martedì 10 febbraio 2015

Aspettando Sanremo: 5 (+1) esibizioni da ricordare


Sanremo, si sa, è fatto per essere criticato. Nella maggior parte dei casi, anche con discrete percentuali di ragione. É un'istituzione, però. La conversazione che ci accomoda tutti sullo stesso immaginario divano. Sanremo è la sbronza che ti stordisce per la durata di un'intera settimana. Il rito pagano che - nonostante tutto (leggi: nonostante Conti) - riprenderò anch'io ad osservare da stasera. É per questo che, nell'attesa, ho voluto ricordare a me stessa quanto all'Ariston non sia proprio tutto da buttare. Non lo sarà in quest'edizione, se non altro per la presenza degli Imagine Dragons tra gli ospiti. A proposito: ve l'ho già detto, che ho comprato i biglietti per andare a sentirli a Milano? Beh, ora lo sapete. Immaginatemi mentre premo forsennatamente play su tutti i video dei loro concerti da qui al 23 di Novembre. Ma soprattutto, non lo è stato in passato. Per dimostrarlo, ho messo insieme le 5 esibizioni a mio avviso più memorabili del festival degli anni duemila. L'ordine é cronologico; il criterio di scelta, il mero gusto personale. Quindi it's all about Arezzo, certo. Ma non solo. 


1. Subsonica - Tutti i Miei Sbagli [2000]

Ad oggi uno dei brani più celebri della band torinese, e tutt'ora uno dei miei preferiti. Storica anche per essere una delle poche performance che io abbia visto in cui il cantante non indossa il cappellino. In effetti, ora che ci penso: siamo proprio sicuri che sia lui? Li introduceva Pavarotti, pace all'anima sua. 





2. Negrita - Tonight [2003]

Scommetto che ve l'eravate dimenticata. Chissà perchè, la partecipazione dei Negrita a Sanremo sembra essere stata cancellata dalla memoria collettiva, così come la canzone che avevano portato. Peccato, perchè secondo me è stata una delle più rock'n'roll dell'ultima decade. 
E poi vogliamo parlare di quest'effettone di montaggio stile Windows Movie Maker che Mamma Rai aveva sfoggiato per l'occasione? Grande tecnologia, amici.





3. Negramaro- Mentre tutto scorre [2005]
Ricordo ancora la forza di questo brano come la sorta di sveglia che annunciava l'inizio della gara dei giovani. Avevo pensato: "il futuro è la risposta". Avevo sorriso alla speranza per le nuove generazioni. In effetti, "Mentre tutto scorre" aprì ai Negramaro le porte di una carriera scintillante; E, nella mia ignoranza tecnica, l'arrangiamento mi sembra a tutt'oggi spettacolare. 




4. Fabrizio Moro - Pensa [2007]

Ed ecco un altro effettone RAI, signori e signore: LE MANINE! 
A parte ciò, Moro fu uno dei miei "colpi di fulmine" sanremesi. Il testo e l'interpretazione di Pensa mi avevano indotto a comprare i suoi album e seguirlo - seppur in modo passivo - per un lasso di tempo non esagerato ma comunque considerevole. Quant'era carino, lui, tra l'altro?







5. Il Cile - Le parole non servono più [2013]
Serve proprio che io commenti? Io che l'ho seguito fin nel nord europa? Io che ancora mi emoziono guardando questo? No, cioè, SERVE? Una cosa però la devo dire. Anzi, due: 
A) La coincidenza numerica della sua partecipazione a Sanremo esattamente 10 anni dopo gli aretini e amici "zii" Negrita ha del profetico. Three is a magic number. La cabala.

B) GOMBLOTTO! Voglio dire, sarà mai possibile che il video dell'esibizione in HD sul sito della RAI sia disponibile soltanto in forma parziale? Una volta c'era anche quella integrale: dove diavolo è finita? E perchè su Youtube è presente solo 'sta roba di qualità pessima registrata dalla tv, con le facce solarizzate e l'audio che, se l'ascolti in cuffia, ti assorda solo dal lato sinistro? No, dico, NON VI VERGOGNATE? Mah. 





