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sabato 5 novembre 2016

"Ma che dici?": il crowdfunding itagnolo di Alberto e Simona


Andare a stirarsi l'orecchio. Portarsi il gatto all'acqua. Sentirsi dire, magari, che sei tu quella che taglia il baccalà. Se anche a voi è capitato di trovare buffe o incomprensibili alcune tra le più comuni espressioni idiomatiche spagnole, il progetto di Alberto e Simona vi appassionerà non poco. 

Ma che dici? from AlberDg on Vimeo.





Lei è una traduttrice italiana, lui un illustratore spagnolo. In quel di Siviglia, dove attualmente vivono, stanno lavorando a un libro che unisca le loro passioni. "Ma che dici? / Pero qué dices?", con intento al contempo educativo e ironico, racconterà in testi e immagini 15 detti di ciascuno dei due Paesi (30 in tutto) che risultano "strani" o difficilmente comprensibili all'altro. Perchè sarà anche vero che italiano e spagnolo sono simili, ma non lo sono così tanto come ancora troppo spesso si crede. Ad esempio, lo sapevate che la frase "in bocca al lupo" ha nelle due Nazioni significati diametralmente opposti? Se da noi è un modo per augurare buona fortuna, in Spagna vuol dire ficcarsi in una situazione pericolosa.

Di curiosità come questa, grazie a "Ma che dici?", potrete scoprirne moltissime altre. E, considerato che sarà pronto prima di Natale, potrebbe anche diventare un regalo perfetto per tutti i vostri amici itagnoli. C'è un problema, però: perchè tutto questo si realizzi, Alberto e Simona hanno bisogno di voi.

Per finanziare il loro progetto hanno avviato un crowdfunding sulla piattaforma Verkami, a cui potete partecipare fino alla fine del mese. Il vostro contributo può andare dai 5 ai 300 euro, garantendovi una ricompensa adeguata alla somma che deciderete di investire. Oltre al libro (in una o più copie), potrete infatti portarvi a casa gadget di vario tipo, copertine personalizzate con la vostra caricatura e tanto altro ancora.


Foto: Verkami.com

Foto: Verkami.com

Foto: Verkami.com





Ecco cosa scrivono gli autori: 


"Possono due lingue avere espressioni che, pur essendo uguali nella forma, significhino cose totalmente opposte? Basta tradurre una frase per capirne il significato? Se hai amici di lingua straniera o ti appassionano le lingue, avrai certamente notato che non sempre è così. Nella cultura italiana e nella spagnola puoi trovare espressioni e modi di dire comuni, e a volte addirittura variazioni interessanti con un significato totalmente diverso.

Ma quello che attira più l'attenzione è che alcuni di essi nella traduzione letteraria non hanno senso. Ciò, data l'estrema somiglianza tra le due lingue, desta stupore e curiosità in lettori e/o ascoltatori.

Questo è quello che abbiamo voluto trasmettere con questo libro, una breve selezione riepilogata e illustrata con molto affetto e senso dell'umorismo!"


Senza altre parole, vi rimando all'esaurientissima pagina del crowdfunding, dove troverete ogni sorta di dettaglio o informazione di cui possiate aver bisogno prima di decidere se "Ma che dici?" merita i vostri soldi o meno. Considerato l'alto tasso di italo-spagnolismo del progetto, io personalmente vi direi di sì. In bocca al lupo, ragazzi!


Foto: Verkami.com

giovedì 28 aprile 2016

Il concerto crowdfunding di Lucas Masciano

Lucas Masciano sogna di girare il mondo, e vuole metterci una colonna sonora. 

Viaggi e musica, d'altronde, sono sempre stati un binomio inscindibile nella vita del cantautore argentino. Basti pensare al documentario con cui, nel 2014, aveva accompagnato l'album "De París a Transilvania". Specchio fedele del suo spirito un po' naif e un po' gitano, quel filmato ci consegnava non solo l'inusuale processo di creazione del disco, ma anche - o forse soprattutto - l'apertura di vedute tipica di chi non capisce il senso dei confini. É proprio per questa sua intrinseca negazione di stereotipi e preconcetti se le canzoni di Lucas lasciano la porta sempre aperta a sonorità miste di folklori lontani.

