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lunedì 10 dicembre 2018

100x100 Italian Kitchen: Scavolini e lo chef Broglia celebrano la gastronomia italiana a Madrid

Italiani a Madrid, strabuzzate gli occhi: questo post è tutto per voi. 

Per la serie "riceviamo e, se itagnolo, pubblichiamo" vi segnalo un evento che vi farà venire l'acquolina in bocca.


Si terrà domani, Martedì 11 Dicembre, e celebra in un colpo solo l'eccellenza della gastronomia e del design italiano nel cuore della Capitale spagnola. 

Detto in altre parole: se magna. E pure bene. Gratis. In un posto figo. Insomma: se state a casa è perchè vi volete male. 

Sto parlando di "100x100 Italian Kitchen", un workshop/showcooking con lo chef stellato Cristian Broglia. Ad ospitarlo è lo store monomarca Scavolini nel barrio di Salamanca, che aspira a farsi portavoce dell'italianità. 

A partire dalle 19, Broglia si metterà ai fornelli per preparare un piatto tipico della nostra terra. I presenti - che, lo ribadisco, potranno accedere COMPLETAMENTE GRATIS - avranno modo non soltanto di seguirne la preparazione, ma anche di assaporarne il risultato.

Non prendiamoci in giro: chiunque viva all'estero sa che la nostalgia di noi italiani assume sempre (e a volte unicamente) i sapori e gli odori del cibo.

Ecco perchè, se anche voi siete tra quelli che si lamentano sempre per il caffé,  saltano affranti di ristorante in ristorante alla ricerca della pasta al dente e litigano con gli spagnoli nel tentativo di spiegare che, per l'amor del cielo, la panna nella carbonara non ci va... ecco, allora ho il sospetto che a questa cosa non dovreste mancare. 

Qui trovate l'evento ufficiale su Facebook.

E qui sotto l'invito con tutte le informazioni.

Ve lo ricordo ancora una volta: sarà domani, Martedì 11 Dicembre, alle ore 19, presso lo Scavolini Store del Barrio di Salamanca a Madrid (Calle Maldonado 30). 

Mandatemi un tupperware!




lunedì 13 luglio 2015

Tutte le versioni del Gazpacho! (O, per lo meno, quelle più amate)

Gli spagnoli, in estate, si fanno amare un po' di più. La ragione si chiama Gazpacho, ha la consistenza rossa della passione, ed è grossomodo la sola pietanza che io consideri appetitosa quando il termometro supera i trentacinque gradi. Certo, rischia di trasformarti l'alito in un'arma letale. Ma sei single, hai un fidanzato col raffreddore, e/o non rispondi al nome di battesimo di Dracula, è un lato negativo su cui é facile soprassedere. Specie se consideri quelli positivi. Tipo che si prepara in pochi minuti. Rinfresca. Disseta. E - ciliegina sulla torta - lascia persino ampi margini alla creatività. 

Il contenitore, per esempio. Ché il Gazpacho puoi servirlo in un piatto fondo, come una qualunque zuppa fredda. Renderlo un po' più ispanico con le ciotole in terracotta. Presentarlo in piccoli bicchieri come sfizioso aperitivo ad una festa tra amici.




E poi le guarnizioni. Nessuna. Dei crostini di pane croccante. Verdure crude tagliate a listarelle o dadini. C'è solo l'imbarazzo della scelta, che può essere dettata dall'estro del momento o semplicemente dall'umore. 

La ricetta che uso io, fedele a quella tradizionale, la trovate qui. L'avevo condivisa ormai parecchio tempo addietro assieme a considerazioni di dubbia lucidità - ma innegabile verità- su Pau Dones e Kekko (con tre k) dei Modá. Non è l'unica, però. Perchè, come tutti i piatti di successo, anche il miracoloso nettare andaluso vanta innumerevoli reinterpretazioni.

Ne ho raccolte alcune tra le più popolari sul web. Così, se in mezzo ai vari Flegetonte proprio non ce la fate a nutrirvi di altro, potrete almeno alternare un po' i sapori. 


SALMOREJO

Originario di Córdoba, il salmorejo é, per i suoi elementi di distinzione con il gazpacho, oggetto di dibattito annale. C'è chi afferma, ad esempio, che il gazpacho non dovrebbe contenere pane, caratterizzandosi così per la maggior liquidità. E c'è chi dissente energicamente, affermando che il pane ci va sempre e comunque, solo che il Salmorejo ne ha in quantità doppia rispetto al gazpacho tradizionale. Comunque sia, su una cosa sono tutti d'accordo: la versione cordobese é piú densa, non contiene aceto, e viene guarnita con uova e prosciutto. 


Qui la ricetta di Giallo Zafferano. 



GAZPACHO DI CETRIOLI E BASILICO 
Una delle varianti verdi del Gazpacho, che per la sua leggerezza e cremosità sembra essere particolarmente apprezzata da siti e food blog di tutto il mondo. Qui una ricetta al 100% vegetariana, che utilizza latte di soia nella preparazione. 



GAZPACHO DI ANGURIA

Popolarissima su Pinterest ed Instagram, questa declinazione ancora più estiva del gazpacho aggiunge la nota dolce dell'anguria agli ingredienti tradizionali. Ne esiste anche una versione piccante con il peperoncino. Per provarle entrambe, vi rimando alla ricetta di Gustissimo.it 


GAZPACHO VERDE ALL'AVOCADO

Altra variante del gazpacho "verde", questa volta più raffinata ed esotica. La ricetta che vi propongo è presa da LeiTv, un sito che mi ha sempre dato moltissime soddisfazioni nei miei esperimenti culinari (molte più di quante me ne abbiano date altri food blog considerati più autorevoli).  La trovate qui. 



