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sabato 12 aprile 2014

Turismo in Musica: i videoclip girati a Siviglia

Dopo lungo lavoro di ricerca ed innumerevoli parentesi amene (non è belliiiisssima questa cosa che hanno fatto ambientando i dischi nelle immagini di Google Street View?!) , posso finalmente mantenere le mie promesse. Che, nello specifico, corrispondono alla scoperta di Siviglia attraverso i videoclip che lì sono stati girati. 



Ora: devo premettere che il mio filo-ispanesimo (o ispanismo?) è cresciuto tra orde di malagueñi, inculcandomi un abbastanza fastidioso - ma altrettanto inevitabile – sentimento di sufficienza nei confronti della cittá in questione. Málaga e Siviglia, si sa, si odiano almeno quanto triestini e friulani, parmigiani e reggiani, stranieri e grafia corretta della parola peperoni. Insomma: m'hanno sempre detto che son meglio loro. Chè i sivigliani c'han manie di grandezza. Ché lascia perder, va. E siccome io, i malagueñi, li adoro, ho sempre avuto un'inconscia tendenza a credergli. 

Non aiutano le mie peripezie personali: ad esempio, il fatto che  ogni volta che abbia cercato di organizzare una trasferta a Siviglia durante l'Erasmus qualcosa sia andato storto. Oppure le tempeste di neve che ritardano voli Ryan air (evento piú unico che raro, in genere collegato a qualcosa di molto tragico come eruzioni di vulcani islandesi, terremoti a Lorca o - per l'appunto- Era Glaciale Formato 3D). I miei piedi gonfi in modo esagerato. E, ancora, la terribile nausea misto brivido misto attacco-di-panico in conseguenza di una brutta telefonata. Poi magari era una specie di maledizione di Tutankamen, che ne so. Una risposta alla mia energia negativa. Perché sono convinta che le cittá li percepiscano, i nostri approcci non proprio amichevoli. Sono esseri vivi, d'altro canto, mica mera architettura! 

Eppure, nonostante questo, sono costretta ad ammettere che Siviglia é anche una cittá meravigliosa. Ricca di storia, di angoli mozzafiato, del flamenco piú autentico ch'io cosí tanto amo. In fondo, prima di diventare malagueña inside, l'avevo amata piú d'ogni altro posto visto prima. Succedeva alla gita di maturitá, quando tra aranceti, segreti, e resti di Colombo sparsi ovunque un tizio cercava di conquistare tutte noi fanciulle per il solo fatto di essere un torero. Cosí diceva, per lo meno.  Lí scoprii il tinto de verano. E certi amori mica si dimentican cosí. 

Buon ascolto!

Medina Azahara – Sevilla 

Un vero e proprio tributo alla cittá, che ha come principale scenario l'Alameda de Hércules. Una curiositá? Le riprese del video attirarono nella zona un sacco di turisti e di curiosi, tra cui lo stesso sindaco, Juan Ignacio Zoido (qui il making of ) 




Simply Red – Something Got me started 

Se una cosa s'é capita, da questa mia rubrica musicale, é che i Simply Red amano la Spagna almeno quanto me. Anche Siviglia rientra nel vasto range di location iberiche scelte dalla band per i suoi videoclip. In questo caso la cittá accompagna il primo singolo del loro album piú venduto, “Stars”. Tra le numerose location, anche la bellissima ed  emblematica Plaza de España. 



Le immagini si Siviglia e provincia si alternano sullo sfondo nello stile di montaggio ipnotico e vagamente angosciante che pervade tutto il clip. E, nonostante questo, ti rendono inevitabile pensare “quant'é bella l'Andalucía”. PS: il tipo a me sembra tutto, tranne che l'incarnazione del bienestar. Ma vabbé. 

María Aguado – Me toca a mí 

La canzone in sé non é che sia tutta 'sta gran roba, ma non posso fare a meno di notare che la tizia ha un paio di stivaletti uguali ai miei, gli orecchini a forma di chitarra simili ai miei, le calze nere traforate quasi come le mie e un paio di magliette che indosserei volentieri (quella a pois e quella grigia che lascia la spalla scoperta, per la precisione). Il che mi porta: A) a considerarla simpaticissima e B) a chiedermi se per caso non abbia ragione tutta quella gente che non fa che dire che i miei gusti in fatto di moda siano irrimediabilmente spagnoleggianti. 
In ogni caso, le immagini di Siviglia compaiono a partire dal minuto 1.54 circa. Con un cielo stupendo e un'ottima fotografia. 



