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domenica 20 gennaio 2019

I nuovi ristoranti e bar da provare a Málaga nel 2019

A Málaga tutto cambia e si muove in fretta, soprattutto nella ristorazione. 


Il ristorante di moda si svuota d'improvviso. Il bar più carino del quartiere lascia il posto ad un franchising. Nuovi punti d'incontro attirano i foodie dove fino all'altro ieri c'era quella tapería che avevi imparato a dare per scontata. 

Ho unito i miei "questo m'ispira" ai passaparola degli amici e ai consigli dei siti web per redarre una  lista di "buoni propositi" con i locali a mio avviso da provare nel 2019. La condivido con voi, nella speranza che torni utile a qualcuno. 

Mi raccomando: se ci andate, fatemi avere le vostre opinioni. 


COLMADO 93


Dava un po' di tristezza - mista, ammettiamolo, a terrore - vedere le serrande abbassate del bar che più di tutti ha rappresentato la mia vita a Málaga. 

Da quando La Tranca si è trasferita sul marciapiedi di fronte, non passava giorno senza che mi chiedessi cosa avrebbe occupato la sua vecchia sede. "Fa che non sia un cinese", pregavo. O uno di quei postacci con le slot machine, le fritture scadenti e i vecchietti in trip ludico di prima mattina. Sarebbe stata una fine triste per la cornice di tante risate, compleanni, addii, ritrovi e confessioni. 

Per fortuna, a quelle pareti impregnate dell'odore del Vermut, i proprietari ci si erano affezionati più di me. 
Alla fine se lo sono tenuto, quel posto. Ci hanno fatto un ultramarinos che, pur conservando l'arredo e l'atmosfera della vecchia Tranca, rinuncia ai dischi alle pareti, ai barili e alle ordinazioni urlate con il fine di puntare ad una clientela più matura. 

Foto: Colmado 93


Per chi non lo sapesse, un ultramarinos è un negozio che vende prodotti alimentari di qualità e quasi sempre di origine locale. Si chiama così perchè i primi stabilimenti di questo tipo in Spagna proponevano prodotti provenienti dalle colonie d'oltreoceano e, cioè, "al di là del mare" (in spagnolo ultramar). 

Stando ad un articolo de La Opinión de Málaga, la decisione di inserirsi in questa nicchia è stata presa in seguito a una visita speciale. Poco prima che il locale chiudesse, Manuel Roldán si sarebbe presentato al proprietario della Tranca parlandogli di tutto ciò che gli ricordava. In quel posto aveva iniziato lui, tanti anni prima, in un ultramarinos dove vendeva le olive per cui è famoso. Le stesse che oggi, in omaggio alla storia che trasuda da quelle pareti, potete assaggiare da Colmado 93. 

La differenza, rispetto agli ultramarinos classici, sta nel fatto che alla "vecchia Tranca" si può anche mangiare sul posto, o semplicemente sorseggiare una birra al banco chiacchierando senza troppe pretese. I prezzi sono un po' più alti che alla Tranca, ma atmosfera e qualità sembrano compensare. Occhio a non andarci troppo tardi, però: chiudono alle 23 (a mezzanotte nei fine settimana). 

Calle Carretería, 93


D' PLATOS



Foto: Comer Bien Málaga

D'Platos ha aperto da pochissimo ed è già una presenza costante nei feed di chiunque segua account gastronomici su Instagram a Málaga. Con 246 metri quadrati, due piani e un gran numero di tavolini all'aperto, è il primo locale aperto in città da un franchising particolarmente fortunato di Granada. 

La loro avventura iniziò nel 2011 nella vicina città andalusa, e da allora non hanno mai smesso di crescere. Attualmente stanno valutando di espandersi oltre i confini regionali, sondando il terreno in vista di prossime aperture a Madrid. 

Il segreto del loro successo sta nel proporre la tradizione delle tapas più tipicamente granaíne, rielaborandole però in chiave gourmet: un'idea che ha subito incontrato l'entusiasmo dei food blogger e dei foodie malagueñi, che si sprecano in recensioni positive. 

Se la vista non m'inganna dovrebbero avere anche il caffè Illy, dato sufficiente a fare la gioia di qualunque  italiano.

P.S: da provare assolutamente anche l'enoteca a fianco, anch'essa nuovissima. 

Calle Granada, 51

SAPORITO

Foto: Saporito Málaga
A proposito di italiani: non c'è connazionale che non conosca e non apprezzi le mitiche ed intoccabili pizze del Terra Mia. Ora i proprietari hanno deciso di renderci ancora più felici con questo minuscolo - ma ampiamente sufficiente - angolino di street food napoletano aperto non stop dalle 10 alle 6 del mattino. 

Questo significa che d'ora in poi potete concludere le vostre serate con una pizza al taglio come si deve, un calzone fritto, un arancino o magari un'ipercalorica "bomba" strapiena di nutella o crema al pistacchio. 



Si affidano a Glovo per le consegne a domicilio fino a tarda notte e voci di corridoio dicono che si stiano addirittura attrezzando con i croissant. 

Se così fosse, propongo il Nobel. 

Calle Granada, 5

LOVA 

Foto: Lova




Un altro locale decisamente pro-Instagram che ha fatto capolino di recente nella sempre più trendy calle Carreteria. Pasticceria in stile francese, Lova è specializzata in brunch e colazioni gourmet, ma apre fino alle otto di sera per deliziarvi con cibo e dolci fatti in casa con numerose opzioni vegan e gluten-free. 


Tra le proposte che più mi attirano ci sono la torta di carote, i pancakes, i cupcakes, i toast con l'avocado e gli immancabili macaron. Per farvi venire l'acquolina in bocca, vi basterà dare un'occhiata al loro account Instagram. 

