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sabato 21 settembre 2019

5 artisti spagnoli nel Nord Est italiano: al via oggi la seconda parte di IT/ES Interchange


Due Paesi, due Gallerie, lo stesso modo di intendere l'arte. 


Si inaugura questa sera a La Fortezza di Gradisca d'Isonzo la parte iberica di IT/ES Interchange; seconda edizione di quello che avevate votato come evento italo-spagnolo del 2018. 

Per i più distratti, si tratta di uno scambio artistico tra due piccoli enti culturali. Da un lato c'è La Casa Amarilla di Málaga, caratterizzata dal pubblico giovane e dall'approccio informale all'arte, con un occhio di riguardo alla vertente fotografica e contemporanea. 

Dall'altra, la sala del Nord-Est italiano che, dopo essersi fatta conoscere in Andalusia, oggi si appresta a ricambiare il favore.

A 10 anni quasi esatti dalla sua apertura - gli auguri potrete farglieli a Novembre - La Fortezza si è ormai consolidata come un punto di riferimento per la scena artistica (non solo) locale, e accompagna una fitta attività espositiva con eventi collaterali in grado di coinvolgere il borgo intero. 

Un'anteprima dell'allestimento dell'esposizione IT/ES Interchange a La Fortezza di Gradisca d'Isonzo 



Ad accomunare le due realtà c'è, soprattutto, l'impegno nell'avvicinare l'arte al grande pubblico. Stufi di vederla relegata al ruolo di "lusso per pochi", La Fortezza e La Casa Amarilla cercano, ognuna a suo modo, di portare il bello nelle case di tutti. Ci riescono abbassando i prezzi, puntando sul piccolo formato, o magari trasformando un vernissage nella versione visual di un festival musicale - con tanto di bracciali, birra a basso costo e dj set.  

IT/ES Interchange nasce come conseguenza diretta di tale affinità. Perchè quando due anime gemelle si incontrano, i chilometri non contano più.

Lo scambio funziona così: Ciascuna delle due sale propone all'altra una selezione di 10 artisti, senza  rivelarne nome, sesso, età o curriculum. Sulla base delle sole opere - e liberata, perciò, da ogni pregiudizio inconscio - questa dovrà quindi scegliere i 5 talenti da far esporre tra le sue pareti.
L'unico requisito è che i lavori siano tutti su carta e in formato A3, per soddisfare in un colpo solo le esigenze di trasportabilità, riduzione dei costi e coerenza espositiva tra le due sedi. 

Un paio di immagini dall'inaugurazione di IT/ES Interchange a La Casa Amarilla di Málaga, lo scorso mese di Aprile



Avendo visto le 10 proposte de La Casa Amarilla, posso assicurarvi che quest'anno scegliere era particolarmente difficile. Alla fine (e dopo lunghi dibattiti) i soci de La Fortezza hanno optato per un campionario tanto variegato quanto rappresentativo dell'attuale scenario artistico spagnolo.

A Gradisca d'Isonzo potrete quindi ammirare incisioni, illustrazioni e fotografie venate di pittura, in un peculiare accostamento tra emergenti e nomi ormai consolidati che è, in fondo, il DNA stesso di IT/ES Interchange. 

Se volete conoscerli meglio, ecco quindi chi sono i 5 spagnoli da scoprire nel Nord-Est italiano.


REBECCA VILCHES 




Classe 1995, questa giovanissima artista di Huelva fa del ritratto la sua principale espressione artistica. Le sue fotografie narrano storie personali, evocando un universo onirico abitato da un'unica persona: lei stessa. L'innocenza degli sguardi si fonde a cromatismi di matrice pittorica, esasperando la carica emozionale.

Potete seguirla anche su Instagram, dove conta oltre 10.000 follower. L'account è @rebeccavilches

JAVIER ROZ





Nato nel 1975 a Plasencia, Javier Roz vive a Málaga da quando aveva 10 anni. La sua carriera conta oltre 30 personali e ben 130 esposizioni collettive dentro e fuori dai confini nazionali. Ha ricevuto innumerevoli premi e le sue opere sono entrate a far parte di collezioni private in Spagna, Francia, Italia e Stati Uniti. Oggi compagina il suo lavoro creativo con la realizzazione di corsi di disegno in enti pubblici e privati di Málaga.

