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lunedì 10 dicembre 2018

100x100 Italian Kitchen: Scavolini e lo chef Broglia celebrano la gastronomia italiana a Madrid

Italiani a Madrid, strabuzzate gli occhi: questo post è tutto per voi. 

Per la serie "riceviamo e, se itagnolo, pubblichiamo" vi segnalo un evento che vi farà venire l'acquolina in bocca.


Si terrà domani, Martedì 11 Dicembre, e celebra in un colpo solo l'eccellenza della gastronomia e del design italiano nel cuore della Capitale spagnola. 

Detto in altre parole: se magna. E pure bene. Gratis. In un posto figo. Insomma: se state a casa è perchè vi volete male. 

Sto parlando di "100x100 Italian Kitchen", un workshop/showcooking con lo chef stellato Cristian Broglia. Ad ospitarlo è lo store monomarca Scavolini nel barrio di Salamanca, che aspira a farsi portavoce dell'italianità. 

A partire dalle 19, Broglia si metterà ai fornelli per preparare un piatto tipico della nostra terra. I presenti - che, lo ribadisco, potranno accedere COMPLETAMENTE GRATIS - avranno modo non soltanto di seguirne la preparazione, ma anche di assaporarne il risultato.

Non prendiamoci in giro: chiunque viva all'estero sa che la nostalgia di noi italiani assume sempre (e a volte unicamente) i sapori e gli odori del cibo.

Ecco perchè, se anche voi siete tra quelli che si lamentano sempre per il caffé,  saltano affranti di ristorante in ristorante alla ricerca della pasta al dente e litigano con gli spagnoli nel tentativo di spiegare che, per l'amor del cielo, la panna nella carbonara non ci va... ecco, allora ho il sospetto che a questa cosa non dovreste mancare. 

Qui trovate l'evento ufficiale su Facebook.

E qui sotto l'invito con tutte le informazioni.

Ve lo ricordo ancora una volta: sarà domani, Martedì 11 Dicembre, alle ore 19, presso lo Scavolini Store del Barrio di Salamanca a Madrid (Calle Maldonado 30). 

Mandatemi un tupperware!




domenica 17 giugno 2018

Talking about [Tra le altre cose] Twitter - 2018 Edition

Non so se sia stata colpa del mio tweet o se, tanto per cambiare, ho rovinato la sorpresa. Però qualcuno ha detto "cruzamos" e la vita ha sempre in serbo uno sviluppo surreale.

Quindi eccomi qui, nel buio di un teatro chiuso al pubblico. Il maxischermo restituisce le immagini degli spogliatoi ed io mi scopro emozionata come una bambina. Una birra. Lo lo lo lo lo lo. Il silenzio che cala all'improvviso. 

Mi fanno uno strano effetto, i Mondiali. É come se riscoprissi in una maglia l'appartenenza a una Nazione in questo caso neanche mia. Di colpo avverto il bisogno assurdo di urlare nel tifo tutte le ragioni di un amore che va ben oltre me. Un "goaaaal" racchiude il tramonto alle 22.00. La tapa gratis quando ordini da bere. Le persone che attaccano bottone al semaforo. Ma anche gli amici. Il vermut. La Tranca. La giustezza di una scelta di cui non mi pentirò mai.

O magari non è neanche questo. Forse è solo che in circostanze come i mondiali ti rendi conto di come basti una passione condivisa ad appianare ogni diversità. 

Insomma, dai, guardiamoci attorno: Con me ci sono presentatori. Direttori marketing di compagnie importanti. Alte cariche di aziende di tecnologia. E ancora influencer. Cameraman. Community Manager di account che più o meno tutti seguiamo. Eppure hanno il mio stesso pass. Eppure, mentre si incazzano con Ronaldo, sono esattamente identici a me. 

Io che lancio il cibo per aria alla prima rete della Spagna e valuto mentalmente di tartassare quella della RAE. Potrei farle domande tipo "ma è più giusto scrivere Goal o Gol?", "Mi dici un sinonimo di Imbécil per De Gea?" "Nel caso di Isco sarebbe più corretto dire che è guapísimo o hermoso?". Potrebbe essere divertente. O mettere a repentaglio l'integrità del mio naso. Dipende da come la si veda.
Intanto ragazze belle da fare invidia si muovono tra i tavolini rotondi, silenziose ma certo non invisibili, strette come sono nei loro tubini. Portano altri stuzzichini, bicchierini di gazpacho e frutta, mentre rido di una battuta scema con i ragazzi al mio fianco. 



Ci siamo appena conosciuti, tutti e tre, in una di quelle occasioni in cui chiedi prima il nickname di Twitter del nome. Non è poi così strano, in fondo: i retweet che precedono la stretta di mano trovano spesso la loro ragion d'essere in un paio d'occhi timidi. E uno sguardo veloce al profilo diventa lo spunto di conversazione che cercavi. 

Mi torna in mente quella frase, una delle più sagge che abbia sentito quest'anno. L'ha pronunciata Marianna quando ci siamo finalmente incontrate. Diceva che "Capisci veramente il senso dei social network quando esci dal virtuale". E in questo teatro, tra  decine di persone che si abbracciano, ridono e soffrono per la stessa partita - persone che d'un tratto non sono più nickname, né aziende, né ruoli-  riscopro di nuovo la sua verità.

E' finito così il TATGranada, il più grande congresso di Twitter nel mondo. Chi, come me, c'era anche l'altr'anno è stato piuttosto unanime nel ritenere quest'edizione complessivamente un po' sottotono rispetto alla precedente. Ed è vero, perchè negarlo: ci sono stati meno gadget. Meno premi. Nessun dirigente in visita da San Francisco. Eppure, a livello umano, si è confermato l'evento digital che preferisco in assoluto. 

