venerdì 11 gennaio 2013

Italo-Spagnola Awards 2012: And the winners are...!!


Ebbene sì, gente: il gran giorno è arrivato. Di fatto spero mi stiate leggendo con l'abito lungo. Uno smoking griffato. O per lo meno un fiore in testa, ché quello va sempre bene.
Siete stati in sessantotto a votare per gli Italo-Spagnola Awards. Probabilmente pochi, se paragonati alle grandi piattaforme. Eppure moltissimi per me. Per un concorso nato per gioco. Senza pretese, né pubblicità. Quindi grazie del vostro entusiasmo, anche se dirlo fa molto discorso da attricetta commossa sul palco degli Oscar. Grazie di assecondarmi in ciascuna delle mie follie.

Sapete? Per la maggior parte delle categorie, la lotta è stata all'ultimo sangue. Avvincente nei sorpassi costanti. Nei risultati che cambiavano ogni giorno. Nelle vittorie in extremis, a volte con un solo voto di distanza dai secondi classificati. Per quanto riguarda le New Entry su Facebook, poi, per un bel po' di settimane i tre candidati sono rimasti fermi in uno sconcertante pareggio. E questo può voler dire una sola cosa: che tutte le vostre pagine, tutti i vostri siti, tutti i vostri blog sono comunque apprezzati e meravigliosi.

Solo in poche cose non avete avuto dubbi: l'hashtag italo-spagnolo su twitter, l'evento italo-spagnolo dell'anno, il video. Siete stati da subito sicurissimi anche su quali fossero stati il mio miglior post e il mio miglior post delirante del passato 2012. Ma il resto è stato tutto una sorpresa costante. Compreso il duetto musicale, il cui vincitore è clamorosamente cambiato, per due soli voti di differenza, appena nella serata di ieri.

Non dilunghiamoci oltre, però, chè non vorrei vi si sciogliesse il trucco. Qui sotto, oltre all'elenco dei vincitori (e relativa classifica con i risultati di ciascuna categoria) troverete delle mini-targhette che, in caso di vittoria, potrete inserire sui vostri siti. In rosso é riportato sia il link diretto a ciascuna immagine, sia il codice html per incorporarla. Potete farlo nelle stesse dimensioni che trovate qui, oppure in formato piú piccolo e discreto.

Señoras y Señores, “and the winners are...”





MIGLIOR HASHTAG ITALO-SPAGNOLO SU TWITTER


VINCITORE: 



#siamotuttispagnoli 
(hashtag con cui gli italiani appoggiavano le proteste spagnole)




2. #itagnoles (concorso di tweet del Parlamento Europeo per raccontare la cittadinanza)
3.#ItaliaSpagna (commento alla finale degli Europei di Calcio)




MIGLIOR VIP ITALO-SPAGNOLO SU TWITTER

VINCITORE: 

Jarabe de palo @jarabeoficial





Link all'immagine (in alternativa, potete salvarla da qui sopra cliccando col tasto destro del mouse) :http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/33/8934182_1200x360.jpg 
Codice html per incorporare l'immagine sul vostro blog/sito: SMALL: <img src="http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/33/8934182_bigthumb.jpg" border="0" alt="Miglior Vip su Twitter-Italospagnola Awards 12" title="vip12.jpg" width="200" height="56"/></img> 
LARGE: <img src="http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/33/8934182_bigthumb.jpg" border="0" alt="Miglior Vip su Twitter Italospagnola Awards 12" title="vip12.jpg" width="320" height="91"/></img>

2. Miguel Bosé @boseofficial
3. Nek @nekofficial
4. Vanessa Incontrada @vaneincontrada
5. Sergio Dalma @Sergio_Dalma






MIGLIOR ACCOUNT TWITTER ITALO-SPAGNOLO 

VINCITORE: 


Spagna in Italia @spagnainitalia




Link all'immagine (in alternativa,  potete salvarla da qui sopra cliccando col tasto destro del mouse): http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/31/8934165_1200x360.jpg 
Codice html per incorporare l'immagine sul vostro blog/sito: SMALL:  <img src="http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/31/8934165_bigthumb.jpg" border="0" alt="Miglior twitter italospagnolo IS awards 12" title="twitterIS.jpg" width="200" height="56"/></img> 
LARGE: <img src="http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/31/8934165_bigthumb.jpg" border="0" alt="Miglior twitter italospagnolo IS awards 12" title="twitterIS.jpg" width="320" height="91"/></img>
2. Iberia It @Iberia_it
3. Info Spagna @infospagna
4. Vacanze in Spagna @vacanze_spagna
5. Lavoro in Spagna @lavoroinspagna





DUETTO MUSICALE ITALO-SPAGNOLO DELL'ANNO 

VINCITORE:  

Miguel Bosé & Jovanotti : “Mirarte”





2. Jarabedepalo & Modà “Come un pittore (versione italo-spagnola)”
3. Tiziano Ferro & Malù “El amor es una cosa simple”
4. Francesco Renga & Sergio Dalma “El Mundo”
5. Miguel Bosé & Tiziano Ferro “Amiga”




EVENTO ITALO-SPAGNOLO DELL'ANNO 


VINCITORE:  


