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sabato 20 settembre 2014

Tre ritorni e una scoperta: il Settembre musicale Made in Spain

Mese di uscite discografiche, Settembre. Lo compongono singoli finalmente non forzati al frivolo; new hit ovunque sintonizzi; antipasti di album da comprare a Natale. In Spagna, ad esempio, l'hanno segnato i grandi ritorni. Fito y Fitipaldis, Pablo Alborán e Melendi (più o meno in ordine di gradimento personale) erano senza dubbio tra i più attesi. 

Li ho ascoltati, i loro lavori. E devo dire che non mi hanno entusiasmata. Gradevoli, certo. Ma privi di quell'insondabile quid che trasforma il "carino" in pelle d'oca. Troppo uguali a se stessi. Troppo accomodati in formule consolidate. Ecco, questa é la mia sensazione. Persino Fito pare essersi ridotto ad una copia di tanti suoi successi, nonostante il verso "Lo contrario de vivir es no arriegarse" sia diventato in poco tempo uno tra i più citati sui social. 



Melendi, dal canto suo, sembra stia seguendo una parabola discendente per cui non intravedo possibilità di riscatto. Negli anni, il flamenquillo pop degli esordi é andato via via lasciando il posto a brani di qualità (a mio avviso) sempre meno convincente e testi sempre meno ingegnosi. Perché? Mi vien da chiedermi ogni volta. Ad ogni nuovo disco che inevitabilmente commento con un "sí, bello, ma era meglio quello prima". Sconforto.



La dice lunga il fatto che, tra i tre, quello che mi convince di più sia il nuovo singolo di Pablo Alborán. Che, insomma, gran bel figliuolo finché vuoi (nonché, in quanto malagueño, anche simpatico a prescindere), ma m'é sempre parso un po' una lagna. Comunque "Por fin" é orecchiabile e struggente al punto giusto. E infatti, non a caso, gli ha fatto superare in soli tre giorni il milione di visualizzazioni su youtube. 




Ad ogni modo, se é vero che dai Ritorni mi aspettavo di più, una scoperta interessante c'é stata. Perció, anche se non si tratta di una novità in senso stretto, mi preme condividerla con voi. A raccomandarla, tramite Twitter, proprio il solito Dani Martín. E, nonostante sia ormai un fatto noto che la mia passione musicale nei suoi confronti stia vacillando pericolosamente, i suoi consigli hanno quasi sempre incontrato il mio gusto. Questi qui, poi, mi intrigavano non poco. Voglio dire, dai: un gruppo che si chiama "La Maravillosa Orquestra del Alcohol", un po' di curiosità te la mette a prescindere. Soprattutto se vai a cercarne l'ultimo disco su Spotify e scopri che contiene tutta una serie di brani intitolati "vasos vacíos" (bicchieri vuoti), "Amoxicilina" e simili. Il mio preferito é, senza ombra di dubbio, proprio quel "Quién nos va a salvar?" che all'LP dá il titolo. Una domanda che é tutta una dichiarazione di intenti. L'unica pecca? Farsi abbreviare in M.O.D.A. L'accento, vi prego, non metteteglielo mai. 


domenica 13 luglio 2014

Argentinità.

Prima regola dell'italo-spagnolo in caso di Mondiali: in assenza delle Nazionali di riferimento, parteggiare sempre per la squadra ispanofona. Specie se si lega ad un discreto numero di fatti, persone e vicissitudini del tuo presente. O immediato passato. O prossimo futuro, quel che é. Insomma, parrebbe piuttosto evidente che stasera io debba mettere da parte il rapporto conflittuale che ho da sempre con l'orgoglio argentino. Dimenticare un tizio che mi stava sulle palle, per esempio. O Maradona. L'appropriazione indebita delle origini del Tiramisú. Dimenticare - sí, ecco - anche l'accento e l'insistenza degli addetti ai call center di Málaga, in perenne combutta con la dueña la mattina dei giorni di festa. Dovrei pensare a Calamaro, invece, che guarda caso é in concerto a Madrid proprio la sera in cui , in un prossimo viaggio itinerante, io raggiungerò la Capital. Oppure a una canzone dei Negrita. Alla donna chiacchierona su di un autobus per Roses. Alla mia ferma, perenne, convinzione che lo Stato che ha dato le origini a Messi non sia altro che il risultato di una somma. Perché é così, tecnicamente, dai: Italia+Spagna = Argentina. La storia non mente, le locuzioni linguistiche neppure. "Valigia non é maleta, in Argentina, ma valija". Persino quello stesso orgoglio, adesso che ci penso, forse non é che eccesso di itañolitá. 




Di argentini, nella mia vita presente e passata, ce ne sono stati diversi anche in campo musicale. In attesa della finale dei Mondiali, giusto per darci una colonna sonora, ecco un campionario di quelli con cui più di recente ho avuto o avrò a che fare. 

Axel. Mi sa che l'ho già detto, ma la sua "Tus Ojos, mis ojos" é stato il mantra di un viaggio a Madrid. Il tormentone personale. L'ossessione. Il delirio che ancora fa ridere chi ha condiviso con me quell'avventura. Erano solo due mesi fa, eppure sembra già passato un secolo (profusione di sospiri). 




Lucas Masciano. Argentino D.O.C, apripista involontario del mio primissimo concerto de El Canto del Loco. Menestrello con la t-shirt di Diablito in un locale fumosissimo di Fuengirola. Lo rivedró Venerdí, dopo svariati anni. In proiezione un documentario in cui note e viaggio s'incontrano nel migliore dei connubi. Una canzone, scoperta da poco, che si é già guadagnata la mia approvazione.




El Pescao. Come non citarlo, lui che ha in Buenos Aires famiglia e seconda patria. Lui che ci ha vissuto. Che ci ha fatto nascere entrambi i figli. Lui che ha scritto una canzone intitolata "Azul Y Blanco" pensando ai colori di quella bandiera. Sará il nuovo singolo, e a me piace da impazzire. Se vincesse l'Argentina, ascoltarlo a Madrid pochi giorni dopo avrebbe davvero un sapore speciale. 