GAZPACHO BIANCO 

Sono numerose le versioni di "gazpacho bianco" presenti sul web. Su Pinterest qualche americano ne propone una piuttosto ardita con limone, mandorle, cetrioli, uva, pepe bianco e germogli. La più diffusa, tuttavia, resta quella con sedano bianco, cipolle, olio, aceto e cumino, con cui potete cimentarvi leggendo qui.  




GAZPACHO DI FRAGOLE


Amatissimo anche dagli spagnoli, il "gazpacho de fresas" è tra le varianti in assoluto più popolari su Instagram. Cercando la ricetta ho scoperto che era stato proposto anche ad un'edizione di Masterchef. Se, però, preferite restare su varianti più abbordabili, ecco due possibili soluzioni: qui la più popolare con l'aggiunta delle fragole al pomodoro e agli ingredienti salati, e qui una succosissima ed alcolica rivisitazione da dessert. 

Buen provecho!




giovedì 18 settembre 2014

Catene per quando non sapete dove mangiare in Spagna.


Situazione: siete in vacanza in Spagna; belli giulivi, abbronzati e fischiettanti. A voi piacerebbe, sperimentare la gastronomia locale. Davvero, vi piacerebbe un sacco. Aveste tempo ci perdereste delle ore, a passare al setaccio i vicoli piú nascosti. In fondo da qualche parte - lo sapete - c'é il locale perfetto: sufficientemente tipico, economico, e non troppo turistico. Magari con un tavolo suggestivo e abbastanza appartato che s'é giusto giusto appena liberato per voi. Ma la ricerca, si sa, richiede pazienza. E voi siete preda di una fame nera. Una di quelle imbarazzanti, che sembra che ti stiano spostando dei mobili dentro allo stomaco. C'avete le allucinazioni, in quei casi lí. Mangereste un bue intero, se vi capitasse davanti, e vi fermereste solo perché il cannibalismo é illegale. Altro che Paradisi Gastronomici! Volete qualcosa da mettere sotto i denti. Ne avete bisogno. Adesso, subito, senza nemmeno leggere il menú appeso fuori.

Avete varie opzioni, perció:

1. Capitolare rovinosamente in un Mc Dondald's.
2. Puntare sulla pizza (peró, andiamo: andate in Spagna e mangiate una pizza? Daaai. Poi la criticherete anche, ci scommetto).
3. Comprare pane e affettati al primo supermercato e sbafarvi un sandwich tristissimo su una qualche panchina. Per niente chic.

Oppure c'é la quarta, che é scendere a compromessi. E scendere a compromessi significa, spesso, optare per una catena. 

Ce ne sono alcune con cui andrete sul sicuro. La qualitá é buona, il prezzo é ancora meglio, e le troverete piú o meno in ogni angolo della Penisola. Soprattutto, sono Made in Spain. Tutte. Il che vi garantisce, a vario titolo, un campionario gastronomico di provenienza locale. Siccome sono magnanima (e la fame nera mi prende spesso), ho voluto elencarvi le mie preferite.

1. 100 Montaditos. Un classico di questo blog, ora approdato anche a Roma. Fornisce un vasto assortimento di piccoli panini (in totale sono 100, per l'appunto) ripieni di ogni ben di Dio e realizzati con un tipo di pane la cui ricetta é mantenuta top secret. A completare l'offerta gastronomica ci sono olive, patatine, nachos, e stuzzichini quali alette di pollo piccanti la cui disponibilità può dipendere , peró, dalla location. Peculiare la formula di ordinazione: scordatevi i camerieri, e scordatevi i banconi da self service. Al loro posto troverete, ad ogni tavolo, un foglio e una penna. Non dovete fare altro che annotarvi quantità e tipo di panini e bevande desiderati. Poi, consegnate il tutto all'addetto al bancone, specificando il vostro nome. Verrete chiamati non appena il "piatto" sarà pronto.

Ah! Se giá non fosse abbastanza economico di per sé, ogni Mercoledì tutto, ai 100 montaditos, costa soltanto un euro. Le file kilometriche sono garantite, ma vuoi mettere la soddisfazione di un'abbuffata low cost?

Il mio must: il montadito 79, con salmone affumicato, formaggio brie e salsa di senape e miele. 




2. Cervecería Gambrinus. La prima volta che ne ho vista una (credo fosse proprio a Málaga) avevo immaginato fosse un posto carissimo. L'omonimia del noto caffé napoletano, invece, é solo una coincidenza. Il Gambrinus non é altro che una birreria il cui stile vuole ricreare quello della fabbrica della Cruzcampo all'inizio del XX secolo, e dove potete accompagnare le ottime cañas con un buon assortimento delle piú classiche tra le tapas spagnole. 

Il mio must: le lagrimitas de pollo. Se ci sono, ordinatele senza passare dal via. 