Finale Euro12 Italia vs. Spagna

2. Flashmob flamenco in Italia
3. Festival del Cinema spagnolo a Roma
4. Nomad Dance Fest a Milano
5. Fuel Fandango live ad Arezzo Wave
6. Concerto Modá all'arena di Verona con Jarabe de Palo





MIGLIOR SITO/BLOG ITALO-SPAGNOLO 

VINCITORE:  






Link all'immagine(in alternativa,  potete salvarla da qui sopra cliccando col tasto destro del mouse)http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/33/8934178_1200x360.jpg 
Codice html per incorporare l'immagine sul vostro blog/sito: SMALL<img src="http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/33/8934178_bigthumb.jpg" border="0" alt="miglior sito blog italospagnolo IS Awards12" title="sitoblog.jpg" width="200" height="56"/></img> 
LARGE: <img src="http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/33/8934178_bigthumb.jpg" border="0" alt="miglior sito blog italospagnolo IS Awards12" title="sitoblog.jpg" width="320" height="91"/></img>
2. Rotta a sud ovest 
3. Precaria anche a Madrid 
4. Pongamos que hablo de España 
5. EX AEQUO : Spaghetti Bcn – Barcellona in italiano 
                       El cielo andaluz
6. 
Hola Spagna – il blog italiano sulla Spagna






PREMIO NEW ENTRY ITALO-SPAGNOLA SU FACEBOOK 

VINCITORE:  






Link all'immagine (in alternativa,  potete salvarla da qui sopra cliccando col tasto destro del mouse) : http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/32/8934176_1200x360.jpg 
Codice html per incorporare l'immagine sul vostro blog/sito: SMALL: <img src="http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/32/8934176_bigthumb.jpg" border="0" alt="new entry su facebook IS Awards12" title="newentry.jpg" width="200" height="56"/></img> 
LARGE: <img src="http://www.picamatic.com/show/2013/01/04/08/32/8934176_bigthumb.jpg" border="0" alt="new entry su facebook IS Awards12" title="newentry.jpg" width="320" height="91"/></img>
2. Cose Iberiche 
3. Itañolitos R Us 




VIDEO ITALO-SPAGNOLO DELL'ANNO

VINCITORE:  

Campagna “Spain addict” (Turespaña) 




2. - Spot Mulino Bianco con A. Banderas 
3. - Euro2012 Finale: Italy vs. Spain (Mc Donald's) 




CATEGORIA ITALO-SPAGNOLA: MIGLIOR POST DI ITALO-SPAGNOLA




VINCITORE:  





2. I dieci motivi ...per andare all'estero
3. Antonio banderas, il mulino bianco, e una gallina. 
4. Venerdì...crema catalana 
5. Fare la fashion blogger non è cosa per me




CATEGORIA ITALO-SPAGNOLA: MIGLIOR POST MUSICALE

VINCITORE:  




2. Un gazpacho, Pau Dones e Kekko dei Modà: frullare per bene 
3. Sei canzoni o sette (e un delirio musicale) 
4. Euro 2012: le canzoni della Spagna 
5. Eventi mediatici classici (Premios 40 Principales) 




CATEGORIA ITALO-SPAGNOLA: MIGLIOR POST DI VIAGGI 

VINCITORE:  






2. Trailer onomatopeico di un viaggio senza “zzz”. 
3. Malaga, parte II: la quiete (e i fili rossi di Touch)
4. EX AEQUO : Conclusioni spicciole di un weekend on Garda Lake 
                        Le sorprese di Cartagena. 





CATEGORIA ITALO-SPAGNOLA: MIGLIOR POST COMICO/DELIRANTE



VINCITORE:  



2. "Matura" da tanto. Marcia, spero mai. 
3. Giornate campali, spot polemici e matrimoni estivi 
4. Remix cerebrali tra le braccia di Morfeo. 
5. Euro, 12. Sul cartellino del prezzo.






CATEGORIA ITALO-SPAGNOLA: MIGLIOR RUBRICA O SERIE DI POST



VINCITORE:  



2. Italospagnolismi all'Ariston (Sanremo) 
3. Tour Dani Martín 


mercoledì 9 gennaio 2013

Promemorias (con la esse perché é plurale).


Dling Dlong. Comunicazione di Servizio.
(Immaginatemi con la voce distorta e affatto comprensibile di qualcuno che parla da un megafono)

Si ricorda ai Gentili Lettori che, in quest'ordine:

A. Potete votare per gli Italo-Spagnola Awards 2012 fino alle 23.59 di Giovedì 10. Dopo di che, chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato, ha dato , ha dato, scurdammoce o passato eccetera. Insomma: datevi una mossa, ché qui ci sono almeno due categorie in cui la lotta é all'ultimo sangue. Ma, almeno per il momento, non ci penso nemmeno a dirvi quali (risata malvagissima con l'eco).
Se vi chiedeste come funziona il tutto, basta andare a questo link e cliccare forsennatamente per i vostri preferiti. Poi, nell'arco della giornata di Venerdì, verranno decretati i vincitori. Dai che é facile, su su.





