso ho deciso di guardare per la prima volta Operación Triunfo. Spoiler: è stata una pessima idea.

Ve ne parlo solo adesso perchè ho avuto bisogno di tempo per riprendermi. Tanto per cominciare continua a stranirmi che un programma in Prime Time inizi alle 22.35. Ma quello va bene - anzi, benissimo! - dato che è esattamente l'ora in cui finisco di cenare. Quindi divano, copertina, cellulare. Qualche casino per trovare l'hashtag giusto (dico sul serio: non potete sceglierne uno fisso anzichè cambiarlo ogni settimana?). E via, pronti per l'avventura. 

Dopo una breve introduzione, cinque tizi inquietantemente giovani attaccano a cantare in coro una roba che vedrei bene nella colonna sonora del Re Leone. Il cartone, non il musical. "É che l'hanno un po' cambiata, prima era meglio", si affretta a spiegarmi qualcuno sui social. Sarà. Però la sensazione di trovarmi in un film Disney non accenna a diminuire. 




Il punto è che a parole, qui, è tutto bellissimo. I giudici elogiano ogni singola performance. Gli autori dei brani si sprecano in complimenti. I concorrenti sono un susseguirsi di baci e abbracci. Persino su Twitter - cioè, T W I T T E R! - le critiche si contano sulle dita di una mano.

Voglio dire, dove sono quei bei sani litigi pro-audience? Il Morgan della situazione che si accoltella verbalmente con un sostituto di Fedez? Una Maionchi che dica cazzo ogni quattro parole? Tutto questo miele mi alza il tasso glicemico, dai. Non può essere sano. 

Tra i protagonisti della favola troviamo Aitana/Biancaneve: una tizia con la vocina da Topo Gigio (lo so, io dovrei solo starmene zitta) che però quando canta si trasforma nella Celine Dion de noaltri. Secondo me è posseduta.

Poi Ana Guerra/Jasmine, che copia-incolla i brani latini che malsopporto in discoteca ma se non altro aggiunge un po' di ritmo alla serata. La Bella Addormentata Miriam, la più insipida tra tutte. Il Principe Azzurro Alfred, che strappa applausi con il suo abito femminista e interpreta l'unico brano che mi piace. Anche se è una brutta copia di Pereza e obiettivamente canta male. E infine Amaia, la Cenerentola del posto.  Ecco, lei di fama la conoscevo.
In effetti non mi stupisce che la Spagna l'adori: è genuina, un po' naif, con una voce pazzesca. Peccato che, per qualche insondabile mistero, a quelle brave finiscano sempre per assegnare brani impostati che sembrano usciti direttamente dagli anni 50. L'ideale per  chi ha problemi di insonnia. 

E intanto sui social parlano di
Almaia (che scopro essere la crasi tra Alfred e Amaia), Aiteda (Aitana più Cepeda, uno che non è manco più in gara), War (la suddetta Ana Guerra). Cioè, ragazzi, abbiate pazienza: già non è facile memorizzare cinque nomi di botto, se me li cambiate in corsa e battezzate anche le coppie non andiamo mica d'accordo!

Repiro profondo. Manteniamo la calma. 

In fondo c'è David Otero, quindi non può essere tutto così male. Sul momento ho persino faticato a riconoscerlo, in preda al tipico smarrimento che ti provocano i volti famigliari in situazioni inaspettate. Riponevo molte speranze sul brano che aveva scritto assieme a Funambulista e Tato Latorre. Chissà: magari sarebbe stato proprio quello che, al termine della serata, il pubblico avrebbe votato per mandare all'Eurovision. Una canzone di David Otero a rappresentare la Spagna, ci pensate? 

Ma, no. Alla fine no. Alla fine MOLTO MEGLIO, MA PROPRIO MOLTISSIMISSIMO MEGLIO di no. Che di per sé il pezzo non sarebbe stato neanche male. Struttura ben studiata. Testo mediamente gradevole. Solo che vuoi l'impostazione classica del duetto, vuoi il trucco degno del Mago Forrest del mazzo di fiori estratto dal taschino della giacca... oh, ragazzi, a me è presa la depressione. 