Anche se esula dalla TOP 5, non posso non concludere il post menzionando un'altra performance a me cara: quella della mia concittadina Elisa nel 2001, che la vedeva esordire in italiano con un brano destinato a rimanere nella storia della musica nostrana. 





Buon Festival a tutti! A proposito: la vostra TOP 5 qual è?! 

lunedì 9 febbraio 2015

SIMOF 2015 - RECAP: alla fine, è andata così

Bene gente: il SIMOF si è ufficialmente concluso, il che significa che posso dire addio all'invasione di abiti bellissimi sulle mie bacheche social e tornare alla vita reale. Prima, però, un doveroso riassunto. Insomma, vi avevo anticipato che c'erano 4 designer di cui ero particolarmente curiosa di scoprire le collezioni, giusto? Mi sembra il minimo svelarvele e darvi la mia opinione. 

Vicky Martin Berrocal. Aggettivo: DORATA

Le aspettative troppo elevate sono da sempre la peggior condanna. Mi sarei aspettata un po' di più da Vicky, che ha tuttavia conquistato come sempre il pubblico confermandosi una tra le designer più osannate sui social. La sua collezione "Volver" si è caratterizzata per il ricorso frequente all'oro, sia nei tessuti che negli accessori, e per l'utilizzo di maniche oversize: conferma, questa, di un trend già visto a We Love Flamenco, la passerella minore che da tre anni a questa parte funge da apripista al SIMOF. Migliori, a titolo di gusto personale, i modelli d'impronta più civile, con tagli e colori più sobri. Qui una gallery completa. 





Molina Moda Flamenca. Aggettivo: FLOREALE 

Il brand ha ricevuto l'ovazione del pubblico per la sua linea fino ad ora più innovativa e colorata rispetto alle proposte precedenti, sempre piuttosto classiche. I pois in questo caso si riducono, lasciando il posto ad una netta predilezione per le fantasie di stampo floreale, spesso anche "mixate" tra loro (ancora una volta, il trend era già stato anticipato da We Love Flamenco). Ricorrente anche l'uso delle frange, che incontra - come al solito-  tutta la mia approvazione. Anche in questo caso, trovate la gallery completa su Wappissima. 




Mercedes Mestre. Aggettivo: SEXY.

In assoluto la mia collezione preferita tra tutte quelle che hanno sfilato al SIMOF. Brava davvero, la stilista catalana: ha presentato una flamenca sexy e raffinata, con modelli semplici a tinta unita che riescono meglio nell'accostamento cromatico di rosso e nero. Le scollature sono generose e si gioca sulle trasparenze nella parte superiore. Non posso fare altro che applaudire (e anche gli uomini, suppongo). Qui una gallery. 
















Pilar Vera. Aggettivo: ROMANTICA 

Standing ovation per la proposta di Pilar Vera (gallery), ispirata al romanticismo di Béquer ma con una spiccata carica sensuale. "La Glorieta" ha visto molto rosso, stampe floreali e pizzi, con qualche concessione ai pois nei modelli piú "feriali". Niente giallo, ma quanto al resto non mi sbagliavo affatto: senza alcun dubbio, una delle migliori.





















Tra le altre collezioni che mi sono piaciute: 

- Patricia Barzarotlo scollo del vestito azzurro che riporto in foto qui sotto è semplicemente spettacolare!



- Aldebarán: fondere il sentire flamenco con la moda equestre l'ha scaraventato dritto dritto sul podio delle mie preferenze (no, dico: vogliamo parlare della "camicetta"?!?) 


- Alcuni capi di María De Gracía, forse poco mettibili ma sicuramente d'impatto nella loro ricerca barocca ed innovativa ispirata nientemeno che alla movida madrileña. 


- Aurora Gaviño: belli soprattutto i modelli nelle tinte più chiare del bianco e del beige. Come nota di curiosità, la designer è stata molto criticata sui social per la musica tecno che ha scelto come sottofondo per la sfilata nel tentativo di rompere gli schemi: in molti l'hanno giudicata "distraente". 


