Non solo Siviglia ma anche Sagrés e Lisbona in questo clip degli italianissimi EPO, che inserisco soprattutto a mo' di unica rappresentanza nazionale. C'é anche una versione alternativa montata per gioco, e visibile qui.

Per consultare le altre “puntate” della mia rubrica “Turismo in Musica” basta cliccare qui. E se vorrete consigliarmi qualche prossima video-destinazione, meglio ancora! I commenti sono tutti per voi! 

martedì 18 marzo 2014

I look ispirati ai dischi: Ana Vera e la primavera

Primaverite: patologia incurabile che affligge giovani fanciulle inclini a meteoropatia. Tra i sintomi più conosciuti si annoverano:
- Diffuso incremento dell'appeal maschile (chi siete voi? Dov'eravate prima? Buongiorno, io sono single, per la cronaca);
- Starnuti al posto delle virgole in una conversazione di media durata;
- Stati di insonnia alternati a collassi facilmente confondibili con coma irreversibile (si prega di re-impostare la sveglia prima di contattare le Pompe Funebri);
- Necessità impellente di spogliarsi, seppur a costo di testare in prima persona le condizioni climatiche di una busta di surgelati. 
Ché chi se ne frega, in fondo: i vestiti leggeri che hai nell'armadio sono cosìììììì cariniiii! Colorati! Attillati! Pieni di fiori! E poi c'è quel chiodo nero con le borchie che non hai ancora mai messo, e il sole splende, e – diamine! - un po' di cagotto che sarà mai? Giusto? Giusto! Dicono anche che la crioterapia faccia bene. 

Per festeggiare il ciclico ritorno di tutto ciò, l'outfit di oggi si ispira alla copertina del disco spagnolo che meglio si addice alla stagione. Guarda caso, include anche "Buenos días, sol", e cioé il brano che mi canticchiavo in testa stamattina in un preoccupante e del tutto immotivato attacco di entusiasmo. 

Insomma, il protagonista della mia rediviva rubrica fashion (su Pinterest stanno apprezzando, mi sono ringalluzzita!) é l'omonimo debutto discografico di Ana Vera. Che poi, con Primavera, fa anche rima. Ah. Ah.



Per il resto da dire non c'é molto, se non che amo alla follia l'abito in pizzo indossato dalla cantante. E' attorno a lui che ruota tutto il look. A lui e al prato fiorito, a sua volta richiamato dagli orecchini a forma di margherita, rivisitato nelle suggestioni allegre dello smalto verde e - soprattutto - ricalcato sulla borsa abbinata. Stivali e giubbotto, per quanto non appaiano sulla cover, sono una mia necessaria aggiunta personale: le buste di surgelati, pensandoci bene, non é che facciano poi tutta 'sta bella vita.


Music Inspired! - Ana Vera


mercoledì 12 marzo 2014

Cupcake italo-spagnoli: Crema Catalana vs. Tiramisù

Crema Catalana o Tiramisù? Oggi la sfida italo-spagnola a base di cupcake  la affido a due tra i dolci più caratteristici ed internazionali dei nostri Paesi. Le ricette provengono rispettivamente dal blog spagnolo Cupcakesadiario e dall'italianissimo gnamgnam.it. Allora, quale preferite?
















CUPCAKE DI CREMA CATALANA (ricetta originale: cupcakesadiario.blogspot.es)

Ingredienti per 6 cupcake: 

2 uova grandi
100 gr. zucchero
100 gr. farina
100 gr. burro a temperatura ambiente
¼ cucchiaino di vaniglia bourbon in pasta
¼ cucchiaino di cannella in polvere
¼ cucchiaino di buccia di limone grattuggiata
1 cucchiaino di lievito per dolci

Ingredienti per la crema catalana: 

500 ml di latte intero
4 tuorli d'uovo
80 gr. zucchero
20 gr. Maizena
½ busta di vaniglia
½ bastoncino di cannella 
Buccia di ½ limone 