3. Cervecería Cruz Blanca. Definibile sostanzialmente come una trattoria informale, ricrea l'ambiente delle taverne tipiche spagnole dell'inizio del XX secolo con una ricca offerta di tapas e raciones che variano in modo anche piuttosto radicale a seconda del luogo in cui vi trovate. A Valencia, per esempio, potete degustare un'ottima Fideuá (sorta di paella fatta con gli spaghetti corti), mentre a Jerez potete trovarvi sapori piú tradizionalmente andalusi.

Il mio must: le crocchette. Siano di carote (le migliori!) di prosciutto o miste, lí non mi hanno mai delusa. 



4. Vips.  L'ambiente, di stampo vagamente americano, mi é sempre sembrato ne giustificasse il nome. Non perché sia particolarmente elegante o raffinato, ma perché - per qualche motivo abbastanza indescrivibile - un VIP, lá dentro, finisci per sentirtici davvero. Sará perché, nella maggior parte dei locali, devi annunciare la tua presenza ad una sorta di "reception", dove il responsabile di turno ti accoglierá con un sorriso per accompagnarti personalmente al tavolo. O forse sará per la presentazione dei piatti stessi, che riescono nella non facile impresa di unire gli ingredienti poveri ad un'elaborazione originale da perfetti gourmet. Consigliabili i menú, che permettono di godere di un pranzo completo e decisamente gustoso per meno di 10 euro bibite comprese.

Il mio must: i brownie. Dio, i brownie del Vips! 


5. Café y tea. Uno di quei luoghi in cui puoi recarti senza remore in ogni momento della giornata. Il vasto assortimento di dolci, tisane e caffé per cui é famoso lo rende perfetto per la colazione o una sosta per la merenda. Ma ci sono anche diverse proposte interessanti per chi voglia, invece, sceglierlo come location per pranzare. Anche qui, sono spesso disponibili menú che vi consentiranno di risparmiare un bel po'. I social media addicted apprezzeranno anche il fatto che in ognuno dei loro locali c'é il wifi gratis. Attenti, peró: se vi sedete all'aperto andrete incontro ad un sovrapprezzo!

Il mio must: il pane. Se vi chiedono se lo volete come accompagnamento al pasto, non esitate. Vi porteranno un cestino (peraltro esteticamente graziosissimo) pieno di pagnotte all'uvetta, al sesamo, ai cereali, e chi piú ne ha piú ne metta. 



6 Lizarrán. Ispirata alla gastronomia basca, la catena ha tuttavia sede in numerose cittá dentro e fuori dai confini iberici. Per pochi euro, potete perlustrare il banco e servirvi da soli con i vostri Pinxos preferiti. Per chi non lo sapesse, o non avesse seguito a sufficienza il mio blog (male!) si tratta di fette di pane su cui vengono adagiati gli ingredienti piú variegati, e devono il loro nome al fatto che sono trafitti da uno stuzzicadenti. Periodicamente, il suono di una campanella annuncia l'arrivo di nuove prelibatezze calde e appena sfornate, che il cameriere stesso verrá a proporvi al tavolo. Una volta finito il pasto, riportate il piatto in cassa: il conto sará calcolato sulla base del numero e della dimensione degli stuzzicadenti rimasti.

Il mio must: un po' di tutto, ogni pintxo ha il suo perché!




7. Cervecería la Sureña. Dai taglieri di affettati alle cozze, questo franchising che omaggia gastronomia e stile di vita andaluso offre tutto il necessario per accompagnare degnamente una birra. Aperto nel 2010 dallo stesso gruppo responsabile del successo dei 100 montaditos, fa del suo punto di forza la capacitá di offrire ad un prezzo vantaggioso prodotti prestigiosi quali jamón ibérico de bellota e gambas blancas. Come se non bastasse, ci sono offerte imperdibili quali la Doble Manía del Giovedí, che ti permette di ordinare la seconda porzione gratis, o la promozione della Domenica, che per soli sei euro ti garantisce una porzione a tua scelta ed un secchiello pieno di bottiglie di birra: vera e propria peculiaritá del locale, questa del secchiello, peraltro. Gli avventori tendono ad instagrammarlo fino allo sfinimento, sin dai tempi non sospetti in cui l'ice bucket challenge non ne aveva ancora fatto un oggetto virale.

Il mio must: ci credete? Per quanto me ne abbiano detto tutti meraviglie, non ho ancora avuto modo di andarci. Rimedieró presto, peró. E prometto, in quel caso, di aggiornare il post. 



Se avete altre catene iberiche salva- turista affamato da suggerire, beh, i commenti sono tutti per voi! 

sabato 10 maggio 2014

Cupcakes italo-spagnoli per l'estate: Gelato vs. Agua de Valencia

C'è una discreta tensione ossimorica nell'abbinare l'Agua de Valencia all'estate. Sì, insomma: è a base di arancia; L'arancia - fino a prova contraria - è un frutto essenzialmente invernale. Eppure, che volete che vi dica? Sarà il sapore frizzante, sarà quel suo essere (pericolosamente, visto il tasso alcolico) dissetante, ma io la trovo perfetta per la bella stagione. Così oggi, oggi che il sole sembra aver finalmente dato retta al calendario; oggi che si inaugurano i sandali, lo smalto sulle unghie dei piedi, le tavole imbandite all'aria aperta...ecco, oggi vi invito a ricrearne il gusto sotto forma di cupcake. La ricetta arriva, ancora una volta, dal STDI (Sacro Testo dei Dolcetti Ispanici) che vi ho già presentato con il nome del blog objetivo cupcake. Nel rispetto del tema della mia rubrica culinaria, ho scelto di abbinarci lo spettacolo gastronomico del Gelato Cupcake. Perchè, dai: cosa c'è di più italiano del gelato? Buon appetito! 