Calle Carreteria, 56

CEREAL HUNTERS


Il 2018 è stato l'anno in cui la moda dei "cereal bar" è approdata in grande stile a Málaga: nel giro di pochi mesi almeno 3 o 4 locali di questo tipo sono stati aperti in zone diverse della città, facendo la delizia dei giovani che vi si possono recare per fare colazione o merenda esclusivamente a base di latte e cereali. 

Foto: Cereal Hunters Café Málaga


Questo nuovo concetto di gastronomia "su misura di millennials" (ma - azzarderei io - soprattutto della generazione successiva, la Z) è nato a Londra ed è arrivato in Spagna nel 2016, con l'apertura a Madrid del primo locale della catena Cereal Hunters, che oggi conta una decina di sedi in tutto il Paese. Una di queste, di recente apertura, si trova in pieno centro a Málaga e permette ai clienti di scegliere il tipo di latte, il tipo di cereali (nazionali o d'importazione) e il topping per creare la propria creazione perfetta. 

Robe da mandare in crisi Bandersnatch, insomma. 

Da considerare se volete provare un tipo di colazione un po' diversa, magari usando uno degli appositi coloranti insapore con cui potete rendere il vostro latte viola, azzurro, o della tonalità che più vi piace. 

Calle Cárcer, 2 


PITAYA

Foto: Pitaya Málaga
Non sono una fan sfegatata della cucina tailandese (buona, ma preferisco il Mediterraneo). Tuttavia, mi hanno parlato molto bene del nuovo ristorante che porta il meglio della tradizione thai in calle compañía. Nota di dolore: ha preso il posto di un negozio di vestiti che trovavo affascinante già dal nome, #Hashtag. 

Ancora una volta, si tratta di un franchising che ha sedi in tutto il mondo e che è stato attratto da Málaga per la sua fama di destinazione gastronomica in ascesa. 


Pitaya punta sulla cucina casereccia e sulla rapidità del servizio (i piatti vengono cucinati con il wok in appena un minuto), usando ingredienti freschi e ricreando nei suoi locali l'atmosfera urbana di Bangkok. 

Calle Compañía 28 


LA MONA 


Chiunque sia del Nord Est d'Italia non potrà evitare di ridere davanti al nome di questo tapas bar "de toda la vida" che ha aperto da poco in Plaza de Capuchinos. 

Francamente, io l'avevo bollato come il classico locale di quartiere senza pretese: un posto dove andare quando proprio non hai più nulla in frigo, o quando vuoi spettegolare sui vicini. Niente più, niente meno. Le ottime recensioni in Rete, tuttavia, mi hanno incuriosita: parlano di tapas buonissime, personale gentile e prezzi bassi. 


Le (ancora poche) foto c'è da dire che invogliano...che dite?

Foto: La Mona Tapas, Wine and Beer


Plaza Capuchinos, 8


Se conoscete qualche altro locale di nuova apertura a Málaga da consigliarmi per quest'anno, illuminatemi! I commenti sono tutti per voi. 



sabato 5 agosto 2017

5 account da seguire su Instagram per mangiare bene a Málaga

Non è certo novità delle più recenti che Málaga stia puntando sempre più sulla gastronomia di qualità. Tra le stelle Michelin di Dani Garcia al Muelle Uno, la tradizione gourmet de La Cosmopolita e la cucina fusion di Oleo, la storia e nel piatto si accompagna oggi alla modernità. Proposte raffinate, menú vegan e bar 100% instagrammabili si affiancano a creare un quadro in grado di accontentare sia gli hipster che la nuova e più esigente tipologia di turisti attratti in città dalla sua ricca offerta museale. 

Quando sei di fuori, però, non è spesso facile localizzare i luoghi migliori in cui sfamarsi. Il rischio è quello di finire nelle classiche trappole per turisti, dove servono paella pre-cotta a prezzi più alti del normale. O magari di non schiodarsi dalle attrazioni a pois dell'ormai ubiquo impero Pimpi, che ha rinunciato alla sua identità di enoteca a favore di un menù onnicomprensivo. Come fare, allora, a trovare i posti che davvero valgono la pena? Potete affidarvi al vostro istinto, certo (la tecnica: "vai dove vanno i locali" funziona sempre). Potete chiedere a me, se vi fidate. Potete prenotare uno di quei food tour che vi portano in giro alla scoperta dei sapori più autentici del luogo (e forse trovare sempre me come guida). Oppure, potete usare i social. 

Su Instagram - regno dei foodies per eccellenza - sono numerosi gli account votati alla segnalazione dei locali più cool di Málaga. Siccome ogni tanto un post di pubblica utilità va fatto, vi segnalo quelli che in più di un'occasione mi hanno fatto scoprire pietanze e posti degni di nota. 

Se ne avete altri da aggiungere, i commenti sono tutti per voi! 



Foto: Instagram @comerbienmalaga


Come il nome stesso suggerisce, questo account vuole indicarvi i locali in cui mangiare bene nella Capitale della Costa del Sol. Nella sua gallery non troverete soltanto nomi o indirizzi, ma veri e propri consigli a prova di indeciso sulle migliori pietanze da assaggiare. Seguitelo e scoprirete perle come l'hamburger "Madriz Style" del Nuevo Y Sur, che rivisita in chiave contemporanea e pane total black il tradizionale bocadillo de calamares di Madrid; oppure l'invitante tartar di tonno e avocado servita al Treinta y Tres RestoBar. I dolcetti di mela e cannella del CocoLimón. E ancora, per i nostalgici, il bell'aspetto dei cannoli siciliani de La Dispensa Italiana. In generale il focus è sulle ricette un po' più insolite e gourmet, ma c'è spazio anche per piatti della tradizione come le melanzane con melassa de El Tapy ("Bueno, bonito y barato"). 