E poi, di nuovo, sia benedetto X Factor. Perchè bastano delle tizie improbabili con un tutù sulla ricostruzione piatta di un'ambientazione circense per scoprire che le coreografie di Tommassini possono mancarti più della mozzarella di bufala.  

Morale: all'una passata di notte, dopo la sorella di Sobral in acustico, Conchita Wurst e i vecchi concorrenti in visita, persino J Balvin riesce a sembrarmi un capolavoro. 

Alla fine, manco a dirlo, all'Eurovision andrà la canzone più Disney di tutte. E pensare che avrebbero potuto letteralmente sbancare il festival col tormentone "NO QUIERO NADA MALO NO NO NO, PA' FUERA LO MALO NO NO NO" che a distanza di una settimana ho ancora in testa dopo averlo ascoltato una volta sola. Invece no. Gli spagnoli, che amano i gossip e le favole ancora più di noi, hanno scelto Amaia e Alfred. Scusate, Almaia. Due giovani fidanzatini conosciutisi in tv che si guardano negli occhi mentre sparano acuti. La storiella a lieto fine da coronarsi nel bacio a beneficio delle telecamere.



Stavo per dire che almeno a trasmissioni musicali è messa meglio l'Italia. Solo che poi mi sono ricordata che tra poco inizia Sanremo. Che come Operación Triunfo é sulla tv di Stato, solo che ha molta più pubblicità. Che come Operación Triunfo finisce ad ore impossibili della notte, ma iniziando un'ora e mezza prima e per un'intera settimana.

Quindi niente, spagnoli. Nonostante tutto, mi sa che avetedi nuovo vinto voi. 


martedì 30 gennaio 2018

Italo Spagnola Awards 2017: I vincitori!

Avevo scritto che, se avessimo superato i dati dell'anno scorso, nel 2018 avrei cercato di fare del mio meglio per trasformare gli Italo-Spagnola Awards in un evento off-line. Indovinate? Mi sa che mi tocca. 

Io non ho parole, davvero. Questa cosa era iniziata come un gioco ed ora mi trovo per le mani numeri di cui non posso neppure dirmi degna. Perchè dai, l'idea di 10.214 persone che ti leggono il blog un po' la testa te la fa girare. Per non parlare delle 22.990 raggiunte con i post di Facebook (tutte in modo organico!). Di chi si è impegnato a condividere, richiedere, postare. Di quei 502 anonimi che, oltre a likare e cuorare, hanno deciso di dedicare qualche secondo del loro tempo a votare per i loro preferiti. E l'hanno fatto nonostante sapessero che a questo contest (almeno per ora!) non si vince alcunchè. 




Oh, ragazzi, io ve lo dico: se qualcuno vuole proporsi come sponsor per la prossima edizione, mettere a disposizione una location, offrirsi volontario per qualsiasi tipo di supporto logistico o materiale...beh, io le candidature le apro sin da ora. 

Sogno una sala gremita. Un concerto live per concludere in bellezza. E bottigliozze di Cerveza Victoria tra le mani. Sogno video che ricapitolano le nomination con una musica orecchiabile in sottofondo. Comici che intrattengono la folla. Persone ben vestite con buste glitterate che, sepolte dagli applausi, urlano  "The Winner Is". E "The Winner", chiunque sarà, si alzerà dalla sedia improvvisando un inchino. Raggiungerà il palco attraversando il corridoio tra gli spettatori per innalzare al cielo una statuetta a forma di cuore. E, in perfetto itagnolo, ringrazierà la famiglia, los amigos e un po' Dios

Saranno i Grammy della scena italoiberica, solo che invece delle danze di Rihanna avremo una tizia che balla flamenco. Sarà la versione di nicchia degli Oscar, col fuso orario andaluso ad occuparsi delle occhiaie. Una blogfiesta al posto del blogfest, insomma.  Però mi sa che sto già esagerando.

Adesso, piuttosto, limitiamoci al presente. Perchè, per il momento, i vincitori devono ancora accontentarsi di leggere il proprio nome qui sotto.
Al posto delle statuette, posso omaggiarli tutt'al più di un filtro con cui celebrare la vittoria sul profilo di Facebook. E di un'immagine (con fondo rigorosamente trasparente) da poter utilizzare a piacimento sui propri canali. 