E

B. Domenica 13 Gennaio (che, non a caso, é anche il mio onomastico) presento nuovamente il mio libro #Odissea-Il Viaggio di Ulisse ai Tempi di Twitter”. Questa volta l'appuntamento é per le ore 11.00 (del mattino, sì: mica vorrete dormire, lavativi!) presso la sede di Maninarte, in via XXV Maggio 42 a Romans d'Isonzo (Go). Ci sarà un relatore diverso dall'altra volta, il che garantisce un approccio completamente inedito, anche a beneficio di chi volesse fare il bis. Ah! E avrò le mie scarpe col tacco nuove. Dico per i feticisti. Magari vi interessa, che ne so. In ogni caso, chi non viene é un Procio. Oh. 


martedì 8 gennaio 2013

Estopa: gli imprescindibili (secondo me).


Vengo de una tierra bonita y cercana, que nunca me cierra la puerta de entrada,
pero yo siempre quiero buscar la salida... “
Vacilón, Estopa.





Gli Estopa sono uno di quei gruppi che ti riempiono la vita senza far rumore. Non arrivi mai ad esserne una fan. Non ne segui tutte le mosse. Non sogni di avere una foto con loro. In realtá non ci pensi nemmeno, al di fuori dei dischi che ti tanto in tanto ti trovi a comprare. Eppure stanno lí, al tuo fianco, in ogni singola tappa della tua esistenza. Canzone dopo canzone ti accompagnano nella tua crescita, nelle tue cotte, nelle tue passioni. E tu, razza di ingrata, non te ne accorgi nemmeno. Non fino a quando ti trovi con i mano i biglietti giá pagati per un loro concerto a Parigi. Ebbene sí. Céline li ha vinti ad un concorso radiofonico. Mi ha offerto di andarla a trovare. Il resto é stato tutto in discesa, a partire dal volo easyjet con l'ultimissimo posto in offerta che, a quanto pare, aspettava proprio me.
In fondo gli Estopa – e l'ho giá detto in piú occasioni – sono sempre stati un po' anche la mascotte di questo blog. Il primo post su splinder era dedicato a loro. Il primo su blogger, per scaramanzia, pure. E allora, ecco: ché il primo concerto di questo 2013 rischi seriamente di essere il loro sa di catarsi. Non poco. Per prepararmici, ho scelto di passare in rassegna le dieci (che poi in realtá sono 12) loro canzoni che piú hanno rappresentato qualcosa per me in questi anni. Sí, insomma, le imprescindibili.



E' il secondo anno del corso di spagnolo all'Universitá. Il loop costante sul sedile blu del treno. Credo di averla scoperta prima ancora di innamorarmi de El Canto del Loco, fate un po' voi. Tra l'altro, l'immagine delle statuine del presepe ubriache perse mi ha sempre fatta ridere un bel po'.

2. Luna Lunera / Ninguna parte / Ya no me acuerdo

Tutte e tre assieme, sí. Loro sono i primi testi di canzoni che io abbia mai tradotto in italiano. Quelli che per un periodo non facevo che canticchiarmi in testa prima di dormire: metodo infallibile per prendere sonno, estratto da un libro di Luca Bianchini. Al giorno d'oggi sono ancora, in assoluto, i tre brani degli Estopa che preferisco. 





...y el cielo pinta tus ojos negrooooss ! Parma. L'appartamento di Via del Prato. Io, con l'asta del mocio come microfono e il volume dell'ipod a palla sul mio playback. Avreste dovuto vedermi: quella sí, che era felicitá.


Il primissimo post di Italo-Spagnola, quando ancora ad ospitarmi era il defunto splinder. Di tutto il disco “Allenrok” era quella che piú affascinava. Ché “ hoy te escribo en un papel, no tengo internet, o pinto en la pared la pared pa quien la pinte, o hago un disco de jazz para jugar al despiste” (oggi ti scrivo su un foglio, non ho internet, o dipingo sul muro un muro perché qualcuno lo dipinga, o faccio un disco jazz per giocare al depistaggio).

5. Vino Tinto

Le uscite con Roberta. Pepa y Pepe. I film con Paco Léon. Calle Larios deserta e scivolosissima dopo la pulizia cittadina. Un tizio assillante e troppo biondo dell'Olanda che si ostinava a provarci con me. Insomma: l'Erasmus, nientemeno.





6. Fuente de energia

Il primo concerto del tour Hasta Luego, l'ultimo de El Canto del Loco come band. Alla Farga de l'Hospitalet de Llobregat tutti i biglietti erano stati venduti. Dani non ricordava il testo di Volverá. E noi peró eravamo ancora tutti uniti. I Muñoz erano ospiti d'onore, in quella data. Il duetto contenuto in “X Aniversarium” é stato registrato proprio lí. Io ero in seconda fila, al centro. Gli urletti che si sentono di fondo immagino che siano un po' anche i miei. 







Me l'ha fatta conoscere Marianna, e ogni volta che l'ascolto mi ricorda lei. Rappresentava il suo ritorno dall'Erasmus, cosí diceva. Soltanto quando é atterrato anche il mio aereo ho finalmente capito perché.



L'ho sempre sentito come un inno personale. “No nací gitano, no. No quiero ser payo, yo. No tengo raza, ni credo, ni religión. Especie por determinar, fuera de catalogación, en este mundo surreal, falta imaginación. No nací gitano, no. No quiero ser payo, yo. Sé muy bien donde nací: nací en el Mediterraneo.” (Non sono nato gitano, no. Non voglio essere un “payo”, io. Non ho razza, né credo, né religione. Specie da determinare, fuori dalle catalogazioni. In questo mondo surreale manca immaginazione. Non sono nato gitano, no. Non voglio essere un “payo”, io. So molto bene dove sono nato: sono nato nel Mediterraneo”) . Dico, c'é forse altro da aggiungere?