CUPCAKES AGUA DE VALENCIA (ricetta originale: objetivo cupcake

Ingredienti per 8 cupcake: 


  • 150 gr. farina 
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere 
  • un pizzico di sale 
  • 100 gr. zucchero
  • 50 gr. burro
  • 50 ml. champagne (o spumante) 
  • 3 albumi d'uovo

Ingredienti per la glassa all'arancia: 

  • 75 gr. margarina
  • 25 gr. burro
  • 225 gr. zucchero a velo
  • 1 cucchiaio di succo d'arancia
  • 1 cucchiaio di champagne (o spumante) 



Preriscaldate il forno a 180º.
Sbattete il burro con lo zucchero, aggiungendoci poi farina, lievito e sale. Dopo aver ottenuto un composto cremoso, versateci lo champagne (o lo spumante) poco per volta. 
A parte, montate gli albumi a neve. Aggiungeteci il composto con lo champagne e distribuite il tutto nei pirottini. Infornate per 22 minuti. Lasciate raffreddare. 

Nel frattempo, preparate la glassa all'arancia montando assieme margarina,  burro, zucchero a velo, champagne (o spumante) e succo d'arancia. Perchè il composto risulti più cremoso, aggiungete qualche goccia di liquido (acqua o estratto di vaniglia, se l'avete) mentre mescolate il burro e lo zucchero. Mettete il tutto nella tasca da pasticciere e decorate i vostri splendidi cupcake! 

Se proprio volete esagerare, spolverateli con scorza di arancia grattuggiata o presentateli con una fetta d'arancia ad accompagnare il topping. Successo garantito. 


GELATO CUPCAKE (ricetta originale: dolcitorte.it

Ingredienti: 

195 gr. farina
2 uova
250 gr. panna
200 gr. zucchero
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale

Ingredienti per il frosting: 

Gelato (gusto a piacere) 
cioccolato fuso
caramello 
Guarnizioni a piacimento (granella di nocciole, di pistacchio, cialde, etc)


Versate in una ciotola la farina con il sale e lo lievito. 
A parte, in una ciotola più capiente (o nella planetaria) lavorate con le fruste elettriche la panna, in modo da renderla soffice e spumosa. Aggiungeteci quindi un uovo alla volta, lo zucchero e l'estratto di vaniglia. Mescolate bene tutti gli ingredienti finchè non saranno ben amalgamati. Quindi incorporate poco alla volta il composto con farina, sale e lievito e mescolate bene. 
Versate il composto nei pirottini e cuocete per 20 minuti in forno preriscaldato a 175 gradi. Non dimenticate la prova stuzzicadente per verificare la cottura! 
Una volta pronti, estraete i cupcake dal forno e lasciateli raffreddare. 

Quando saranno freddi, componete una pallina di gelato e posizionatela sopra ad ogni cupcake. Guarnite con cioccolato fuso o caramello, e cospargete il tutto con granella di nocciole, pistacchio o qualunque altra cosa la vostra immaginazione vi suggerisca. 

Se non avete intenzione di consumare subito i vostri cupcake, conservateli in frigo o nel freezer, estraendoli 10 minuti prima di servirli. 



Per un tocco in più, potete anche valutare l'ipotesi di posizionare i vostri cupcake già pronti all'interno di  coni gelato sciolti, per un effetto ancora più "scenico". 



Allora, chi vince questa volta? Italia o Spagna? 

mercoledì 12 marzo 2014

Cupcake italo-spagnoli: Crema Catalana vs. Tiramisù

Crema Catalana o Tiramisù? Oggi la sfida italo-spagnola a base di cupcake  la affido a due tra i dolci più caratteristici ed internazionali dei nostri Paesi. Le ricette provengono rispettivamente dal blog spagnolo Cupcakesadiario e dall'italianissimo gnamgnam.it. Allora, quale preferite?
















CUPCAKE DI CREMA CATALANA (ricetta originale: cupcakesadiario.blogspot.es)

Ingredienti per 6 cupcake: 

2 uova grandi
100 gr. zucchero
100 gr. farina
100 gr. burro a temperatura ambiente
¼ cucchiaino di vaniglia bourbon in pasta
¼ cucchiaino di cannella in polvere
¼ cucchiaino di buccia di limone grattuggiata
1 cucchiaino di lievito per dolci

Ingredienti per la crema catalana: 

500 ml di latte intero
4 tuorli d'uovo
80 gr. zucchero
20 gr. Maizena
½ busta di vaniglia
½ bastoncino di cannella 
Buccia di ½ limone 

Preparazione: 

Preriscaldate il forno a 180 gradi. Nel frattempo, in una ciotola lavorate la farina con la cannella e lo lievito. Lasciate riposare. In un altro contenitore mescolate il burro con lo zucchero finchè il composto non risulta completamente amalgamato. Aggiungete le uova una alla volta e montate il tutto con lo sbattitore elettrico a velocità media. Aggiungete la vaniglia e mescolate con cura. 
Aggiungete il composto con la farina poco per volta, a cucchiarate, e continuate a mescolare finchè la massa non risulti omogenea e priva di grumi. Infornate per 20 minuti finchè (al solito!) inserendo uno stuzzicadenti al centro del composto, questo non ne esca completamente asciutto. 