Preparazione: 

Preriscaldate il forno a 180 gradi. Nel frattempo, in una ciotola lavorate la farina con la cannella e lo lievito. Lasciate riposare. In un altro contenitore mescolate il burro con lo zucchero finchè il composto non risulta completamente amalgamato. Aggiungete le uova una alla volta e montate il tutto con lo sbattitore elettrico a velocità media. Aggiungete la vaniglia e mescolate con cura. 
Aggiungete il composto con la farina poco per volta, a cucchiarate, e continuate a mescolare finchè la massa non risulti omogenea e priva di grumi. Infornate per 20 minuti finchè (al solito!) inserendo uno stuzzicadenti al centro del composto, questo non ne esca completamente asciutto. 

Lasciate raffreddare i cupcake. 

Nel frattempo, cominciate a preparare la crema catalana (trovate una ricetta della crema catalana anche tra i vecchi post di questo stesso blog). Scaldate il latte a fuoco basso con il bastoncino di cannella, la vaniglia e la buccia di limone. In un contenitore, intanto, sbattete con le fruste i tuorli d'uovo, lo zucchero e la maizena fino a farne un composto omogeneo. Quando il latte giunge a ebollizione, versateci dentro il composto e rimettete il tutto sul fuoco finchè la crema non raggiunga la densità desiderata. 

Versate quindi la crema sopra ai cupcake ormai freddi e lasciate raffreddare anch'essa. Lasciate riposare i dolcetti in frigorifero. Prima di consumarli, spolveratene la superficie con lo zucchero (meglio se a velo o di canna) e caramellatela con l'apposito strumento (che io desidero da tempi immemori e non mi sono ancora decisa a comprare, tra parentesi). 


I cupcake saranno già abbastanza spettacolari di per sé ma, se proprio volete arricchirli con ulteriori decorazioni, consiglio un fiore sui toni del giallo, come nella proposta originale del blog Cupcakes a Diario), una stecca di cannella o, se volete andare sul “patriottico”, una bandierina della catalogna.
CUPCAKE AL TIRAMISÚ (Ricetta originale: gnamgnam.it) 

Ingredienti per la base: 

250 gr. farina
120 gr. zucchero
60 gr. olio di semi
250 ml yogurt al caffè
16 gr. lievito per dolci
2 uova
1 tazzina di caffé ristretto. 

Ingredienti per il frosting: 

350 gr. mascarpone
150 ml. Panna
100 gr. zucchero
cacao amaro per spolverare 


In una ciotola setacciate farina e lievito. Al centro aggiungete lo zucchero, le uova, l’olio e lo yogurt. Mescolate velocemente ed incorporate il caffè. Versare composto in pirottini o stampini per muffin imburrati e infarinati. Cuocete in forno preriscaldato statico a 180° per circa 15-20 minuti (mi raccomando la prova stuzzicadenti!). 

Sfornate e lasciate raffreddare. 

Nel frattempo lavorate il mascarpone con lo zucchero. Aggiungete la panna montata. Fate riposare in frigo per mezzora e versate il composto in una sacca da pasticciere con il beccuccio a stella largo. Decorate i vostri cupcake con la crema al mascarpone, spolverateli con il cacao e saranno pronti per essere serviti! 


Per un tocco piú personale, potete sfruttare biscotti, chicchi di caffè o scaglie di cioccolato fondente piú spesse sulla cima del frosting.

martedì 4 marzo 2014

#Insta-italospagnolismi, il ritorno

Che ogni mia velleità di farne un appuntamento periodico venga distrutta dagli scarsi aggiornamenti non significa che io smetta di essere curiosa. Ergo, ripristino gli "insta-italospagnolismi" spulciando tra le foto caricate dagli utenti su instagram nell'arco del mese appena trascorso. Queste che vi ripropongo sono solo le più rappresentative e recenti tra quelle postate alternativamente con l'hashtag #itañol, #italospagnolo, #ilovespagna o #spagna. Perchè social network che vai, italo-spagnolismo che trovi. Per sporadico che sia. 

In questo post:
I messaggi subliminari in itañol recapitati a @imauro21, 
il braccialetto motivacional di @Giaadi, i ricordi di Madrid di @ClementiRebecca,  il pranzo italo-spagnolo di @dedehh a Siviglia e quello di @Sarabattini in un'enoteca italiana che dovrebbe sponsorizzare di diritto questo blog. 