2. Eating Out En Málaga (@eatingoutenmalaga) 


Foto: Instagram @eatingoutenmalaga



Katy è una ragazza di origine russa che vive a Málaga e racconta per immagini la sua esperienza gastronomica in città. Sul suo insta-blog troverete grandi classici malagueñi come il Brunchit, il Matahambre o l'Aire Gastrobar , ma a me ha fatto soprattutto venire voglia di mangiare i gamberoni con pisto verde di Wendy Gamba o la tosta de caballa con pimientos del piquillo y tomates di Gloria Hoyos. Da seguire anche se amate i cocktail: scoprirete dove berne di buoni, e spesso con un'ottima vista.  

3. Málaga Se Come (@malagasecome)

Foto: Instagram @malagasecome



Dietro a "Málaga Se Come" si cela un progetto che offre servizi di comunicazione e marketing per aziende del settore gastronomico. Gestito da Arantxa López López, l'account Instagram ospita immagini di piatti da provare in locali non solo della città di Málaga ma anche dei dintorni, alternate di tanto in tanto a foto di paesaggi del territorio e promozione delle iniziative organizzate. Tra le "chicche" l'ajoblanco con granita di uva e formaggio del Palodú Gastrobar , il - decantatissimo! - gelato artigianale di Nonna (che di recente ha aperto anche in piena Plaza de La Merced) o la coca de mortadela trufada di Coco Bambú a Torremolinos. Il buon vino, poi, ha qui un ruolo da protagonista! 

4. Málaga Tendencias (@malagatendencias) 


Foto: Instagram @malagatendencias



Sebbene non si tratti di un profilo gastronomico in senso stretto, questo account dedicato ai luoghi e alle esperienze più cool di Málaga segnala spesso anche bar e ristoranti. Dall'impressionante colazione healthy di No Piqui  ai dolci de La Tertulia a El Limonar, senza dimenticare i succhi naturali di La Bella Julieta , c'é di che appuntare in agenda!

5. Sabor a Málaga (@saboramalaga) 


Foto: Instagram @saboramalaga



"Sábor a Málaga" é un marchio che designa l'autenticità dei locali e dei prodotti della tradizione locale. Se lo riconoscete fuori da un ristorante o sull'etichetta di qualcosa che avete comprato al supermercato, potete essere certi di aver fatto una buona scelta. Curiosamente, Instagram é il social network in cui sono meno attivi (seguiteli soprattutto su Twitter per scoprire, grazie ai retweet e ai contenuti propri, gli ingredienti e le pietanze da non perdere), ma é comunque un must-follow per qualsiasi foodie a Málaga. Tra le foto degli eventi che organizzano o a cui prendono parte troverete gli immancabili espetos , prodotti derivati dalla capra malagueña (tra le razze piú pregiate), oli a edizione limitata  e, ovviamente, olive. 

Vi è già venuta l'acquolina in bocca? 

domenica 23 ottobre 2016

Scambi linguistici, gastronomia e invasioni aliene.



Dovrei (re) imparare a scrivere le cose non appena mi capitano. Così forse eviterei di sognare micro-navicelle aliene a forma di pesciolini che invadono la terra facendo bzz bzz. Sul serio: ho letto una volta che le persone creative tendono a fare sogni strani quando non riescono a dare sfogo al proprio talento. E, per quanto mi riguarda, è assolutamente vero. Certo, non sono del tutto sicura che si possa considerare un "talento" l'esigenza di esternare i fatti miei su un blog; Ma tant'è.

Negli ultimi giorni sono stati ben due gli eventi che mi hanno segnato - e cambiato, e stravolto- in modo significativo la vita malagueña: il primissimo intercambio italo-spagnolo e l'inizio della formazione per diventare guida per i tour gastronomici di Málaga. Prima che vi emozionate: non è ancora detto che mi prendano. Il principale ostacolo, per come la vedo io, è questo mio inglese pizza-spaghetti-mandolino-o sole mio- guaglió-ué-ué. Ché dicono faccia addirittura "autentico" (pare che gli anglosassoni, in via generale, non distinguano l'accento spagnolo da quello italiano) ma a me, personalmente, fa cagare. Per ovviare alla cosa ho preso quest'abitudine di mettermi sù i video di youtube in cui ci sono degli ammeregani che parlano, metterli in pausa, e provare ad imitarne pari pari alcuni dialoghi o espressioni. Dato che le pareti del mio salotto sono così sottili che ormai conosco a memoria i nomignoli che i vicini danno al cane (per lo più "mi peluchiiiitoooooo") mi chiedo spesso cosa possano pensare sentendo una pazza che, senza nessuna ragione apparente, sbotta all'improvviso in un "o mai gad, dis is emesiiing". E rido da sola. Il che, in effetti, non credo aiuti a migliorare la loro opinione su di me. Pazienza. Se mi dovessero internare sappiate che vi ho voluto bene. E quando verrete a trovarmi in manicomio datemi corda se, intontita dalle medicine, dirò che gli alieni mi hanno suggerito l'inquadratura migliore per la foto del tramonto da postare su Instagram. 

#Melhannodettoglialieni


Ma cominciamo dall'inizio: l'intercambio, si diceva. Ovvero, nella mia lingua madre, una serata di scambio linguistico tra italiani e spagnoli organizzata settimanalmente da un'associazione culturale chiamata ArteNativa. Dateci un'occhiata, se vi capita: si danno un sacco da fare per promuovere la cultura italiana a Málaga attraverso tutte le forme d'arte possibili; E - oltre alla lodabilità dell'iniziativa in sè - posso dirvi che sono davvero bravi. Tra l'altro questo tipo di incontri potrebbe essere la cornice perfetta per organizzare un galà di premiazione fisico degli ormai tradizionali italo-spagnola awards. Io la butto lì, eh. Se sa mai. Mi ricevete?