Sí, forse dovrei rispettarla, quella regola. Peró tifavo Italia. Avevo nella Spagna la seconda scelta. Poi simpatizzavo Cile per mere omonimie. Ancora, fino all'ultimo, sognavo un trionfo della Colombia. Quindi ci tengo a dirlo, prima che mi addossiate strane responsabilità: Deutschland, Deutschland über alles, gran bella cittá Berlino, oh quanto mi sta simpatica la Merkel. Che dite, può bastare? 
Buona finale a tutti!

sabato 12 aprile 2014

Turismo in Musica: i videoclip girati a Siviglia

Dopo lungo lavoro di ricerca ed innumerevoli parentesi amene (non è belliiiisssima questa cosa che hanno fatto ambientando i dischi nelle immagini di Google Street View?!) , posso finalmente mantenere le mie promesse. Che, nello specifico, corrispondono alla scoperta di Siviglia attraverso i videoclip che lì sono stati girati. 



Ora: devo premettere che il mio filo-ispanesimo (o ispanismo?) è cresciuto tra orde di malagueñi, inculcandomi un abbastanza fastidioso - ma altrettanto inevitabile – sentimento di sufficienza nei confronti della cittá in questione. Málaga e Siviglia, si sa, si odiano almeno quanto triestini e friulani, parmigiani e reggiani, stranieri e grafia corretta della parola peperoni. Insomma: m'hanno sempre detto che son meglio loro. Chè i sivigliani c'han manie di grandezza. Ché lascia perder, va. E siccome io, i malagueñi, li adoro, ho sempre avuto un'inconscia tendenza a credergli. 

Non aiutano le mie peripezie personali: ad esempio, il fatto che  ogni volta che abbia cercato di organizzare una trasferta a Siviglia durante l'Erasmus qualcosa sia andato storto. Oppure le tempeste di neve che ritardano voli Ryan air (evento piú unico che raro, in genere collegato a qualcosa di molto tragico come eruzioni di vulcani islandesi, terremoti a Lorca o - per l'appunto- Era Glaciale Formato 3D). I miei piedi gonfi in modo esagerato. E, ancora, la terribile nausea misto brivido misto attacco-di-panico in conseguenza di una brutta telefonata. Poi magari era una specie di maledizione di Tutankamen, che ne so. Una risposta alla mia energia negativa. Perché sono convinta che le cittá li percepiscano, i nostri approcci non proprio amichevoli. Sono esseri vivi, d'altro canto, mica mera architettura! 

Eppure, nonostante questo, sono costretta ad ammettere che Siviglia é anche una cittá meravigliosa. Ricca di storia, di angoli mozzafiato, del flamenco piú autentico ch'io cosí tanto amo. In fondo, prima di diventare malagueña inside, l'avevo amata piú d'ogni altro posto visto prima. Succedeva alla gita di maturitá, quando tra aranceti, segreti, e resti di Colombo sparsi ovunque un tizio cercava di conquistare tutte noi fanciulle per il solo fatto di essere un torero. Cosí diceva, per lo meno.  Lí scoprii il tinto de verano. E certi amori mica si dimentican cosí. 

Buon ascolto!

Medina Azahara – Sevilla 

Un vero e proprio tributo alla cittá, che ha come principale scenario l'Alameda de Hércules. Una curiositá? Le riprese del video attirarono nella zona un sacco di turisti e di curiosi, tra cui lo stesso sindaco, Juan Ignacio Zoido (qui il making of ) 




Simply Red – Something Got me started 

Se una cosa s'é capita, da questa mia rubrica musicale, é che i Simply Red amano la Spagna almeno quanto me. Anche Siviglia rientra nel vasto range di location iberiche scelte dalla band per i suoi videoclip. In questo caso la cittá accompagna il primo singolo del loro album piú venduto, “Stars”. Tra le numerose location, anche la bellissima ed  emblematica Plaza de España. 



Le immagini si Siviglia e provincia si alternano sullo sfondo nello stile di montaggio ipnotico e vagamente angosciante che pervade tutto il clip. E, nonostante questo, ti rendono inevitabile pensare “quant'é bella l'Andalucía”. PS: il tipo a me sembra tutto, tranne che l'incarnazione del bienestar. Ma vabbé. 

María Aguado – Me toca a mí 

La canzone in sé non é che sia tutta 'sta gran roba, ma non posso fare a meno di notare che la tizia ha un paio di stivaletti uguali ai miei, gli orecchini a forma di chitarra simili ai miei, le calze nere traforate quasi come le mie e un paio di magliette che indosserei volentieri (quella a pois e quella grigia che lascia la spalla scoperta, per la precisione). Il che mi porta: A) a considerarla simpaticissima e B) a chiedermi se per caso non abbia ragione tutta quella gente che non fa che dire che i miei gusti in fatto di moda siano irrimediabilmente spagnoleggianti. 
In ogni caso, le immagini di Siviglia compaiono a partire dal minuto 1.54 circa. Con un cielo stupendo e un'ottima fotografia. 



Non solo Siviglia ma anche Sagrés e Lisbona in questo clip degli italianissimi EPO, che inserisco soprattutto a mo' di unica rappresentanza nazionale. C'é anche una versione alternativa montata per gioco, e visibile qui.

Per consultare le altre “puntate” della mia rubrica “Turismo in Musica” basta cliccare qui. E se vorrete consigliarmi qualche prossima video-destinazione, meglio ancora! I commenti sono tutti per voi! 

domenica 16 febbraio 2014

Turismo in Musica: i videoclip girati a Lanzarote (Canarie)

Quando ho letto le vostre risposte, devo ammetterlo, un po' mi son sentita scema. Vi chiedevo, su Facebook, quale scenario spagnolo avreste eletto a protagonista di una nuova puntata della mia rediviva rubrica “Turismo in Musica”. Ecco: appena ho letto “Lanzarote” mi sono chiesta come accidenti avesse fatto a non venirmi in mente prima. Isola vulcanica delle Canarie, ha quel tipo di fascino selvaggio che non può lasciarti indifferente. O la ami o la odi. Niente mezze misure. E, se hai una qualche seppur vaga velleità artistica, in entrambi i casi finirà con l'ispirarti un bel po'. 