Buona visione! 


lunedì 24 febbraio 2014

Fanclub italo-spagnoli: Anna Maffei e il blog italiano di Miguel Bosé [INTERVISTA]

C'è una categoria del mondo italo-spagnolo che, come capirete, mi sta particolarmente a cuore. Parlo dei fanclub. Community musicali dedicate a musicisti spagnoli che qualche italiano, con pazienza e passione, ha deciso un bel giorno di mettere in piedi. Sarà che ne gestisco una io stessa, ma ho sempre avuto la curiosità di conoscere chi ci sta dietro. Dare un volto al nome di una pagina Facebook. Capire, in estrema sintesi, quali storie hanno portato alla sua creazione. Perchè, ne sono certa, in quelle storie mi ritroverò un po'. Saranno fatte di entusiasmo e sogni. Di Spagna, di concerti, di avventure. Saranno trame viventi di quel tipo di romanzo che piace leggere a me. Poi, chissà, forse non sono l'unica. Per questo ho deciso di avviare una nuova rubrica. Ospiterà brevi interviste ad alcuni dei gestori di quei fanclub, nella speranza di dar loro – finalmente! - voce. 


Per inaugurarla, ho scelto una vecchia amica di questo mio angolino virtuale: lei è Anna Maffei, curatrice del blog “Miguel Bosé tra mito e realtà” e co-autrice del libro Miguel Bosé Aún Más (Ed. Chinaski, copertina qui a lato)  dedicato a quello che, guarda caso, è stato scelto da voi come miglior vip italo-spagnolo su Twitter del 2013. Buona lettura! 

1. Come hai conosciuto la musica di Miguel Bosé?

E' stata più che altro una folgorazione, un rapimento... Apparve sorridente, atletico, bello, in una trasmissione del 1978 con il brano 'Anna'. Cantava e ballava con un'eleganza che non avevo fino ad allora visto. I brani degli anni 80 mi piacevano ma non mi esaltavano, tuttavia non resistevo a non vederlo e ascoltarlo e iniziai a comprare dischi e riviste.




2. Cosa ti ha colpita di Bosé tanto da spingerti a creare un blog a lui dedicato? 

Era difficile seguirlo dopo il 1984, anno in cui si allontanò un po' dall'Italia, ma ebbi modo di conoscere persone vicine alla mia famiglia che mi portavano dalla Spagna, durante i loro viaggi, tutte le novità che magari qui non uscivano. Miguel ha fatto sempre parte della mia vita. Trovo che sia un artista completo, capace davvero di fare un tipo di 'pop' diverso ogni volta. Non si ripete mai, pur mantenendo uno 'stile' che è suo e solo suo. 

3. Raccontaci brevemente la storia del fanclub/blog: quando è nato, quali tappe hai seguito per la sua creazione, etc.

Con l'avvento dell'era di Internet e nel giorno in cui ricordavo la nascita di mio padre scomparso ho creato il Blog. Era il 12 ottobre 2007. Io, però, avevo già un archivio ricchissimo e volevo a tutti i costi condividere questa passione, far conoscere l'artista , 'recuperare' tutte le antiche 'seguidoras' del Fan Club milanese e tanta gente che, ne ero certa, custodiva lo stesso sentimento. 

4. Quale pensi che sia l'elemento di maggior forza del tuo fanclub/blog, quello che lo distingue dagli altri?

Esistono molti spazi dedicati a Miguel, ormai. Il mio Blog credo sia un 'posto accogliente', dove risulta agevole e rapido trovare le notizie, c'è modo di ascoltare e vedere, attraverso il player video, il Miguel di ieri e di oggi. Anche la presenza della piccola chat- sebbene a volte vada 'controllata' per evitare 'incursioni' spiacevoli di spam e/o commenti inopportuni- è un modo per comunicare con chi frequenta il Blog. E poi...credo di aver 'creato' un clima familiare: un blog non è un sito, asettico e impersonale; in un blog si può-e forse si deve anche- 'partecipare' a ciò che si posta, parlarne anche in prima persona, dare pareri. Sempre nel rispetto dell'artista cui è dedicato.