Vuole cercarne di nuove, adesso. Anzi, a dire il vero le ha già trovate, ma intende arricchirle inseguendo il sogno di una vita. Per questo ha avviato un progetto di crowdfunding online. Un progetto di cui non posso non parlarvi, e non soltanto perchè la musica di questo tizio mi piace. No. La menzione, sul blog, è resa di per sè già doverosa dal cognome. Perchè in quel "Massiano" che gli ispanoablanti strascicano di aspirazioni e sibili c'è un Masciano con pronuncia più marcata, che sa di amatriciana. Italiano, come italiane sono le origini di cui mi parlava un giorno alla Fnac di Madrid. Quelle origini, per il tramite consueto della sua Argentina, l'hanno portato quindici anni fa a suonare per le strade di Barcellona, dove tutt'ora vive. E poi da lì al contratto con le major, alle canzoni su Los 40 Principales, a un nuovo, coraggioso, affrancamento indie, che si costruisce ancora adesso attorno alla schizofrenia di locali mezzi vuoti e immediatamente conseguenti sold out. 



Vi parlo del suo crowdfunding perchè quello che Lucas vuole fare - e che in parte già fatto con "De Paris a Transilvania" - è chiudere il cerchio tornando su quelle strade. I soldi che raccoglierà serviranno a finanziare il suo prossimo disco. E, subito dopo averlo presentato, partirà per un viaggio attorno al mondo in auto. Durerà diversi anni. Anni che lo porteranno a suonare le nuove canzoni, come lui stesso scrive, in "concerti, festival, per le strade, nelle riserve aborigene, nei deserti e nelle grandi città". 

La cosa migliore, però, è che il suo non è un crowdfunding qualsiasi, ma un crowdfunding basato sul live. Masciano farà, infatti, partire la sua nuova avventura con un concerto alla sala Bikini di Barcellona, il prossimo 4 Giugno. Per contribuire al finanziamento del disco si può comprare un biglietto reale per assistere allo show di persona o un biglietto virtuale per seguirlo in diretta streaming grazie ad un codice privato che lo renderà sì accessibile da tutto il mondo, ma solo agli spettatori paganti.



Ovviamente, sono previste varie ricompense a seconda della quantità  di denaro elargita. Perciò, se vorrete strafare, potrete guadagnarvi anche una copia del cd, una maglietta, la partecipazione al videoclip del singolo o una visita agli studi di registrazione, fino ad arrivare ad un concerto privato a casa vostra.

Trovate tutti i dettagli a questo link.   
E io direi che quindici euro per un concerto valgono sempre e comunque la pena. 

venerdì 27 marzo 2015

50 sfumature di español: la webserie

Immaginate di prendere una botta in testa e risvegliarvi convinti di essere in Spagna. Parlate in castigliano fluente. Vi comportate secondo le abitudini di quella Nazione. Con la sola differenza che, in realtà, non vi siete mai mossi da casa. 
È l'idea alla base del progetto di Peppe: una webserie comica che ha tra i suoi intenti anche e soprattutto quello didattico. Del resto, non che ci si potesse aspettare altrimenti, dal proprietario di un canale youtube interamente dedicato alla lingua iberica. “Corso di spagnolo con peppe” conta 2881 iscritti e vanta una varietà contenutistica invidiabile. Abbastanza per garantire il successo di un progetto parallelo innovativo che mischia divertimento, istruzione e social media. Solo che questa volta il suo autore vuole fare le cose in grande. Usare registi e attori professionisti. Confezionare “50 sfumature di español” (questo il titolo scelto, dal numero di pillole grammaticali che verranno integrate negli episodi) come il più serio dei produttori. Ecco perchè ha bisogno del nostro aiuto. 

Per darglielo, basta donare una cifra a propria scelta attraverso la piattaforma di crowfunding dedicata. Anche solo cinque euro. Niente piú. In cambio, ne avrete delle ricompense che vanno dal nome nei titoli di coda al cofanetto con dvd, maglietta e libricino con le regole spagnole trattate nel corso della serie. E, se proprio non vi va di mettere le mani in tasca, Peppe ci chiede di sostenere il progetto anche semplicemente facendo circolare il video in cui lo presenta. Esatto, proprio quello che trovate qui sotto. 


Capirete che non potevo non farlo, vista l'italo-spagnolità del tutto. Tanto più che la webserie, se mai verrà realizzata, vanterà anche un valore aggiunto in termini di interazione: la sceneggiatura di ogni puntata sarà, infatti, scritta dagli utenti stessi, che saranno così chiamati a decidere in prima persona sulla sorte dei loro personaggi preferiti. Che dire? Io, personalmente, qualche idea ce l'avrei già...  

venerdì 6 febbraio 2015

Ispirati da Omero: l'Odissea musicale di Isaac Miguel

É stata una curiosità piuttosto ovvia, a guidarmi verso "Nuestra Odisea". Mi sarebbe bastato anche soltanto il titolo. Per di più, ad accompagnarlo, c'era un progetto grafico fatto di ancore, righe, e tutto il blu e il bianco della Grecia. Insomma: capirete che dovevo ascoltarlo, il disco di Isaac Miguel. L'avrei fatto anche se il suo passato non si fosse in qualche modo legato a El Canto del Loco. 