Dai miei trascorsi turistici in loco sono ormai passati troppi anni. Ne ricordo, però, vividi i colori: il contrasto tra il nero della lava e le installazioni coloratissime di César Manrique. Il lago verde del Golfo, l'arcobaleno quadrato delle Saline, le coltivazioni improbabili dietro a semicerchi di muretti a secco. E poi le sensazioni: il dondolio del cammello Gloria, i miei capelli spettinati dal vento, la natura sterminata che ti fa sentire piccolo e precario appena prima di immergerti, di colpo, al centro del caos urbano di Arrecife. Coi suoi graffitti, il suo traffico disordinato e il regaettón a volumi tamarri che esce dai finestrini delle auto. Ricordo L'indolenza degli abitanti. I sorrisi. Le papas arrugadas e il mojo picón. Ricordo che Lanzarote, io, l'ho amata da morire. 

Nota filmicamente soprattutto per il cinema, l'isola ha ospitato l'introduzione di 2001 Odissea nello spazio e, piú di recente, gran parte de “Gli abbracci spezzati” di Almodovar. L'avrete senz'altro ammirata in svariati spot di automobili; E, manco a dirlo, é stata anche scenario di videoclip. Mica pochi, tra l'altro. Cercandoli, ho ritrovato in ciascuno di essi un frammento delle mie emozioni vissute anni addietro su quella terra lavica. E ve li ripropongo, per questo, con quell'estremo e malinconico piacere che ti dá la nostalgia. 

Buona visione!


Io, di questo video, amo tutto. La fotografia (splendida!); Le location, che rendono giustizia a vari aspetti naturalistici dell'isola: il mare, il vento, il bianco e il nero delle sue sabbie. Amo il senso di libertá che mi trasmette e amo, soprattutto, ogni singolo vestito e accessorio indossato da lei. Da guardare. 






Gli Stone Roses devono amarla particolarmente, Lanzarote, visto che l'hanno fatta scenario di non uno ma ben due videoclip. Questo del brano Fools Gold è il più vecchio non solo tra essi, ma  tra tutti quelli qui riportati. Risale al 1989 ed ha come cornice il parco naturale del Timanfaya. 


Nonostante i portali turistici riportino tutti il video precedente degli Stone Roses, io, tra i due, preferisco questo. Forse perchè le immagini appaiono meno datate. Forse perchè mi piace di più la canzone, che ne so. Gli scenari, dal canto loro, sono esattamente gli stessi. 



Alzi la mano chi non ha mai ballato questa canzone come un invasato alle feste più trash degli anni novanta. Quello che forse, come me, ignoravate, è che le ballerine con quelle sottospecie di fiamme inguardabili in testa zompettano con tanto di karaoke danzereccio sugli sfondi del Timanfaya, de El Golfo, e di un lungomare che mi par di riconoscere (anche se potrei sbagliarmi) come quello della Playa del Carmen. 







Quadro completo della natura lanzaroteña, è uno dei video che più mi ha fatto venir voglia di tornarci in mezzo. Di quelli che ti fanno dire “cacchio, che posto!”, per capirci. Nonostante l'atmosfera di inquietudine e vago decadentismo indotta dalle nuvole nere e dal sottofondo musicale. O forse anche un po' per quello, chissà.  


Selezionato a numerosi festival del settore quali il Berlin Indipendent Film Festival 2014, l'Art in The Dunes 2013 a Vasto, l'Ediburgh short film festival 2013 e (CON)FUSIONI 2013 a Lanciano, piú che un videoclip questo di Greco é un vero e proprio microfilm. Con una fotografia davvero splendida e uno sguardo piú artistico che turistico ritratta gli aspetti naturalistici piú selvaggi di Lanzarote. Si apprezzano scenari quali  Las Salinas Del Janubio, El Golfo, El Lago Verde, il Timanfaya, e il Puerto Del Carmen.





Un po' come mi capita con certi vocaboli, 'sta tipa, di cui fino a non più di un mese fa ignoravo l'esistenza, ultimamente me la ritrovo ovunque. In ogni caso, una canzone che recita: “donde el verde se convierte en negro, donde rugen los volcanes” (dove il verde diventa nero, dove ruggiscono i vulcani) non poteva essere girata in nessun altro luogo. Video molto on the road. Ah,  la pietra della fine non sta davvero sospesa nel vuoto, non vi preoccupate!






Deserto, tranquillitá e solitudine per questo video dell'italianissimo Fabi girato interamente nel Parque Nacional del Timanfaya.


Strana scelta di filtri, quella che intervalla le immagini di Lanzarote con quelle di Gran Canaria. Dell'isola qui in oggetto si apprezzano particolarmente bene soprattutto le saline e  le peculiari coltivazioni di vite sul terreno vulcanico, che disegnano motivi ornamentali mica da ridere sul paesaggio circostante. Sempre spettacolari i tramonti canari.  


L'amore di una coppia, stretta in un unico abbraccio protettivo per più di tre quarti del video, appare piccolo e al contempo fortissimo al contrasto con la natura selvaggia di Lanzarote. Bella la scelta di montaggio con le sculture semoventi di Manrique che tanto mi avevano colpita durante il mio viaggio sull'isola. Includerle, appena percettibili, in sovraesposizione sul paesaggio naturale rende peraltro giustizia alle finalità e obiettivi dell'artista: L'uomo che replica la natura, la natura e l'uomo che si fondono in una sola cosa. 







Trucchi, sangue  e stregoni in questo clip vagamente “demoniaco” girato in un – per contrasto – assolatissimo Timanfaya. 