Siete pronti a scoprire chi potrà farlo?
Una cosa, anche senza buste, la posso sempre dire:

"The winner is..."






SEZIONE GENERALE


Miglior Realtà Italo- Spagnola

VINCITORE: ANDALUSIA VIAGGIO ITALIANO 



Classifica:
1. Andalusia Viaggio Italiano (24,9% dei voti)
2. Benvenuti in Andalusia (22,9%)
3. A Spasso per la Spagna (12,9%)

4. I love Spagna (6%)
5. Spagnoleggiando (5,6%)
6 EX AEQUO El Itañol (4%)
9. Buongiorno A Coruña (2,8%)
10. Visitare Siviglia (2,6%)
11 EX AEQUO Vivere a Madrid (2,4%)
11 EX AEQUO Parlando Spagnolo (2,4%)
13. Hola Spagna (1,4%)
14 EX AEQUO ItaloCatalana (1,2%)
14 EX AEQUO Vida de Madrid  (1,2%)
16 EX AEQUO L'affascinante Spagna (1%)
16 EX AEQUO Cose Iberiche (1%)


 Miglior new entry Italo-Spagnola sul web 

VINCITORE: A SPASSO PER LA SPAGNA (ACCOUNT TWITTER) 



Classifica: 
2. Mammamamá - Le avventure di una mamma italo-spagnola (26,7%)
3. Un Italiano en España (22, 7 %)
4. Arturo Aversente Official Page (20,1%)








Miglior Realtà Italo-Andalusa 

VINCITORE: BENVENUTI IN ANDALUSIA 


Classifica: 









Miglior Realtà Culturale Italo-Spagnola 

VINCITORE: ARTENATIVA MÁLAGA



Classifica:
1. ArteNativa Málaga (22,7%)
2. CinemaSpagna (18,4%)
3. Italia.Es (16,2%)

7. Comites Spagna - Madrid (8,7%)






Miglior Brand Italo-Spagnolo sui Social 
VINCITORE: 100 MONTADITOS ITALIA



Classifica:
1. 100 Montaditos Italia (37,3%)
2. Desigual Italia (22,1%)
3. Pampling Italia (21,5%)









Miglior Youtuber Italo-Spagnolo

VINCITORE: YO SOY PEPE



Classifica: 
1. Yo Soy Pepe (39,1%)
2. Mattia Pranzo (34%)
3. Saray Desde Milán (16,5%)
4. Antonclaudio Pepe (10,4%)













Video o trasmissione tv Italo-Spagnola dell'anno

VINCITORE: GLI EFFETTI DI DESPACITO SULLA GENTE - THE JACKAL 



Classifica:

Canzone Italo-Spagnola dell'anno 

VINCITORE: BABY K FEAT. ANDRÉS DVICIO - VOGLIO BALLARE CON TE 



Classifica: 
1. Baby K feat Andrés DVicio - Voglio ballare con te (24,5% dei voti)
2. Tiziano Ferro feat Dasoul - A ti te cuido yo (20,9%)
3. Ermal Meta feat. Jarabe De Palo - Voodoo Love (19,9%)

4. Funambulista con Marco Mengoni - Cosas que no quise decirte (10,1%)
5. Vega - Azzurro (6,9%)




SEZIONE ITALO-SPAGNOLA:

Miglior Post di Italo-Spagnola 

VINCITORE: LETTERA D'AMORE ALL'ANDALUSIA 


Classifica

1. Lettera d'amore all'Andalusia (25,5% dei voti)
8. Un anno. (3,6%)

Miglior post musicale di Italo-Spagnola

VINCITORE: FERIA IS COMING: LA PLAYLIST CHE VI MANCAVA 


Classifica

1. 
Feria is coming: la playlist che vi mancava (28,3% dei voti)





Miglior post di argomento non Italo-Spagnolo

VINCITORE: MA A VOI CAPITA MAI? 



Classifica: 
1. Ma a voi capita mai? (65,9% dei voti)




venerdì 26 gennaio 2018

Tra tradizione e innovazione: i trend della moda flamenca per il 2018

Mi dispiace per voi, ma é di nuovo quel periodo dell'anno.