Su Instagram è @roz.javier

ERYK PALL 




Nato nel 1982 a Digione, in Francia, Eryk Pall ha avviato la sua carriera artistica a Málaga, dove risiede dal 2013. Il suo tratto distintivo è l'utilizzo sapiente, pulito e preciso della grafite, che in alcuni casi mischia a tempera, pittura ad olio o acrilico. Ha esposto in svariate gallerie e fiere d'arte a Málaga, Siviglia, Madrid e nelle Asturie.

Instagram: @erypall 


PACO AGUILAR





Classe 1959, Paco Aguilar è una figura di rilievo a Málaga, la sua città natale. Artista plastico multidisciplinare, ha esposto per la prima volta nel 1979 e da allora non si è più fermato. Le sue opere sono state presentate in sale e musei di tutto il mondo, dall'Argentina alla Finlandia passando per la Serbia, il Portogallo, la Francia, il Belgio o la Svezia. Una pagina intera del suo curriculum è dedicata agli incalcolabili premi e menzioni che ha ricevuto negli anni. Attualmente dirige una sua personale scuola di incisione, il Taller Gravura, oltre ad insegnare la tecnica in importanti centri nazionali ed internazionali.

Su Instagram lo trovate come @padelaguila 


BRAN SOLO 



Nato ad Abarán, Murcia, nel 1985, Bran Solo si definisce come "pittore, illustratore, disegnatore e fotografo, oltre a molte altre cose che non ho mai voluto essere". Il difetto di vista che lo accompagna dall'infanzia ha influito fortemente sulla sua produzione artistica. A causa di una lesione maculare formata da cicatrici nella parte centrale della retina, vede, infatti, le immagini con un forte contrasto di luminosità (per esempio, le immagini sullo schermo di un computer, o le immagini in bianco e nero) moltiplicate in un modo che definisce quasi "caleidoscopico". Questa condizione fisica, che obbliga il cervello a interpretare la realtà in modo soggettivo, gli ha conferito una visione unica anche in ambito artistico. Dopo la sua prima esposizione personale, nel 2015, la sua carriera ha mosso passi da gigante. Ad oggi può vantare mostre in sale prestigiose come il Museo Carmen Thyssen o il Centro Pompidou di Málaga  e il Caixa Forum di Madrid. 

Su Instagram conta oltre 21mila follower. Potete seguirlo qui. 






La parte spagnola di IT/ES Interchange si inaugura alle ore 18.00 di oggi, Sabato 21 Settembre, alla Galleria d'Arte La Fortezza di Gradisca d'Isonzo, Gorizia (Via Ciotti 25). Successivamente, rimarrà aperta al pubblico fino al 6 Ottobre p. v. 

Ulteriori informazioni su: facebook.com/LAFORTEZZA


sabato 28 aprile 2018

IT/ES Interchange: gli artisti spagnoli

Sono rimasti ormai pochissimi giorni per visitare la parte italiana di IT/ES Interchange alla galleria d'arte La Fortezza di Gradisca d'Isonzo. Se vi state chiedendo perchè mai dovreste farlo, sono qui per fornirvi qualche valida ragione. Cinque, per la precisione: tante quante le giovani promesse dell'arte andalusa che non avreste forse avuto modo di conoscere altrimenti sul nostro territorio nazionale. 

Ve le presento qui sotto, assieme alle doverose indicazioni per chi volesse continuare a seguirne la traiettoria online.

Se poi deciderete di fare un salto a Nord-Est, potrete ammirare le loro opere dal vivo fino al prossimo 30 Aprile compreso: in questa data la galleria sarà aperta fino a tardi in occasione della Notte Bianca. 