Girato tra Londra e Lanzarote (di per sé giá un'ottima accoppiata) questo video aveva, se non sbaglio, giá trovato un suo spazio su questo blog. All'epoca l'avevo usato a pretesto per parlare di riusciti mix linguistici e stilistici. Qui, vi invito a concentrarvi sulle scene d'atmosfera vulcanica, usate per contrastare con l'immensitá della natura le scene prettamente urbane. Oggi come allora, tuttavia, non posso non apprezzare il look della cantante: un fiore in testa ha sempre il suo perchè. 

Se avete voglia di suggerirmi altre location ispaniche per le prossime puntate di “Turismo in Musica” siete, ovviamente, sempre i benvenuti! 

domenica 20 ottobre 2013

Turismo in Musica: i videoclip girati a Bilbao (Feat. Voglia di Partire!)

Poche cose mi rendono piú felice della prospettiva di un viaggio. Ché l'idea, in fondo, é sempre un pot pourrí di possibilitá. Si gonfia di aspettative. Di domande. Di progetti. É l'itinerario che ti si disegna in mente. La cornice di caselle vuote che non vedi l'ora di riempire. Cosí me ne sto qui, a fingermi di nuovo una tour operator. Confondo i banner mirati con ricerche molteplici su Booking e Hostelworld. Consulto compulsiva i voli di Dicembre, attesa di ulteriori ribassi prima di metter mano alla carta di credito. E ancora Trenitalia e Renfe, Alsa ed Apt. 

Sí, decisamente poche cose mi rendono piú felice della prospettiva di un viaggio. Una di queste, é la prospettiva di un viaggio in un luogo in cui non sono stata mai. 
E' per questo che ho deciso di iniziare a conoscerne uno nel modo in cui di solito li presento a voi. Certo, non che siano molti, i videoclip girati a Bilbao (io ne ho trovati solo tre, e a fatica). A quanto pare é piú una cittá da film e spot pubblicitari, che il set prediletto per una canzone. Posto strano, per i nostri stereotipi di Spagna. Troppo freddo in inverno, forse troppo piovoso per me. Ha l'identitá confusa in un nome doppio; strade impronunciabili di x e di vocali. Eppure ne parlano come di gentilezza commovente. Culla di ospitalitá a tratti disarmante. Emblema dell'unione piú armoniosa tra il vecchio e il nuovo, tra il Guggenheim e le paperelle formato gigante disposte sull'acqua di un'immaginaria vasca da bagno infinita. Ne parlano per i pintxos, anche e soprattutto: variante basca delle tapas corredata da pratico stuzzicadente (si chiamano "pintxos" proprio per quello!). Acquolina in bocca solo a vederla. Infinito desiderio di scoprire. 



Signore e signori, benvenuti (anzi, Ongietorri!) a Bilbao.

Mariah Carey, Sweetheart


Se cerchi video musicali girati a Bilbao, tutti ti rimandano a questo. Io direi "purtroppo", visto che per Mariah Carey provo un'antipatia ancestrale. Tuttavia, devo ammettere che dà un ritratto davvero spettacolare del Guggenheim, con l'aggiunta di alcuni altri scorci urbani della città. Il gatto, però, lo vedo perplesso.



Simple Minds, Glitterball


Le location sono più o meno le stesse del video della Carey. La canzone è meglio. Fantascientifiche le scene in notturna, e splendida la decorazione di una delle chitarre.


Icon of Coil, Former Self 

Panorami notturni anche per questo video "on the road" degli Icon of Coil, uno dei pochi non incentrati sull'onnipresente e maestoso Guggenheim. Zoom e tremolii conferiscono al filmato un'impronta decisamente genuina e amatoriale.



Se conoscete altri videoclip girati a Bilbao, come sempre, segnalatemeli pure!

PS: non mi sono dimenticata della rubrica sugli italospagnolismi di Instagram, solo che ho deciso di renderla quindicinale. In primo luogo per avere piú materiale, e poi perché cosí facendo rendo un po' piú vario il blog. 

venerdì 4 ottobre 2013

I 3 videoclip piú fashion (e una divagazione sugli eschimesi)

Freddo polare. Dicembrino. Di quelli con la bora forte, le stalattiti di ghiaccio e gli eschimesi che ti costruiscono igloo abusivi in giardino. Ok, forse con gli eschimesi ho un po' esagerato. 




Freddo di quelli in cui pensi alle persone che anelavano convinte la fine dell'estate. Un'estate durata su per giù due giorni e mezzo. Uff che caldo, uff che schifo il sole. E avevano il coraggio di dirtelo pure. 

Ti ricordi di loro, adesso, dal disagio del tuo Nord Est tutto bello intriso di meteoropatia. Ti chiedi se saranno contente. Se abbiano una minima idea. Ti chiedi come cacchio si possa amare una stagione di mezzo in cui la sola cosa bella sono i giubbini in pelle. E giù valanghe d'imprecazioni. 

Nel frattempo ti suona il telefono. E' Abdul. Forse Mohammed. Cerca il tizio che vende mozzarelle. Sì, giusto numero. A me detto fa squillo. No guarda che hai sbagliato. 
Risuona. L'Università di Parma che ti chiede se la Laurea ti è stata utile, e quanto guadagni al mese. Per poco non gli ridi in faccia, ma alla fine sei sempre troppo buona. L'eschimese, da fuori, ti mima con le labbra “machecacchiostaiadí?
Risuona. Esseemmeesse, questa volta. La Vodafone informa che ha una foca di nome Monica come nuova testimonial. La foca Monica, capite? Resti senza parole. 

Non suona più. 
E pensi che la tua vita sociale andrebbe rivista un tantino. 

Insomma, la situazione è questa. Con l'aggiunta del vicino che t'instaura profezie nefaste in un cantiere edile proiettato al weekend; E un libro di Murakami che non ti sta convincendo come avresti creduto. O voluto. La situazione è del tipo che parli di te in seconda persona; e, immersa nella vasca da bagno, elabori teorie socio-antropologiche partendo dai termini volgari delle lingue spagnola e italiana (magari un giorno approfondisco). 