Se l'adoro è per quello che imparo. Per le persone che mi permette di conoscere. Ma soprattutto per quella sua impronta meravigliosamente informale che, nonostante i contenuti di alto livello, lo fa somigliare più ad un raduno di fan che ad un incontro tra professionisti.




Questa è stata l'edizione in cui sono arrivata assieme al nuovo ministro delle scienze, e per poco non m'investiva un'auto coi finestrini oscurati. E c'erano elicotteri. Giornalisti isterici che correvano da tutte le parti. E un Premio Nobel d'economia. É stata l'edizione in cui continuavo ad incontrare Manuel Bartual uscendo dal bagno; e giuro che per poco non ho avuto un attacco di fangirling quando l'ho menzionato in un tweet, l'ha letto, e si è girato a guardarmi (per la verità un po' male). 

L'edizione in cui ho dato un volto alla ragazza che gestisce l'account della polizia Nazionale (un giorno l'avevo menzionata per denunciare l'assassinio di un unicorno). Quella in cui m'hanno portata a pranzare in un posto decisamente più economico della solita caffetteria con le paste fredde da un kilo a porzione. L'edizione de: 

- "Dato che sei Italiana, posso farti una domanda?"
- "Basta che non sia sul mondiale... "
- "No, non sono mica una così brutta persona"
- "Ah, meno male. Ah Ah Ah"

Peccato che poi mi abbiano chiesto di Salvini. 

Il TATGranada 2018 si è concluso in diretta su Canal Sur, lasciandomi con qualche follower in più, ancora più gente di Twitter Spagna ad allietarmi la Timeline (sul serio, prima o poi mi assumerete?  Perchè la mia immersione nella cultura aziendale inizia a non essere normale) e i ricordi di una splendida esperienza sciolti nel batido al cioccolato di Puleva. 

In generale, le tematiche più ricorrenti sono state quelle delle fake news e dell'umanizzazione dei marchi, sia tramite strategie di marketing ad hoc che attraverso la nuova tendenza dei CEO di twittare come indemoniati dai profili personali (Ciaoo Jack ed Elon, penso che un po' tutti abbiamo pensato a voi). 

Come ormai dovreste aver capito, questo vuole essere un post più personale che professionale. Ma, se mai qualcuno volesse approfondire, non potevo non concluderlo riassumendo quelli che sono stati, a mio avviso, gli interventi più interessanti: 




1. Nathalie Piquot : 

La nuova direttrice di Twitter per Spagna e Portogallo ci ha ricordato le caratteristiche e i valori che rendono unica la piattaforma. Tra l'importanza di poter accedere a punti di vista diversi della stessa vicenda per poter dibattere ed evolvere (#SeeEverySide) c'è stato anche spazio per una frecciatina a Instagram: "Questa non è la piattaforma del 'guardami, guardami'", ha affermato la Piquot mimando il gesto del selfie; "Questa è la piattaforma del 'guarda questo, guarda cosa sta succedendo ora'. 




2. Manuel Bartual :

Personaggio dell'anno su Twitter,  il suo famosissimo "hilo" dell'estate scorsa ha viralizzato la "Twitteratura" portandolo ad essere paragonato nientemeno che a Orson Welles. A Granada, Bartual ha provato ad analizzare le ragioni di un successo che ha tenuto incollate alla Rete celebrities di ogni tipo, portato gruppi di giovani a incontrarsi appositamente per seguire insieme lo sviluppo delle vicende che raccontava sui social, e... addirittura insegnato a Iker Casillas come si fanno i  meme! Il periodo dell'anno (l'estate), la gestione dei tempi (il thread è durato in tutto una settimana), e il fatto di aver risposto letteralmente alla domanda "cosa sta succedendo?" di Twitter hanno decisamente avuto il loro peso sull'esplosione di un fenomeno che portato ora Manuel, tra le altre cose, a scrivere un libro. Il suo intervento ci ha anche offerto interessanti spunti di riflessione di natura sociologica come ad esempio il fatto che per le nuove generazioni fosse stata una novità assoluta il fatto di dover aspettare per sapere come va avanti una vicenda di finzione, abituati come sono a Netflix e ai contenuti on demand. 




3. Jesús Hernández

Professore all'ESIC, Hernández é stato protagonista della conferenza a più alta densità di nozioni  pratiche per chi si occupa di Marketing. Al centro del suo intervento c'è stata l'affermazione per cui il "funnel" tradizionale è ormai morto, sostituito dal "mobile engagement loop". In sintesi: oggi i contenuti si fruiscono via mobile, e in modo sempre più personalizzato. Una buona strategia non può quindi più prescindere dalla semplicità di fruizione,  dalla creazione di app dedicate - non bastano i website ottimizzati per la fruizione da smarphone - e dallo studio delle tendenze in fatto di contenuti. Creatività, pensiero critico e adattamento al cambio, assieme ad un approccio multicanale, sono le sole caratteristiche che ci permetteranno di affrontare l'evoluzione in corso. 





4.  Endesa

I social media manager di Endesa ci hanno svelato nei minimi dettagli le strategie alla base della loro efficace campagna digital per la Liga Endesa. La chiave: quando tutti tendiamo a pensare che per raggiungere il grande pubblico si debbano per forza organizzare eventi a Madrid o a Barcellona, Endesa ha puntato tutto sulle realtà locali. Una competizione tra paesini piccolissimi ha fatto sì che i cittadini si sentissero davvero coinvolti dall'iniziativa e la promuovessero di loro spontanea volontà, agendo da vero e proprio megafono per un marchio che a sua volta risultava più che mai umano. I numeri parlano chiaro: è stato un successo su tutta la linea. 