I volant inondano il feed di Instagram. Cuori, cuori, cuori. Mi attraggono di sospiri dalle vetrine dei negozi di settore. Ogni tanto ci entro pure, in una pausa tra il delirio di Zara e una conversazione con la tizia di Madame Bombay. L'ultima volta ieri. 

Ho chiesto timidamente quanto costassero le scarpe di Begoña Cervera con il tacco decorato. Dita incrociate dietro la schiena. Fa che siano in saldo. Cuori. Cuori. Ma ho dovuto imprecare gli inevitabili centosettanta euro che in questo momento della mia vita non mi posso permettere di sperperare. Non se non li scambio con un viaggio a New York, almeno.

É quel periodo dell'anno, insomma. Quello delle sfilate. 
Quello in cui ascolto India Martinez a palla e gioco a fare la féscionblogher scrivendo all'una di notte per Total Free Magazine. 

Prima che il mese più lungo dell'anno giunga finalmente al termine portandoci il SIMOF (e il FIMAF!!!) m'é sembrata cosa buona e giusta condividere quel post anche qui. 

In fondo la ritroverò - non temete! - l'ispirazione per scrivere d'altro. Solo che al momento i miei progetti hanno la forma ossessiva di tacchi e di fiori. Buona lettura (e buon weekend!). 




Tra tradizione e innovazione: i trend della moda flamenca per il 2018







Nella vita servono certezze. Magari poche. Magari stupide. Però ne abbiamo bisogno, come di panchine su un sentiero lungo quando iniziano a gonfiarsi i piedi. Nel mio piccolo, mi impegno ormai da anni a fornirvele anticipando le tendenze della moda flamenca per la stagione a venire. Non me ne voglia, quindi, chi è del tutto estraneo a ferias e tablao, ma non ho ancora intenzione di mettere fine all’usanza. 

Si è conclusa lo scorso 14 Gennaio la sesta edizione di We Love Flamenco. Incaricata come sempre di aprire le sfilate di settore, la passerella sivigliana ci ha mostrato il mondo dei volant nella sua immensa varietà di interpretazioni. La flamenca classica di Fabiola ha fatto da perfetto contrappunto all’innovazione visionaria dello stupefacente Juan Boleco, mentre Pol Nuñez, fedele ai suoi cromatismi accesi, ha scommesso ancora una volta sulla comodità. 

Il flamenco pret-a-porter è stato rappresentato, su tutti, dal mood parigino di Rafa Valverde, anche se la cosiddetta moda “civile” è entrata di prepotenza nelle creazioni di numerosi designer, dando vita a contaminazioni azzardate e tuttavia incredibilmente funzionali. 

L’attesissimo ritorno al flamenco di Zambonino - che aveva abbandonato il filone per dedicarsi al ramo nuziale - è stato accompagnato da un tripudio contemporaneo di quadri, righe e stampe tribali mentre Rocío Peralta (stilista prediletta dalle celebrities alla feria de Abril di Siviglia) ha scommesso sulle ispirazioni multiculturali e sul folklore regionale più tipico. Le borse di forma rotonda, presentate dai brand fashion come chiara tendenza per l’autunno/inverno, torneranno anche in primavera come accessorio must da sfoggiare al Real. 

Ecco quindi, in sintesi, quali sono stati i principali trend visti all’Hotel Alfonso XIII del capoluogo andaluso: 

1) VITA ALTA E MARCATA 

Negli ultimi anni, la vita degli abiti flamenchi si è andata progressivamente alzando. I designer hanno cercato di imporre il nuovo taglio prima timidamente e poi con sempre maggior frequenza, pur senza ottenere un così forte riscontro tra i look effettivamente scelti per le ferias. Sulla scia di quanto visto nel 2017, marchi come Santana ci riprovano ora con abiti a vita molto alta accompagnati da lunghe gonne di micro-volant che favoriscono le donne di statura elevata. Per le altre, la vita rimane all’altezza consueta ma viene evidenziata in tutti i modi, sia attraverso il taglio stesso dell’abito (Rocío Olmedo e Pol Nuñez, tra gli altri) che con l’uso di cinture (Zambonino). 