Se Jugar al Despiste era Italo-Spagnola su Splinder, Mañanita é Italo-Spagnola su Blogger. Non dimenticate che questa nuova tappa l'ho aperta sulle sue note. E in fondo ha molto a che vedere con le mie notti insonni in terra spagnola.

10. La bombillita

Non so esattamente per quale motivo, ma sin dal primo istante in cui l'ho ascoltata m'ha ricordato la vita da Tour. Sí, insomma: l'ultimo anno, in definitva. Agrodolce e riflessiva, come mi sentivo io verso la fine.

[…]
Vamos a cantar una canción, y salir disparados
vamos a rezar otra oración a un Dios equivocado
venga, vámonos rápido que no se encienda
la bombillita que hará que comprendas
vámonos rápido, venga, ¿que estamos haciendo aqui?
Pero el tiempo pasa sin consultar, contra el viento del olvido
yo sé que un día te levantarás buscando un mundo perdido
pero la suerte de poder soñar te hara mirar para alante,
yo aqui con unas canas mas y otra canción,
otra manera de entender la realidad, otra ilusión,
pero llevo aqui tu bandera clavada en el corazón. [...]





[…] Andiamo a cantare una canzone, e uscire sparati,
andiamo a rivolgere un'altra orazione ad un Dio sbagliato.
Dai, andiamocene in fretta prima che si accenda
la lampadina che ti fará capire...
Andiamocene in fretta, dai, che stiamo facendo qui?

Ma il tempo passa senza consultarti, contro il vento dell'oblio.
Io so che un giorno ti sveglierai cercando un mondo perduto
ma la fortuna di poter sognare ti fará guardare avanti.
Io qui, con qualche capello bianco in piú e un'altra canzone,
un altro modo di guardare la realtá, un'altra illusione,
ma ho qui la tua bandiera conficcata nel cuore. […]


Sará un gran concerto, mi sa.

lunedì 7 gennaio 2013

Ask: il social network delle domande (e dei tamarri).


Io, ai Social Network, farei prima a farci l'abbonamento. Tuttavia, credo che Ask.fm abbia davvero una grande potenzialità. Insomma, in fondo viene a sostituire quei lunghissimi test da duemila domande l'uno che nella mia immediata post-adolescenza mi divertivo spesso a compilare. Con la differenza che a fartele, quelle domande, sono altre persone. Gente in carne ed ossa, più o meno pettegola, che esprime reali curiosità. Il che lo rende giorno dopo giorno sempre nuovo, e un po' più ricco di stimoli.



Forse, però, dovrei cominciare dall'inizio. E cioè dallo spiegarvi in che cosa consista, 'sto benedetto Ask. Non che del resto ci sia molto altro da aggiungere. Voglio dire, ti crei un profilo. Ne condividi il link. E chiunque lo voglia, in un paio di click, può farti una domanda in modo anonimo. A tua discrezione se rispondere e quando. Ma, se lo farai, sappi che la risposta (con relativo quesito) apparirà in pubblico a chiunque, iscritto o meno al social, decidesse di farsi un po' di affari tuoi. Insomma: è una sorta di continua intervista a mille voci rivolta a persone non famose. Interessante per il marketing. Interessante per gli studi sociologici. Ma soprattutto, interessante per me. Ché, lo ripeto: adoro rispondere a domande nei miei (seppur rari) momenti di noia.

Il problema è che, fino ad ora, Ask – per la sua stessa struttura basata sull'anonimato – sembra essere territorio principe della curiosità morbosa e del gossip sfrenato. Basti pensare a come io l'ho scoperto: colpa della sua diffusione in un ambiente groupie esasperato da eccessive gelosie. L'odio, l'invidia, la necessità assurda di criticarsi gli uni con gli altri ha trovato lì il giusto sfogo. La cornice perfetta a insulti, contrattacchi, insinuazioni. Per contro, sembra anche essere dominio incontrastato di esibizionisti e gente un po' tamarra, almeno a giudicare dalle attività più popolari.

Ma nonostante questo...oh, a me piace.
Mi piace perché, come sempre, un mezzo è solo un mezzo. Poi sta a te decidere che uso farne.
E lì a me chiedono del libro. Dei viaggi. Dei miei progetti personali e professionali.

Su ask mi aiutano a raccontare cose che magari a volte ho dato per scontate. O che, se non altro, non pensavo potessero interessare. Questo sì: devo ancora lavorare sulla sintesi.

Mentre ci provo, se lo volete, potete chiedermi qualcosa anche voi. Basta andare a questo link.  




domenica 6 gennaio 2013

I vestiti di Bosé, le congetture sulla pipí, e altre scoperte bizzarre che si fanno a Tve sotto le feste.