5. Marcos De Quinto 

Assistente personale del CEO di Coca Cola ed ex vicepresidente globale della compagnia, De Quinto ha iniziato il suo intervento con la domanda che tutti gli facevano essendo agli alti vertici di una multinazionale: "E nella tua azienda ti lasciano usare Twitter?". "E nella tua ti lasciano andare in bagno?", rispondeva allora. Per lui stare su Twitter è fondamentale per conoscere e capire cosa sta succedendo nel mondo, e ritiene che ogni dirigente dovrebbe farlo. Siamo ormai entrati, infatti, in quella che lui chiama "la terza ondata della trasparenza": in una prima fase, le aziende si limitavano a parlare dei loro prodotti. In seguito, hanno iniziato a parlare di sé stesse, dei loro valori. Oggi, però, non basta più: le persone vogliono saperne di più su chi le gestisce, su chi sono i loro amministratori delegati, quali sono i loro hobby, cosa amano, in cosa credono. 

Non è stato l'unico concetto interessante abbordato nell'ambito della conferenza. Il valore delle emozioni nel marketing è stato un altro punto fondamentale: "Se vendi il tuo prodotto dicendo che 'lava più bianco' - dice De Quinto - quando smetterà di 'lavare più bianco' o lo farà un altro per un minor prezzo, i tuoi clienti ti abbandoneranno. Se invece vendi un'emozione il legame durerà per sempre". Come si vende un'emozione? Con le storie, non con i dati. Tra l'altro apprezzerebbe anche Bartual, che ha ricordato che l'amore per le storie è ciò che ci distingue dagli altri esseri viventi.

Hashtag el año que viene, TATGranada! 


giovedì 19 aprile 2018

IT/ES INTERCHANGE: Gli artisti italiani

La parte malagueña di IT/ES Interchange si è appena conclusa, ma non è troppo tardi per conoscere i 5 artisti italiani che hanno esposto a La Casa Amarilla di calle Santos. Eccovi quindi un breve profilo di ciascuno di loro, assieme alle indicazioni per seguirne la traiettoria artistica online. 

Vi ricordo che a La Fortezza di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) l'esposizione continua invece fino al prossimo 30 Aprile con le opere di altrettanti artisti spagnoli. 

MADDALENA BARLETTA 


Foto: La Casa Amarilla



Diplomata all'Accademia di Belle Arti, vive e lavora a Bologna. Lo studio dell'affresco ha avuto un grande peso sulla sua ricerca artistica, dove la passione per la fotografia coesiste con le basi fortemente materiche, i colori slavati, i segni sotterranei e gli alfabeti dimenticati. La sua opera parte dalle epoche più remote per arrivare al presente, per una poetica della traccia che lega idealmente le grafie sontuose del passato ai tag dei writer metropolitani. A La Casa Amarilla ha proposto una vera e propria passeggiata visiva attraverso il tempo in cui frammenti di vecchi scritti interamente sfogliabili si uniscono a veloci scatti fotografici di pulsante contemporaneità: un affascinante gioco di sovrapposizioni in cui ieri e oggi coesistono in armonia, diversi eppure incredibilmente uguali. Potete seguirla su Facebook o sul suo sito web ufficiale. 


MYRIAM CAPPELLETTI 


Foto: La Casa Amarilla, Instagram Myriam Cappelletti


Nata in Umbria, da molti anni vive e lavora a Prato, in Toscana. Alle spalle ha una solida formazione conseguita diplomandosi in pittura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e in Grafica pubblicitaria all'Accademia Cappiello della stessa città. La sua è una tecnica estremamente personale e riconoscibile che, come per Maddalena Barletta, risente pesantemente dello studio dell'affresco. Intonaco, colle, pigmenti e stoffe nelle sue mani danno vita ad un mondo materico a volte informale e a volte simbolico ed emozionale, gravido di reliquie del suo stesso quotidiano. A Málaga ha proposto una ricerca incentrata su alcune forme riconoscibili come l'albero, l'abito o il pesce che la sua fantasia ha liberato del significato reale per reinterpretarle in senso giocoso. Tra sovrapposizioni di carte e cromatismi delicati, gli abiti si affollano cosí di pesci-radici e gli alberi diventano improbabili bretelle di indumenti a forma di cattedrale. Potete seguirla su Instagram , su Facebook o sul suo sito web. 

GIUSEPPE LATELLA 


Foto: La Casa Amarilla


Originario del Sud Italia, Giuseppe Latella è oggi il Presidente dell'Associazione Gradisc'Arte che, assieme ad altri quattro soci, ha dato vita alla Galleria d'Arte La Fortezza di Gradisca d'Isonzo. Medico di professione, si dichiara da sempre innamorato del bello. L'arte, per lui, non è che un altro tipo di terapia, diversa da quella degli ospedali ma ugualmente efficace sul piano spirituale. Mezzo di espressione essenziale e purissimo, è il veicolo di una felicità che si produce nell'atto stesso di dipingere e che si percepisce con identica intensità e semplicità quando si guardano le sue opere. A La Casa Amarilla ha presentato una serie di lavori astratti di cui segni, cromatismi e ricerca dell'equilibro compositivo perfetto sono i tratti essenziali, oltre che espressione del suo universo interiore. Potete seguirlo su Facebook. 


RENZO MARZONA



Foto: La Casa Amarilla


Nato in un piccolo paese di montagna in provincia di Udine, Renzo Marzona ha portato avanti sin da giovanissimo studi paralleli in campo musicale e artistico. A livello pittorico il suo percorso è iniziato con un approccio "en plen air" di matrice figurativo/impressionista per mutare nell'informale e giungere, infine, ad un'astrazione personale incentrata sull'uso di lettere e numeri. Negli ultimi lavori elementi di arte applicata, citazioni musicali e il richiamo costante alla sua terra diventano protagonisti essenziali in una rinnovata scommessa sul minimalismo e la tridimensionalità. A Málaga abbiamo avuto modo di apprezzarlo tramite incisioni in cui il torchio a secco e la carta fungono da base per l'inserimento di collage di antichi reperti arricchiti da ulteriori interventi pittorici. Potete seguirlo su Facebook. 

