domenica 15 marzo 2015

Viral Songs: le canzoni più condivise della settimana in Spagna e in Italia [#7].


Io lo so, che ultimamente parlo solo di musica. A mia discolpa, questo è sempre stato un blog tendenzialmente musicale. Eccheccavolo. Non vedo come potrebbe essere altrimenti, dal momento che in testa, anche in mezzo al silenzio, a me suona sempre e comunque una canzone. Parlo solo di musica, lo so. Ne parlo adesso più di sempre. Ma é perchè più di sempre, in questi giorni, la vivo come una necessità. La musica mi tira sù di morale quando sono triste. Aiuta a concentrarmi quando sono demotivata. Sottolinea il mio entusiasmo come un evidenziatore giallo quando giá di per sé ho indossato un sorriso. La musica è l'ultimo pensiero prima di addormentarmi. Il primo quando mi sveglio. Il pretesto che anima i miei viaggi. Il progetto che mi rende ancora piú appetibile il domani. É l'aria che respiro, nelle ultime settimane più che mai. Ed è di quello che respiro e vivo che, semplicemente, mi va di parlare. In più mi sono presa un impegno: come ogni settimana, l'appuntamento con i brani più condivisi nei miei due Paesi non lo potevo certo saltare! 

Soprattutto perchè ci sono novità, in Spagna, finalmente. Ed in gran parte sono rappresentative dell'attualità. 
Al numero uno dei piú virali c'è Kanye West con All Day, mentre gran parte della TOP 10 è occupata dal nuovo album del rapper barcellonese Nach, con Tal Como Eres a turbarmi sul terzo gradino del podio. Perchè, andiamo, di canzone con quel titolo può essercene solo una! 



Un Zombie a la Intemperie, attesissimo nuovo singolo di Alejandro Sanz, entra dritto alla numero 7, riscontrando stranamente la mia approvazione. Se seguite questo blog da un po' saprete che non posso dirmi propriamente fan di Sanz (anzi!), eppure questo brano mi ha convinta. Ottimo arrangiamento. Meraviglioso titolo. Bravo. 

Il vero dato significativo, tuttavia, si trova alla seconda posizione.
"El Caloret - versión fallera" di Dj Raffa incarna non solo lo spirito della festa piú importante di Valencia, attualmente in atto, ma soprattutto la deriva satirica di uno dei temi piú chiacchierati dell'attualitá spagnola. 

Caloret è infatti un termine inventato di sana pianta dal sindaco di Valencia Rita Barberá, che l'ha utilizzato nel suo polemico discorso in occasione dell'atto che dá ufficialmente inizio alle Fallas. In tale occasione, la Barberá ha mischiato castigliano e valenciano, dando involontariamente inizio ad uno dei fenomeni virali piú potenti dell'ultimo periodo: "Caloret" é diventato in breve tempo un vero e proprio marchio finito su magliette, canzoni e addirittura videogames. 

Per quanto riguarda l'Italia, Il Gioco dei Negrita scende in seconda posizione, cedendo il titolo di piú virale della settimana a L'amore Esiste di Francesca Michielin. 




Il piú presente nel resto della top ten é Noel Gallagher, il cui brano maggiormente apprezzato sembra essere Riverman (terza posizione). Il nuovo, appiccicosissimo, singolo di Mengoni é al quarto posto. Parentesi: ma a voi piace? Perchè al di là della molestia con cui si attacca ai miei neuroni, a me non sembra neanche lui. In compenso il brano sarebbe perfetto per un duetto italo-iberico con Dani Martín, vista l'insistenza sul suo adorato concetto di "seres humanos". 

Allora, avete già deciso per chi votare? 




giovedì 12 marzo 2015

Siti e app per musicofili

L'ho scoperto documentandomi per un articolo. Sì, insomma: uno di quelli per cui mi odio. Chè finisci di lavorare, hai poco tempo a disposizione, sei anche decisamente stanca. Non te lo impedirebbe nessuno, di mettere insieme due righe scopiazzate qua e là. Tradurre un post già scritto. Chessò, magari spedire un trafiletto preso pari pari dall'Ansa. Sarebbe semplice. Veloce. Lineare. Invece tu che fai? Passi ciò che resta del pomeriggio in ricerche incrociate sul web. Ovvero, alla resa dei conti, esattamente quello che hai appena finito di fare per lavoro. Devo farmi vedere da uno bravo, ve lo dico io. 