Voi quale collezione preferite? 

domenica 8 febbraio 2015

Viral Songs: le canzoni più condivise della settimana in Spagna e in Italia [#2]


Ogni promessa è debito. O lo prometido es deuda, come preferite voi. Il fatto è che mi ero prefissata di aggiornarvi sulle canzoni più condivise della settimana in Italia e Spagna; e dal momento che le cose, dall'ultima volta, sono effettivamente un po' cambiate, eccomi pronta ad onorare i patti.

La top 10 dei brani più virali di Spotify, da noi, è stata quasi interamente conquistata dai Verdena, confermando la tendenza a postare sui social le novità discografiche sopra ogni altra cosa. Se poi nella tracklist c'è un brano che si adatta perfettamente alle condizioni atmosferiche del periodo, con l'allerta da Big Snow e il progressivo imbiancamento di Instagram, beh...non mi stupisce affatto che la suggestiva "Nevischio" sia al numero uno.
Minor novità in Spagna, dove invece continua a spopolare Carlos Sadness. Questa volta, però, il singolo dai ritmi più incalzanti Qué Electricidad ha scalzato Perseide dal trono, facendola precipitare addirittura all'ottava posizione. 







Curioso anche osservare che tra i brani più condivisi in entrambi in Paesi figura Forever and Ever di Demis Roussos (settimo posto delle più virali in Spagna, quinto posto in Italia) evidentemente utilizzata per onorarne la recente scomparsa. Quanto alle canzoni più postate della settimana, personalmente mi piacciono entrambe molto di più di quelle della scorsa. A voi, ancora una volta, il compito di eleggere una preferita.





PS: cercando un'immagine da abbinare al post mi sono imbattuta per caso in un'infografica carina che indica gli elementi che possono rendere la musica virale. Sono il grado di innovazione e creatività (accompagnate dallo sforzo per realizzare qualcosa di veramente unico), la capacità di suscitare emozioni (i criteri più comuni per classificare i brani sono divertimento, sensualità e shock), la qualità e la riconducibilità ad esperienze di vita vissute. Quando tutto questo non basta, mai sottovalutare l'impatto di un gattino nel videoclip! Riconoscete questi elementi in Nevischio e Qué electricidad?




venerdì 6 febbraio 2015

Ispirati da Omero: l'Odissea musicale di Isaac Miguel

É stata una curiosità piuttosto ovvia, a guidarmi verso "Nuestra Odisea". Mi sarebbe bastato anche soltanto il titolo. Per di più, ad accompagnarlo, c'era un progetto grafico fatto di ancore, righe, e tutto il blu e il bianco della Grecia. Insomma: capirete che dovevo ascoltarlo, il disco di Isaac Miguel. L'avrei fatto anche se il suo passato non si fosse in qualche modo legato a El Canto del Loco. 



É per questo che l'ho aggiunto agli amici di Facebook, ormai molti anni fa. Suonava le tastiere in alcuni vecchi tour della band di Madrid, e la cosa sembrava bastarmi a ritenerlo degno d'attenzione. Ma i turnisti, si sa, hanno presenti precari sotto gli occhi delle masse. I volti in secondo piano cambiano. Si dimenticano in fretta, ancor prima che i gruppi si dividano. Ed è allora che la vita traccia sentieri paralleli, diversamente sterrati, lasciando che ciascuno scelga la sua rotta da sé. 



Lui, Isaac Miguel, originario di Logroño, ha continuato a muovere i suoi passi nei sottoboschi della scena indie spagnola. Si é fatto conoscere nei piccoli locali come voce del gruppo René. E poi ha avviato una campagna di crowdfunding volta a finanziarsi il primo disco a suo nome. Un disco dal titolo di Omerica memoria, proprio come il mio primo libro. E anche se i contenuti, con l'Odissea, non c'entrano niente, la sua scoperta mi ha resa felice di essere stata cosí bimbaminkia da chiedere l'amicizia a chiunque contornasse in qualche modo quella benedetta band di Madrid. 

Oggi voglio farvelo conoscere, Isaac. Perché le sue canzoni non passano su Los 40 Principales o Cadena 100. E la musica spagnola, per chi vive in Italia, è più difficile scoprirla quando non è mainstream. Forse non vi verrebbe in mente, allora, di cercarlo su Spotify. Di seguirlo sui social network. Di prestargli attenzione. E, secondo me, vi perdereste qualcosa. 