E peró in tutto questo, chissà come, riesci ancora a sorridere. Tanto, pure. Sarà che è Venerdì, e per sdrammatizzare cucini cupcake al cioccolato. Sarà che la musica è un anestetizzante naturale. Sarà sarà l'Aurora. Ramazzotti. Che leggo essere una specie di divetta dell'Instagram. Oddio, lo leggo su Libero.it, che non è certo il campione dell'affidabilità. Però... 

Sarà che riesco a divagare anche quando avrei voluto semplicemente parlarvi di videoclip. 

Sì. Perchè non lo com'è. Ma da qualche parte, nel folkloristico quadro della quotidianità, il mio lato fescionvictim (femminile singolare, ma nel senso di strano) si è fatto sempre più preoccupantemente spiccato. Così mi trovo a fare zapping tra Youtube e MTV. E mi innamoro inesorabilmente dei capi d'abbigliamento indossati dalle protagoniste femminili. Alcune protagoniste, almeno. 

In concreto, ultimamente sono tre i videoclip a cui mi ispirerei per rifarmi il guardaroba. Ve li condivido qui sotto. Così, giusto perchè me l'ha detto l'eschimese. 


Gianna Nannini – Scegli me





Il look della ragazza è semplicemente perfetto. Oltre che molto trendy, bisogna dire:  tra il chiodo, gli stivaletti borchiati e la gonna asimmetrica sembra di guardare un catalogo di moda. 'Somma: i videoclip della Nannini, per farci qualcos'altro. Dove il “qualcos'altro” è ammirare i vestiti. 






Avicii – Wake me up




Amore assoluto per gli accessori. Dalle collane ai bracciali, passando per gli stivaletti e (soprattutto!) le borse. 






Cris Méndez – Vida




Io, alla Cris, ruberei direttamente tutto l'armadio. Lo dico sempre, e l'ho detto anche a lei. La gonna, il mio capo preferito. 



Se poi voi avete qualche altro videoclip di cui apprezzate il lato glamour, sono tutta orecchi. Cioè, occhi. Cioè...linkatemelo, ecco. Chè mi fa piacere. 

venerdì 16 agosto 2013

Turismo in Musica: i videoclip girati a Tarifa

Tarifa, ormai dovreste saperlo, è uno di quei posti che mi son rimasti nel cuore. Mi piacerebbe tornarci, in vista del mio prossimo rientro a Málaga. Certo, sempre che esprimere il concetto a chiare lettere non porti ad altre improbabili guerre fredde neocoloniali. Ché, voglio dire: giá gli sbarchi clandestini sono triste routine, lungi da me accumulare altri casini. Nel dubbio, mi aggrappo al condizionale. Faccio la gnorri. E vi presento la localitá nel modo a cui ormai vi ho abituati: eccoli qui, allora, i videoclip che sono stati girati nel punto bianco e ventoso piú meridionale d'Europa! 


1. Macaco – Puerto Presente (ft. Fito Cabrales)




Video di echi surrealisti per quest'inedita (quanto riuscita) collaborazione tra due grandi della scena musicale iberica. Lo scenario é l'immensa spiaggia tarifeña, qui resa ancora piú affascinante dall'assoluta assenza di presenze umane. Unico dubbio: la maga é Carmen Machi - protagonista di Aída- o ci assomiglia soltanto? 

2. Los Rebujitos – Ya no sé qué hacer 

Non si poteva scegliere location piú adatta, per ambientare accenti e ritmi di un brano in cui il flamenco si fonde a sonoritá quasi arabeggianti, come l'Andalusia incontra il Marocco  nella lingua di mare lí davanti. Oltre a Tarifa, nel video compaiono anche alcuni scorci di localitá vicine della Costa della Luz come Bolonia (ricordate? Ne parlavo in un post!) e Utrera. 


3. Lineafilms – hacer el amor 

Per quanto si tratti di una produzione di stampo decisamente amatoriale, ho deciso di includere questo video perché presenta una visione di Tarifa un po' piú completa di quelle canoniche. Oltre alla sua spiaggia idilliaca, infatti, il protagonista ci porta alla scoperta di diversi scorci urbani sia in diurna che in notturna, dalla chiesa di San Mateo al lungomare increspato dall'immancabile vento. Alcune riprese sono state fatte anche a Gibilterra.

4. Chambao – duende del sur





E qui ammutolisco. Perché no, davvero, che vi dovrei dire? "Duende del sur" é LA canzone. E' il mio Erasmus. E' la Spagna che ho vissuto. E' lo spirito e l'imprinting che m'é rimasto incollato all'anima. Il mio Sud, insomma, quello che continuo a cercare in ogni dove. Il video lo riflette appieno. Tanto che l'unione di testo e immagini, ogni dannata volta, mi strappa qualche lacrima. Ho pianto anche un minuto fa, riguardandolo. Anche se sul Play ci avró cliccato cento volte almeno. Anche se lo conosco a memoria. Anche se piangere per un videoclip, Dio Mio!, non é normale.

Ecco perché non diró nulla, se non che quella distesa bianca su cui cammina La Mari é sabbia. E no, l'immagine - assicuro - non é affatto filtrata. Capite, adesso, perché dico di amare 'sto posto?


5. The SunClub – Te Te (Shake that heaven)





Dalla Tarifa della natura e della pace, alla Tarifa del divertimento, della gioventú e del surf. Un vero e proprio spot turistico, questo che accompagna le note dance dei The SunClub. In pochi minuti, gli autori del brano riassumono egregiamente una delle tante anime del luogo. 


7. U2-  Moment of surrender 

Concludo con un altro tocco internazionale, questa volta a cura di una delle band piú conosciute del Pianeta. Anton Corbjin ha girato per gli U2 questo bel video in bianco e nero che, nonostante sia nella sua quasi totalitá ambientato a Cadiz, si conclude (come apprendo da svariati fanclub degli irlandesi) proprio sulla spiaggia di Tarifa.