 LUCA "SKAWALKER" PEDRELLI


Foto: La Casa Amarilla



Dalla sua Parma, Luca "Skawalker" dá vita ad un mondo artistico solo apparentemente ingenuo. Dietro ai colori accesi, al sorriso strappato da una citazione sagace, all’apparente semplicità dell’opera si nascondono sempre un segno potente, una tecnica consolidata, una struttura cromatica e compositiva in cui niente è lasciato al caso. Un po’ street-artist, un po’ fumettista e un po’ dj, Pedrelli è espressione di una cultura urbana che sembra grezza ma è in realtà raffinatissima, dove malinconia ed irriverenza convivono in armonico equilibrio. I lavori che ha presentato a Málaga si inquadrano perfettamente in questo contesto: sembrano partoriti dallo sguardo di un bambino, ma basta osservarli con maggiore attenzione per capire che rappresentano un universo solo all'apparenza deformato, che ci coinvolge tutti con i suoi demoni e le sue allusioni. Potete seguirlo su Facebook. 

Quali, tra i loro lavori, avete preferito?


domenica 15 aprile 2018

Festival del Cinema di Málaga: Gli eventi da non perdere (secondo me)

Il tappeto rosso steso per le vie del centro incarna l'essenza stessa del Festival di Málaga. La vera star sei tu. Anzi: la città, coinvolta in una festa senza sosta e senza eccessi a cui ti senti costantemente invitato a partecipare. Málaga sboccia, mentre festeggia il cinema in lingua spagnola. Niente climi d'inferno o botellones da Feria. Niente troni giganteschi a ostacolare il via vai quotidiano. Solo la gioia. Il cielo azzurro. La cultura. Tutto quello che potrei desiderare.





I sorrisi dei passanti, un anno in più, danno il benvenuto alla bella stagione. Si è fatta attendere, quest'anno. Eppure eccola qua. Tra le ragazzine appostate acca ventiquattro fuori dall'AC Málaga Palacio e le signore che commentano gli outfit del red carpet. Perchè il vero evento non sono le tavole rotonde, le premiazioni o le proiezioni a pagamento nelle sale prestigiose. Macché. L'anima della kermesse sta, piuttosto, nel palco allestito in Plaza Merced. Nelle foto in bianco e nero che incorniciano calle Larios per la delizia dei turisti inglesi. In quest'amore inenarrabile, profondo ed intensissimo che mi spinge a urlare "ME ENCANTA, ME ENCANTA, ME ENCANTA" mentre passeggio con aria ebete in quello che per me é il posto migliore di tutto il Pianeta. In questo periodo più che mai. 



Anche se alcuni degli eventi clue di questa ventunesima edizione sono ormai belli che andati (due su tutti: il Galà di apertura con la prima performance live del nuovo singolo dei Dorian e la masterclass del super-ospite Guillermo del Toro), il calendario è fitto e ancora tutto da godere. 

Mi sono messa a spulciarlo con l'idea di organizzarmi l'agenda, estrapolandone gli eventi a cui non voglio mancare. Non sono necessariamente i più interessanti o imperdibili in senso generale, ma di sicuro lo sono per me. Ho voluto quindi riportarli in questo post nella speranza che la mia selezione possa tornare utile anche a qualcun altro. In fondo se leggete questo blog è altamente probabile che condividiate i miei gusti. E non sapete quanto vi capisca se siete troppo pigri o impegnati per consultare il programma completo. 


FESTIVAL DEL CINEMA DI MÁLAGA: GLI EVENTI DA NON PERDERE (Secondo me)



- Hacerse Mayor y Otros Problemas - Mercoledì 18 Aprile h.16.45, Cine Albéniz, Sala 2 


Premiere speciale per il Festival con proiezione unica ad un orario infelice, questa commedia di Clara Martínez Lázaro ha una trama che sembra fatta su misura per me. Il film narra la storia di Emma, una donna di 35 anni che scrive racconti per bambini e ha la sensazione che la sua vita sia un completo fallimento. Come molte della mia generazione, si trova infatti in quella fase dell'esistenza in cui sei single e con un lavoro precario mentre la tua migliore amica ti informa di essere rimasta incinta. I know that feeling, girl. 


- El Mundo Es Suyo - Mercoledì 18 Aprile, h. 20.00, Teatro Cervantes (Premiere) ; Giovedì 19 Aprile, h.21.30, Cine Albéniz, sala 1, h.23.45, Sala Albéniz, Sala 2. 


Questo me l'ha consigliato Nancy Aiello di Volevo Aprire un Blog, aggiungendo che devo prepararmi guardando "El Mundo es Nuestro". Ho intenzione di obbedire. Il film, che rientra tra quelli in concorso, fa da seguito a quel lavoro con cui Alberto López e Alfonso Sánchez - meglio noti come El Culebra ed El Cabeza- sono passati dagli sketch di Youtube alle ambizioni da Grande Schermo. La trama, manco a dirlo, è andalusissima: Rafi si presenta a casa dell'amico Fali dopo che la moglie l'ha cacciato di casa. Si è messo in un grosso casino, e Fali vorrebbe aiutarlo a risolverlo, solo che il giorno dopo ci sarà la Prima Comunione del figlio e suo suocero gli ha chiesto di portare il vestito fino al luogo in cui si terrà l'evento. Facile a dirsi... ! Le risate sembrano assicurate. 