PABLO CARO REVIDIEGO 


Foto: La Fortezza, Instagram @pablorvd


Questo artista malagueño cerca il dialogo permanente con chi osserva per mezzo di una tecnica pulita ed elegante dietro cui nasconde i suoi sentimenti più viscerali. Le sue opere evocano riflessioni che ruotano attorno alle tematiche della sicurezza e della violenza, dello scorrere del tempo e della morte, dell’assenza o dell’eccesso di libertà; Il tutto cercando di arrivare al pubblico attraverso il groviglio dei segni, in una composizione minuziosa e ricca di dettagli che obbliga l’osservatore ad avvicinarsi per immergersi nella profondità dei soggetti. Potete seguirlo su Instagram , Twitter o sul suo sito web


MARTÍN DE ARRIBA


Foto: La Fortezza, Instagram @martindearriba


Originario di Algeciras, nella sua proposta creativa elementi propri della moda, dell’arte contemporanea, del linguaggio pubblicitario e della poesia visiva convivono e dialogano in modo originale, andando a costruire un universo solido con una chiara impronta personale. L’artista va ad indagare sui limiti della fotografia, dell’immagine e della parola esprimendo una nuova omogeneità delle forme con cui aspira a distruggere le convenzioni artistiche e letterarie di bellezza attraverso la bellezza stessa. Attivissimo sui social media trovate su Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest. Questo il suo sito web.  


DAVID VILLALBA 


Foto: La Fortezza, davidvillalba.es


Da Málaga, Villalba mette al centro del suo progetto fotografico l’intervento che l’uomo attua sull'ambiente attraverso la propagazione del suo habitat: la città. Nella sua opera le ambientazioni naturali, tutte selezionate con un ordine e un motivo preciso, vengono messe a confronto con la componente umana, indagando su progetti di costruzioni ed edifici abbandonati che in alcuni casi arrivano a sfiorare l’astrazione. Tale metodologia di lavoro aspira a raggiungere un sincretismo tra paesaggi incontaminati e luoghi creati dall’uomo, spingendoci a riflettere sul nostro rapporto con la natura. Date un'occhiata ai suoi lavori sul sito web oppure seguitelo su Facebook 

VIRGINIA ROTA


Foto: La Fortezza, Instagram @virginiarota


Con la serie fotografica “saudade”, questa premiata fotografa e artista visiva di Málaga cerca di captare - anche solo fugacemente - il sentimento profondo di dolore e nostalgia che si annida nell’interiorità delle persone. Il suo lavoro consiste in una collezione di ritratti di donne che si spogliano emozionalmente davanti all’obiettivo. Alcune hanno lo sguardo perso nel vuoto, altre lo rivolgono senza paura verso lo spettatore, ma tutte mostrano la propria intimità attraverso la finestra dei loro occhi. Il segreto meglio custodito si trova guardando attentamente nel loro riflesso, in alcuni casi appannato. 
E' su Facebook, Instagram e Vimeo. Oltre all'immancabile sito web, aggiorna anche un blog

PAULA GALLARDO SÁNCHEZ


Foto: La Fortezza, Instagram @paulaespaula


Di Granada, Paula Gallardo usa l’incisione per cercare di definire e descrivere tutto ciò che la circonda. Le sue opere partono dallo studio dell’individuo all’interno di una famiglia per trasformarsi in lavori figurativi che mettono in luce la bellezza nascosta del quotidiano. E’ una narrazione radicata nel vissuto personale che si sviluppa con uno stile solo apparentemente naif. Attraverso le sue stesse esperienze l’artista indaga nella profondità della condizione umana: ne estrae il dolore, la paura, la calma, l’ansia e in generale ogni stato d’animo per rappresentarlo in composizioni armoniche. La trovate su Facebook e vi  farà innamorare su Instagram. 










La vostra fame di arte non è ancora stata appagata? A questo link potete scoprire di più sugli artisti italiani che, nell'ambito dello stesso progetto, hanno esposto a La Casa Amarilla di Málaga.

giovedì 7 gennaio 2016

Elena Rivera, Dolce & Gabbana e la collezione italo-spagnola di Mamá Quiero Ser Flamenca


Lo scoop arriva da Instagram, ed è di quelli che più italo-spagnoli non si può. Elena Rivera, fashion designer e blogger flamenca tra le mie preferite, sta lavorando nientemeno che alla nuova collezione di Dolce & Gabbana. Forza, vi voglio tutti in coro: oooooooh!