Lasciate raffreddare i cupcake. 

Nel frattempo, cominciate a preparare la crema catalana (trovate una ricetta della crema catalana anche tra i vecchi post di questo stesso blog). Scaldate il latte a fuoco basso con il bastoncino di cannella, la vaniglia e la buccia di limone. In un contenitore, intanto, sbattete con le fruste i tuorli d'uovo, lo zucchero e la maizena fino a farne un composto omogeneo. Quando il latte giunge a ebollizione, versateci dentro il composto e rimettete il tutto sul fuoco finchè la crema non raggiunga la densità desiderata. 

Versate quindi la crema sopra ai cupcake ormai freddi e lasciate raffreddare anch'essa. Lasciate riposare i dolcetti in frigorifero. Prima di consumarli, spolveratene la superficie con lo zucchero (meglio se a velo o di canna) e caramellatela con l'apposito strumento (che io desidero da tempi immemori e non mi sono ancora decisa a comprare, tra parentesi). 


I cupcake saranno già abbastanza spettacolari di per sé ma, se proprio volete arricchirli con ulteriori decorazioni, consiglio un fiore sui toni del giallo, come nella proposta originale del blog Cupcakes a Diario), una stecca di cannella o, se volete andare sul “patriottico”, una bandierina della catalogna.
CUPCAKE AL TIRAMISÚ (Ricetta originale: gnamgnam.it) 

Ingredienti per la base: 

250 gr. farina
120 gr. zucchero
60 gr. olio di semi
250 ml yogurt al caffè
16 gr. lievito per dolci
2 uova
1 tazzina di caffé ristretto. 

Ingredienti per il frosting: 

350 gr. mascarpone
150 ml. Panna
100 gr. zucchero
cacao amaro per spolverare 


In una ciotola setacciate farina e lievito. Al centro aggiungete lo zucchero, le uova, l’olio e lo yogurt. Mescolate velocemente ed incorporate il caffè. Versare composto in pirottini o stampini per muffin imburrati e infarinati. Cuocete in forno preriscaldato statico a 180° per circa 15-20 minuti (mi raccomando la prova stuzzicadenti!). 

Sfornate e lasciate raffreddare. 

Nel frattempo lavorate il mascarpone con lo zucchero. Aggiungete la panna montata. Fate riposare in frigo per mezzora e versate il composto in una sacca da pasticciere con il beccuccio a stella largo. Decorate i vostri cupcake con la crema al mascarpone, spolverateli con il cacao e saranno pronti per essere serviti! 


Per un tocco piú personale, potete sfruttare biscotti, chicchi di caffè o scaglie di cioccolato fondente piú spesse sulla cima del frosting.

sabato 8 febbraio 2014

Cupcake italo-spagnoli: Sangría vs.Limoncello

Ormai dovreste conoscerla, la mia ossessiva passione per i cupcake. Magari dipende dal fatto che da piccola giocavo con le Cherry Merry Muffin, che ne so. Comunque sia, ho letto dei libri che li vedevano protagonisti. Li ho inseriti tra i propositi culinari di molteplici anni nuovi. Addirittura, li ho usati a pretesto per descrivere ricorrenze in modo insolito. Insomma, il mio entusiasmo lo capirete senza difficoltà, se vi parlo del progetto di  Alma Obregón. L'idea, in realtà, risale al 2010. Nel suo blog “Objectivo: cupcake perfecto”- ormai diventato una mia zuccherosissima Bibbia personale - aveva deciso di ricreare in una serie di dolcetti i sapori più tipici della cucina iberica. Averlo scoperto con quattro anni di ritardo ha tutto fuorchè limitato la mia inevitabile esaltazione. Così mi sono detta: perchè non tradurle, quelle ricette? Meglio: perchè non abbinare ad ognuna di esse quella di un cupcake di sapore italiano? Dall'illuminazione ai fatti, nel fine settimana, c'è in genere solo la strada che intercorre tra la doccia e il mio  pc. Così, eccomi qui. A regalarvi la prima puntata di una rubrica itañolissima che, senza alcun dubbio, vi farà venire l'acquolina in bocca! Cosa preferite, Limoncello o Sangría? 




NB: l'alcol evapora in forno. Pur conservando il sapore del cocktail, i cupcake sono quindi perfetti anche per bambini e astemi. Basta non aggiungere il vino tra gli ingredienti per il frosting. 

Ingredienti per 6 cupcake: 

100 g farina
100 g zucchero
100 g arance e limoni tagliati a tocchetti 
100 g burro
½ cucchiaino di lievito in polvere
100 ml vino rosso
1 uovo 

Ingredienti per il frosting: 

75 g di burro vegetale, 
40 g burro
175 g zucchero a velo
2 cucchiai di vino 
Colorante rosso (a piacere)



Preparazione: 

Mescolate tutti gli ingredienti con l'uso di una planetaria o sbattitore eletrico, lasciando per ultimi frutta e vino. Una volta ottenuto un composto omogeneo, versatelo nei pirottini riempiendoli fino a ¾ della loro capacità. Infornate il tutto per 20 minuti a 180 gradi (per verificare lo stato di cottura, adottate il solito trucco dello stuzzicadenti: se, inserito al centro dei dolcetti, ne esce pulito, i vostri cupcake saranno pronti). 