Comunque. Il punto è che, nell'intento di onorare al meglio il mio impegno con Total Free Magazine, sono venuta a sapere che quest'anno, al Mobile World Congress di Barcellona, la app premiata come migliore al mondo è di ambito musicale. Qualcuno, addirittura, afferma che aspiri a salvare l'industria discografica. Pretenzioso, certo. Ma, da incallita musicofila, la notizia non può che farmi piacere. Ho deciso di parlarvene, perciò. Solo che, tanto per odiarmi ulteriormente, non ho saputo limitarmi ad una mera descrizione. Cosí, in uno di quei pomeriggi di ricerche incrociate, sono andata a spulciare tra i vecchi link aggiunti ai preferiti e poi dimenticati. Il risultato é un elenco delle app e dei siti web a mio avviso più originali e interessanti per chi ama il mondo delle sette note. Eccolo a seguire. Nei commenti, invece, potete lasciarmi l'indirizzo di quello bravo. 

Fansino - La Migliore App al Mondo! 

Premiata come Best App nella prestigiosa cornice del Mobile World Congress di Barcellona, Fansino offre ai musicisti la possibilità di monitorare in tempo reale chi sta ascoltando la loro musica sui diversi canali streaming, interagendo direttamente con gli ascoltatori e conoscendone in modo più approfondito gusti ed abitudini di fruizione. Dal canto loro, anche i fan hanno dei vantaggi: possono, ad esempio, riunire in un unico canale i diversi account social dei loro gruppi preferiti, così da essere sempre certi di non perdersi nessuna novità. Non solo, ma possono anche entrare facilmente in contatto con altri ascoltatori dai gusti a loro affini, comunicando tramite chat di gruppo. I più competitivi troveranno, inoltre, piuttosto stimolante il fatto che esista una classifica dei migliori fan basata sul numero di ascolti. E poi c'è il valore aggiunto, ovviamente, quello che quasi ogni ammiratore sogna: la possibilità di essere contattati dal proprio idolo. 






Shows on Demand - La piattaforma per richiedere concerti 

Piattaforma al 100% Made in Spain, "Shows on Demand" mette in atto quello che definisce "fan funding": la possibilità, per i fan, di richiedere ed ottenere un concerto del loro artista preferito nella propria città. Il meccanismo di funzionamento è semplicissimo e soddisfa tutti: il fan segnala l'artista che vorrebbe vedere dal vivo e la località in cui vorrebbe si esibisse. Questo viene quindi inserito nella "wishlist" assieme ad altri musicisti segnalati. Tutti gli artisti della wishlist possono essere votati dagli utenti della piattaforma, a cui si può accedere gratuitamente e in pochi secondi anche tramite Facebook o Twitter. Il più votato passa alla categoria "Finalist". A questo punto, gli utenti sono chiamati ad ordinare il proprio biglietto per il concerto, il cui costo non verrà tuttavia addebitato fino a quando non si avrà il numero di pre-ordini sufficiente a garantire il live. Non appena la quantità minima viene raggiunta, gli importi vengono prelevati et...voilà! Non resta che godersi lo show! 





Momondo - La mappa dei Festival 

Sei un appassionato di Festival? Allora adorerai questo sito, italianissimo, che non solo ti segnala tutti i principali festival musicali del mondo, ma ti organizza il viaggio per assistervi! Il meccanismo è estremamente intuitivo: segnali il Paese in cui vorresti andare (ad es. Spagna) su di un mappamondo interattivo. A questo punto ti appariranno i festival che si terranno nel corso dell'anno in quel Paese. Cliccando su quello di tuo interesse avrai accesso a tutte le informazioni su date e luogo di svolgimento, cast, aeroporto più vicino, possibilità di campeggio, alloggi e motore di ricerca voli. Più facile di così...! Ah, c'è anche una sezione "ispirazione" con consigli di viaggio più o meno originali.