- Casi 40 - Venerdì 20 Aprile, h. 20.00, Teatro Cervantes (Premiere); Sabato 21 Aprile, h. 19.00, Cine Albéniz, Sala 3, h. 16.45 Cine Albéniz, Sala 2. 




Sempre per la serie "film da ultra-trentenni", anche questo lungometraggio in concorso mi ispira non poco. Intanto perchè lo dirige David Trueba, il che dovrebbe essere di per sé una garanzia. E poi per la trama, che parla di musica e re-incontri. Un piccolo tour di concerti riunisce, infatti, due vecchi amici: lei, cantante di successo ormai ritiratasi dalle scene; E lui, che sopravvive come commerciante di prodotti cosmetici e aspira a rilanciare la carriera musicale di quella che fu la sua grande cotta adolescenziale. 


- Camarón: Flamenco y Revolución- Venerdì 20 Aprile, h.21.30, Cine Albéniz, Sala 1 



Il lato flamenco del festival del Cinema. Questo nuovo documentario analizza la figura rivoluzionaria e innovatrice di Camarón raccontandone la storia a 25 anni dalla sua morte. Imperdibile per chiunque ami e studi l'arte andalusa per eccellenza. 


... E IN PIÚ: 

Per chi ha la fortuna di poterci andare, segnalo una masterclass gratuita e secondo me interessantissima che avrà luogo Venerdì 20 alle 11 nella sala Rectorado dell'Università di Málaga: Isabel Peña e Rodrigo Soroyen illustreranno infatti l'intero processo creativo che porta alla stesura di una sceneggiatura, dalla prima bozza all'ultima riscrittura in sala montaggio. Se volete assistere non dovete fare altro che inviare una mail a info@festivaldemalaga.com scrivendo come oggetto "Masterclass Rodrigo Sorogoyen + Isabel Peña" ed indicando nel corpo della mail il vostro nome e cognome. 

Siccome non solo di cinema si vive, sappiate inoltre che per tutta la durata del festival (Fino, cioé, a Domenica 22) in Plaza Marina troverete degli stand gastronomici di cucina tipica spagnola e latino-americana. Non solo, ma i seguenti stabilimenti aderiscono all'iniziativa "Ruta de platos de cine" con menú, bevande e piatti speciali in occasione della manifestazione: Soca (calle Carretería, 54) , El Pimpi (Granada, 62), La Sole (Zegrí, 4) , Yubá (San Juan, 11) , Batik (Alcazabilla, 12) , La Fábrica (Trinidad Grund, 29) 


LAST BUT NOT LEAST: 

Io non sono una grande fan di Alejandro Sanz, ma forse potrebbe interessarvi sapere che proprio al festival di Málaga uno dei cantanti più internazionalmente affermati di Spagna presenterà in anteprima assoluta il docu-film sulla sua carriera (Sanz: lo que fui es lo que soy)! La premiere avrà luogo Giovedì 19 alle 22.30 al Teatro Cervantes. Sarà poi ritrasmessa Venerdì 20 alle 19.15 al Cine Albéniz (Sala 2). 





martedì 10 aprile 2018

Quello che non avete visto dell'Inagurazione di IT/ES Interchange


Se siete vagamente social, del doppio vernissage di IT/ES Interchange avrete ormai visto quasi tutto. Il tour in diretta dell'esposizione malagueña. La performance musicale di Angelo Giordano che - con tanto di improvvisazione annessa - ha accompagnato in ritmiche flamenche l'allestimento di Gradisca d'Isonzo. Avrete applaudito a distanza, mi auguro. Proprio come ho fatto io. 






Vernissage di IT/ES Interchange a La Fortezza (Gradisca d'Isonzo, Italia)


Pareti bianche. Pannelli neri. Lo ying e lo yang della creatività internazionale che si fonde nella grafica del manifesto. Quello che sulla porta, mentre la gente piano inizia ad affluire, rende finalmente concreta un'idea. Quindi è vero. "Lo hemos conseguido". Una birretta Victoria presa dal secchio giallo come acceleratore d'euforia. 

Se siete vagamente social, forse sarete stati abbastanza sul pezzo da seguire persino il discorso di presentazione che a La Casa Amarilla mi ha coinvolta nel ruolo semi-inedito di traduttrice istantanea. Io non ho fatto in tempo, ma considerato l'odio nei confronti della mia voce registrata probabilmente é stato meglio cosí.
Vernissage di IT/ES Interchange a La Casa Amarilla (Málaga)

Quello che vi siete persi, in ogni caso, è stato l'odore degli espetos che mi ha avvolta fuori dal merendero Casa José. "Ecco, questo è il profumo di Málaga". Tornare a piedi in centro. Le foto di gruppo. E sentire il cervello che alza bandiera bianca all'ennesimo discorso in una lingua a metà. Vi siete persi i gruppi di Whatsapp. Myriam Cappelletti che mi telefona per dire che dopo tre minuti è già innamorata di Málaga. Localizzare casa mia dalla terrazza dell'AC. Teresa che urla "Ilariaaa" mentre sono in diretta su Facebook. La felicità piccolo/enorme nel sostegno delle amiche. I piani B.

Vi siete persi le conversazioni con Martín De Arriba sui trasporti per il Sud Italia. La mutua ammirazione tra artisti affini tra cui avevi già intravisto un qualche tipo di insondabile connessione. E poi il "look alla Bjork" di Chiara. Il mega-Selfie senza palo. La cena al Kiepfer & Lover. Il mio assillo per gli ultimi dettagli, capire chi ha postato cosa, "oddio ma chi era il community manager di quella pagina lì?", l'ansia da connessione con La Fortezza sull'AVE diretto a Madrid.