La notizia, peraltro, mi fornisce lo spunto perfetto per segnalarvi anche la sua ultima ed altrettanto itañolissima produzione. Si chiama "Ciao Italia" e raccoglie una serie di illustrazioni in cui donne in abiti flamenchi si associano alle principali città italiane e/o ad alcuni tra i simboli più classici per cui veniamo riconosciuti nel mondo. Vespa e tricolore in primis.


I disegni vengono stampati a piacimento su felpe, t-shirt, quaderni, tazze e chi più ne ha più ne metta. Qui sotto ne trovate qualcuno. Se vi piacciono, potete scrivere a mdmqsf@hotmail.com per informazioni su costi e modalità di spedizione e ordinarli online nella forma che preferite.









Ve lo dico, beninteso, non perchè mi abbiano pagata o mi abbiano proposto un qualche vantaggiosissimo sconto in cambio di visibilità (magari!) ma solo perchè ho già stabilito che una di quelle maglie sarà presto mia. Ho pensato così che, in quanto itagnoli, possiate nello spirito di appartenenza ritrovare il mio stesso gusto estetico.


Allora: quale stampa e prodotto scegliereste per voi? 









sabato 17 ottobre 2015

Cachitos de Italia: la musica italiana che ha trionfato in Spagna


Era fine Settembre. Le tendenze di Twitter, in Spagna, erano tutte un commento alle elezioni catalane. In mezzo a loro, però, un hashtag aveva catturato la mia attenzione. #CachitosItalia, declamava inaspettato. E, con la sua popolarità, sembrava già rivendicare una nomination ai prossimi (prestigiosissimi!) Italo Spagnola Awards. Cliccandoci sopra, ho scoperto che si riferiva ad un programma allora in onda su TVE. Uno speciale che, denso di metafore gastronomiche, ripercorreva la storia della musica italiana che negli anni ha trionfato nella Penisola Iberica.

Ebbene, di quel programma ho trovato adesso il video su Internet. Ve lo propongo, non soltanto perchè è l'ennesima ottima occasione per scoprire come ci vedono all'estero; Ma anche - anzi, soprattutto - perchè porta ad esplorare frontiere nascoste oppure ormai dimenticate dell'italo-spagnolismo musicale. Ah, siccome in Spagna sono avanti, sappiate che c'è anche la playlist del programma su Spotify. 



Per chi non avesse un'oretta a disposizione o volesse sapere a cosa va incontro prima di cliccare play, eccovi un resumen dei punti salienti.



- La strepitosa notizia per cui Torrebruno, italiano d.o.c, aprì nientemeno che il concerto dei Beatles a Las Ventas di Madrid. Mica cotica.

- Un videoclip itagnolissimo di Albano e Romina in abiti gitani che cantano "Prima Notte d'amore" nella cornice di un pueblo blanco che giurerei collocato in provincia di Cadiz. 



Renato Zero che canta in spagnolo con addosso una specie di maschera rossa con la Z di Zorro. La didascalia dice che "aveva ceduto al fascino del Glam Rock", ma dietro a quell'affare "somigliava più a Camilo Sesto che a David Bowie. "


- Modugno nelle vesti di intrattenitore bilingue, che sfoggia un "vogliamo cantare tutti assieme? Cantemos todos?" come se declamasse i miei stati italo-iberici su Facebook. 

- Il revival di grandi classici come Lucio Dalla ("responsabile - con Caruso - di aver dato vita a tutta una scuola di cantanti con la voce rotta"); Toto Cotugno ("riferimento di studio obbligato per capire meglio Sergio Dalma"); un'irriconoscibile Anna Oxa col caschetto bruno, la Sgianna Nannini, una scatenata Rita Pavone e la - sempre e ovunque lodatissima - "tigresa de Cremona" Mina. 




- Un giovanissimo Eros Ramazzotti con i jeans a vita spaventosamente alta ed un timbro quasi normale. "Non sappiamo perchè, ma da qui in poi la sua voce è diventata sempre più nasale", commenta la tv spagnola. 

- Lo spazio riservato a nomi più attuali come Marco Mengoni con la sua performance all'Eurofestival, un agitatissimo Jovanotti ai tempi di Gimme Five e Zucchero con Baila. 


- Milva con la r arrotatissima in una toccante interpretazione de "La cucaracha, la cucharacha, ya no puede caminar". 