Retrojam - La timeline musicale della tua vita 

Nostalgici a rapporto! Con questo sito avrete modo di ricostruire l'intera timeline musicale della vostra vita. Basta inserire la vostra data di nascita e Retrojam farà il resto, ricostruendo la vostra colonna sonora dalle elementari ai tempi attuali, basandosi sui successi del momento. Potete anche impostare dei filtri per selezionare solo i brani di un determinato genere musicale, ed ovviamente ascoltare le playlist su Spotify! Unica pecca: è basato sulle hit globali, escludendo quindi hit intramontabili in lingua italiana (o spagnola). Ci si può accontentare, però.





SideStage - Il sito per ingaggiare i musicisti 

Un po' come Shows on Demand, SideStage permette ai fan di richiedere un concerto del loro musicista o dj preferito. Con una differenza, però: possono ingaggiarlo direttamente e in pochi click per feste ed eventi privati! Funziona così: l'utente inserisce il luogo del suo evento. A questo punto gli verranno mostrati tutti i musicisti disponibili in quella località, con in evidenza relativi cachè e generi musicali. Ovviamente, i risultati possono essere scremati filtrando la ricerca per solisti, band o dj, ed ordinati per costo. Cliccando su ciascuno di essi, si ha accesso a maggiori informazioni sulla sua carriera, tracce audio ascoltabili e video. Se soddisfatti, l'artista può essere contattato direttamente,
 senza passare per l'intermediario di agenti o manager, e la sua performance richiesta anche all'ultimo minuto. Purtroppo il servizio non è ancora disponibile per tutte le città d'Italia, ma siamo fiduciosi. In Spagna, invece, la copertura è migliore e si riesce a trovare almeno un artista o dj per ognuna delle principali località.



Pianogram - il sito che trasforma la musica in immagini 

Pianogram è un originale strumento che trasforma i file audio in immagini. Sostanzialmente, permette di visualizzare le note più suonate nelle più famose composizioni in un grafico a forma di pianoforte. Sul sito sono già inseriti i pezzi più famosi, da Per Elisa alla Radetsky March, ma l'utente può anche caricare file MIDI con composizioni originali al pianoforte per visualizzarne il corrispettivo visual. Forse è un po' inutile, ma ammetterete che affascina un bel po'.





























Se conoscete altre app o siti web interessanti nel settore della musica, segnalatemeli! 

domenica 8 marzo 2015

Viral Songs: le canzoni più condivise della settimana in Spagna e in Italia [#6].

Attenzió! Concentrazió! Annunciazió! 
Questa settimana mi rende particolarmente felice segnalarvi i brani più condivisi sui Social Network in Spagna e in Italia. Al numero uno del nostro Paese c'é, infatti, nientemeno che Il Gioco dei Negrita: brano che non solo segna il ritorno sulle scene della band aretina, ma è anche stato scritto in collaborazione con Lorenzo Cilembrini, in arte Il Cile, per cui è ormai nota la mia ammirazione. 
Festeggio stappando una bottiglia in suo onore. 



In realtà, ad essere targata Arezzo, è la quasi totalità della
viral top ten italiana di Spotify: le altre nove posizioni sono state, infatti, pressochè monopolizzate dal nuovo album di Jovanotti, con "un bene dell'anima" a conquistarsi lo scettro di traccia più apprezzata.


Pochi cambiamenti, invece, in Spagna, dove la canzone più virale continua, imperterrita, ad essere "No vuelvas a Japón" di Carlos Sadness, con la partecipazione di Santi Balmes dei Love of Lesbian. 