É per questo che l'ho aggiunto agli amici di Facebook, ormai molti anni fa. Suonava le tastiere in alcuni vecchi tour della band di Madrid, e la cosa sembrava bastarmi a ritenerlo degno d'attenzione. Ma i turnisti, si sa, hanno presenti precari sotto gli occhi delle masse. I volti in secondo piano cambiano. Si dimenticano in fretta, ancor prima che i gruppi si dividano. Ed è allora che la vita traccia sentieri paralleli, diversamente sterrati, lasciando che ciascuno scelga la sua rotta da sé. 



Lui, Isaac Miguel, originario di Logroño, ha continuato a muovere i suoi passi nei sottoboschi della scena indie spagnola. Si é fatto conoscere nei piccoli locali come voce del gruppo René. E poi ha avviato una campagna di crowdfunding volta a finanziarsi il primo disco a suo nome. Un disco dal titolo di Omerica memoria, proprio come il mio primo libro. E anche se i contenuti, con l'Odissea, non c'entrano niente, la sua scoperta mi ha resa felice di essere stata cosí bimbaminkia da chiedere l'amicizia a chiunque contornasse in qualche modo quella benedetta band di Madrid. 

Oggi voglio farvelo conoscere, Isaac. Perché le sue canzoni non passano su Los 40 Principales o Cadena 100. E la musica spagnola, per chi vive in Italia, è più difficile scoprirla quando non è mainstream. Forse non vi verrebbe in mente, allora, di cercarlo su Spotify. Di seguirlo sui social network. Di prestargli attenzione. E, secondo me, vi perdereste qualcosa. 



I miei brani preferiti? Quello che dà il titolo all'album, ovviamente. E Yo no era para ti, forse il pezzo più ritmato ed orecchiabile, impreziosito da una vena di sottile ironia. Chissà se Ulisse apprezzerebbe, mentre twitta come un matto sulla prua della sua nave. 

  

lunedì 28 aprile 2014

Il progetto solista di Dani Marco (Depistaos)


I Dani M. che sciolgono gruppi per intraprendere carriere soliste meritano a prescindere la mia attenzione. Ecco perché mi premeva segnalarvi il nuovo progetto del frontman dei Despistaos (Dani Marco, per l'appunto), che lo scorso 23 Aprile ha dato ufficialmente avvio al crowdfunding per finanziare il suo primo EP.



Questa del finanziamento popolare é una pratica sempre piú diffusa tra i musicisti spagnoli. Per quanto mi riguarda ho contribuito al lavoro di Cris Méndez (attualmente in fase di finalizzazione), ne ho parlato su Total Free Magazine e - a questo punto è abbastanza evidente - mi affascina non poco. Chè, se l'industria è in crisi, una soluzione andava comunque trovata. E c'è un nonsochè di romantico nel fatto che - in mancanza di liquidità e coraggio-  consista nel far decidere agli ascoltatori quale tipo di musica meriti di essere incisa. 
Tu contribuisci con una somma a tuo piacimento e, se verrà racimolata la quota necessaria ad avviare il progetto, riceverai in cambio una ricompensa adeguata alla cifra versata: dal disco in formato digitale da ascoltare prima degli altri, al concerto privato a casa tua. 

Il rischio, se mai c'è, è che l'abitudine diventi talmente radicata da indurre le case discografiche ad adagiarsi sugli allori. Sì, insomma, basterebbe accettare di distribuire chi ha ottenuto più successo con la sua campagna di crowdfunding, evitando di guardarsi in giro alla ricerca di nuove leve. Oppure, più probabilmente, che il fenomeno finisca con l'esaurirsi da sè nel momento in cui troppe richieste di aiuto economico spingeranno i fan a non esaudirne più nessuna. Ad ogni modo, visto l'attuale successo della formula nella terra di Cervantes, non sembra ancora il momento di preoccuparsene. 

Tornando a Dani Marco, il primo assaggio del lavoro solista s'intitola "La Pintan Calva" e, devo ammetterlo, a me non convince granchè. Però ve lo lascio, non foss'altro perchè è una delle novità musicali attualmente più chiacchierate in Spagna. E perchè mi piacerebbe avere un vostro parere. Buon ascolto!