I miei brani preferiti? Quello che dà il titolo all'album, ovviamente. E Yo no era para ti, forse il pezzo più ritmato ed orecchiabile, impreziosito da una vena di sottile ironia. Chissà se Ulisse apprezzerebbe, mentre twitta come un matto sulla prua della sua nave. 

  

mercoledì 4 febbraio 2015

Spain in colors: fotografiamo la Spagna a colori!

Amo i colori. Mi piace indossarli, cercarli nei luoghi che visito, riscoprirli giorno dopo giorno tra le pieghe del quotidiano. Sono una terapia, in fondo. Una delle tante scorciatoie spicciole per la felicità usa-e-getta: quella che magari dura pochi istanti, peró intanto un sorriso lo regala. É per questo, perché amo i colori, che ho creato una specie di personale "rubrica" su Instagram. A volerle proprio dare un nome si chiama "colores de...; anche se in fondo non é altro che una didascalia qualsiasi scelta per accomunare scatti realizzati in momenti e location altrimenti diversissimi tra loro. Scatti che, per l'appunto, ritraggono i dettagli colorati che scorgo nel mondo attorno a me. 

Molti di essi, guarda caso, sono stati fatti in Spagna. Li riguardavo, l'altro giorno, ed ho pensato che - messi tutti assieme, uno di fianco all'altro - creano una visuale personale e diversa del Paese che tanto amo. Ho scoperto che mi piace. Mi piace molto. Peccato sia limitata, mi son detta. Peccato non abbia potuto girare ancora più angoli, stupirmi di maggiori sfumature, avere altri occhi per rendere il campionario più completo. 

Poi mi sono data dell'idiota. Insomma, viviamo nell'era dei social network! "Più occhi", oggi, li posso avere eccome. 

E allora ecco la mia proposta, un progetto in cui mi piacerebbe in qualche modo coinvolgere tutti voi che leggete questo blog: che ne direste di condividere con me le foto più colorate che avete della Spagna?! Potreste caricarle su instagram con l'hashtag #SpainInColors o magari passarmele su Facebook. Io potrei ri-pubblicarle, un po' alla volta, fino a creare un vero e proprio catalogo da fare invidia alla Pantone. Non importa il soggetto: possono essere opere di street art, vasi di fiori, particolari di una vetrina...qualsiasi cosa, purché colorata ed immortalata in Spagna. Qui sotto trovate qualche esempio preso dal mio account personale, sperando possa esservi d'ispirazione. Che ne dite? Mi aiutate a cercare l'arcobaleno? 







lunedì 2 febbraio 2015

10 modi per farsi venire delle idee (ovvero: tentativi di rendersi utili)

É piú o meno dacché ho memoria che sono in lotta con le idee. Ogni giorno le scaccio, le limo, le scremo. Ma, per quanto io provi a ridurle, sembrano sempre una valigia troppo grande per entrare nell'armadio delle mie ventiquattr'ore. È frustrante. Dico sul serio. E mi dispiace se sembro presuntuosa, quando affermo che pagherei per averne un po' meno. Perchè è un problema serio, per me. Mi rubano tempo. Energie. A volte mi constringono a rinunciare a momenti di vita sociale ed interrelazione col prossimo. Le idee, signori e signore, sono la mia maggior causa di frustrazione. Per ognuna che ne porto a compimento, ce ne sono almeno cinque che sono costretta ad abbandonare. La cosa mi rende nervosa, intrattabile. Difficile da sopportare per chi mi sta vicino.







Capirete, perció, che io resti allibita quando, nelle mie peregrinazioni virtuali, mi imbatto in decine di post con titoli del tipo: “come farsi venire delle idee per i vostri contenuti”; “Più di cinquanta modi per avere sempre qualcosa di cui scrivere” and so on. Cioè, siete seri? Ho anche provato a leggerne qualcuno. Includeva banalità abbastanza sconcertanti. Eppure, fioccavano condivisioni. Commenti entusiastici. Ringraziamenti accorati. Al che mi sono detta: forse di consigli posso darne anch'io. Insomma, basta analizzare quello che faccio quando ho delle idee, giusto? Non ci avevo mai pensato. Salvo qualche doverosa - e a tratti dolorosa - pausa, per me “l'ispirazione” è sempre arrivata e basta. Però, forse, una correlazione con certe abitudini può esserci davvero. Io ci provo, ad elencarle. Non garantisco che possa funzionare anche con persone sane di mente ma, se fosse così, vi prego di farmelo sapere. Insomma: potrei buttare giù un manuale di auto-aiuto, diventare miliardaria e partire per un giro attorno al mondo! Vorrete mica privarmi di questa soddisfazione?