2) LA VIE EN ROSE 

Il rosa acceso, che l’anno scorso - al di là delle previsioni - si era imposto come chiara tendenza alla Feria di Málaga, quest’anno é il protagonista indiscusso delle passerelle tra abiti a fantasie floreali, monocromatiche o a pois. In particolare, lo moda lo vuole abbinato al rosso, l’altro colore “must” della stagione. L’abbiamo visto, ad esempio, nelle collezioni di Ángelez Fernández ed “El Ajolí”. 

3) MINIMALISMO FLAMENCO

Dopo anni di volumi estremi e maniche oversize, si comincia a notare un deciso ritorno alla sobrietà. Denominato “minimalismo flamenco” , questo trend vede linee pulite, monocromi e- soprattutto - maniche senza volant, che cedono il protagonismo alla gonna e agli accessori. Uno degli esempi più interessanti è quello di Daniel Robles, che ha debuttato a We Love Flamenco dopo aver vinto un concorso per designer emergenti. 

4) ASIMMETRIA

La moda flamenca ha sempre amato rinnegare la simmetria in favore di soluzioni più creative. L’esempio classico è quello degli abiti con una sola manica, ma quest’anno gli stilisti sembrano aver abbracciato il trend con più decisione che mai, giocando con diverse tipologie e collocazioni dei volant come nel caso di Ángeles Fernandez.

5) BOTTONI

Sí, avete letto bene. Una delle maggiori innovazioni viste a We Love Flamenco vede l’applicazione di file di bottoni agli abiti tradizionali. A proporla sono stati Ángeles Fernández e Santana, e Bulevar Sur la inserisce nella sua selezione di tendenze da tenere d’occhio per l’anno appena iniziato. Decisamente pratico da indossare alla feria, ma altrettanto anti-convenzionale, sarà interessante vedere se il modello sarà riproposto anche alle prossime sfilate. SIMOF is coming. 


venerdì 19 gennaio 2018

Italo-Spagnola Awards 2017: Come sta andando

State continuando a votare, vero? Perchè manca poco. Pochissimo. E, tra le scosse di assestamento del ritorno alla routine malagueña, il tempo sembra correre ancora più veloce. 

Anche quest'anno me l'avete chiesto in tanti. Così, a una settimana (e un giorno!) dalla chiusura ufficiale degli Italo-Spagnola Awards 2017, ho riaperto il modulo di Google per dare uno sguardo ai risultati parziali. La maggior parte delle categorie sono, di nuovo, assolutamente combattute, con vantaggi risicatissimi e grafici a torta che sembrano tabelloni del Trivial Pursuit. Inutile dirvi, quindi, che tutto può cambiare - se non  addirittura stravolgersi - da qui al 27 Gennaio. 



Quelli che oggi condividerò con voi, per mantenere un minimo di suspance, sono solo i nomi degli attuali primi due classificati di ciascuna categoria (tre per quelle con più di quattro "concorrenti"). A corredarli ci saranno, come l'altr'anno, i suddetti grafici "Trivial Pursuit" per darvi un'idea sommaria dei divari e delle percentuali di voto.
Ancora una volta, i dati riguardano soltanto la sezione "generale" del contest, mentre per quanto riguarda quella strettamente relativa a questo blog dovrete attendere il verdetto finale. 

ITALO-SPAGNOLA AWARDS 2017: RISULTATI PARZIALI

Miglior Realtà Italo-Spagnola













Miglior New Entry Italo-Spagnola Sul Web 



1 - MammaMamá - le avventure di una mamma italospagnola [EX AEQUO]
2- Un italiano en España [EX AEQUO]









Miglior Realtà Italo- Andalusa

2- Benvenuti in Andalusia













Miglior Realtà Culturale Italo- Spagnola

 1- Artenativa Málaga - associazione per una didattica alternativa dell’italiano attraverso le arti a Málaga
2- CinemaSpagna - Cinema spagnolo in Italia
3- Frequenza Madrid 976 - radio blog dedicato alla comunità italiana residente in Spagna







Miglior Brand Italo- Spagnolo sui social


1- Pampling Italia
2- 100 Montaditos Italia














Miglior Youtuber italo-spagnolo



1 - Yo soy Pepe
2- Mattia Pranzo (autore del documentario "From Milano To Tarifa" )