- Le coreografie de Las hermanas Goggi. 



- ... E la migliore in assoluto: Sabrina con la giacca da torero (!!!).

- I duetti itagnoli. Tipo Gina Lollobrigida e Raphael in Besame Mucho; oppure Patty Pravo e Julio Iglesias in Bambola. VamVola, anzi, secondo lui. D'altronde lei gli dice "NON te acuerdas", non è che ci possiamo lamentare. 



- Morandi in una versione psichedelica di Bella Belinda che si dimena con un volante che galleggia in mezzo ad ingranaggi in cartongesso. Boh. 

- Le versioni spagnole di canzoni italiane, come Yo Canto a cura del cappellonissimo Riccardo (anzi, perdón, RICHARD) Cocciante; Yo Caminaré di Fausto Leali, Yo no te pido la Luna di Fiordaliso, Será Porqué te amo dei Ricchi e Poveri o (con l'accento) di Tozzi. C'é persino Gigliola Cinquetti che intona "La lluvia no moja nuestro amor cuando yo soy feliz" (e il cielo blu che fine ha fatto?) e di nuovo Patty Pravo - ormai é un'ossessione - che si rivolge a "tú que en Kengsinton Vives" nell'interpretazione iberica di Walk on The Wild Side. La menzione speciale va però al povero traduttore di Centro di Gravità Permanente di Battiato. Me lo immagino a piangere in un angolino maledicendo la sua intera discendenza mentre cerca di rendere in spagnolo "Gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming" 



- Gli spagnoli che hanno cantato in italiano, per lo più cimentandosi con le cover. Ana Belén, per esempio, con Agapi Mou e un album intitolato addirittura Made in Italy. O Victoria Abril con un click d'ironia (e il cuore che si EXALTA).


- La rivelazione per cui ti accorgi, dopo tanti anni, che la melodia alla base di Venezia degli Hombres G è esattamente LA STESSA di Centro di Gravità Permanente di Battiato.

Miguel Bosé e Sergio Dalma, i più italo-spagnoli di tutti. 

I Collage (ma voi ve li ricordate?) che, definiti la versione italiana de Los Pecos, pare siano stati uno dei gruppi nostrani di maggior successo in Spagna (nnamo bbene)









- Il montaggio con Se Fue di Laura Pausini, la didascalia che informa del fatto che "mancano venti secondi perchè Laura se ne vada", e subito dopo Nek che canta "Laura se fue". GLI SPAGNOLI SONO L'UNICO POPOLO CON IL MIO STESSO SENSE OF HUMOR.

- Il finale col botto a cura di Raffaellona Carrà, amatissima dagli iberici oltre che la più citata ed adulata nei tweet di commento alla trasmissione. 




A voler proprio fare un appunto, mancavano i LunaPop con Vespa Especial. Un programma così, però, io lo vorrei anche da noi. Ovviamente, con la musica spagnola. RAI, MI SENTI?! RAAAAAIIIIIII?!?!

sabato 25 luglio 2015

Expo2015: Il Padiglione Spagna visto da Instagram


Mi sono ricreduta sull'Expo grazie alle foto postate da amici e conoscenti sui Social Network. Le loro immagini mettevano a dura prova la mia iniziale diffidenza con scorci di architetture pregevoli, pietanze invitanti e decine di microcosmi che, uniti, andavano a formare un quadro di sintetica e perfetta internazionalità. E' stato grazie a #Selfie ed #Instagood, insomma, se andarci è diventato di recente un mio proposito tardivo per il 2015. Aspetto climi più temperati, è ovvio. Ma intanto, spinta dalla mia solita curiosità, sono andata a cercare su Instagram gli scatti pubblicati dagli utenti in visita al Padiglione Spagna. Ve ne propongo una selezione,  in una sorta di tour virtuale di uno degli angoli più italo-iberici che ci siano attualmente in giro. 


- Spain is...  color!
Lo scenario più instagrammato è anche stato definito come uno degli ambienti di maggior impatto del Padiglione: uno spazio le cui pareti sono interamente ricoperte da migliaia di piatti. Su di essi, paesaggi e cibi tipici iberici vengono proiettati in un gioco di luci che conferma una mia ferma convinzione: la Spagna è e deve essere comunque piena di colori. 


