mercoledì 13 luglio 2016

Solo andata più bagaglio.


Cambiare vita costa poco più di sessanta euro. Ed è anche sorprendentemente facile. 



É questo che mi sento di aver appena fatto, in questo tardo pomeriggio di nuvole e scirocco. Talmente pesante da sembrare un corpo solido. Un cappello di piombo sulla testa, mentre le prime lacrime di pioggia sembrano voler far sfogare il cielo. 

A guardarlo è solo un volo come gli altri. Il messaggio della banca, che arriva sempre doppio e non si sa perchè. Un gesto stranamente meccanico, le mani che neppure tremano. Conferma. Prenota. Clicca più veloce dei ripensamenti, delle esitazioni, di ogni "lo farò domani". E nemmeno un istante, poi, per chiedermi se sia la scelta sbagliata.

Forse è che non l'ho ancora detto. Appena renderò pubblica la data, lo so, inizierà ad essere tutto un po' più epocale. Ci si aspetterà magari che organizzi una cena, io che di organizzare qualcosa mi sono già abbondantemente stufata. Mi chiederanno delle case, del lavoro, di tutti i progetti messi in quel foglio excel su cui sono in ritardo come sulla svolta che attendevo. Per il momento, però, non c'è che la stranezza del cliccare "solo andata". Dell'aggiungere un bagaglio. Grande. Venti kili da riempire di passato, e un primo vagito d'ansia nel chiedersi con quale parte.

Mi viene in mente solo ora: la data della mia partenza coincide grossomodo con il termine della gravidanza di una delle mie più care amiche. Se la mia vita fosse un film vedrei la scena a montaggio alternato: io che scendo nell'afa settembrina del terminal, i miei due trolley trascinati a fatica, i capelli che come sempre si increspano alla fila per il solito taxi. Con il solito taxista - anche se sarà un altro - il solito crocefisso che sbatte sul parabrezza, il solito finestrino aperto sulle luci dell'Alameda Principal. Lei in ospedale, nello stesso istante, a dare inizio a un secondo capitolo che, in modi diversi, potrei intitolare "crescere". 

Era l'ultimo scoglio: informare i miei nonni. Una generazione ancora attaccata al qui. E invece no. Invece anche loro, al di là di ogni pronostico, hanno detto che ho fatto bene. Non potevo aspettare, e non solo per via dei prezzi.

E' che nel mondo di merda in cui viviamo mi sembra che ogni tipo di allegria un po' si inquini di dolore. Cerchi di evitare di pensarci, di non menzionarlo nelle conversazioni al bar, ma le immagini di treni che si schiantano, le torture di gente innocente, questa empatia assurda che per qualche motivo ho sempre mio malgrado provato per le "famiglie di", l'idea del sangue e del terrore più insensato si mescolano a volte nella testa fino a portarmi al bordo delle lacrime. É anche un po' per non cedere a questo. Anche perchè di fronte a tutto questo mi soffermo a pensare che è tutto troppo effimero e imprevedibile per rinunciare ai sogni in virtù della paura.

Ho letto una frase su Internet, pochi giorni fa. L'aveva scritta una blogger che seguo. Diceva qualcosa a proposito del fatto che si era sempre chiesta se anche le città sentissero la mancanza delle persone.

Ecco: forse sono presuntuosa a pensarlo, ma io credo che a Málaga, un po', io in tutti questi anni sia mancata. Perché Málaga, ad ogni ritorno, mi tirava per la giacca e mi implorava di stare lì.

La data è il 25 Settembre.
Mi trasferisco davvero. Di Domenica sera. Perchè le nuove vite, per forza, iniziano di Lunedì.



 

4 commenti:

  1. Ila!!! ti giuro che mentre leggevo mi è venuta la pelle d'oca, perdon, la piel de gallina. Speravo stessi parlando di malaga e poi....vedendo citata l'alameda principal non ho avuto più dubbi. Sono contentissimo per te. brava! grande scelta.
    Io per cambio lavoro ho definitivamente abbandonato la spagna. Spero sia solo un intervallo. Ti auguro mucha mierda. Tutto andrà bene. A malaga può solo che andar bene!
    luca_ parma

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    1. Gracias Luca! Mi spiace che non c'incroceremo neanche questa volta...assurdo come stiamo facendo esattamente lo stesso percorso (Parma - Malaga) in momenti diversi senza conoscerci nemmeno. Volevo solo dirti - e dire, in generale, a tutti quelli che mi hanno scritto in questi giorni - che è bellissimo sentirsi così incoraggiata e compresa. Mi basta leggervi per sentir andar via gli ultimi residui di paura. Grazie sul serio.

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  2. Fai la brava. E mi sembra il minimo che tu vada di fronte a dove abitavo io (proprio di fronte alla tercera chimenea) a farti un selfie!
    luca_parma

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