5. La cosa migliore e la cosa peggiore del gestire il fanclub o blog di un cantante spagnolo in italia (italo-spagnolo, nel tuo caso)?

La cosa migliore nella gestione di un blog di un artista spagnolo è che finalmente posso (io!) sbizzarrirmi e 'raccontare' di lui, mettere fuori tutta la mia 'ibericità' e cercare di trasmettere a più gente possibile l'amore per questa terra e per chi canta in questo meraviglioso idioma. La difficoltà più grande è invece , ma non nel blog bensì ovunque, il fatto che imperano brani in inglese...che le canzoni in lingua spagnola più conosciute e diffuse o sono tormentoni estivi o pezzi adattati per musica da discoteca. Ben poca cosa rispetto a tanto pop spagnolo come lo fa Bosé e tanti ma tanti altri!

6. Se dovessi far ascoltare una sola canzone di Miguel Bosé a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, quale sarebbe?

Grande problema! Sinceramente mi riesce difficile scegliere...proprio perché Miguel ha scritto ed interpretato brani anche diversissimi tra loro come sonorità e ritmo. Dovendo dare dei titoli sceglierei la ultrafamosa “Si tu no vuelves” , “Te digo amore, sempre restando sulla 'balada' melodica, un brano tratto da Cardio che trovo fantastico: ¿Hay? In ogni caso, non darei la 'dimensione' di ciò che è Miguel, con soli tre pezzi...





7. Potendo scegliere, con quale artista italiano con cui non ha ancora collaborato ti piacerebbe che duettasse?

Premesso che preferisco Miguel Bosé 'non' in duetti, mi piacerebbe vederlo in duetto con Francesco de Gregori. Forse verrebbe fuori qualcosa di veramente poetico e 'forte', allo stesso tempo.

8. Raccontaci della prima volta che hai incontrato Miguel Bosê di persona!

Ho incontrato per la prima volta Miguel in persona a Roma, alla trasmissione Viva radio Due, nel 2008. A fine trasmissione ho fatto una corsa da centometrista circumnavigando lo studio, l'ho chiamato, si è fermato (sebbene fosse scortato da ben otto persone!) e gli ho detto del blog, del mio nomignolo 'mamyta'...gli ho chiesto se lo conoscesse e lui, di fretta ma attento, mi disse che no..non lo conosceva e si scusò per dover scappare via ma aveva una conferenza stampa. Restai impalata. A pensarci bene non ricordo nemmeno ciò che gli dissi... ma incontrare dopo 33 anni il proprio idolo fu un sogno. Davanti non avevo solo il Miguel Bosè di  52 anni-stessa età mia- ma quello con le tute, poi quello col codino, poi quello con i capelli lunghi del 1994, quello degli anni 2000...insomma un carosello di immagini sue, colorato dalla sua voce che, finalmente, rispondeva alla mia!

Col tempo ho poi avuto modo di incontrarlo ancora,scambiare poche parole in presenza-sempre!- dei suoi assistenti, fino all'ottobre 2013 in cui, in una pausa pubblicitaria di una trasmissione dove 'portai' un gruppo del mio Blog, lui si alzò e venne 'proprio' verso di me con un abbraccio delicato e mi disse “Ciao! Finalmente!”...Ecco. Ora sa chi è questa ' Anna-Mamyta' che cura il suo blog italiano. Peccato che quel giorno io non avevo più la lingua! Anche quando sedette accanto a me per la foto di gruppo.

9. Il momento piú esaltante che hai vissuto legato a Miguel Bosé ?

Il momento più esaltante, anzi i momenti più esaltanti sono i suoi concerti, senza dubbio.
In particolare uno al Palau San Jordi a Barcellona dove, dopo dodici ore di fila e attesa e dopo una corsa e una discesa-pericolosissima!- per le scalette, riuscii a conquistare il posto in prima fila proprio di fronte a lui. Ecco...lì le parole mi venivano eccome! Ed era bellissimo fargli arrivare tutta la mia gioia mentre cantavo, senza dimenticare una sillaba, tutte le sue canzoni. E lui sorrideva a questo gruppone di italiane con tanto di bandiera messa davanti alla staccionata!