Una foto pubblicata da Sandra (@sandra9989) in data:



- Spain is...food!

Progettato dallo studio B720 Arquitectos di Fermín Vazquez, il Padiglione gioca sull'alternanza di spazi aperti e chiusi, riservando ben tre diverse aree alla degustazione alimentare: un ristorante, un "chiringuito" e un bar de tapas. Proprio quest'ultimo, circondato da alberi di arance, è stato definito uno dei più qualitativamente validi di tutto l'Expo. Certo, non è economico; Ma, a giudicare dalla quantità di foto che immortalano pintxos, sangría e piatti di paella, sembrano essere in tanti a pensare che il prezzo valga la pena. L'hashtag #caromabuono dice tutto già di per sè. 


Una foto pubblicata da Expo 2015 Milano (@expo_experience) in data:

Una foto pubblicata da Beppe Meliota (@beppemeliota) in data:



- Spain is... travel!

Il vero leitmotiv del Padiglione iberico sono le valige, emblema del "Viaje Del Sabor" proposto dalle installazioni audiovisive dell'artista catalano Antoni Miralda. E' proprio uno di questi bagagli, delle dimensioni di 5x4 metri, a dare il benvenuto ai visitatori all'ingresso. All'interno ve ne sono altri, su cui vengono proiettate proposte visive ciascuna dedicata ad un diverso alimento. Tra le più instagrammate, la valigia aperta da cui escono dei fogli con parole in varie lingue, tutte legate all'esperienza del cibo. 






- Spain is ...details!
Il lato creativo degli utenti di Instagram li spinge sempre a prestare particolare attenzione ai dettagli. Ecco allora che le fotocamere degli smartphone si lasciano affascinare dai pensieri lasciati dai visitatori (la frase "che l'uomo sappia far baciare il pane e le parole" è stupenda!) e, soprattutto, dalle bottiglie appese al soffitto che la mia vena consumista associa in modo preoccupante all'arredo di certi negozi Desigual. 

Una foto pubblicata da Shila Mirarchi (@sheym89) in data:


- Spain is ... video!
Su Instagram non potrebbero mancare i tradizionali video di 16 secondi per raccontare l'aspetto polisensoriale dei padiglioni di Expo. Tra quelli relativi alla Spagna, ho scelto qui di proporvi i due secondo me più significativi: un'esibizione di flamenco in occasione di una festività andalusa, e un video che documenta l'affascinante viaggio tra i fornelli di una cucina "virtuale". Allora? E' venuta voglia anche a voi di andare a farvi un giro? 


Un video pubblicato da Anna Marcone (@anna_marcone95) in data:

mercoledì 1 luglio 2015

Un Zombie A La Intemperie: il duetto italo-spagnolo tra Zucchero e Alejandro Sanz

Ammettiamolo: quando un musicista che non hai mai particolarmente ammirato tira fuori dal cilindro una bella canzone, un po' ti incazzi. Insomma, sembra quasi che lo faccia apposta per smentirti. Per farti sentire una cretina, una di quelle che della vita non ci ha mai capito granchè. 

Fino a poco tempo fa, se mi aveste detto che avrei ascoltato in loop un duetto tra Alejandro Sanz e Zucchero, con tutta probabilità sarei scoppiata a ridere. Invece, lo spagnolo ha fatto uscire "Un Zombie A La Intemperie". Io sono stata incuriosita dal titolo. Ho premuto play. Ed ho provato esattamente quella rabbia che ti agita le viscere quando ti tocca ammettere: "sbagliavo". 

Era finita lì, comunque. Giusto giusto qualche riproduzione in streaming quando non c'era di meglio da ascoltare. Poi, l'altro giorno, la Rivelazione. 

In una di quelle notizie italo-spagnole che proprio non puoi ignorare, sono venuta a sapere che Sanz stava cercando di ri-approdare sul mercato italiano. E che lo stava facendo con l'aiuto di - nientemeno-  Zucchero Fornaciari. Per lanciare anche da noi l'ultimo album Sirope, i due avevano realizzato una versione bilingue di quello stesso brano che già mi aveva sorprendentemente affascinata nell'originale. 