Ci sono scoperte che puoi fare soltanto in periodo di festa. Quando hai già mangiato troppo, ma alle ciambelle di pasta frolla proprio non sai rinunciare. Le producono a Villafranca, in Veneto. Secondo l'etichetta, pure con passione. Le fai quando la nebbia ha ormai annullato i contorni di Grado, e il riscaldamento troppo alto della Feltrinelli ti salva in extremis dalla bancarotta. Ché nel giro di cinque minuti, di libri interessanti ne hai già visti almeno tre. Insomma: saranno i kilometri macinati sotto ai piedi, oppure i manicaretti accumulati sui fianchi, ma é soprattutto in queste circostanze che il divaning torna ad essere il migliore tra gli sport. E allora, scopri. E' inevitabile: scopri. Perchè lo zapping ti porta all'ipnosi di fronte ad un qualche non meglio precisato speciale natalizio su tve. Dove Miguel Bosé si traveste alternativamente da confetto rosa a divano kitsch di epoca sospesa tra il barocco e gli anni venti. Robe che manco Agatha Ruíz de la Prada, tanto per darvi un'idea. Ma sorvoliamo. Perché mica ti limiti a scoprire che lo stilista di Bosé si fa di acidi. Nossignore. In epoca di festa, non scordiamolo, vanno forte gli spezzoni dei bei tempi andati. Immagini d'archivio raffazzonate alla bell'e meglio per ripercorrere in musica l'intera storia di una societá. E, se si tratta della Spagna, io li adoro. E' un amore intenso. Incondizionato. Eterno. E vengono proprio da lí, le scoperte a cui mi riferivo. Quelle interessanti.


Per esempio, lo sapevate che alcune delle piú famose canzoncine per bambini hanno il loro corrispondente castigliano? Che il Ballo del Qua Qua diventa “Pajaritos a bailar”?



Che anche in terra di Cervantes, per il nobile fine dell'educazione al ricatto, un bimbo incontinente minacciava di far vergognare il padre ? Ecco. Son belle cose. 





Ché poi questa della pipí dev'esser stata un po' una specie di ossessione, in Spagna. Ché a quanto pare, negli anni ottanta, tali “toreros muertos” si facevano un sacco di pippe mentali fantasticando sul viaggio e le peripezie della loro “aguita amarilla” una volta uscita dal corpo. E noi ci lamentiamo di Pupo.




Quello che invece mi mette un sacco di allegria, al di lá delle immancabili sciagure di ogni popolo, é l'elenco scanzonato delle glorie madrileñe che facevano i Los Refrescos nell''89. Per poi rinfacciare, peró, alla capitale l'assenza del mare. Che, a loro dire, vale di piú. 



E mi piace anche il fatto di crearmi, poco a poco, una cultura musicale a tutto tondo. Dico davvero, adesso sono seria. Ché tra una risata e una presa in giro bonaria, io ad ogni Natale finisco col saperne un po' di piú, sul passato dell'altra mia terra. Altro che Carlo Conti! Non dovrebbe essere anche questo lo scopo di un servizio pubblico, in realtá?

mercoledì 2 gennaio 2013

Top Five.


Giuro che poi la smetto, di parlare del duemiladodici. Però ve l'ho detto: sono in ritardo. E un altro dei miei rituali di fine anno, più o meno dacchè ho memoria, è sempre stato quello dei bilanci. Mi piace formularli in forma di classifica, stile Nick Hornby in Alta Fedeltà. Chissà, forse c'é un qualche gruppo di sostegno, per quelli come me. Una cura di disintossicazione, qualcosa. Perchè di certo non sono l'unica. Anzi, sono milioni i siti che, in tutto il globo, si affannano a riassumere una dozzina di mesi nei loro soggettivi “il meglio di”. Per non parlare delle tv. Delle radio. Della carta stampata. Musicalmente parlando, per esempio, ve ne consiglio due. Uno spagnolo e uno italiano, manco a dirlo. Il primo, MyIpop.net, mi trova maggiormente d'accordo nella selezione. Il suo obiettivo era elencare le hit che hanno segnato il 2012 in terra di Cervantes. Tutte, rigorosamente, Made in Spain. Della sua sintesi apprezzo soprattutto le due righe di motivazione aggiunta con cui si correda ogni videoclip, cosa che manca nel rendiconto italico di Rockol. Che però resta Rockol. E, al di là dei gusti, le cose sa farle bene. Oltrettutto – manco a dirlo – si aggiudica un applauso la loro numero uno. 

Le mie Top 5, però, non sono mai soltanto musicali. Cioé, lo sono principalmente. Ma mi piace integrare altre categorie. Le mie Top5, signori, uniscono Italia e Spagna con criteri assolutamente poco obiettivi. Radunano in una breve (ma ponderata!) lista i dischi, i libri, i concerti e le serie tv che più mi hanno saputa emozionare. Alcuni non sono neanche usciti nel 2012. E però è in questo duemiladodici che li ho letti. In questo duemiladodici che li ho ascoltati. Le mie Top5 non parlano d'altro, se non di ciò che in un anno ha aderito alla mia vita, trasformandosi in cornice impossibile da staccare. Aspetto le vostre, se vorrete partecipare.