Al solito, se siete a conoscenza di qualche altro video musicale girato sul posto, segnalatemelo!

mercoledì 3 luglio 2013

"Mil Pasos": il tocco ispanico dietro al duetto di Chiara e Fiorella Mannoia


Vi sarà senz'altro capitato di ascoltare Chiara e Fiorella Mannoia duettare alla radio in “Mille passi”. Quello che forse non tutti sapranno, però, è che si tratta di una cover. L'originale, del 2007,  l'interpretava Soha, cantante francese di origine algerina e velleità latine. E...indovinate un po'? Vantava un testo (quasi) interamente spagnolo. 

Vi lascio entrambe le versioni, a mo' di tributo italo-iberico a una giornata che per me è stata fortemente musicale. 

Allora? Quale preferite tra le due? 




giovedì 20 giugno 2013

Turismo in Musica: i videoclip girati a Mallorca

Ormai dovreste averlo capito, che ho voglia di vacanze. Oddio, a dire il vero ne ho anche di concerti, di smalto rosso a pois bianchi, di bayleis coi cubetti di caffè ghiacciato e di trovare un modo per continuare l'incipit stupendo che mi è venuto in mente l'altra notte. Ma forse è meglio fare un passo per volta. Quindi, dicevo, ho voglia di partire. Scappare. Crogiolarmi in un beato far niente tra sole, mare e tutt'al più qualche mojito. E nel celebrare il fatto che – gaudio e tripudio! - un volo economico sono poi riuscita a trovarlo anche in pieno Agosto (leggesi VadoaMálagaVadoaMálagaVadoaMálaga), ribadisco il concetto facendo venir voglia di mare pure a voi. Beh, questo é l'intento, almeno. Perché, nel riciclare un'altra delle mie rubriche storiche, oggi scelgo di presentarvi Mallorca attraverso i videoclip che lí sono stati girati. La sorpresa? A quanto pare lo scenario piace particolarmente ai musicisti svedesi... 

Lacrosse- You can't say no Forever


Eccone un esempio. Qui, intento a rappresentare la scelta musicale di Estrella Damn in uno degli spot della mitica campagna “Mediterráneamente”. Credo anche di averne giá parlato, a suo tempo. Solo che – abbiate pazienza! - adesso sono troppo pigra per andare a cercarne le prove. Il fatto é che 'sto video, a me, é sempre piaciuto non poco. Condensando in pochi minuti tutto lo spirito dell'estate, ci porta a scoprire la Serra de Tramuntana, dichiarata non poi da tantissimo Patrimonio dell'Umanitá. Di essa si apprezzano le curve serpeggianti e la spiaggia di Formentor, il panorama mozzafiato di Deía, le feste popolari di Banyalbufar e, come se non bastasse, anche uno degli angoli forse piú affascinanti di tutta l'isola: il Torrent de Pareis. E il  bello é che Estrella Damn, quando sceglie di girare uno spot, lo fa anche a beneficio del turismo locale. Per questo, oltre ai paesaggi in sé, il montaggio non ha risparmiato alcuni dei simboli caratteristici di Mallorca. I costumi tradizionali da “pagés”, i maialini neri e le terrine in terracotta usate al posto dei piatti sono soltanto alcuni tra quelli che i piú esperti conoscitori dell'isola riconosceranno senza fatica. A mó di post scriptum, urge dire che il protagonista del clip non é brutto per niente. 





Ve la ricordate Lisa? Ecco, nemmeno io. Stando a Wikipedia, peró, nel 1998 aveva vinto Sanremo con una canzone intitolata “Sempre”. E sembra essere (stranamente) una delle poche italiane ad aver girato un videoclip a Mallorca. Per la precisione nella sua capitale, Palma. Riporto il dato piú per dovere di cronaca che altro: le riprese quasi esclusivamente d'interno, in realtá, non lasciano apprezzare della cittá nient'altro che un po' di mare. 

El Pescao – Si me pusiera en tu piel. 


Con David Otero il discorso cambia. E suppongo sia anche inutile dirvi quanto io adori ogni singolo aspetto di questo videoclip e del relativo brano. Tanto per cominciare, é lodevole la finalitá per cui entrambi sono stati creati: quella di incentivare la pratica di discipline sportive da parte di persone diversamente abili. Per questo, il filmato ospita alcuni campioni olimpici e paralimpici ed altri volti noti dello sport spagnolo che hanno scelto di aderire al progetto. Riconoscerete senz'altro Jorge Lorenzo, solo per nominare il piú mediatico. Tutti loro ci conducono alla scoperta di Palma de Mallorca sullo sfondo di note accattivanti che non possono evitare d'infondere allegria. Tra gli scenari spiccano il Paseo de Mallorca (percorso da David in bicicletta secondo gli itinerari per il ciclo-turismo piú classico), la famosa Catedral de la Seo, il centro storico e il Paseo Marítimo; senza dimenticare il Castillo de Bellver e il Paseo del Portixol. 






Se c'é una cosa che ho scoperto, in queste mie ricerche musicali per il blog, é che Jamiroquai, a quanto pare, é un filo-ispanico convinto. Per Loove foolosophy, una delle sue hit forse piú conosciute a livello mondiale, ha ceduto al fascino dell'isola baleare. A dividere con lui scene alla James Bond c'é la top model tedesca Heidi Klum. 


Ed ecco qua un altro svedese. Ve l'anticipavo, no? Basshunter (all'anagrafe Jonas Erik Altbeg) é uno dei piú quotati produttori di musica dance. Per questo video ha scelto, presumibilmente in quest'ordine, l'attrice porno norvegese Aylar Lie e la Mallorca piú festaiola e turistica. La voglia d'estate che miravo a infondervi, a questo punto, dovrebbe giá essere arrivata ai vostri massimi storici. 