Comunque. L'occasione si è rivelata importantissima per almeno quattro motivi. Ovvero: 

1) Ho conosciuto Alice, una lettrice storica di questo blog la cui qualità umana mi porta a concludere che i miei lettori sono i migliori del mondo. E mi dispiace mettervi di fronte a quest'evidenza, voi altri blogger del globo, ma è indiscutibilmente così.

2) Tramite Alice sono venuta a conoscenza del fatto che Leiva suonerà a Málaga il prossimo 19 Novembre (cosa aspettavate a dirmelo?) Notizia che, in un anno tutto sommato carente di concerti, mi ha illuminato la giornata, il mese, l'anno e forse anche la vita intera. 



3) Ho scoperto che c'è gente che studia l'italiano guardando Porta A Porta online. Sì, non dite niente. ("Ma Porta a Porta il programma?" "Sì!", "Ma quello con Vespa?!" "Sì!", "Ma, scusa, PERCHÉ?!")

4) Dopo quindici minuti abbondanti di conversazione con un'altra ragazza italiana è saltato fuori che vive sopra di me. Ora: a Málaga ci sono quasi seicentomila abitanti. Il mio palazzo ha meno di dieci appartamenti. Voglio dire, quante probabilità c'erano che succedesse? Facendo un rapido calcolo, forse dovrei rivedere la mia filosofia del non comprare biglietti della lotteria perchè-tanto-è-quasi-impossibile-vincere. Incredibile, sul serio. Il dialogo credo sia entrato nel decalogo dei più assurdi mai sentiti in quel suggestivo baretto del centro.

- Qui quando ci sono le processioni mi hanno detto che di solito la gente scappa.
- Già. Io tra l'altro ho una chiesetta proprio vicino a casa, e stanno finendo di restaurarla in questi giorni. Stavo pensando proprio ieri che il giorno in cui faranno una processione lì sarà la fine. Ché già ieri con le campane...!
- Scusa, ma dove vivi?
- A [INSERIRE NOME QUARTIERE], perchè?
- Assurdo, anch'io!
- Ma dai, in che via?
- [INSERIRE NOME VIA]
- Anch'io!!! Non mi dire numero [INSERIRE NUMERO]?
- Oddio, sì! 
- Oddio!
- Oddio. 

[...]

- Ok, ora sappiamo a chi bussare quando finisce il sale. 

E qui ci starebbe una serie di risate fuori campo tipo sitcom. Invece mi sono dovuta accontentare di un susseguirsi di sguardi esterrefatti, uno sterminio di dita puntate e un coro di "oh, ma sai che loro vivono nello stesso edificio?". Dats creisi, meeen. 

Ancora più se si pensa che la ragazza di origine tedesca con cui mi sono vista il giorno dopo (quella della formazione per le guide gastronomiche) studiava Turismo all'Università di Málaga nell'anno accademico 2008/2009. Lo stesso in cui io ho studiato giornalismo nell'edificio che ospitava entrambe le facoltà. 

"Ci saremo viste di sicuro!"
"Qué fuerte, tía!"

Comunque. Oltre ad essere molto alla mano, la ragazza mi ha portato in giro come spettatrice silenziosa di un tour in cui un gruppo di stranieri ha imparato a cucinare alcune tra le pietanze più tipiche della gastronomia locale. La lezione ha avuto luogo in una scuola di cucina bellissima, tenuta da una cuoca simpaticissima oltre che indiscutibilmente validissima e dall'altrettanto simpaticissimo e validissimo figlio. Tutto 'sto tripudio di superlativi per dire che nientissimo, quando sono uscita da lì volevo comprarmi otto pentole, una grattugia, un forno, un cappello da cuoco, iscrivermi a un corso di cucina, organizzare una cena gourmet, aprire un ristorante, passare otto ore in cerca di ingredienti di prima qualità al mercato, ubriacarmi con dell'ottimo vino, conoscere Monica Geller, essere Monica Geller (sì, è un po' il leitmotiv di questo periodo), scrivere un discorso per ringraziare per le stelle Michelin. 



E così siamo finiti a questo punto, con i suggerimenti di youtube che ora mi riportano ancora più monotoni di prima centinaia di migliaia di miliardi di: interviste agli imagine dragons (emesgin'dragonz) speciali su friends (frens), speciali su modern family (mode'n femili), i fondatori di twitter (tuid'r) che parlano ad eventi vari ed eventuali e dulcis in fundo - tanto per sentirmi meglio - video in cui si prende in giro il modo in cui gli anglosassoni pronunciano le parole italiane. Oh, se proprio devo migliorare la pronuncia che almeno sia interessante, no?