Lasciateli raffreddare. Nel frattempo, procedete con la preparazione del frosting montando tutti gli ingredienti assieme con lo sbattitore elettrico fino ad ottenere un composto abbastanza denso e cremoso. Se volete dare ai vostri cupcake un colore più simile a quello del cocktail spagnolo più conosciuto al mondo, aggiungete abbondante colorante rosso per alimenti. 

Inserite il composto in una tasca da pasticcere e usatelo per sovrastare i vostri cupcake. 

Per decorare: 
Ideali i pezzettini di frutta che vi sono avanzati, e magari – perchè no? - pure un ombrellino da cocktail! 



Ingredienti per 12 cupcake: 

120 g farina
Un pizzico di sale
120 g burro morbido
120 g zucchero semolato
Scorza di 1 limone
2 uova medie
1 bustina di lievito in polvere

Per il frosting: 

175 g burro
Scorza di 2 limoni
150 g zucchero semolato
50 g limoncello (consigliato il Limoncè) 
6 tuorli d'uova
50 ml acqua



Preparazione:

Amalgamate il burro morbido e lo zucchero. Montate il tutto con una planetaria o sbattitore elettrico, quindi aggiungete all'impasto le due uova, una per volta, e continuate a mescolare. Grattuggiate la scorza di un limone e aggiungete anch'essa al composto. Poi mettete un pizzico di sale e infine aggiungete la farina e il lievito, che avrete previamente setacciato assieme. Continuate a montare, e, una volta tolto l'impasto dalla planetaria mescolate con una spatola fino a che non risulti completamente omogeneo. 

Versate il composto nei pirottini, riempendoli fino a metà. Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti (se avete un forno ventilato, bastano 15 minuti a 160 gradi). 

Una volta cotti i cupcake (mi raccomando la prova stuzzicadente!) lasciateli raffreddare. Nel frattempo procedete con la preparazione del frosting: versate l'acqua in una padella capiente e aggiungeteci prima lo zucchero e poi il limoncello. Mescolate e accendete il fuoco basso. Aggiungete anche le scorze di due limoni e continuate a mescolare. Lasciate bollire e controllate con il termometro che il composto raggiunga i 121 gradi. Quindi spegnete il fuoco e filtrate lo sciroppo ottenuto con un colino, raccogliendolo in una ciotola. Montate quindi i tuorli con la planetaria o sbattitore elettrico e aggiungeteci lo sciroppo caldo a filo. 

Inserite la crema ottenuta in una crema da pasticciere e usatela per sormontare i vostri cupcake. 

Per decorare: 
Una fetta di limone, dell'altra buccia di limone grattuggiata e tutto quel che suggerisce la vostra fantasia! 

Buon appetito! Qué aprovechéis!

martedì 22 ottobre 2013

Fatti mandare dalla mamma...il chorizo e la paella in tutta Europa.

Fatti mandare dalla mamma...no, no, che latte e latte! Fatti mandare del chorizo, che é meglio. O del sano Pata Negra, magari. Il fatto é che il servizio "Mamá Mandame" porta la filosofia del "pacco per studenti fuori sede" a varcare i confini. Ed io, da filoispanica convinta, non posso fare altro che applaudire. 

E' da un po' che tengo d'occhio il progetto. Ne sono venuta a conoscenza qualche settimana fa, grazie alle - di solito fastidiosissime, rare volte azzeccate - "pagine consigliate" di Facebook. E' stato un colpo di fulmine, lo giuro. L'idea é questa: in periodo di (sigh!) alta emigrazione giovanile, chi se ne va dalla Spagna conserva il sacrosanto diritto di continuare a mangiare come in casa della madre. Allo stesso modo, chi vive all'estero ma, per qualunque motivo, ha lasciato il cuore nella Terra di Cervantes (tipo me, per capirci), puó placare un po' la nostalgia attraverso le sue specialitá gastronomiche piú tipiche. 


Con questi due concetti chiave in mente, "Mamá Mándame" invia pietanze iberiche di alta qualitá in tutta Europa, con spese di invio ridotte al fine di garantire prezzi ragionevoli. 




L'opzione piú interessante, a mio avviso, é quella dei pacchetti tematici: veri e propri kit di sopravvivenza per filoispanici che vanno dagli 8 ai 149 euro, a seconda delle vostre esigenze. Il pacchetto piú caro, va da sé, é anche il piú completo, raccogliendo la maggior parte dei prodotti tipici spagnoli. Poi ci sono, tra innumerevoli altri, il pack Erasmus, che accoglie la filosofia del "mangiare bene spendendo poco", il pack "colazione e merenda" (uno dei miei preferiti!) con classici Made in Spain come Colacao e Nocilla, il kit ispirato alle feste di San Firmín, quello con prodotti "para picar" all'aperitivo e quello calciofilo dedicato alla Selección Española (oltre al cibo, ci sono in omaggio alcuni gadget de La Roja) .

Perché dico che sono interessanti? Semplice: da filoispanici, avrete certamente pensato piú di una volta all'organizzazione di una cena a tema iberico da organizzare con gli amici. Ecco, allora pensate, anziché cucinare voi stessi, di ordinare un pacco variegato di pietanze originali spagnole e dividere la spesa tra tutti gli invitati. Il successo sará assicurato, la qualitá pure e ve la caverete con una quota variabile dai 2 ai non piú di 10 euro a testa. Non male, vero? 