Insomma, quasi tutto. O forse quasi
 niente. 

Ma, se è vero che i momenti davvero memorabili sono sempre quelli che poi non condividi, un po' del backstage in formato fotografico ve lo voglio comunque lasciare. 

Grazie a chi c'era e a chi ci sarà.

Presto su questi schermi arriveranno altre informazioni. 









IT/ES Interchange: 



La Casa Amarilla

C/Santos 7, Málaga (Spagna)

5-17 Aprile 2018

>> Espongono: Maddalena Barletta (Bologna), Myriam Cappelletti (Prato), Giuseppe Latella (Gradisca d'Isonzo, GO), Renzo Marzona (Tolmezzo, UD), Luca "Skawalker" Pedrelli (Parma). 

>> Orari: da Lunedì a Venerdì dalle 10.30 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 20.30, Sabato dalle 10.30 alle 14.00 / INGRESSO LIBERO




La Fortezza
Via Ciotti 25, Gradisca d'Isonzo (Gorizia, Italia)
7-30 Aprile 2018
>> Espongono: Martín De Arriba (Algeciras), Pablo Caro Revidiego (Málaga), Paula Gallardo Sánchez (Granada), Virginia Rota (Málaga), David Villalba (Málaga)


>> Orari: da Mercoledì a Venerdì dalle 17,30 alle 19,30, Sabato dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 19,30, Domenica dalle 10,30 alle 12,30. /Ingresso Libero

domenica 23 aprile 2017

La to-do list per il rientro a Malaga



Il tempo, forse, non lo puoi fermare. Però lo puoi riavvolgere. Comprimere. Dividere in due vite parallele. E sono matrioske, persone diverse, Sliding doors di futuri passati. Sono, in definitiva, quotidianità di cui non resta che un'eco distorta nelle giornate in cui il freddo si fa un po' malinconia. Che cosa, e con che diritto, posso adesso chiamare casa?

Di Málaga, quando torno in Italia, non restano che i messaggi su di un gruppo Whatsapp. La porto con me nei volti di qualche sogno confuso. Poi, però, l'Hola incompiuto di quando entro nei negozi si trasforma in "Buongiorno" prima di quanto vorrei. Nessuna traccia di quella primavera violenta, ormonale, esplosa di colpo nei ragazzi bellissimi che mi pareva di vedere ovunque, nella mia voglia di minigonne e tacchi, di farmi guardare, nella socialità sorridente che sa tanto di amore per la vita, e che (lo ammetto) mi spaventava un po'. Sfuma, inverno ancora, come il colorito sulle guance che ho preso senza accorgermene mentre passeggiavo sul lungomare. "Ti sento più spenta", ha detto una voce al telefono, un giorno che pioveva. Eppure quante volte, nell'insonnia di Sud Ovest, nei conti da far quadrare, nella casa da pulire, nella necessità di uscire anche con l'influenza perchè hai finito l'acqua, ho rimpianto un briciolo di questa tranquillità. 

Forse vivere all'estero è non sapere dove vuoi stare davvero. Volere sempre un pezzo di quello che non hai. Cercare invano la colla che unisce il meglio per costruire una persona che, alla resa dei conti, non potrai essere mai. Perchè ogni parte di quella persona è legata a coordinate geografiche precise. E allora metti i contro su una bilancia. Guardi scendere i piatti. E capisci che comunque - al di là della dannata quota fissa per il lavoro autónomo - hai fatto la scelta migliore. 

Nord Est. Ruggito inconfondibile di Bora. Sembra impossibile, di colpo, che quella routine di palme e pappagalli sia mai davvero appartenuta a me. E allora ecco che di nuovo stare qui ha assunto il senso di una pausa. Della parentesi doverosa e necessaria in cui dormire e fare bilanci per poter ripartire con le giuste energie. A pochi giorni dal rientro in Spagna, ho finalmente trovato il tempo per tirare le somme. Ed è per questo che mi è parso doveroso stilare una lista delle cose da fare per dare inizio al Capitolo III di questa nuova, strana, vita scandita dai decolli aerei.

Cercasi volontari per accompagnarmi, supportarmi o agevolarmi in uno qualunque dei punti a seguire. 

LA TO-DO LIST PER IL RIENTRO A MALAGA

1. Cercare casa




Il mio contratto scade a fine Maggio. Idealista e EnAlquiler sono di nuovo i miei siti preferiti. Bentornata nell'incubo del "già affittato", delle garanzie impossibili, dei bugigattoli senza vista all'esterno, dei "riscrivimi", degli sguardi costernati degli agenti immobiliari. Che "Uyyy, complicado!". Che le coppie hanno la priorità. Che dimostro meno anni di quelli che ho e con loro anche meno credibilità. Che Dio mi aiuti. E mi riempia di scatoloni.

2. "Griegos, Romanos y Flamencos"



Prendi il teatro romano di Málaga. Una tragedia greca. Le ragazze del corso avanzato della mia stessa scuola di flamenco. Shakera e aggiungi la dose di sana ansia della maestra che ha montato le coreografie. Il 27 Aprile tutto questo darà vita ad un evento unico che, in un mix insolito e affascinante, racchiude fasi diverse del passato. Costa solo 6 euro, e non vedo l'ora di potermelo godere.

3. Andare al concerto di Leiva 




La vita, prima o poi, ti restituisce quello che ti ha tolto. Tempo fa, pur avendo comprato il biglietto, non ero riuscita ad andare al concerto di Leiva causa forfait di accompagnatori. Ora lui torna a Málaga, in un concerto esclusivo per i clienti Vodafone che si terrà il prossimo 11 Maggio. Richiedere l'invito gratis per due persone e far felice un'amica in una mattina pesante non ha avuto prezzo. Per tutto il resto c'è Mastercard. 