Non ci avrei scommesso un euro, a dire il vero. Le due voci mi sembravano così diverse, e Zucchero così lontano dal mood della composizione, che pregustavo già lo sdegno per l'ennesimo italo-spagnolismo malriuscito. Invece, pare che ultimamente non me ne vada dritta una. 

Già, perchè la veste bilingue avvolge la canzone di nuove suggestioni. La arricchisce in sfumature e dimensioni. E - in qualche modo - riesce a penetrarti l'anima. 

Lo dico sottovoce. Magari pure con le guance arrossate. Però ascoltatela. Ascoltatela sul serio, ché secondo me ne vale un bel po' la pena.




Per chi volesse approfondire, qui c'è pure un altrettanto itañolissima intervista ai due per La Stampa (PS: popolazione italica, quand'é che la smetterai di colonizzare Formentera?) 




domenica 21 giugno 2015

Saggi di danza e notiziole ispaniche



- Scusa, tu sei un angelo? 
- No, sono una principessa! 
- Ah, niente allora. Lei cercava un angelo. 

I saggi delle scuole di danza sono quel microcosmo in cui, estrapolati dal contesto, i dialoghi entrano a far parte del filone fantasy. Un ambiente strano, fatto di luci blu, aria gravida di sudore adolescenziale stantio, bivi esistenziali riassunti nel cartello fuori da una porta chiusa, quello che fotografi soltanto perchè ti annoi nell'attesa. "Palcoscenico o Toilette", ti invita a scegliere. Insomma, esibirsi o andare a cagare. 

Ai saggi delle scuole di danza i ragazzi a torso nudo sembrano sempre fuori luogo. Ultimi rappresentanti di una specie estinta. Talmente inaspettati da risultare imbarazzanti. Bizzarri, quanto meno. E poi ci sono i fan. Parenti, amici, conoscenti e sconosciuti che ti braccano in platea durante l'intervallo manco fossi una stella del cinema. Da dove sono usciti? Come ti hanno localizzata? Mica lo sapevi, che ci sarebbero stati. 




Ai saggi delle scuole di danza pensi sempre "che cariiiiiineee" quando vedi le bimbette in tutù. Dura per circa nove secondi e mezzo. Poi l'acuirsi dei decibel ammazza tenerezza, istinto materno, neuroni, salute e ultimi rimasugli di pazienza. Capisci, nell'ordine, che non potresti mai fare la maestra d'asilo. Neanche quella delle elementari. Che non potresti mai avere più di un figlio. Forse neanche uno. Che in fondo non c'è troppo da stupirsi delle madri assassine. 

E comunque riscatto fu. Non che ci volesse molto, del resto. Anche se qualcuno deve tirata, dal momento che ho fatto cinque minuti di coreografia con un crampo/stiramento al polpaccio sinistro i cui strascichi mi porto avanti ancora oggi. Ci tenevo a farglielo sapere, tuttavia, a tale stratega delle sfighe che non avrà la meglio sul mio sorriso. Anche ora che a forza di tossire ho un dolore lancinante alla costola destra e mi sento grossomodo come se fossi stata appena investita da un tram. Cioè, dico: ancora? La smettiamo? 

Ad ogni modo, non era per parlarvi delle mie brillanti (seeee-vabbbè) performance danzerecce che ho scritto questo post, quanto per condividere con voi alcune simpatiche notiziole ispano-centriche che hanno recentemente attirato la mia attenzione. A causa di necessità di studio (sì, studio: prima o poi vi racconto) non ho trovato il tempo di aggiornare il blog prima. Perciò le ho diligentemente ammassate nei preferiti con l'intento di riassumerle in una sorta di bignamino domenicale. Così, giusto perchè non vi perdiate proprio nulla. Sono o non sono un ammmore? 

TUTTI PARLANO DEI PIEDI DEL SINDACO DI JEREZ

Avevo sperato in un fotomontaggio. E invece. La foto che vedete qui sotto, scattata al sindaco di Jerez nel giorno della sua proclamazione, è diventata in Spagna uno dei fenomeni più virali degli ultimi tempi. E immagino non serva che vi spieghi perchè. La sua diffusione ha fatto fioccare meme, battute, controbattute, e persino qualche teoria complottistica secondo la quale la povera donna avrebbe sei dita dei piedi. La morale è una: mai comprare scarpe strette. MAI. 