10. A parte quello di Bosé, qual é il sito che visiti piú spesso?

Il sito che visito più spesso è quello dell'attore Giulio Scarpati, dato che ne sono l'amministratrice ufficiale. Mi piace però anche leggere articoli dal blog  “Rotta a Sud Ovest”, un blog in cui c'è, appunto, tanta SPAGNA.

Ecco tutti i contatti del fanclub gestito da Anna: 



Anna Maffei nasce ad Avellino il 30 dicembre 1956. Si laurea in Materie Letterarie presso l’Università di Salerno nel 1979 e partecipa, con saggi e lezioni, in qualità di collaboratrice esterna, con la cattedra di Storia del Teatro e dello Spettacolo del professore Achille Mango. Negli anni 80 entra a far parte di una Cooperativa teatrale di Animazione per bambini e Teatro sperimentale. Scrive di teatro e musica su riviste locali specializzate, con articoli ed interviste a molti personaggi dello spettacolo. Dal 2001 stabilisce un rapporto di amicizia e collaborazione con l'attore Giulio Scarpati di cui, ora,cura il Blog Ufficiale. Dal 1983 è Insegnante di ruolo nella Scuola Primaria e, pur potendo passare ad altro ordine di scuola, è fiera di fare la ‘maestra’ nel fantastico mondo dei bambini. L’arte, la musica, il teatro hanno sempre fatto parte della sua vita.  Divora dischi e riviste di musica pop, rock, blues; tra tutte le passioni, quella che resterà inalterata e ‘intoccabile’ è per un artista che definisce ‘raro’, speciale, irripetibile: Miguel Bosé.  E il desiderio di scrivere di lui si esprimerà con articoli su riviste, con il blog italiano  “Miguel Bosé tra 'mito' e realtà” e con il  libro “Miguel Bosè Aún Más”, scritto con la spagnola Maria José Merino, edito da Chinaski e pubblicato l'11 giugno 2013 che dedica  a tutti gli estimatori di Miguel e a coloro che vorrebbero saperne di più…

domenica 16 febbraio 2014

Turismo in Musica: i videoclip girati a Lanzarote (Canarie)

Quando ho letto le vostre risposte, devo ammetterlo, un po' mi son sentita scema. Vi chiedevo, su Facebook, quale scenario spagnolo avreste eletto a protagonista di una nuova puntata della mia rediviva rubrica “Turismo in Musica”. Ecco: appena ho letto “Lanzarote” mi sono chiesta come accidenti avesse fatto a non venirmi in mente prima. Isola vulcanica delle Canarie, ha quel tipo di fascino selvaggio che non può lasciarti indifferente. O la ami o la odi. Niente mezze misure. E, se hai una qualche seppur vaga velleità artistica, in entrambi i casi finirà con l'ispirarti un bel po'. 




Dai miei trascorsi turistici in loco sono ormai passati troppi anni. Ne ricordo, però, vividi i colori: il contrasto tra il nero della lava e le installazioni coloratissime di César Manrique. Il lago verde del Golfo, l'arcobaleno quadrato delle Saline, le coltivazioni improbabili dietro a semicerchi di muretti a secco. E poi le sensazioni: il dondolio del cammello Gloria, i miei capelli spettinati dal vento, la natura sterminata che ti fa sentire piccolo e precario appena prima di immergerti, di colpo, al centro del caos urbano di Arrecife. Coi suoi graffitti, il suo traffico disordinato e il regaettón a volumi tamarri che esce dai finestrini delle auto. Ricordo L'indolenza degli abitanti. I sorrisi. Le papas arrugadas e il mojo picón. Ricordo che Lanzarote, io, l'ho amata da morire. 

Nota filmicamente soprattutto per il cinema, l'isola ha ospitato l'introduzione di 2001 Odissea nello spazio e, piú di recente, gran parte de “Gli abbracci spezzati” di Almodovar. L'avrete senz'altro ammirata in svariati spot di automobili; E, manco a dirlo, é stata anche scenario di videoclip. Mica pochi, tra l'altro. Cercandoli, ho ritrovato in ciascuno di essi un frammento delle mie emozioni vissute anni addietro su quella terra lavica. E ve li ripropongo, per questo, con quell'estremo e malinconico piacere che ti dá la nostalgia. 