TOP 5 - DISCHI

  1. Cesare Cremonini- La Teoria dei Colori

    In fondo quello trascorso é stato un po' anche l'anno dei reincontri. Vecchie amiche. Vecchie passioni. Insomma: il primo posto non poteva che essere suo. Del resto, ho girato la Spagna con in mano album suoi da regalare. Carte a pois, confezioni dorate. Fili conduttori, intermediari, discorsi. In Spagna, ad ogni incontro, un ragazzo dagli occhi azzurri mi chiedeva di lui. E “Come si dice 'Al mio gran maestro?!'”. “Al mio gran maestro”. Manco fossi la Incontrada in Zelig. Insomma, I Love you é stata la colonna sonora della mia estate. Il Sole mi é rimasta incollata in testa per tutta la stesura del capitolo di #Odissea sulla Trinachia. Anche il testo un po' ci si presta, in effetti. A parte tutto, credo davvero che “La Teoria dei Colori” sia il miglior album uscito nel 2012.

  2. Il Cile – Siamo Morti a Vent'anni

    La più grande scoperta dei dodici mesi passati. La sorpresa. Il colpo di fulmine che ti fa dire “voglio un suo concerto, ORA .”. Il Cile é uno di quegli autori emergenti che, dopo tanto, riesce a ridarti speranza in merito al futuro della musica nostrana. O , per lo meno, così è successo a me. Insomma, finalmente una voce diversa. Finalmente dei testi che toccano l'anima, al limite tra suono e poesia. Finalmente un po' di vita, al di là dei talent show. “Il nostro duello”, poi, è diventata a tutti gli effetti una delle mie canzoni preferite

    .
  3. Leiva- Diciembre
    Il miglior disco spagnolo del duemiladodici, senza ombra di dubbio. Almeno per me. Leiva, da solista, ha superato se stesso. E mi ha fatto capire quale, delle due anime cantautorali dei Pereza, io in fondo abbia sempre amato di più. Brani come “Miedo” o “Vis a Vis” sono pelle d'oca garantita.

  4. El Pescao- Ciao Pescao
    Lo dicevano anche quelli di MyIpop.Net: il congedo temporaneo di David Otero dalle scene musicali spagnole é stato uno degli eventi dell'anno passato. Dopo più di due anni di tour, se n'è andato a vivere in Argentina. A cercare ispirazione tra viaggi e distanza. Ma prima, ha regalato ai fan quattro canzoni nuove. Ed è soltanto perchè è un EP che, nella mia classifica, si ferma appena al quarto posto. David continua a migliorare, pezzo dopo pezzo. E se di brani ne avesse sfornati di più, avrebbe potuto di certo aspirare alla vetta. Ché “Ciao Pescao”, se ha una pecca, è quella di durare troppo poco. La migliore, per me, è “Qué no te llamen loco”.
  5. Hombres G – En la Playa.
    D'accordo, è uscito a fine 2011. Io, però, l'ho comprato a Gennaio dell'anno seguente. E, ostinata come sempre, non avevo voluto ascoltare niente prima. Alcune delle canzoni più note degli Hombres G prendono nuova vita e nuovo fascino unite alle voci di alcuni tra i migliori interpreti della scena musicale spagnola. Il risultato dei nuovi arrangiamenti è stato quello di farle riscoprire anche a me. Io che, del resto, ho le mie debolezze. E allora vi propongo (ancora) Te Necesito.


TOP 5- CONCERTI

  1. Concerto privato di Dani Martín nel suo studio di registrazione, 28 Maggio 2012.

    Non credo serva spiegare perchè. Non credo serva dirvi cosa si prova quando un sogno si avvera. So solo che quando la mail di Maria mi ha comunicato che ero una delle dodici fortunate vincitrici, sono corsa in giardino urlando di gioia. Quel giorno non abbiamo potuto filmare. E allora vi propongo Ekix in quest'altra versione previa. Perchè quel giorno l'ho richiesta a Dani, e lui ha fatto abbassare le luci. La mia canzone, nella penombra, eseguita con il solo ausilio di piano e voce... ecco, è stato uno dei momenti più emozionanti dell'anno. In assoluto.


  2. Fin de Gira de El Pescao, 1 Dicembre 2012 , Sala Joy, Madrid.

    Si capiva, che era un concerto epico. David Otero, il suo pubblico, lo salutava così. E c'erano tutti. I fan del Canto del Loco, chiunque abbia vissuto e lavorato al loro fianco negli anni. I parenti. Gli amici. Soprattutto, però, in prima fila c'eravamo noi: le ragazze del fanclub italiano. Piene di coriandoli in testa. Di gioia di vivere. Di sorrisi a quarantotto denti. Sapete che c'è? Io, a quel concerto, mi sono veramente divertita. (Ps: il video é di Lisa)

  3. Dani Martín, Lorca, 12 Maggio 2012.

    Dovendo scegliere un altro concerto di Dani tra quelli visti quest'anno, forse ci si sarebbe aspettato che parlassi del Palau de la Musica di Barcellona. Della sua atmosfera magica. Della mia prima fila. Invece, scelgo quello con l'organizzazione peggiore. Quello in cui volavano sedie di plastica e per poco non svenivo dal calore. Non lo faccio soltanto perchè il ricavato andava in beneficienza alle vittime del terremoto, per quanto sarebbe di per sé un motivo sufficiente. No. Lo faccio perchè è stato liberatorio. Perchè ho urlato ogni singola canzone come se non ci fosse un domani. Perchè è stato il mio ultimo concerto del tour, in una cornice grande. Per i suoi gesti su tutte quelle canzoni. Perchè, ancora una volta, lì ho capito che tutto valeva la pena.