In ogni caso, se anche non dovessi diventare una nuova guida gastronomica, ora so esattamente dove portarvi ad ingrassare mangiando bene quando verrete a trovarmi qui al Sur. Invasioni aliene permettendo, questo è chiaro. Bzz bzz. 

lunedì 17 agosto 2015

3 nuovi locali di moda (e un negozio!) da scoprire nel centro di Málaga

L'apertura di nuovi locali in quantità prossima all'infinito è senza dubbio parte delle costanti metamorfosi di Málaga. Sono spazi di dimensione varia, costruiti per lo più in obbedienza alle attuali tendenze gastronomiche e di design. E' proprio per questo che - come, del resto, gli autoctoni non mancano di farti notare  - la durata del loro successo è marchiata dall'incertezza. Appesa al filo sottile dei gusti di un pubblico giovane, squattrinato e volubile per definizione. Persone che oggi amano atteggiarsi ad hipster, condividere citazioni in caratteri vintage su Facebook, magari sorseggiare cocktail con vista a trecentosessanta gradi sui tetti della città. Domani, però... domani chissà. Ma a chi importa? A ben vedere forse neanche a chi quei locali li apre, investendo sull'adesso mentre si tiene ben stretta in tasca la capacità di re-invenzione. Perchè intanto, comunque la si veda, quei bar stanno ridisegnando (in certi casi da poco, in altri ormai da un bel po') il flusso migratorio dei luoghi d'incontro. Che sia per un Venerdì sera o per un pomeriggio in centro, sono i nuovi scenari dei selfie su Instagram. Le destinazioni cool in cui, almeno una volta, devi andare. E, nella maggior parte dei casi, vi assicuro, ne vale la pena davvero. 

Ve ne presento alcune tra quelle secondo me più degne di nota. Per le piú "storiche", vi ricordo invece la mia personalissima guida gastronomica stampabile della città, che trovate qui. 







L'ho sentito descrivere come "Uno Starbucks più intimo", e mai definizione mi è sembrata più azzeccata. Questo piccolo bar nel centro di Málaga si caratterizza per l'ambiente raccolto e famigliare con una strizzata d'occhio al buon umore. Dalla panchina collocata all'ingresso fino agli innumerevoli riquadri appesi all'interno, ovunque sono disseminati spunti che invitano alla felicità e al relax. Propongono caffè, succhi di frutta naturali e buonissimi batido di tutti i tipi, che puoi anche personalizzare con ingredienti a piacimento. E, se ancora non vi sembra abbastanza, sul bancone fanno bella mostra di sè biscotti e muffin fatti in casa. I tavolini sono pochi e troverete quasi sempre fila per le ordinazioni, ma la gentilezza del personale, la velocità del servizio e - soprattutto- l'impatto rinfrescante dei mix di frutta nel caldo estivo vi ripagheranno senz'altro. 

Calle Santa María, 9





2. Gourmet Experience, El Corte Inglés 






In linea con la tendenza spagnola di riconvertire i tetti dei palazzi in spazi dedicati alla gastronomia e allo svago, alcune sedi nazionali de El Corte Inglés stanno aprendo i propri "spazi gourmet": bar di aspetto sofisticato collocati sulle terrazze panoramiche in cui i turisti meglio informati possono recarsi anche semplicemente per godersi il panorama. Anche il Corte Inglés di Málaga ha da pochissimo aderito al fenomeno, offrendo la possibilità di godersi piatti emblematici della cucina di tutto il mondo con vista sullo skyline cittadino, Cattedrale inclusa. Certo, la vista non equivale quella insuperabile della più alta e meglio ubicata terrazza dell'AC (vedere punto 8 di questa lista) ma è comunque più che piacevole averla davanti mentre si pasteggia. E non lasciatevi ingannare dalle apparenze! Nonostante i prodotti in vendita all'interno siano per lo più abbastanza cari, si trovano anche alcune opzioni a buon prezzo per garantirsi uno spuntino come si deve. Almeno se siete disposti a rinunciare per un giorno alla filosofia del "sono in Spagna, devo mangiare spagnolo". I tranci di pizza, infatti (che peraltro sono molto invitanti), hanno un costo assolutamente economico, così come il bizcocho de limón e altre prelibatezze al reparto dolci. Il consiglio, insomma, é sempre quello: basta scegliere bene. 

Avenida de Andalucía, 4 e 6









A pochi passi dal Teatro Romano é stato da poco inaugurato un ostello di design dotato di sempre affollatissima terrazza panoramica con vista sull'Alcazaba. Vi si può accedere gratuitamente per un drink anche se non alloggiate nella struttura, e - per quanto non abbia ancora avuto modo di visitarla direttamente - mi dicono si sia trasformata in poco tempo in uno dei luoghi di moda per le serate in città. Da provare!

Calle Alcazabilla, 12 

Una foto pubblicata da Víctor Santiago (@vypunto) in data:


Per quanto non si tratti di un locale in cui si mangia o si beve, non posso poi  concludere il post senza segnalarvi quello che è diventato a tutti gli effetti il mio nuovo negozio preferito nella Capitale della Costa del Sol (ebbene sì, ha superato addirittura Aerostato in Plaza de la Constitución e il sempre venerato Desigual di Calle Larios). Si chiama Dona - moda mediterranea e ha da poco aperto in Calle Granada 45 proponendo abbigliamento ed accessori etnici, originali e coloratissimi a prezzi medio-bassi. Fidatevi di me, donzelle in ascolto: DOVETE passare a dare un'occhiata. A titolo di esempio: il vestito che indosso nella foto qui sotto l'ho comprato lì. 





lunedì 13 luglio 2015

Tutte le versioni del Gazpacho! (O, per lo meno, quelle più amate)

Gli spagnoli, in estate, si fanno amare un po' di più. La ragione si chiama Gazpacho, ha la consistenza rossa della passione, ed è grossomodo la sola pietanza che io consideri appetitosa quando il termometro supera i trentacinque gradi. Certo, rischia di trasformarti l'alito in un'arma letale. Ma sei single, hai un fidanzato col raffreddore, e/o non rispondi al nome di battesimo di Dracula, è un lato negativo su cui é facile soprassedere. Specie se consideri quelli positivi. Tipo che si prepara in pochi minuti. Rinfresca. Disseta. E - ciliegina sulla torta - lascia persino ampi margini alla creatività. 