Buona visione!


Io, di questo video, amo tutto. La fotografia (splendida!); Le location, che rendono giustizia a vari aspetti naturalistici dell'isola: il mare, il vento, il bianco e il nero delle sue sabbie. Amo il senso di libertá che mi trasmette e amo, soprattutto, ogni singolo vestito e accessorio indossato da lei. Da guardare. 






Gli Stone Roses devono amarla particolarmente, Lanzarote, visto che l'hanno fatta scenario di non uno ma ben due videoclip. Questo del brano Fools Gold è il più vecchio non solo tra essi, ma  tra tutti quelli qui riportati. Risale al 1989 ed ha come cornice il parco naturale del Timanfaya. 


Nonostante i portali turistici riportino tutti il video precedente degli Stone Roses, io, tra i due, preferisco questo. Forse perchè le immagini appaiono meno datate. Forse perchè mi piace di più la canzone, che ne so. Gli scenari, dal canto loro, sono esattamente gli stessi. 



Alzi la mano chi non ha mai ballato questa canzone come un invasato alle feste più trash degli anni novanta. Quello che forse, come me, ignoravate, è che le ballerine con quelle sottospecie di fiamme inguardabili in testa zompettano con tanto di karaoke danzereccio sugli sfondi del Timanfaya, de El Golfo, e di un lungomare che mi par di riconoscere (anche se potrei sbagliarmi) come quello della Playa del Carmen. 







Quadro completo della natura lanzaroteña, è uno dei video che più mi ha fatto venir voglia di tornarci in mezzo. Di quelli che ti fanno dire “cacchio, che posto!”, per capirci. Nonostante l'atmosfera di inquietudine e vago decadentismo indotta dalle nuvole nere e dal sottofondo musicale. O forse anche un po' per quello, chissà.  


Selezionato a numerosi festival del settore quali il Berlin Indipendent Film Festival 2014, l'Art in The Dunes 2013 a Vasto, l'Ediburgh short film festival 2013 e (CON)FUSIONI 2013 a Lanciano, piú che un videoclip questo di Greco é un vero e proprio microfilm. Con una fotografia davvero splendida e uno sguardo piú artistico che turistico ritratta gli aspetti naturalistici piú selvaggi di Lanzarote. Si apprezzano scenari quali  Las Salinas Del Janubio, El Golfo, El Lago Verde, il Timanfaya, e il Puerto Del Carmen.





Un po' come mi capita con certi vocaboli, 'sta tipa, di cui fino a non più di un mese fa ignoravo l'esistenza, ultimamente me la ritrovo ovunque. In ogni caso, una canzone che recita: “donde el verde se convierte en negro, donde rugen los volcanes” (dove il verde diventa nero, dove ruggiscono i vulcani) non poteva essere girata in nessun altro luogo. Video molto on the road. Ah,  la pietra della fine non sta davvero sospesa nel vuoto, non vi preoccupate!






Deserto, tranquillitá e solitudine per questo video dell'italianissimo Fabi girato interamente nel Parque Nacional del Timanfaya.


Strana scelta di filtri, quella che intervalla le immagini di Lanzarote con quelle di Gran Canaria. Dell'isola qui in oggetto si apprezzano particolarmente bene soprattutto le saline e  le peculiari coltivazioni di vite sul terreno vulcanico, che disegnano motivi ornamentali mica da ridere sul paesaggio circostante. Sempre spettacolari i tramonti canari.  


L'amore di una coppia, stretta in un unico abbraccio protettivo per più di tre quarti del video, appare piccolo e al contempo fortissimo al contrasto con la natura selvaggia di Lanzarote. Bella la scelta di montaggio con le sculture semoventi di Manrique che tanto mi avevano colpita durante il mio viaggio sull'isola. Includerle, appena percettibili, in sovraesposizione sul paesaggio naturale rende peraltro giustizia alle finalità e obiettivi dell'artista: L'uomo che replica la natura, la natura e l'uomo che si fondono in una sola cosa. 







Trucchi, sangue  e stregoni in questo clip vagamente “demoniaco” girato in un – per contrasto – assolatissimo Timanfaya. 