Blank & Jones with Cathy Battistessa – Happiness. 


Sonoritá un po' chill out per quello che é probabilmente il ritratto piú completo dell'isola che sia mai stato realizzato in formato videoclip. Il viaggio dei due protagonisti é documentato con estrema precisione, dall'aeroporto di partenza alla visuale di Mallorca dal finestrino dell'aereo; dai primi scorci idilliaci on the road all'ingresso in hotel; dalle specialitá gastronomiche al mare turchino... insomma, non manca nulla. Neppure – manco a dirlo – la classica festa in discoteca, a culmine della felicitá cui fa riferimento il titolo. Bello, davvero. 




Inna- Un Momento (feat Juan Magan)

Le tematiche della festa in barca e del giro in bici sul Paseo Marítimo sembrano essere un must di Mallorca, almeno se si giudica dai videoclip. Le ritroviamo anche in questo di Inna, unite ad una briosa passeggiata in una delle vie piú centrali di Palma, Calle Jaime II.  







Ormai é chiaro: é soprattutto la scena dance a prediligere l'isola come scenario. Vi lascio con l'ennesimo esempio, e con l'ennesimo svedese. Per la veritá, Mallorca si apprezza in qualche scorcio soltanto nelle prime inquadrature, per poi lasciare spazio alla quasi totalitá di scene d'interni. Ancora una volta, peró (come giá per Lisa), non potevo escludere il filmato dalla mia urgenza di completezza informativa. 

lunedì 15 aprile 2013

Turismo in Musica: i videoclip girati a Barcellona


Dì ad un italiano “Spagna”; e quasi certamente risponderà “Barcellona”. Ecco perchè rintracciare i videoclip ambientati in una città concreta non era mai stato così facile. Tra i numerosi connazionali che mi hanno anticipata, segnalo in particolar modo i blogger di Zingarate. Integrare il loro già ben fatto elenco ragionato mi permette, oggi, di regalarvi la terza puntata di “Turismo in Musica”. D'altronde, dopo il post su Madrid, non avrei potuto scegliere altra destinazione. Voglio dire, già si odiano abbastanza. Non sia mai che, vittime di mancate par condicio, i catalani poi si incazzino con me. C'ho pure il cognome di sonorità appropriate: mi sentirei in colpa mica poco.

Shakira – Loca





La consorte di Piquè, ormai barcellonese di adozione, è protagonista di uno dei video più chiacchierati tra quelli girati nella ciudad condal. Il tuffo nella fontana del Born, unito al giro in moto senza casco per il Passeig Joan de Borbó, è valso alla pop star una colossale multa per comportamento inappropriato. L'episodio, manco a dirlo, é passato di diritto alla Storia del Gossip Mondiale. O, volendo essere malvagi, a quella di una riuscita promozione. 


Sará stato anche guardare Amsterdam a renderlo contentissimo, ma il video l'ha girato a Barcellona. Certo, non che la cittá si veda molto. Ma il Tizianone nazionale ha messo sú un autentico micro-film d'effetto, per cui il play vale comunque la pena. 


Evanescence- My immortal

Il Barrio Gotico, uno dei quartieri che preferisco, si apprezza in tutta la sua bianconera bellezza in questo storico (e meraviglioso) clip degli Evanescence.

Zero assoluto – appena prima di partire



E' un autentico spot, quello che gli Zero Assoluto regalano a Barcellona. La band, che buona parte delle ragazzine spagnole conosce per colpe o meriti del solito Moccia, ha ritratto la cittá con la piú turistica delle visuali. Il Barrio Gotico, la Estación de Francia, il panorama dal Mirador de Barcelona e l'immancabile spiaggia della Barceloneta sono alcuni dei luoghi di cui vi faranno innamorare.



Fervente ammiratrice della cittá, la piccola grande Kylie é stata avvistata in piú di un'occasione per le strade di Barcellona durante qualche pausa dai suoi impegni professionali. Non stupisce, quindi, che abbia deciso di ambientare il videoclip di Slow proprio a bordo della piscina olimpica del Montjuic.

Sud Sound System feat. Morgan/Heritage- Piano


E' ancora il fascino della Barceloneta, ritratta nella duplice versione diurna e notturna, uno dei tanti protagonisti di questo curioso videoclip. La tizia valigio-munita, attraversando a piedi l'intera cittá, macina piú kilometri di me nei momenti migliori. E fa girare ben piú teste. Ma, su questo, sorvolerei.

Lucas Masciano – Al Diablo con Todo




Argentino trapiantato a Barcellona, anche Masciano ha scelto la sua cittá adottiva come cornice di uno dei suoi primi successi. La Rambla, la rete della metropolitana e Plaza Catalunya sono alcune delle location che si apprezzano. 

Ligabue– il meglio deve ancora venire 

Diciamocelo: un brano con un messaggio cosí ottimista non poteva che trovare la sua degna collocazione in terre ispaniche. E Ligabue, del resto, sembra aver visto in Barcellona un set particolarmente congeniale, visto che sono ben due i videoclip che ha scelto di girarci. In questo, come si legge nella nota ufficiale della Warner, “il Luna Park del Tibidabo dipinge una cornice tra gioco e sogno, in cui magnificamente si perde l'attrice Isabella Ragonese, protagonista d'eccezione”. 

Ligabue –il centro del mondo
Inizia in un'affollata Plaza Catalunya, il video che accompagna uno dei brani piú romantici che il rocker di Correggio abbia mai scritto. Tra viaggi nel tempo e una fotografia bellissima, le sue note ci portano a scoprire i molteplici aspetti della cittá e dei suoi dintorni.


Boy – little numbers

Bel video per una bella canzone che – confesso – non conoscevo. Dal Parc Guell al Mercado de la Boquería passando per il Born, non c'é luogo emblematico della cittá che non sia facilmente riconoscibile. Tra l'altro, mette un sacco di allegria.