IL REGNO DI FELIPE COMPIE UN ANNO. 

Tanti auguri a teee, tanti auguri a teee, tanti auguri monarchia, tanti auguri a te! 
Sembra ieri che commentavo l'incoronazione del nuovo Re di Spagna, e invece è già passato un anno. 

Per festeggiare,  però, niente torta: Felipe e consorte hanno consegnato le medaglie al merito civile anzichè dilapidare i fondi nazionali in una festa ufficiale. Il gesto non ha fatto che confermare il bilancio positivo attribuito dai media al loro operato. Il Sovrano sarebbe complessivamente riuscito, infatti, nel difficile tentativo di far riacquisire popolarità alla Corona. Non che i repubblicani siano spariti, eh? Anzi. Proprio nella ricorrenza dell'anniversario si sono fatti sentire infuocando Twitter con l'hashtag #FueraFelipeVI. La Casa Reale, nel frattempo, coglieva l'occasione per placare la fame dei paparazzi rendendo pubbliche alcune foto della vita quotidiana a corte che sono state puntualmente inserite in fotogallery ad hoc. 


... E ANCHE GLI OUTFIT DI LETIZIA

I festeggiamenti hanno riguardato anche la Regina Letizia che - sempre più calata nel ruolo di Kate Middleton iberica - si è in quest'anno consolidata come icona di stile. Il suo look, sobrio e quasi sempre Made In Spain, è stato celebrato in occasione della ricorrenza anche dai rotocalchi nostrani. Ecco, ad esempio, i suoi migliori look secondo Oggi. 



MADONNA CERCA BALLERINA DI FLAMENCO che l'accompagni durante il tour mondiale. C
ercava, anzi. Dovrebbe anche averla già trovata, ormai. Io mi sarei anche candidata, ma poi mi hanno detto che lei è un po' stronza, e allora... 


E' USCITO "VALE", IL CORTO DI ESTRELLA DAMM a cura di Amenabar. Ricordate? Ne avevo parlato qui. Come da previsioni è molto bello e gioca su due tratti tendenzialmente associati agli spagnoli: la poca dimestichezza con la lingua inglese e l'enorme frequenza con cui dicono "vale", cosa che immancabilmente sorprende e incuriosisce gli stranieri. 




Già che c'era, anche la Mahou ha fatto uscire un videoclip in cui la parte "cantante" dei protagonisti del suo spot - manco a dirlo - se la canta in allegria.


SPAIN.INFO FA I QUIZZETTI. Volevo tacerlo per avere meno concorrenza, ma tanto l'avreste scoperto comunque. Andando a questo link trovate una serie di video, che - pubblicati a cadenza regolare - vi sfidano a riconoscere alcune tra le più emblematiche città spagnole partendo da un dettaglio. Più veloci sarete a dare la risposta esatta, più stelline otterrete. Più stelline otterrete, più possibilità avrete di garantirvi il premio: nientemeno che un viaggio in Spagna per due persone. 


MEZZA SPAGNA É ANDATA A VEDERE I MAROON 5 e l'altra mezza li ha invidiati. In ogni caso, dell'atteso ritorno della band di Adam Levine a Madrid hanno parlato proprio tutti. Il lato inquietante è che, a giudicare dalle foto postate su Facebook, persone che io conosco ma non si conoscono tra loro erano pure sedute vicine. Sei gradi di separazione? Coincidenze? Destino? Trama per l'ennesimo libro che non scriverò? Chissà. 



MARIA SALVADOR E' DISCO DI PLATINO, conquistandosi anche il record di brano italiano con più streaming giornalieri su Spotify della storia. E lo so che (a parte, forse, le 7 parole del ritornello) non è proprio una notizia ispano-centrica, ma almeno forse la smetterete una volta per tutte di chiedermi "Il Cile, chiiii?". Non che "Il Cile - quello che canta con Ax" sia proprio il massimo della vita, ma è comunque un passo avanti, dai.