Girato tra Londra e Lanzarote (di per sé giá un'ottima accoppiata) questo video aveva, se non sbaglio, giá trovato un suo spazio su questo blog. All'epoca l'avevo usato a pretesto per parlare di riusciti mix linguistici e stilistici. Qui, vi invito a concentrarvi sulle scene d'atmosfera vulcanica, usate per contrastare con l'immensitá della natura le scene prettamente urbane. Oggi come allora, tuttavia, non posso non apprezzare il look della cantante: un fiore in testa ha sempre il suo perchè. 

Se avete voglia di suggerirmi altre location ispaniche per le prossime puntate di “Turismo in Musica” siete, ovviamente, sempre i benvenuti! 

venerdì 3 gennaio 2014

I Look Ispirati ai Dischi: New Year's Eve Special Edition


Mi sarebbe un po' spiaciuto, cominciare l'anno all'insegna della moda. A conti fatti, lo scarso tempismo di questo post potrei giustificarlo anche cosí. La verità è che non sono riuscita ad ultimarlo in tempo. Avrei voluto pubblicarlo nel pomeriggio del 31 Dicembre. Stupirvi tutti con effetti speciali. Chessò, magari persino regalare ispirazione a qualche ritardataria in cerca di look per il veglione.

Invece.

Certo, a questo punto avrei anche potuto lasciar perdere. Capodanno è passato. Forse è anche sbagliato insistere su un tema. Ma il fatto è che le cose, a me, non piace lasciarle incompiute. E poi che fai, sprechi ore di lavoro certosino su Polyvore? Manciate di minuti di somma creatività (?) con la colonna sonora di Nashville sparata nelle orecchie a volumi improponibili? Tra l'altro c'ho un problema con Nashville. Dico sul serio. Insomma, sto riscontrando inquietanti paralleli tra la mia dipendenza da quella serie tv e quella che nutrivo da bambina nei confronti delle VHS di Jem. Probabile che io stia regredendo. Ma questo è un altro discorso. 

Il punto è che la risposta è no. Piuttosto, anzichè suggerirvi idee per i vostri outfit di fine anno, vi inviterò a ritrovare tra le mie proposte il più simile a quello che avete indossato. O forse, invece, sarà solo un aneddoto. Una mera elencazione tematica basata sui trend della stagione. 

Perchè è stato quello, il mio punto di partenza: la lettura di un articolo qualunque, postato su un webmagazine qualunque. Diceva che i colori di tendenza, per la notte di San Silvestro 2013, erano il silver, il rosso, il bianco e - come no!- l'intramontabile nero. Consigliavano peraltro di puntare sul total look.

Da lì, la "puntata speciale" della mia rubrichetta fashion, che peraltro noto con sommo dispiacere non caghiate granchè (si soffia il naso rumorosamente dopo profusione di singhiozzi). Pazienza (alzata di spalle). Però vi avverto che a me piace, quindi di tanto in tanto la dovrete sopportare.

Dicevo: sulle basi delle tendenze lette, il post musical-fashion di oggi è dedicato alle copertine dei dischi che meglio si addicono ad un outfit per capodanno. Le restrizioni indotte dalla tematica hanno fatto sì che, questa volta, non si tratti esclusivamente di album che sono solita ascoltare. Anzi, almeno due di essi - non specificherò quali per cortesia e/o amore della suspance - mi risultano abbastanza insopportabili. Tuttavia, i look sulla copertina sono glamour un bel po'.

Sul tema Silver c'è La Oreja de Van Gogh, con il greatest hits live "Primera Fila". Sul tema Rosso, la duplice variante della malagueña Diana Navarro sulla cover di - ironia!- "Camino verde" e dell'italiana Alessandra Amoroso col bellissimo abito che indossa in "Amore Puro". Per il bianco ho optato per la mise un po' mascolina ma comunque elegante di Laura Pausini nel recente Greatest Hits. Per rappresentare la tendenza black, invece, chi meglio di Malú, che in "Gracias" c'ha sú un vestito che comprerei parecchio volentieri anch'io. A tal proposito: manicotti, catene dorate e borchie sono presi dal retrocopertina, come del resto la scollatura sulla schiena della Amoroso. 

Allora? Poi me lo dite, a quale di questi outfit si avvicinava di piú il vostro?


Music Inspired! - La oreja de Van Gogh, Primera Fila