Al secondo posto c'è Glory, di Common & John Legend, mentre il ritorno di Ruben Pozo, ex Pereza, completa il podio con Me Quieres Destrozar. A confermare la mia gioia, restano nella top 10 anche gli Imagine Dragons (cuoricini) con la solita I'm So sorry. A voi, come sempre, il compito di segnalare la vostra preferita tra le viral song dei due Paesi. Ah, e auguri alle donne. Così, tanto per essere sul pezzo. 



sabato 7 marzo 2015

Il video dei tizi che si dichiarano agli amori platonici

C'è questo video viralissimo, in Spagna. Ma del tipo che mi sarà apparso almeno 40 volte sui diversi social network negli ultimi tre giorni. Parliamone. Anche basta. Comunque. è stato creato per promuovere un romanzo e documenta il re-incontro di 4 persone con i loro amori platonici dell'infanzia o adolescenza. Anzi, meglio ancora, perchè questi qui non solo si incontrano, ma, a distanza di anni, finalmente si dichiarano. Ta-daaaan. 

Ecco, io volevo fare un appello alla popolazione iberica: smettetela di pubblicare 'ste robe. Dico sul serio. Chè io già solo una romanticona di mio, già ho sliding doors come filosofia di vita mentale, già mi torturo con gli "e se?" anche quando decido di portare fuori la spazzatura a un'ora anzichè a un'altra, in più metteteci che sono in quella fase dell'ovulazione in cui diventi preoccupantemente ipersensibile... 'somma, capirete che ho premuto play e sono finita in una valle di lacrime. Davvero. Voglio dire, il tipo che scoppia a piangere mentre lei afferma "sono uscita con un sacco di gente che non valeva niente perchè credevo che non mi volessi" è troppo per me. Per non parlare del fatto che, per rincarare la dose, la donna se ne esce col fatto che si è appena sposata. Che allora sei anche un po' bastarda, amica mia, lasciatelo dire. E allora "no llores", e il tizio "no, no, ma io sono felice" mentre ti aspetti che estragga una pistola da qualche tasca nascosta e si spari un colpo in testa. No, non ce la posso fare. Quindi, dall'alto della mia melensaggine, vi sottopongo alla visione forzata di 'sta cosa, che in teoria dovrebbe spronarci tutti (evviiiivaaaaa!) ad esternare i nostri sentimenti agli altri.  



Ottima filosofia, del resto. Solo che, per controbilanciare un attimo il positivismo di tutto ciò, ed evitare che facciate danni, volevo avvisarvi del fatto che potrebbe anche capitarvi di prendere il coraggio a due mani e sentirvi rispondere "sì, l'avevo capito, ma io sono gay" (è successo A UN'AMICA - e sarebbe successo anche a quella del video). O magari, se siete molto giovani, risultare pesantemente umiliati da una risata corale di cretini brufolosi. Chè si fa presto a dire, a distanza di anni, "mi sarebbe piaciuto conoscerti, sei una persona interessante". Ma avremmo pensato lo stesso nella tempesta di ormoni dell'adolescenza? L'altro sarebbe stato altrettanto interessante, poi? Comunque, boh. Fate un po' quel che vi pare. Nel caso in cui io sia stata un tempo, a mia insaputa, il vostro amore platonico e vogliate dichiararvi con me, però, volevo dirvi:
A) Ma che razza di gusti avete?
B) Spero che non mi abbiate mai augurato una vita di merda come il simpaticone con la barbetta nel filmato.
C) Meglio se mi portate anche una scatola di cioccolatini, che dopo tutto questo ammmmooore ne ho bisogno. In alternativa va bene anche un barattolo di Nutella col cucchiaio. Grazie. Ciao.

PS: se non altro come promozione del romanzo è stata un'ottima idea. Mi farò ispirare per rilanciare #Odissea a mezzo di un video virale con la gente che twitta in barca e vomita per il mal di mare. Preparati, mondo del web! 

venerdì 6 marzo 2015

Tutte a me.

Esterno ufficio. Scenario apocalittico con folate di vento a duemila all'ora, cassonetti dell'immondizia rovesciati, un freddo boia. Si avvicina un tizio sui ... boh, metti quarantacinque anni. Non sono mai stata brava a decifrare le età. Barbetta, look elegante, cappotto slacciato. E già lì, in effetti, avrei dovuto capire. 


