Eros Ramazzotti - Cuanto amor me das

Se si parla di italo-spagnolismi Eros, a quanto pare, non si tira mai indietro. Notevoli, ancora una volta, le vedute panoramiche che fanno da sfondo ad uno dei suoi Grandi Classici. Qui, lo riporto in versione castigliana. 


Natalie Imbruglia – Big Mistake 
Decisamente una Barcellona insolita ed anti-convenzionale, quella ritratta in questo vecchio video dell'australiana. Il malcapitato protagonista, oltrettutto, mi fa seriamente pena. Poraccio.

 
Montserrat Caballé e Freddie Mercury – Barcelona




Non potevo concludere altrimenti. Autentico capolavoro dell'indimenticabile Freddie, che con Montserrat Caballé ha inciso un disco intero, questo brano omaggiava la cittá catalana in modo solennemente impeccabile. Nel video, i due cantano assieme in occasione delle Olimpiadi di Barcellona. E, sarete d'accordo, la cosa commuove un bel po' . 



sabato 9 marzo 2013

Turismo in Musica: i videoclip girati a Madrid

Se devo essere sincera, pensavo che sarebbe stato più facile. Peró la Capital, si sa, è cornice troppo gettonata. Soggetto di canzoni e poesie. Set di film. Pubblicità. Video virali di ogni genere e specie. Amata, amata tanto. Da me e da tutto il mondo con identico ardore. Normale, in fondo, che se la tiri un po'. Sì, perchè è questa l'immagine che mi è venuta in mente mentre cercavo materiale per la mia nuova rubrica: l'immagine di una donna troppo corteggiata per pavoneggiarsi in rete di ogni suo ammiratore. Poi è altamente probabile che io sia semplicemente suonata un bel po'.

Comunque.

Il punto è che ci ho messo più del previsto, a stilare un elenco ragionato dei videoclip musicali girati a Madrid. Per questo ne mancherà senza dubbio qualcuno. Per questo, vi chiedo di aiutarmi a rendere il tutto un po' più completo.
Ma nel frattempo, come già fatto per Málaga, lascio che sia la musica a raccontarvi un'altra delle cittá che hanno messo radici - e ben profonde- nel mio cuore. Buona visione (al solito, ove non siano "incorporati", cliccate sul titolo per visualizzare il video). 


La stazione di Atocha e molte vedute panoramiche in questo video sfarzoso e cinematografico in pieno stile Pittbull. Una rocambolesca fuga in auto ci permette di apprezzare, seppur velocemente, anche alcune delle calles piú emblematiche del centro della Capitale spagnola.

El Sueño de Morfeo – Ven


Allegria contagiosa, quella della band che quest'anno rappresenterá la Spagna all'Eurofestival. Una Raquel del Rosario coi capelli corti sbuca dalla fermata del metro Santo Domingo per guidarci in un'ideale passeggiata lungo le strade del centro, dalla Gran Vía a Calle Preciados passando per il Palacio Real e numerosi altri luoghi simbolo della cittá. 



Ramazzotti – un angelo disteso al sole



Il premio video italo-spagnolo del mese, per quanto i gusti personali se ne dolgano, va di diritto al Ramazzotti Nazionale. Perché, oltre a regalare a Madrid uno spot turistico in piena regola, il clip in sé é davvero molto carino. Spettacolare soprattutto la scena finale, con la cupola dell'edificio Metropolis a luccicare sotto il cielo grigio. Unico consiglio: non guardatelo con le cuffie. La tizia che canticchia a bassa voce sopra i gorgheggi nasali dell'interprete originale puó essere veramente insopportabile.





Al Palacio de Deportes di Madrid, tra le altre cose, ho visto il primo concerto de El canto del Loco di tutta la mia vita. Sempre lí, alla fine di quello stesso anno 2008, ho parlato per la prima volta con Dani Martín. Insomma, capirete quanto quel posto significhi per me. Ecco, il video di questa bellissima canzone dei Muse é stato girato proprio lí.


El Canto del Loco – Eres Tonto 


Visto che li ho nominati, eccoli qui. O pensavate che vi avessi risparmiati? Ah ah ah! Piú madrileñi del Oso y del Madroño (beh, a parte Chema) ECDL avevano fatto di questo brano il biglietto da visita di quello che sarebbe poi stato il loro ultimo disco di inediti come band. E, per accompagnarlo con immagini, avevano scelto di realizzare ben tre videoclip che raccontassero la stessa storia da diverse prospettive. In questo, che poi é stato forse il piú trasmesso dalle televisioni musicali, si apprezzano i vagoni del metro ligero e alcuni scorci di Plaza de España. 



Dato che l'ho rivisto dopo cosí tanti anni, vorrei peraltro trarne alcune conclusioni. Permettetemelo, vi prego. Anche se esulano dall'argomento del post. Chè, per esempio: io ho una foto con Dani, scattata l'anno scorso, in cui lui indossa quella stessa felpa grigia. Quella con la pantera armata, voglio dire. E pure David, la maglietta con su scritto I Love You,ce l'ha ancora. Poi non so cosa se ne possa dedurre o che importanza abbia, ma mi é saltato all'occhio. All'orecchio, invece, é spettato il rivelarsi di un'identitá. Perché ci faccio caso solo oggi, a quanto quella canzone rifletta, a conti fatti, l'essenza del gruppo. La musica é El Pescao, 100%. Il testo, dalla “falta de cariño” in poi, indiscutibilmente Martín. Che- a proposito di cose inquietanti – con 'sto look Pablo Corso Seconda Stagione continua a risultarmi affascinante mica poco. Non diteglielo, peró. 




A dire il vero, in questo clip, si apprezza piú il consueto disfacimento del personaggione Pete Doherty che la cittá. Ma insomma...dovevo pur far numero,no? In fondo ve l'ho detto, che preparare questo post é stato tutto fuorché facile.

Ergo, ribadisco: confido in voi. E spero in maggior fortuna per il prossimo “episodio”. Si accettano scommesse: di quale cittá mai parleró?