  4. Cesare Cremonini, Pordenone, 6 Novembre 2012.

    Credo non ci sia altro da aggiungere a quanto già detto per “La Teoria dei Colori”. Tranne, forse, che sarebbe stato meglio se il mio primo piano non fosse sui maxischermi ogni due per tre. E' la parte italiana della mia vita in canzoni, del resto. Dopo l'anno dei reincontri, cos'altro dovrei dire? 

  5. Hombres G, Sala Riviera, Madrid, 30 Novembre 2012

    E' sempre emozionante, il primo concerto di una band che non avevi mai visto dal vivo. E magari non conoscevo tutte le canzoni. Magari improvvisavo playback inesistenti mentre David Summers mi fissava. Però, rimane il fatto che sono davvero bravi.

TOP 5- LIBRI

  1. Sophie Kinsella - Ho il tuo numero

    La Kinsella è sempre la Kinsella. Divertente, romantica, avvincente. E per quanto le strutture narrative si ripetano; per quanto le sue protagoniste finiscano per l'assomigliarsi un po' tutte, Non c'è niente da fare: non delude mai.

  2. Jenny Colgan – Appuntamento al Cupcake Café

    E' colpa della Colgan se mi sono fissata coi cupcake. Dopo aver chiuso l'ultima pagina, la mia vita si è ridotta a una ricerca disperata di pirottini e ricette. Anzi, avrei dovuto inserire nei propositi per il 2013 quello di realizzare finalmente i cupcake al mojito. E' peggio dell'effetto-Parodi, dico davvero.

  3. Giorgio Fontana- Buoni propositi per l'anno nuovo.
    Trama forse un po' esile. Finale inconcludente. Eppure, se un ragazzo giovane sa scrivere così, allora sai che al mondo c'è giustizia. E' uno di quegli scrittori che mi dà il nervoso, da tanto riesce a mettere giù bene le parole. Un nervoso da competizione. Un'invidia viscerale che altro non è che l'ammirazione più pura. Il libro lo butti giù d'un fiato. E poi, dico, l'avete letto il titolo? Non si dica che non è da me.

  4. Tim Griggs- La voce veniva dal fiume
    Sono sempre un po' restia, a leggere romanzi su cui i miei genitori insistono un po' troppo. Non so perchè. Forse c'ho una specie di anima ribelle nascosta in qualche piega del cuore. Vai a capire. O magari c'entra con quella volta con cui mi avevano detto meraviglie di Zafòn e Keruac. E credo di essere l'unica persona al mondo che ha faticato non poco ad andar oltre agli incipit di “Sulla Strada” e “L'ombra del Vento”. Comunque. Per qualche motivo su questo ho ceduto. E me ne sono innamorata. C'è tutto: la musica, il giallo, l'amore, l'intriga. Una delle mie scoperte letterarie migliori. Ma non ditelo ai miei. 

  5. Javier Gutierrez- Un bravo ragazzo.

    Amo le letture leggere, è vero. Ma non devono esserci per forza solo quelle. Questo libro è stato un pugno allo stomaco. Robe da darti la nausea, sul serio. Ma è forse anche per questo che ha lasciato una traccia indelebile in me. Come ho scritto su Anobii: “Un diluvio di virgole. Un montaggio alternato di pensieri. Una sovrapposizione costante di immagini e ricordi distorti dal tempo e dalla psiche. Insomma: un viaggio magistralmente descritto nella mente umana, con tutte le sue assurde pieghe di complessitá. […] Javier Gutierrez ti fa entrare tuo malgrado, quasi in modo violento, dentro ad una personalitá che non vorresti mai avere. In un carattere e un passato che dall'esterno schifi. Ed é un'operazione in cui riesce da Dio. “.

TOP 5- SERIE TV

  1. Homeland
    Secondo me l'Emmy non l'ha mica vinto a caso. Una delle serie “nuove” che ho seguito con maggior attenzione. Nell'attesa trepidante dell'episodio successivo. Una di quelle che, quando la prima stagione finisce, quasi t'arrabbi. Perchè la prossima dovrebbe iniziare subito. Accidenti. Cosa diavolo aspettate?



  2. The Good Wife

    Davvero non capisco perchè non abbia riscosso l'interesse di altre. Perchè, tra i miei amici, troppo in pochi ne parlino. Secondo me ha tutti gli ingredienti per piacere, invece: é' un legal thriller condito da intrighi politici e guerre tra sentimento e facciata. Come se non bastasse, è fatta davvero bene. La scelta se parteggiare per il marito infedele o l'avvocato viscido, poi, può essere oggetto di accese discussioni tra il pubblico femminile. Io tifo per la cotta irrisolta di una vita, ovvio. Chè i tradimenti non li perdono, e le tempistiche sfasate mi hanno sempre affascinata un bel po'.


  3. Desperate Housewives.
    L'addio delle Casalinghe mi ha spezzato il cuore, giuro. E' stato come se un finale (troppo) sdolcinato mi avesse di colpo privata della dose quotidiana di droga. Meglio: come se un “restiamo amici” troncasse senza possibilità di replica otto anni di relazione. Inutile: mi mancano giá.
      