4. La finale dell'Eurovision Song Contest



Ok, questa potrei vederla ovunque, ma sono gasatissima ai limiti dell'imbarazzante all'idea di farlo in Spagna. Cercasi gruppo di ascolto con buona connessione per twittare a tutto spiano. VAI GABBANI SEI TUTTI NOI! 


5. Andare al mercatino di Huelin 


Foto: Cafeteando con Loli



Mi hanno detto che alcune bancarelle vendono abiti ed accessori flamenchi a prezzi scontatissimi: capirete che è come dire ad un drogato che distribuiscono dosi gratis. Uno di questi Mercoledì un salto lo faccio. 

6. Salire sulla ruota panoramica




No, sul serio. DEVO. 

7. Andare al Jardín Botánico de la Concepción




É considerato una delle maggiori attrazioni turistiche di Málaga eppure, in tutta la mia vita, io non ci ho ancora mai messo piede. Urge rimediare. 

8. Viaggiare...vicino! 


Comares

Le case bianche di Comares e il "villaggio dei puffi" di Júzcar sono solo alcuni dei paesini nei dintorni che mi piacerebbe visitare a breve. 


9. Viaggiare... un po' piú lontano!


Setenil de las Bodegas



Ho una voglia matta di tornare nella zona di Cádiz per rivedere una delle città più affascinanti d'Andalusia privata del delirio, del frastuono e della puzza del suo botellonesco carnevale. Ho voglia di farmi spettinare dal vento sulle spiagge bianchissime di Tarifa. Ho voglia di scoprire dal vivo le meraviglia di Zahara de Los Atunes. Ho voglia di farmi conquistare dai paesaggi surreali di Setenil de las Bodegas. Se c'è l'occasione, ho voglia di fare un salto anche al festival de los patios di Cordoba, in cui i giardini privati aprono in tutto il loro andaluso splendore. Si terrà dal 2 al 14 Maggio prossimi. Chissà, magari un weekend...!

9. Seguire le tracce del flamenco nel centro storico della città



Quest'anno, a Málaga, c'è la biennale del flamenco. Il che vuol dire che per tutto il 2017 gli eventi dedicati a quest'arte in città si sprecano. Tra le mille opzioni di un calendario fittissimo, ne ho per ora selezionate almeno due per l'immediato futuro. La prima è un percorso nei dintorni di Plaza de la Merced in cui una guida addentrerà un massimo di 25 persone nei luoghi di Picasso che hanno rivestito anche un ruolo importante per la storia del flamenco nel Capoluogo della Costa del Sol. Il tutto confluirà in uno spettacolo con consumazione inclusa. Costo totale: 30 euro. Non poco, ma secondo me potrebbe valerne la pena. 

10. Torera! 



Il 16 e 17 Giugno la compañía flamenca di Ursula Moreno presenta in anteprima al Teatro Cervantes il nuovo spettacolo "Torera". Lo descrivono così:

"Sangue e sabbia. Eros e Thanatos. Bellezza e pianto. Ragione e brutalità. Torera ci parla della convivenza non armonica con la nostra duplice natura. Il conflitto del personaggio messo di fronte alla sua maschera". 

Da antitaurina convinta sembra quasi una contraddizione, eppure è proprio questo il secondo evento della biennale che, al momento, mi attira di più. 

Ne avete altri da suggerirmi? Commentate e m'infittisco l'agenda! 

martedì 3 gennaio 2017

Gli eventi da non perdere in Spagna nel 2017 (secondo me)

Questo post nasce come personale promemoria degli eventi che non vorrei (anche se in certi casi, verosimilmente, mi toccherà) perdermi in Spagna nel 2017. Non sono tutti, e di certo non ho la pretesa che siano i più rilevanti in assoluto: lo sono, però, a vario titolo per me. Se ho deciso di pubblicarne l'elenco è perchè ho pensato che lì fuori, da qualche parte, dovrà pur esserci qualcuno che condivide i miei stessi interessi. E chissà che in questi primi giorni di propositi, progetti e frenetiche imbastiture organizzative annuali alcuni di essi non siano abbastanza forti da servire addirittura da pretesto a un viaggio in terra iberica. 

Tenete l'agenda sottomano, e preparatevi a prendere appunti! Mi darete ragione sul fatto che il 2017, in ogni caso, pinta bien. 


WeLoveFlamenco  (Siviglia, 12 - 16 Gennaio)







Giunta ormai alla sua quinta edizione, We Love Flamenco è la prima passerella di moda flamenca dell'anno. Gli addetti ai lavori vi guardano con interesse di anno in anno crescente in quanto tradizionalmente anticipa le tendenze di settore che verranno rivelate al ben più prestigioso SIMOF. I biglietti sono già in vendita a un prezzo di 10 euro a sfilata. 


SIMOF (Siviglia, 2-5 Febbraio)



Mettete assieme le Fashion Week di New York, Londra, Parigi e Milano e avrete un quadro approssimativo di cosa il SIMOF rappresenti per la moda flamenca. Punto di riferimento imprescindibile per ballerini, stilisti e blogger di tutto il mondo, qui ogni anno si danno appuntamento le firme più importanti del settore per dettare legge in merito a cosa vada o non vada indossato sui palchi dei teatri, nei tablao e - soprattutto - alla Feria de Abril. Su questo blog ne ho parlato spesso: per questo sarebbe (o sarà?) bellissimo, per una volta, potervene fare una cronaca live. Visitare gli stand degli espositori al FIBES costa 5 euro; assistere alle sfilate 10. 