Video o trasmissione tv italo-spagnola dell'anno





1- Gli effetti di Despacito sulla gente - video di The Jackal diventato virale in Italia e Spagna
2- From Milano to Tarifa - documentario "on the road" di Mattia Pranzo
3- Il Kilimangiaro a Málaga (RAI)









Canzone italo-spagnola dell'anno



1- Baby K Feat Andrés DVicio - Voglio ballare con te
2- Tiziano Ferro ft. Dasoul - A Ti Te Cuido Yo
3- Ermal Meta feat. Jarabe de Palo -Voodoo Love









Avete letto il nome del vostro blog/account? Se sí, allora non vi resta che l'ultimo sforzo. Se no, non abbattetevi: potete ancora riuscire a rimontare. Il trucco è sempre lo stesso:  passare parola e farsi votare. In fondo, basta cliccare qui. 

In bocca al lupo, itañoles!







domenica 7 gennaio 2018

...Che tutte le feste porta via.

Baratri improvvisi di malinconia allo zabaione. Ricordi freschi di luci. Di edifici capovolti in un riflesso. E ponti. E bifore. E poi nebbia che, fuori da questo treno, mi cancella di bianco il mondo sopra la laguna. Vorrei passarci il phon, come faccio sullo specchio per mandare via il vapore. Vorrei farlo, più che altro, con il mio futuro. 



Si sa che la fine delle feste apre le porte ad una fase nuova della vita. É così da sempre. Tradizione, come la Befana. Immagino lo si debba semplicemente accettare. Peccato che io l'abbia sempre odiata, 'sta inutile vecchiaccia tetra. Voglio dire, come puoi appassionarti a un personaggio così scuro e lugubre? Brutto come le battute che non fanno più ridere nessuno dal millenovecentocinquantuno. Un personaggio che, se proprio decreta che sei stato bravo, ti porta tutt'al più una calza piena di zuccheri. Capirai che ricompensa. Uhhh, come sei magnanima, Befana, grazie. Come se non avessi mangiato il mondo dal ventiquattro Dicembre ad oggi. Come se già non fossi sul punto di esplodere. Ma cosa vuoi, precisamente? Che ci cadano i denti a suon di carie? Che ci vengano i brufoli? Dì la verità, che ci esigi tutte un po' più simili a te. E poi i falò. I petardi. I riti ancestrali che sanno di medioevo. Che diamine, vuoi mettere con la gioia dei Re Magi? I colori delle cavalcate viste in diretta streaming, con la luce di Málaga in ritardo di due ore sul tramonto, la musica, i balli, e l'immancabile supereroe locale con l'ombrello aperto al contrario per raccogliere più caramelle possibili? 
Se proprio devi dire addio a qualcosa fallo festeggiando. Alla spagnola. Invece no. Tu, coi tuoi vestiti neri e il naso aguzzo, rendi sempre tutto più difficile che mai. Fanculo, Befana. Fanculo sul serio, col tuo lutto sotto alla scopa.

E devi averlo sentito che ti respingo, perchè quest'anno nella calza m'hai messo il malumore del ciclo e un altro po' d'incertezza in più. 

Venezia è sempre Venezia. E' così che t'ho ignorata, come si fa con i nemici e gli ex. Solo che il saliscendi di emozioni contenute mi ha spossata. E adesso qui, sul regionale del ritorno, trattengo il fiato per il tempo di un countdown. 




Vorrei solo che la tranquillità della Domenica durasse un po' di più. Vorrei concedermi il lusso di un piantino sul letto. Vorrei - caspita, tantissimo! - un nuovo disco solista di Brandon Flowers. O forse solo non pensare più.

Invece tutto è finito. Sù il sipario e si ritorna alla routine. Che forse sarà un po' più faticosa, e complicata. Perchè come sempre, in fondo, non ho la più pallida idea di cosa mi riserverà il domani. Ma poi penso alle ricette che richiedono un forno, alle cene tra amici, ai libri da comprare, ai saldi di Zara.

Perchè sì: è nelle piccole cose la felicità.
E, al di là di tutta la fatica dei ritorni, so con assoluta certezza che mi sta ancora aspettando laggiù.