Il contenitore, per esempio. Ché il Gazpacho puoi servirlo in un piatto fondo, come una qualunque zuppa fredda. Renderlo un po' più ispanico con le ciotole in terracotta. Presentarlo in piccoli bicchieri come sfizioso aperitivo ad una festa tra amici.




E poi le guarnizioni. Nessuna. Dei crostini di pane croccante. Verdure crude tagliate a listarelle o dadini. C'è solo l'imbarazzo della scelta, che può essere dettata dall'estro del momento o semplicemente dall'umore. 

La ricetta che uso io, fedele a quella tradizionale, la trovate qui. L'avevo condivisa ormai parecchio tempo addietro assieme a considerazioni di dubbia lucidità - ma innegabile verità- su Pau Dones e Kekko (con tre k) dei Modá. Non è l'unica, però. Perchè, come tutti i piatti di successo, anche il miracoloso nettare andaluso vanta innumerevoli reinterpretazioni.

Ne ho raccolte alcune tra le più popolari sul web. Così, se in mezzo ai vari Flegetonte proprio non ce la fate a nutrirvi di altro, potrete almeno alternare un po' i sapori. 


SALMOREJO

Originario di Córdoba, il salmorejo é, per i suoi elementi di distinzione con il gazpacho, oggetto di dibattito annale. C'è chi afferma, ad esempio, che il gazpacho non dovrebbe contenere pane, caratterizzandosi così per la maggior liquidità. E c'è chi dissente energicamente, affermando che il pane ci va sempre e comunque, solo che il Salmorejo ne ha in quantità doppia rispetto al gazpacho tradizionale. Comunque sia, su una cosa sono tutti d'accordo: la versione cordobese é piú densa, non contiene aceto, e viene guarnita con uova e prosciutto. 


Qui la ricetta di Giallo Zafferano. 



GAZPACHO DI CETRIOLI E BASILICO 
Una delle varianti verdi del Gazpacho, che per la sua leggerezza e cremosità sembra essere particolarmente apprezzata da siti e food blog di tutto il mondo. Qui una ricetta al 100% vegetariana, che utilizza latte di soia nella preparazione. 



GAZPACHO DI ANGURIA

Popolarissima su Pinterest ed Instagram, questa declinazione ancora più estiva del gazpacho aggiunge la nota dolce dell'anguria agli ingredienti tradizionali. Ne esiste anche una versione piccante con il peperoncino. Per provarle entrambe, vi rimando alla ricetta di Gustissimo.it 


GAZPACHO VERDE ALL'AVOCADO

Altra variante del gazpacho "verde", questa volta più raffinata ed esotica. La ricetta che vi propongo è presa da LeiTv, un sito che mi ha sempre dato moltissime soddisfazioni nei miei esperimenti culinari (molte più di quante me ne abbiano date altri food blog considerati più autorevoli).  La trovate qui. 



GAZPACHO BIANCO 

Sono numerose le versioni di "gazpacho bianco" presenti sul web. Su Pinterest qualche americano ne propone una piuttosto ardita con limone, mandorle, cetrioli, uva, pepe bianco e germogli. La più diffusa, tuttavia, resta quella con sedano bianco, cipolle, olio, aceto e cumino, con cui potete cimentarvi leggendo qui.  




GAZPACHO DI FRAGOLE


Amatissimo anche dagli spagnoli, il "gazpacho de fresas" è tra le varianti in assoluto più popolari su Instagram. Cercando la ricetta ho scoperto che era stato proposto anche ad un'edizione di Masterchef. Se, però, preferite restare su varianti più abbordabili, ecco due possibili soluzioni: qui la più popolare con l'aggiunta delle fragole al pomodoro e agli ingredienti salati, e qui una succosissima ed alcolica rivisitazione da dessert. 

Buen provecho!




domenica 26 ottobre 2014

Le 5 liste più curiose a tema Spagna

Le liste sono il contenuto che meglio funziona sul web. Per dimostrarlo non addurrò i dati di qualche studio (e, credetemi, ce ne sarebbero tanti!), quanto il mio stesso essere vittima d'un'inspiegabile forza di attrazione. Perché non so resistervi. Davvero. Leggo "Le 10 cose che…", "i 5 migliori qualcosa", "I 13 fatti più qualcos'altro" e, prima ancora che possa rendermene conto, ci ho già cliccato sù. Fossero anche articoli sulle guerre puniche (da notare che il correttore automatico del Mac, che é notoriamente peggio dei pre-adolescenti, si ostina a correggerle in "guerre pubiche") , sui ragni più pericolosi del mondo (schifum maximum!) o sulle metodologie di tessitura della lana in Nepal. Poi, dal momento che quello che leggiamo tende sempre a influire sulla nostra scrittura, è spesso capitato che mi sia fatta contagiare anche a livello attivo da quella che definirei ormai un'epidemia più diffusa dell'Ebola. Questa volta, però, gli elenchi non li produrrò io. 
Piuttosto, ho deciso di condividere con voi alcuni tra i più insoliti o curiosi che ho trovato in Rete a tema Spagna. Dentro ci troverete idee per sedurre la vostra dolce metà, itinerari gastronomici, luoghi di cui probabilmente ignoravate l'esistenza, e persino un pizzico di comicità. La lettura perfetta - e indiscutibilmente numerata! - per una Domenica oziosa. 