  4. Grey's Anatomy / Private Practice (a pari merito, ché per me sono un po' come due facce della stessa medaglia) .
    Altre certezze che non deludono mai. Anche al di là del mio odio viscerale per Violet Turner e delle volte in cui chiudo gli occhi schifata sulle scene mediche sempre più in stile E.R.


  5. Scandal
    Ok: non so cosa mi stia succedendo, ma ultimamente i retroscena politici mi affascinano non poco. Perció questa, tra le serie più recenti, è indiscutibilmente quella che mi piace di più. Tra l'altro, Abby somiglia un sacco a una mia cara amica. Questa, però, è un'altra questione.



martedì 1 gennaio 2013

Día Cero: immancabili propositi per l'anno nuovo.


Chi scrive il primo dell'anno eccetera. Ergo, non potevo esimermi dal post. Anche perchè, parliamoci chiaro: sono in ritardo. Con i propositi, voglio dire. Li avevo sempre elencati attorno al ventinove Dicembre e guarda ora. Mannaggia a me! Oltrettutto, condividere quelli per il 2012 sul blog mi aveva anche portato bene. Non che li abbia realizzati tutti, intendiamoci. E' anche abbastanza palese. Insomma, di certo non vivo in Spagna, e tantomeno ho visto Roma. Sui Maya, in compenso, ho infierito abbastanza.

Però, però, però.

L'anno trascorso è stato fenomenale, diciamocela tutta. Indigestione di viaggi e note dal vivo. Sogni di una vita che di botto si fanno realtà. Tutti. Anche quelli che sembravano impossibili. Anche un concerto privato di Dani Martìn. Anche la possibilità sempre più concreta di una sua collaborazione italiana. E mica una a caso. Un libro col mio nome, persino quello mi ha regalato la vita. Cos'altro potrei chiederle, ora? Ci ho provato. E le candeline sulla torta si son spente al primo soffio, come mai era accaduto prima.




Ho buone vibrazioni, per questo duemilatredici. Anche se l'ho iniziato con le lacrime a fior d'occhi. Con l'assenza di quei piccoli gesti a cui mi ero abituata. Quelli su cui, stupida, contavo. Non importa. “Sarà l'anno dei cambiamenti”, dice Paolo Fox. E, se penso a matrimoni, dischi e librerie, inizio quasi a credere che abbia ragione.

I miei propositi, seppur in ritardo, ve li elenco a seguire.

  1. Scrivere e viaggiare almeno quanto l'anno scorso. Se riesco a produrre un altro libro è meglio. Se visito almeno un posto nuovo, lo sarà ancora di più.
  1. Organizzare una rimpatriata con gli ex compagni di Università a Parma. Che diamine! Quella città è stata cornice di uno dei miei periodi più felici, eppure sono due anni che non ci metto piede. Più di ventiquattro mesi senza abbracci di persone che mi hanno fatta sorridere. Non può essere ammissibile. Non lo è per niente, dannazione.

  2. Riprendere ad aggiornare la mia rubrica su Total Free Magazine. Sono stati così carini da promuovermi il libro. Mi hanno fatto gli auguri di Buon Compleanno. Eppure ancora latito. Qui urge rimediare.

  3. Smetterla di dare troppa importanza a persone che, tutto sommato, forse non sono poi così indispensabili. Come ovvia conseguenza, basta con le invidie. Le ossessioni per sciocchezze. I musi lunghi. Basta cercare: adesso voglio essere cercata.
     
  4. Iniziare a darci forma, a questo benedetto Capodanno dei miei sogni. Una festa filo-ispanica in cui radunare gli amici più cari. Menù di tapas varie o di Paella. Sangría a fiumi. Dodici chicchi d'uva in un bicchiere e , a mezzanotte, il countdown si fa con tve. La bandiera rossogialla farebbe da arredamento. Magari qualcuno ballerebbe flamenco, chissá. Ci sarebbe musica. Ci sarebbero risate. Ci sarebbero giochi da tavola. Da anni ci penso come alla serata ideale. Da anni mi arrendo prima di provare a metterla in piedi. Ché non c'é il posto. Ché i miei amici, quelli piú cari, sono sparsi ai quattro angoli del globo. Ché la gente, da fuori, non ci verrebbe mai, nello sperduto Nord Est. E peró, se non ci provo, cosa mai ne posso sapere?
  5. Riprendere ad ascoltare le radio spagnole. Ché ultimamente sono piú aggiornata sull'attualitá musicale nostrana che su quella d'oltre Pirenei. E non va bene. Cioé, forse va anche bene. Peró non é da me.

A proposito, c'é un altro rito a contraddistinguere i miei capodanni. Se mi seguite da un po' dovreste saperlo. E allora urge informare: la prima canzone che il caso ha voluto ascoltassi in questo 2013 é Día Cero, de “La Oreja de Van Gogh”. Piú adatta che mai ai nuovi inizi, giá a partire dal titolo. Tanto adatta che, in giri reinterpretativi tutti miei, una parte del testo é tutto quello a cui pensavo stamattina. E allora Veo las sombras de algunas palabras: me miran, se ríen, me culpan, señalan,me arañan con rabia al volar... No volverá a pasar.”




Buon anno a tutti voi, amici miei.