Il Pack "Fiestas" di MamaMandame.com


Di Mamá Mándame, poi, ci sono altre tre  cose che mi piacciono da morire: la prima é l'aspetto di puro marketing per cui la descrizione di ogni prodotto é veramente scritta come se a parlare fosse vostra madre. Ne riconoscerete i tratti peculiari, le raccomandazioni comuni a tutte, la preoccupazione per la vostra salute e benessere, coperta da un velo di ironia.
La seconda é il voto dei clienti - in puro stile TripAdvisor - sui prodotti in vendita.
La terza é la possibilitá di un buono per l'acquisto da regalare a qualche amico particolarmente innamorato della cucina spagnola.

Lo segnalo cosí, senza secondi fini. Ricordandovi en passant e in modo del tutto casuale che il mio compleanno é il 31 Dicembre. 

lunedì 28 gennaio 2013

Cupcakes a tema ispanico: yes, we eat!



Mi piacerebbe dichiararmi controcorrente, ma al fascino diffuso dei cupcake ho finito per cedere pur'io. In realtà, nell'era dei food blogger, sono tutt'ora convinta che gran parte del loro successo dipenda dal fatto di venire bene in foto. Che oltre che belli siano pure buoni, rimane tuttavia un dato inconfutabile. Soprattutto, io li adoro perchè stimolano la creatività. Davvero: sono pressochè infinite, le combinazioni di gusto e decorazioni possibili, a beneficio di un assaggio sempre inedito. Ed é mia ferma intenzione provarne un bel po'.


I miei primi cupcakes!


Sì, insomma, ho realizzato da poco uno dei miei propositi per l'anno nuovo. La (neanche tanto) segreta vocazione che coltivo dacché ho letto unromanzo della Colgan con la copertina rosa. Mi sono talmente esaltata per la perfezione di quelle tortine al cioccolato, che ho già redatto una piccola lista dei prossimi cupcake in cui mi voglio cimentare. In cima ci sono quelli al Mojito. Poi, i filoispanici. Ebbene sì: esistono. Ho trovato la ricetta su di un blog dedicato in lingua spagnola (per l'Italia consiglio invece "Le Tortine", fornitissimo), e ho pensato di portarmi avanti traducendola per voi. L'autrice li aveva originariamente preparati in onore della finale degli europei di calcio. Ahinoi, le hanno portato bene. Però richiamano la bandiera della terra di Cervantes, quindi sono certa che li apprezzerete anche voi. Al di là di avvenimenti e presunzioni. Poi vi saprò dire come mi sono venuti. Se mi battete sul tempo, mi raccomando: fatelo voi!

CUPCAKE DI FRAGOLA E LIMONE PER AMANTI DELLA SPAGNA


Foto: objetivocupcake.com


Ingredienti per 12 cupcakes

Per la base:

115 g di burro non salato a temperatura ambiente
220 g di zucchero semolato
3 uova medie
200 g di farina
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
120 ml di latte parzialmente scremato
1 cucchiaino di pasta di fragola o aroma di fragola
1 cucchiaino di estratto di limone
coloranti rosso e giallo per dolci.

Per il frosting:

250 g di burro senza sale a temperatura ambiente
325 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di pasta di fragola o aroma di fragola
colorante rosso

Preriscalda il forno a 180º (160º se ventilato) e prepara intanto il vassoio per cupcake con 12 pirottini non troppo vicini tra loro.
Setaccia la farina con il lievito in una terrina e lasciali da parte. Sbatti il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro. Aggiungi le uova una alla volta, sbattendo con la frusta finchè non si incorporano alla miscela. Aggiungi metà della farina e sbatti con la frusta elettrica a velocità bassa finchè non s'incorpora anch'essa. Poi, aggiungi il latte e ripeti l'operazione. Aggiungi l'altra metà della farina e sbatti a velocità bassa finchè la miscela non diventa omogenea.

A questo punto dividi la massa in due diversi contenitori. Ad uno aggiungi l'estratto di limone e il colorante giallo. All'altro, il colorante rosso e l'aroma di fragola (o pasta di fragola). Travasa entrambe le miscele in ciascun pirottino, facendo attenzione a versare prima un cucchiaio di massa rossa e poi, sopra di esso, un cucchiaio di massa gialla.

Inforna per 22-25 minuti facendo sempre la prova dello stuzzicadenti (se esce pulito, il cupcake è pronto). Una volta estratti dal forno, lasciali raffreddare.

Per il frosting , setaccia lo zucchero a velo e mettilo in una terrina con il burro, l'aroma di fragola e il latte. Coprendo la terrina, sbatti il tutto per un minuto a velocità bassa. Poi, aumenta la velocità e sbatti per almeno altri 5 minuti a velocità medio-alta. La crema diventerà quasi bianca e molto cremosa. Tingila aggiungendo il colorante rosso.

A questo punto, non ti resta che inserire la crema in una tasca da pasticcere e decorare i cupcake. Falli riposare in frigo per un'ora e...bon appetit! Anzi, buen provecho! 

foto: objetivocupcake.com

mercoledì 26 settembre 2012

Mai darsi alla cucina etnica durante il Depression Day!