L'articolo suggerisce alcuni scenari incantevoli in cui appartarvi con il partner nella città catalana. Nel caso in cui ci sia un aitante giovine sosia di Jhonny Depp che desideri conquistarmi, sappia che il mio preferito è anche il meno scontato: il Laberint d'Horta, labirinto vegetale incastonato tra palazzi, padiglioni e sculture che fa tanto Teseo e Arianna, Alice nel Paese delle Meraviglie o videoclip onirico di Robbie Williams. Sconsiglierei invece il Parc Guell la sera tardi, poco prima della chiusura: sarà anche suggestivo, ma è tutto fuorché raccomandabile. Se verrete aggrediti da un qualche maniaco psicolabile non dite che non vi avevo avvisati. 





Perché accontentarsi di una trattoria qualsiasi quando potete cenare in un bunker giapponese della  seconda guerra mondiale, in un loft oppure avvolti dall'atmosfera anni '50 in un posto che sembra il set di Mad Men? Tra i cinque ristoranti consigliati nel post, il più mitico e rinomato è il cinese nascosto in un corridoio nel parking sotterraneo di Plaza de España. Quello che, invece, più mi attira é "Asiana Next Door": un negozio di mobili d'antiquariato che di sera si trasforma in un ristorante esclusivo con capienza limitata a 7 tavoli e un massimo di 25 commensali. 

Il ristorante "Asiana Next Door"


Il cosiddetto "Soho di Málaga" é un quartiere della cittá recentemente riconvertito all'insegna degli spazi artistici e di design. A caratterizzarlo, anche importanti opere di Street Art che hanno contribuito a dotare di ulteriore valore aggiunto una zona un tempo piuttosto malfamata che é diventata oggi uno dei fiori all'occhiello del capoluogo della Costa del Sol. Mi chiedo come sia possibile che nessuno mi abbia mai parlato di "Love is Bakery", pasticceria americana in stile anni '60 nota per i suoi irresistibili cupcake e torte di vario genere. Tra le ulteriori destinazioni suggerite extra-elenco, notevole anche k- dksa: negozio di articoli di regalo di design in puro stile vintage. 

La pasticcieria Love is Bakery

La pasticceria Love is Bakery
Il negozio k-dksa di Málaga


Non solo Prado, Reina Sofia e Thyssen: rimarrete allibiti scoprendo l'incredibile varietá di musei ospitati dalla Capitale spagnola! Il più bizzarro in assoluto? Quello dedicato al Topolino dei denti, con materiale documentativo della leggenda del personaggio e addirittura denti di persone famose (alquanto inquietante, sì.)

La casa museo del Ratón Perez (il topolino dei denti) a Madrid



Uno dei post a tema musicale in assoluto più insoliti (e surrealisticamente divertenti) che io abbia mai visto. Presenta una buffa galleria di screenshot presi dal fortunato video ufficiale di uno dei singoli del cantante per abbinarli ad improbabili esclamazioni da lui pronunciate. La più azzeccata? "C'é odore di umidità e a me si arricciano i capelli". Lo capirete anche da voi: é talmente assurdo che non potevo non citarlo a mó di ciliegina sulla torta. 





giovedì 18 settembre 2014

Catene per quando non sapete dove mangiare in Spagna.


Situazione: siete in vacanza in Spagna; belli giulivi, abbronzati e fischiettanti. A voi piacerebbe, sperimentare la gastronomia locale. Davvero, vi piacerebbe un sacco. Aveste tempo ci perdereste delle ore, a passare al setaccio i vicoli piú nascosti. In fondo da qualche parte - lo sapete - c'é il locale perfetto: sufficientemente tipico, economico, e non troppo turistico. Magari con un tavolo suggestivo e abbastanza appartato che s'é giusto giusto appena liberato per voi. Ma la ricerca, si sa, richiede pazienza. E voi siete preda di una fame nera. Una di quelle imbarazzanti, che sembra che ti stiano spostando dei mobili dentro allo stomaco. C'avete le allucinazioni, in quei casi lí. Mangereste un bue intero, se vi capitasse davanti, e vi fermereste solo perché il cannibalismo é illegale. Altro che Paradisi Gastronomici! Volete qualcosa da mettere sotto i denti. Ne avete bisogno. Adesso, subito, senza nemmeno leggere il menú appeso fuori.

Avete varie opzioni, perció:

1. Capitolare rovinosamente in un Mc Dondald's.
2. Puntare sulla pizza (peró, andiamo: andate in Spagna e mangiate una pizza? Daaai. Poi la criticherete anche, ci scommetto).
3. Comprare pane e affettati al primo supermercato e sbafarvi un sandwich tristissimo su una qualche panchina. Per niente chic.

Oppure c'é la quarta, che é scendere a compromessi. E scendere a compromessi significa, spesso, optare per una catena. 

Ce ne sono alcune con cui andrete sul sicuro. La qualitá é buona, il prezzo é ancora meglio, e le troverete piú o meno in ogni angolo della Penisola. Soprattutto, sono Made in Spain. Tutte. Il che vi garantisce, a vario titolo, un campionario gastronomico di provenienza locale. Siccome sono magnanima (e la fame nera mi prende spesso), ho voluto elencarvi le mie preferite.

1. 100 Montaditos. Un classico di questo blog, ora approdato anche a Roma. Fornisce un vasto assortimento di piccoli panini (in totale sono 100, per l'appunto) ripieni di ogni ben di Dio e realizzati con un tipo di pane la cui ricetta é mantenuta top secret. A completare l'offerta gastronomica ci sono olive, patatine, nachos, e stuzzichini quali alette di pollo piccanti la cui disponibilità può dipendere , peró, dalla location. Peculiare la formula di ordinazione: scordatevi i camerieri, e scordatevi i banconi da self service. Al loro posto troverete, ad ogni tavolo, un foglio e una penna. Non dovete fare altro che annotarvi quantità e tipo di panini e bevande desiderati. Poi, consegnate il tutto all'addetto al bancone, specificando il vostro nome. Verrete chiamati non appena il "piatto" sarà pronto.