Mobile World Congress (Barcellona, 27 Febbraio - 2 Marzo) 




L'altr'anno c'era Zuckerberg. Quello ancora prima, se non sbaglio, Tim Cook. Insomma: al Mobile World Congress di Barcellona la creme della creme della tecnologia c'è sempre, e basta dare un'occhiata all'elenco degli speakers per capire che quest'anno non farà eccezione. Tra i nomi di maggior richiamo spiccano quelli del CEO e Co-Founder di Netflix, dell'head of global strategies di AirBnB, di svariate alte cariche a Google o della head of creative agencies di (cuoricini) Twitter UK. Andarci sarebbe decisamente molto, molto figo, se non fosse che i prezzi dei pass vanno dai 799 ai 4999 euro. Hashtag pazzi. 
Però ci si può sempre appostare fuori dalla porta per cercare di stalkerare qualcuno. 

David Otero in concerto (Málaga, TBD)




Il 2017 ci porterà (gioiamo!) un nuovo album di David Otero, precedentemente noto come El Pescao e prima ancora come "chitarrista de El Canto del Loco". Le tappe del tour che seguirà sono state scelte dai fan tramite la piattaforma "Shows On Demand" e tra queste - in minima parte anche per merito mio - c'è Málaga. Data e location non sono ancora state rese note ma verranno aggiunte presto a quelle già ufficializzate qui. Manco a dirlo, premerò refresh in climax di impazienza pur di essere certa di non farmelo scappare. 


Festival de Málaga - Cine Español (Málaga, 17-26 Marzo) 


Ho sempre detto, e lo ripeterò fino alla morte, che il miglior periodo per visitare Málaga è durante il festival del cinema. Il clima è stupendo ma non ancora infernale, i prezzi di voli e hotel non vengono gonfiati come durante la Semana Santa o la Feria e la città viene coinvolta da decine di eventi che la rendono - se possibile - ancora più bella di quanto normalmente sia. Se non vi interessa assistere alle proiezioni dei film in concorso o appostarvi fuori dagli hotel a quattro stelle sperando in un selfie con qualche VIP, sarete comunque felici di godervi l'atmosfera festiva di calle Larios o una qualsiasi delle tante manifestazioni collaterali che, dalla gastronomia ai concerti passando per le mostre d'arte, vi aspettano per impedirvi ogni sorta di noia. Il programma completo sarà  prossimamente disponibile qui. 



Feria de Abril (Siviglia, 30 Aprile - 7 Maggio) 



Ma serve davvero una descrizione? La Feria de Abril è l'appuntamento per eccellenza per chiunque ami il flamenco. Balli, colori, festa e abiti meravigliosi vi aspettano in quella che, in estrema sintesi, si potrebbe definire come una cartolina dell'Andalusia trasformata in realtà. Ammetto con lo sguardo basso di non esserci mai stata. Chissà che non sia questa la volta buona. 

Dani Martín in concerto (Málaga, 28 Maggio)




Ammettiamolo: con una media che oscilla tra i 50 e i 60 euro in platea, i prezzi del nuovo tour spagnolo di Dani Martín stanno rasentando la follia. Con tutto quello che ha significato nella mia vita, però, capirete che non potevo perdermelo. Non in quella che adesso è la mia città. Non in una cornice da pelle d'oca come il Teatro Cervantes. Sono più di due anni, ormai, che non lo vedo dal vivo. Ho il posto in terza fila. Devo comprarmi un mascara waterproof. (Il concerto è sold out, ma se siete interessati tenete d'occhio l'evento ufficiale su Facebook: magari qualcuno che rivende il suo biglietto, da qui a Maggio, salta fuori). 


The Killers in Concerto (BBK Live Festival Bilbao, 6-8 Luglio)





La band di Brandon Flowers darà un unico concerto in Spagna, quest'anno, e sarà nella cornice del festival BBK a Bilbao. Non mancherei, se non fosse che il 3 Luglio i loro concittadini Imagine Dragons suonano all'Arena di Verona: i soldi, ahimè, non crescono sugli alberi e le priorità sono priorità. Anche perchè dai, a voi non vengono già i brividi solo all'idea di sentire Radioactive nella cornice dell'Arena?! Se non volete privarvi di niente, in ogni caso, potete comprare i biglietti a questo link. E, se ancora non vi bastasse, sappiate che poco dopo, al FIB (dal 13 al 16 Luglio a Benicassim), suonano nientemeno che i Red Hot Chili Peppers! 



Talking About Twitter (Granada, TBD)






Abbreviato in TAT, il Talking About Twitter si presenta come il più grande evento interamente dedicato a Twitter nel mondo, e non a caso si celebra ormai da quattro anni a due passi dalla cittadina di Jun, in cui tutto funziona attraverso il social network dei 140 caratteri. Per di lì sono passati l'ex CEO dell'azienda Dick Costolo, il ricercatore del MIT e Chief Media Scientist di Twitter Deb Roy, il programmatore Diego Buendía, responsabile del progetto che ha trasformato il Don Chisciotte in 17.000 tweets, ma anche sportivi di alto livello, twitstar spagnole o personaggi dello spettacolo come il dj Carlos Jean. Non sono ancora state rese note le date della nuova edizione, che in genere ha luogo a Giugno. In ogni caso, mi sa che io mi accampo lì.


Feria de Málaga (Málaga, 12-19 Agosto)




La grande festa della città. E sarà pure, a volte, un'ode agli eccessi; potrà pur trasformarsi in un macro- botellón a cielo aperto ma l'atmosfera che si respira a Málaga durante la feria non si può descrivere: va decisamente vissuta, almeno una volta nella vita, facendo la spola tra il centro di giorno e le casetas del Real la sera. Se per caso passate, vi aspetto per un Cartojal.