10 MODI PER FARSI VENIRE DELLE IDEE :Tutorial a cura di un cervello iperattivo

1) Passa molto tempo in bagno. Dai, é universalmente noto che il bagno é la fucina di tutte le migliori idee del globo. Nascono seduti sulla tazza del wc. Sotto la doccia. Nella vasca. Sullo specchio appannato mentre ti lavi i denti (bisogna strofinare molto vigorosamente, peró, altrimenti non vale). Ovunque, purché sia tra le quattro pareti della stanza con - si spera! - piú privacy di tutta la casa. L'unica eccezione è mentre ti piastri la frangia. In quel caso no, non viene proprio in mente niente. Dev'essere perchè i neuroni si lessano col caldo, va a sapere. In sintesi: se non hai la frangia e ci tieni all'igene orale (o, in alternativa, hai il cagotto) dovresti essere giá a buon punto per scrivere Guerra e Pace. 




2) Cammina. Sarebbe meglio all'aria aperta, ma funziona anche tracciando degli immaginari solchi alla Paperon De Paperoni mentre vai avanti e indietro per il soggiorno. Non so se ci sia una spiegazione scientifica (forse il cervello si ossigena meglio? Si shackerano i pensieri? Boh) ma ho imparato negli anni che l'ispirazione é tutto fuorché sedentaria. NB: aiuta anche per concentrarsi meglio quando si ripete in vista di un esame.

3) Leggi. Tanto, tantissimo, di ogni genere. Ma, soprattutto, del genere di cui vorresti scrivere tu. Mi spiego: vuoi postare sul blog? Leggi una marea di blog. Vuoi parlare di fisica nucleare? Leggi tutti i trattati possibili e immaginabili sulla fisica nucleare (complimenti per l'ambizione, peraltro) Vuoi scrivere poesie? Leggi poesie. Eccetera eccetera. Lo so che può sembrare un'ovvietà, ma il confronto con gli altri è sempre il primo e principale sprone.

4) Pensa a quello che vorresti leggere tu. Hai una curiosità specifica su un determinato argomento? Ti piacerebbe trovare un'analisi completa di qualche evento che ti ha colpito? Allora cerca su Google se qualcuno ne ha già parlato. Se sì, trova i dettagli che sono stati trattati in modo più superficiale e approfondiscili. Oppure, costruisci un'immaginaria conversazione virtuale con l'autore del post creandone un altro in cui lo citi e dai la tua opinione. Se invece quello che cercavi non esiste: congratulazioni, hai fatto Bingo! Puoi occupartene tu.

5) In tempi di crisi, ricorri al tuo “guru”. Dove per “guru” si intende non qualche sciamano ungro-giapponese, bensí l'autore che in assoluto più ammiri. Insomma: non so se capiti anche a te, ma a me le persone che scrivono bene mettono voglia di impugnare carta e penna. Credo sia una specie di spirito di competizione intrinseco. Di quel tipo di invidia che ti induce a metterti alla prova. Non lo so. In ogni caso, funziona. Perciò, se proprio hai un blocco creativo, riprendi quel libro che hai già letto duemilavolte e rileggilo per la volta numero duemilauno. Può funzionare anche per i contenuti. Voglio dire: se non altro potrai citarne a memoria i passi salienti. Ottimo tappabuchi in caso di necessitá. 