- Scusi, lei è di Monfalcone? , mi chiede.
- Sì. 
- E pensa di trovare l'uomo della sua vita, a Monfalcone? 
- Beh, oddio. Onestamente no, non credo.
- E dove pensa di trovarlo?
- Non ne ho idea.
- Sì, ma avrà pur qualche piano? Qualche luogo specifico dove andare a cercarlo? 
- Veramente...

Sto per rispondere la Spagna, ma ho come il sospetto che ne avrebbe inizio una filippica senza fine. Mi mordo la lingua. Assidero in silenzio. 

- Ma c'è sempre questo vento, qui? 
- Anche peggio, ogni tanto. 
- Però non è la bora, giusto?
- Sì, sì, è la bora.
- Ah, ok. Allora la saluto. 

Capitano tutte a me. 

martedì 3 marzo 2015

Cose che non sapevate dello spagnolo.

Capita, a volte, che gli insondabili cicli di condivisione dei social network mi mettano di fronte ad alcune infografiche interessanti. Questa qui sotto a tutto, per esempio. Ché non so bene come sia finita sulla mia timeline di Facebook, ma mi ha illuminato gli occhi con alcune di quelle curiosità in grado di rendere le lingue più interessanti. Parlo del tipo di nozioni sconosciute ai più che gonfiano le parole di contesti socio-culturali. Le riempiono di storia. E ti permettono, in un certo qual modo, di capire un po' meglio il popolo che le usa. Ho voluto tradurvi le meno note; o, almeno, quelle che in me hanno suscitato più stupore. Chissà che non facciano lo stesso anche con voi...! 


- L'espressione Ojalá (Magari, speriamo che) deriva da Lawsha'aAllah, che significa "se Dio vuole" in arabo. Ogni volta che la usate state, perciò, di fatto invocando il Dio musulmano. Buono a sapersi, in questo periodo. Ah, dall'arabo proviene peraltro anche il vocabolo spagnolo più utilizzato al mondo: niente meno che il saluto Hola

- In molti credono che "Dar el coñazo" - espressione colloquiale traducibile grossomodo con "rompere le palle" - abbia qualcosa a che fare con l'organo genitale femminile. Sbagliato. Il volgare "coño", in questo caso, non c'entra proprio nulla! Anzi, le origini sono nobilissime e rimandano al latino "conatus": lo sforzo e la perseveranza atti ad ottenere qualcosa. 

- Vi sarà capitato, forse, di sentire qualcuno riferirsi ad un gran bel fisico usando la definizione "cuerpo despampanante". Ebbene, l'aggettivo deriva da pámpano, la foglia di vite usata nell'antichità per coprirsi le zone pubiche. Un corpo "despampanante" è quindi un corpo che non ne fa uso e non si cela in nessun aspetto, con meraviglia e stupore di chi osserva.

- "Manda huevos" è un'imprecazione utilizzata per esprimere disappunto nei confronti di qualcuno o di qualcosa. Quasi tutti credono, anche in modo abbastanza logico, che huevos sia utilizzato nel senso volgare, come equivalente di... beh, diciamo testicoli. Ancora una volta, sbagliato. Di nuovo, non c'entrano nè i genitali nè le uova: anzi, l'espressione dovrebbe scriversi "manda uebos", e ricalca quasi letteralmente il latino "madat opus", la necessità obbliga. Era inizialmente un termine giuridico. 

- Ci sono almeno tre anagrammi curiosi sulle nazionalità. La parola Japonés (giapponese), ad esempio, invertendo le lettere diventa "esponja" (spugna). Ecuadoriano, aeronáutico ed Argentino, ignorante. Sará per questo che tra i due Paesi non corre propriamente buon sangue? 

Se conoscete altre curiosità linguistiche poco note sullo spagnolo e volete condividerle nei commenti, sarò felice di leggerle. Io, intanto, vi lascio scoprire le altre nell'infografica originale di "Lápiz de Ele". 






domenica 1 marzo 2015

Viral Songs: le canzoni più condivise della settimana in Spagna e in Italia [#5]. E una parentesi su Milano.