Ah! Se giá non fosse abbastanza economico di per sé, ogni Mercoledì tutto, ai 100 montaditos, costa soltanto un euro. Le file kilometriche sono garantite, ma vuoi mettere la soddisfazione di un'abbuffata low cost?

Il mio must: il montadito 79, con salmone affumicato, formaggio brie e salsa di senape e miele. 




2. Cervecería Gambrinus. La prima volta che ne ho vista una (credo fosse proprio a Málaga) avevo immaginato fosse un posto carissimo. L'omonimia del noto caffé napoletano, invece, é solo una coincidenza. Il Gambrinus non é altro che una birreria il cui stile vuole ricreare quello della fabbrica della Cruzcampo all'inizio del XX secolo, e dove potete accompagnare le ottime cañas con un buon assortimento delle piú classiche tra le tapas spagnole. 

Il mio must: le lagrimitas de pollo. Se ci sono, ordinatele senza passare dal via. 



3. Cervecería Cruz Blanca. Definibile sostanzialmente come una trattoria informale, ricrea l'ambiente delle taverne tipiche spagnole dell'inizio del XX secolo con una ricca offerta di tapas e raciones che variano in modo anche piuttosto radicale a seconda del luogo in cui vi trovate. A Valencia, per esempio, potete degustare un'ottima Fideuá (sorta di paella fatta con gli spaghetti corti), mentre a Jerez potete trovarvi sapori piú tradizionalmente andalusi.

Il mio must: le crocchette. Siano di carote (le migliori!) di prosciutto o miste, lí non mi hanno mai delusa. 



4. Vips.  L'ambiente, di stampo vagamente americano, mi é sempre sembrato ne giustificasse il nome. Non perché sia particolarmente elegante o raffinato, ma perché - per qualche motivo abbastanza indescrivibile - un VIP, lá dentro, finisci per sentirtici davvero. Sará perché, nella maggior parte dei locali, devi annunciare la tua presenza ad una sorta di "reception", dove il responsabile di turno ti accoglierá con un sorriso per accompagnarti personalmente al tavolo. O forse sará per la presentazione dei piatti stessi, che riescono nella non facile impresa di unire gli ingredienti poveri ad un'elaborazione originale da perfetti gourmet. Consigliabili i menú, che permettono di godere di un pranzo completo e decisamente gustoso per meno di 10 euro bibite comprese.

Il mio must: i brownie. Dio, i brownie del Vips! 


5. Café y tea. Uno di quei luoghi in cui puoi recarti senza remore in ogni momento della giornata. Il vasto assortimento di dolci, tisane e caffé per cui é famoso lo rende perfetto per la colazione o una sosta per la merenda. Ma ci sono anche diverse proposte interessanti per chi voglia, invece, sceglierlo come location per pranzare. Anche qui, sono spesso disponibili menú che vi consentiranno di risparmiare un bel po'. I social media addicted apprezzeranno anche il fatto che in ognuno dei loro locali c'é il wifi gratis. Attenti, peró: se vi sedete all'aperto andrete incontro ad un sovrapprezzo!

Il mio must: il pane. Se vi chiedono se lo volete come accompagnamento al pasto, non esitate. Vi porteranno un cestino (peraltro esteticamente graziosissimo) pieno di pagnotte all'uvetta, al sesamo, ai cereali, e chi piú ne ha piú ne metta. 



6 Lizarrán. Ispirata alla gastronomia basca, la catena ha tuttavia sede in numerose cittá dentro e fuori dai confini iberici. Per pochi euro, potete perlustrare il banco e servirvi da soli con i vostri Pinxos preferiti. Per chi non lo sapesse, o non avesse seguito a sufficienza il mio blog (male!) si tratta di fette di pane su cui vengono adagiati gli ingredienti piú variegati, e devono il loro nome al fatto che sono trafitti da uno stuzzicadenti. Periodicamente, il suono di una campanella annuncia l'arrivo di nuove prelibatezze calde e appena sfornate, che il cameriere stesso verrá a proporvi al tavolo. Una volta finito il pasto, riportate il piatto in cassa: il conto sará calcolato sulla base del numero e della dimensione degli stuzzicadenti rimasti.

Il mio must: un po' di tutto, ogni pintxo ha il suo perché!




7. Cervecería la Sureña. Dai taglieri di affettati alle cozze, questo franchising che omaggia gastronomia e stile di vita andaluso offre tutto il necessario per accompagnare degnamente una birra. Aperto nel 2010 dallo stesso gruppo responsabile del successo dei 100 montaditos, fa del suo punto di forza la capacitá di offrire ad un prezzo vantaggioso prodotti prestigiosi quali jamón ibérico de bellota e gambas blancas. Come se non bastasse, ci sono offerte imperdibili quali la Doble Manía del Giovedí, che ti permette di ordinare la seconda porzione gratis, o la promozione della Domenica, che per soli sei euro ti garantisce una porzione a tua scelta ed un secchiello pieno di bottiglie di birra: vera e propria peculiaritá del locale, questa del secchiello, peraltro. Gli avventori tendono ad instagrammarlo fino allo sfinimento, sin dai tempi non sospetti in cui l'ice bucket challenge non ne aveva ancora fatto un oggetto virale.

Il mio must: ci credete? Per quanto me ne abbiano detto tutti meraviglie, non ho ancora avuto modo di andarci. Rimedieró presto, peró. E prometto, in quel caso, di aggiornare il post. 



Se avete altre catene iberiche salva- turista affamato da suggerire, beh, i commenti sono tutti per voi!