Ieri, mentre a Madrid stava scoppiando un casino, io mi son messa a pensare a statistiche idiote. Per esempio: avevo letto, tempo fa, che i suicidi femminili aumentano sensibilmente al secondo giorno del ciclo mestruale. 'Sta cosa mi è rimasta talmente impressa da battezzare quella particolare ricorrenza “Depression Day”. Quindi, insomma, avrei dovuto anche intuirlo, che forse non era il caso di azzardare esperimenti culinari. Eppure.

Il fatto è che c'erano volute ricerche mica da ridere, per reperire tutti quanti gli ingredienti. L'aneto, tanto per dirne una, non è che proprio abbondi nelle remote cittadine del nord est. Per non parlare delle foglie di vite, rubate al giardino di un ignaro sconosciuto e lavate venti volte in panico da insetti e verde rame. Comunque. Una volta compiuta l'impresa, sarebbe stato un peccato non arrivare alla fine. Il ricordo dei Dolmadakia di Salonicco era ancora troppo vivo nelle mie papille gustative per non volerlo a tutti i costi ricreare. Senza contare che di Giallo Zafferano mi sono sempre fidata un bel po'.



Così mi sono messa all'opera. Solo che, dopo un pomeriggio intero passato ai fornelli, il risultato non contemplava molto più di quanto segue. Ovvero: svariate punture di zanzara sulle mani, e involtini immancabilmente apertisi inondando di riso annacquato pressapoco tutta la cucina. Con l'aggiunta della sottoscritta in lacrime, intenta a celebrare il suo Depression Day singhiozzando sconfitta come se l'avessero appena accoltellata. Le robe incomprensibili che blateravo mentre tiravo su col naso si potrebbero riassumere in un monologo afflitto sui temi piú svariati. Tipo: “io una volta cucinavo bene, il mondo è un brutto posto in cui vivere, sono un'inetta, non troverò mai un uomo, due anni dalla laurea e ancora disoccupata, devo sposarmi un greco che almeno i dolmadakia li cucina lui, no anzi forse no, ma perchè cacchio non ho fatto una pasta, morirò da sola con diciotto gatti in un appartamento col soffitto umido e pieno di muffa, non avrò mai figli, mio nonno da piccola mi diceva che non vedeva l'ora di vedermi col vestito bianco, vestito bianco uguale gente che tira riso, ecco, il riso, merda, oltrettutto sa troppo di limone, e guarda che casino in giro ora mi tocca pulire. Shhhrgt (soffiata di naso)”.

Per concludere: alla fine ho cenato un tozzo di pane col formaggio e una mela, sognando la fine della giornata e un gofre bello imbevuto di cacao. Grasso. Taaanto grasso. Grasso da morire.

Per fortuna (mia e dell'umanità) il Depression Day è poi passato. Oggi ricomincio flamenco. Domani parto alla volta di Riva del Garda per una nuova edizione del Blogfest. E, di conseguenza, tutto può soltanto migliorare. Anzi, vado a preparare la borsa.

Ci si legge al mio ritorno. O forse anche durante. Che ne so.  

domenica 22 luglio 2012

Un post a base di Yogurt.


Sono entrata in una preoccupante fase Nonna Papera. Sì, insomma: faccio torte. Tante. E, ultimamente, tutte a base di yogurt. Il che rende oltrettutto probabile un prossimo ingrassamento mio e di tutti i miei famigliari, ma sono dettagli. D'altra parte, prima o poi il fatto di mescolare ingredienti smetterà di rilassarmi in modo così profondo. O forse no. Vabbè.


Torta soffice allo Yogurt. Ideale per la colazione. 


Comunque, il punto è che – ci crediate o no- questa mia ritrovata vena pasticcera mi ha permesso di imparare un sacco di cose. Del tipo:

A. Una vecchia tortiera scassata si può sigillare ermeticamente con della semplice pellicola di alluminio. E non importa in quale quantità sia sempre fuoriuscito, prima, l'impasto dal contenitore: un solo foglio a foderare la superficie e, ve lo giuro, terrà.

B. Sono in grado di montare la panna. Gaudio e tripudio.

C. Se metti il contenitore in cui monterai la suddetta panna in freezer 10 minuti prima, l'operazione verrà meglio. Anche se non ho idea del perchè.

D. Che poi puoi montarla anche col minipimer, la panna. Però, prenditi un giorno di ferie e un dispenser di pazienza infinita.

C. La colla di pesce non puzza, a differenza di quanto il suo nome mi avesse sempre indotto a pensare. Anzi, in realtà non ha proprio nessun odore. Dà molto più fastidio quello del burro fuso, che ti s'incolla alle mani per dei giorni interi. Per dire.

D. Amo GialloZafferano. Anche se, a ben vedere, questa non é che sia una novità.

E. Se decidi di dividere per due le dosi di un dolce da 10 persone, e tale dolce é un semifreddo, ricordati di usare anche una tortiera dal diametro più piccolo. E, non importa cosa dica la ricetta: il freezer solidificherà sempre e comunque più del frigo.


Torta fredda allo yogurt, guarnita con frutta e canditi. Gusto vaniglia.


Comunque, non esiste solo la cucina. No di certo. Infatti ho preso anche altre decisioni importanti, negli ultimi giorni, non crediate. Del tipo che vorrei comprarmi un cappello di paglia extralarge per atteggiarmi a vamp ogni volta che vado al mare. E pure un ventaglio, già che ci sono. Ma ora scusate: da brava filoispanica, devo prima cercarmi la ricetta della tarta de queso.