Torno da Milano. In testa non ho quattro guerre mondiali ma il nuovo singolo dei Negrita, che con quella canzone condivide guarda caso uno degli autori. Si sente. Sembra leggermi dentro. Mi piace da morire.

Generazioni in ciclo, con le loro convinzioni, che mescolano i sogni a una manciata di canzoni. 



Non è brutta, Milano. Non nel senso estetico del termine. Non per i canoni di bellezza che applicherei a una città. É solo che vive in un'eclissi perenne di sole e di gioia. Schiacciata nelle sue inspiegabili urgenze. Colonizzata da ragazzine intercambiabili in pelliccia sintetica ed identici paia di scarpe. Sono tribù urbane esose del tutto e dell'adesso, omologate finanche nei rituali di evasione. Milano ha perso la capacità di instaurare rapporti umani senza che ci sia di mezzo uno smartphone. E i passanti, per strada, non ti chiedono più indicazioni; ti dicono "scusa, ho la batteria scarica, puoi controllare sul cellulare dov'è questa via?". Come se il dispiacere per la non auto-sufficienza tecnologica fosse ormai diventato il peggiore dei peccati. L'intromissione nello spazio altrui, fosse anche per un secondo, un grave errore. Poi i quindicenni, sull'autobus, parlano solo delle differenze tra Samsung ed iPhone. Ti verrebbe da scuoterli, da urlare "VIVI! Cristo Santo, VIVI!". Ma ti sembrano tutti ipnotizzati. Vuoti. Privi d'anima. Perduti in un posto che mette tutto ciò che vuoi a tua disposizione, ma sempre a caro prezzo. Senza lasciarti neanche il gusto di bivaccare un po' più a lungo al tavolo di un bar. No, Milano non è brutta. Per niente. Insomma, guarda Brera. Guarda l'arco della pace. Guarda il cimitero dov'è sepolto Manzoni. Milano è solo geneticamente incapace a rilassarsi. Milano è una donna che si fa il botox senza capire che è lo stress la sola causa di tutte le sue rughe. 

Torno da lì. Da una due giorni lavorativa che ha trovato spazio anche per risate e re-incontri. Ma ora è tempo di riaffrontare la routine. Quindi, nonostante il sommo dispiacere per non aver aver incontrato la Barbie (ci tenevo, sono una sua fan), vi condivido come di consueto i brani più condivisi della settimana. Ché non comprenderanno il nuovo dei Negrita (per ora!) eppure non per questo son da sottovalutare. 




In Italia, il primo posto della Viral TOP 50 settimanale di Spotify se lo aggiudica "Go Out", dei Blur (secondo in Spagna). Lo seguono da vicino i Linea 77, a cui personalmente assegnerei un trofeo per la pubblicità più molesta della storia sulla piattaforma di music streaming (ragazzi, anche basta, per favore). Interessante osservare la presenza nella top 10 di "Satelliti nell'aria" di Giovanni Caccamo, che si conferma così uno dei maggiori trionfatori dell'ultimo festival di Sanremo. Per questo blog è poi di notevole rilevanza la presenza di un brano in lingua spagnola (Perdóname, Deorro) addirittura alla posizione numero 6. Con tante grazie allo spot del Nokia Lumia. Sempre a proposito di smartphone. 


Nella Terra di Cervantes, Carlos Sadness continua a fare man bassa di condivisioni con l'ultimo progetto discografico, collocando un altro dei suoi brani in vetta alla classifica dei piú postati. In questo caso si tratta di "No vuelvas a Japón". 







Particolarmente felice mi rende poi la presenza altissima degli Imagine Dragons (cuoricini) in entrambe le classiche, ancor più visto che conferma quanto già avevo constatato in un precedente post: il loro brano piú apprezzato dagli utenti dei social network di entrambi i Paesi (e, azzarderei, di tutto il mondo) è "I'm so sorry", terzo da noi e quarto in Spagna , dove è preceduto con pochissima distanza da Dream. 

E voi vi sentite più italiani o più spagnoli, questa settimana?