6) Scrivi. Anche semplicemente le riflessioni della giornata. Anche male. Non importa cosa o come, ma scrivi. Sempre. Come diceva - nonostante i suoi trascorsi - il mio caro e sempre venerato Baudelaire “l'ispirazione viene lavorando sodo”. Ed è vero. Personalmente, più scrivo più mi vengono altre idee su cui scrivere. É come una sorta di sistema auto-alimentato: basta iniziare. Ah, piccolo trucchetto extra: butta giú quanta piú roba puoi quando sei “ispirato”. In questo modo, avrai materiale in abbondanza da sfruttare per i momenti in cui sei a corto di idee o hai altro da fare (come pensate che farei a pubblicare piú di un post alla settimana, altrimenti?)






7) Tieni sempre sottomano un tacquino, un cellulare, uno scontrino...insomma, qualcosa su cui appuntare i tuoi pensieri, foss'anche con una grafia da medico che ricorda da vicino i geroglifici egizi. Non si sa mai quando e come arriveranno le idee giuste (beh, a meno che tu non sia in bagno; in quel caso é scontato): meglio essere pronti a fermarle quando ti colpiscono. No, non fidarti della tua memoria. In questi casi non funziona mai.

8) Se possibile, sii meno pigro di me e scrivi la mattina. Personalmente ho sempre pensato che quella dello scrittore che scrive di notte sia una leggenda metropolitana also know as emerita fesseria. Le idee migliori vengono la mattina, appena alzati, subito dopo il caffé. É un dato di fatto. Alla sera sei troppo provato dal lavoro e dalle fatiche della giornata per riuscire a dare il meglio di te.

9) Traduci. L'ultima spiaggia, ma sempre efficace. Trova un articolo che ti appassiona scritto in un' altra lingua a te nota e traducilo citando la fonte. Cosí facendo, lo farai conoscere ad un nuovo tipo di pubblico, che potrá apprezzarlo quanto o piú di te. Prendete il mio post piúletto in assoluto: non é altro se non questo. Grado di sforzo: quasi zero.

10. Non ascoltare musica mentre cerchi idee. A meno che non tu non voglia scrivere di musica, certo. In caso contrario, lascia perdere. Se sei come me, il tuo flusso di pensieri finirebbe con il costituirsi grossomodo cosí: "potrei parlare dei concetti metafisici applicati alla migrazione dei passerotti nel...UUUUUUUHHHH BELLA QUESTAAAAA! Chi la cantava? Quanto tempo!!! Ma dicevo, i fenicotteri...AY QUÉ RICA ESTÁ LA GAMBA, MARI LOLI, BAILA BIEEEEEN (accompagnato da palmas flamencas), siiiii ora la condivido! E quindi, giusto, i koala.... oh, ma l'avranno messa poi Maria Salvador su Spotify? 'Spe che controllo. Ah, cacchio, i prezzi dei biglietti degli imagine dragons, ecco cosa dovevo guardare!!! aaaibetmailaifeee aibeeetmailaiffffff ai bet mai laifff for iuuuuuuuuuu. uuuuu uuuu uuuu! [Fine. Idee R.I.P.]



domenica 1 febbraio 2015

Viral Songs: le canzoni più condivise della settimana in Spagna e in Italia

Lo sappiamo più o meno tutti, che Spotify rende note le classifiche sui brani più riprodotti nei singoli Paesi del mondo. Quello che io ignoravo, però, è che fa lo stesso con quelli più condivisi. Si possono consultare liberamente a questo link, dove scoprirete quali sono state le cinquanta canzoni più virali sui social network nell'arco della settimana. Il che, tra l'altro, è anche un modo niente male per scoprire musica nuova. Ora: l'abbiamo ormai appurato, che non sono bravissima a garantire continuità alle mie rubriche. Mi piacerebbe, però, provare ad aggiornarvi ogni Domenica in merito al brano più condiviso in Spagna e in Italia nei sette giorni precedenti. Beh, sempre che ci siano dei cambiamenti, è chiaro. Venti post con le stesse due canzoni finirebbero col risultare...come dire... giusto un filino una rottura di balle. 

É sperando di dare un seguito ai miei buoni propositi, perciò, che vi presento le due canzoni più virali della settimana. In Spagna, il trofeo se l'è aggiudicato Perseide di Carlos Sadness. In Italia, è toccato a Sintonia Imperfetta di Carmen Consoli (che peraltro s'è accaparrata tutte e tre le prime posizioni con brani estratti dal suo ultimo album). 






A voi quale piace di più?