mercoledì 14 agosto 2019

La Guida Definitiva (e super pratica) alla Feria de Málaga 2019

Tirate un respiro profondo. 
Assaporate il silenzio per le strade. Pochi istanti ancora. Pochissimi. Tre, due, uno… 
Bum. Rumore di un tappo che salta. Di una risata che esplode. Un fiore - forse una biznaga -  di fuoco che s’apre benaugurante nel cielo. É qui. Di nuovo. Bienvenidos alla felicità

Questa sera i fuochi artificiali daranno ufficialmente il via alla Feria de Málaga: la festa grande della città, che quest’anno si concede ben due giorni di delirio in più. Se è vero che a me bastano le lanternine colorate sulle strade a ubriacarmi d’euforia, è altrettanto vero che, se non sapete come muovervi, maree umane, ubriachi molesti e locali sovraffollati rischiano di trasformare l’esperienza in un vero e proprio incubo. 

Per evitarlo, ho deciso di raccogliere in un unico post una serie di consigli condensati e super-pratici che vi permetteranno di godervi al meglio l’evento della stagione. 
Feria de Málaga 2019 - La Vigilia


… Prima di cominciare, però, un po’ di storia: 


La Feria di Málaga nasce per commemorare la riconquista della città da parte dei Re Cattolici, che il 19 Agosto del 1487 fecero il loro ingresso trionfale in quello che oggi si conosce come il capoluogo della Costa del Sol. Restituendolo, cristianizzato, al Regno di Castiglia, gli donarono l’immagine della Vergine della Victoria: attuale patrona e protagonista della processione che inaugura i festeggiamenti annuali. 

INFORMAZIONI GENERALI 

Le particolarità: 

Ricorrenze simili interessano, in periodi diversi, più o meno tutte le principali località andaluse. Málaga, peró, si differenzia dalle altre perchè di “Feria” non ne ha una, ma addirittura due. C’è la feria del centro, più cosmopolita, che generalmente si frequenta durante il giorno; E  c’è quella - più tradizionale - allestita nel Recinto Ferial Cortijo de Torres (meglio noto come Real), che si anima dopo il tramonto. 

Diversamente da quanto accade, per esempio, a Siviglia, le “casetas” (costruzioni provvisorie adibite a locali) sono tutte aperte al pubblico, salvo rarissime eccezioni. In alcune, come vi spiegherò più avanti, potete addirittura mangiare gratis. 

L’ultima peculiarità sta nell’offerta musicale a 360 gradi: concerti gratuiti di ogni genere vengono organizzati in ogni angolo del centro e del recinto ferial, accompagnando le proposte più propriamente flamenche. 

Dress Code: 

Se Siviglia si contraddistingue per l’eleganza, Málaga é decisamente più informale. Mentre alla Feria de Abril non troverete una sola ragazza che non sia vestita in abiti flamenchi (nè un solo uomo che non assista all’alumbrado in giacca e completo elegante), a Málaga potete conciarvi come vi pare. Se volant e abiti da gitana non fanno per voi, ricordate però che un tocco festivo è sempre incoraggiato. Ventagli e fiori per capelli oversize con le mollette sono gettonatissimi, e potete acquistarli per pochi euro in uno qualsiasi dei tanti chioschi disseminati per le vie della città. Si vedono spesso anche mantones e mantoncillos legati in vita, orecchini il più appariscenti possibile e grembiuli a pois con i volant indossati sopra agli abiti “civili”. 

Se scegliete l’abito flamenco: 

Qui trovate i trend per i vestiti, e qui quelli per le acconciature. Tendenze o meno, peró, l’Agosto infernale della Costa del Sol impone che gli abiti corti siano sempre tra i più diffusi in centro.

Se mi permettete un consiglio: per sopravvivere al caldo, copiate le signore di una certa età. La maggior parte di loro va a ballare al Real con uno spruzzino pieno d’acqua nella borsa: non sarà raffinato, ma è decisamente il metodo più rapido ed efficace per rinfrescarsi tra il primo e il secondo giro di sevillanas. 

Le calzature perfette da abbinare ai volant sono sempre le classiche espadrillas con la zeppa bassa (no: non è un caso che nelle settimane precedenti la feria facciano capolino in tutte le vetrine). 

In generale, indossate scarpe basse e comode ma possibilmente non aperte: la calca del centro renderà altrimenti inevitabili i calpestii involontari, nonchè gli spiacevoli ed appiccicosissimi diluvi alcolici sui piedi nudi.  

Dove trovare abiti flamenchi low cost: 

Dos Lunas è uno dei negozi di moda flamenca più economici in centro, e in questi giorni anche a El Rocío potete trovare delle ottime occasioni (di recente ho visto un abito corto in vendita a soli 29 euro: pochissimo per questo tipo di indumenti!). 

In Calle San Juan c’è un negozio che tende a passare abbastanza inosservato, e al cui interno troverete innumerevoli accessori a basso prezzo con cui completare i vostri look. Non ricordo il nome, ma cercate un’insegna bianca su cui risalta la scritta “complementos flamencos”. 

Al Mercadillo de Huelin si trovano spesso bancarelle in cui vendono abiti flamenchi di seconda mano per 3, 4 o 6 euro. Certo, dovrete accontentarvi di comprarli alla cieca senza provarli ed è meglio che non vi interroghiate sulla loro provenienza, ma se cercate volant usa-e-getta resta probabilmente la miglior opzione. 

Il Mercadillo viene organizzato ogni Mercoledì e ogni Sabato in Avenida de Europa dalle 9.00 alle 14.00. 

Cosa Bere: 
La bevanda della Feria è il Cartojal. Non potete sbagliarvi, perchè la vedrete esposta e sponsorizzata in ogni dove. Si tratta di un vino dolce con una gradazione alcolica di 15º e costa circa 6 euro. Va servito freddissimo ma occhio, perchè scende cosí facilmente che sarete ubriachissimi prima di rendervene conto. 

Se dovete anche vivere: 

… E per vivere intendo fare commissioni, andare per uffici o comprare qualcosa in un negozio, beh, sfortunati voi. In questo caso l’unica soluzione è cercare di sbrigare tutto in mattinata o - nel caso dello shopping - limitarsi alle botteghe di quartiere. Informatevi per tempo sugli orari di apertura, perchè moltissime attività commerciali chiudono durante la settimana (o, in questo caso, i 10 giorni) di feria. 

LA FERIA DEL CENTRO 
Feria de Málaga 2018 - Centro
Orari: 

Le attività organizzate in centro hanno luogo dalle 13.00 alle 18.00 da Giovedì 15 a Domenica 25 inclusi. Dopo quell’ora, vi consiglio caldamente di spostarvi verso il Real, perchè la musica cessa, canti e balli finiscono, e in giro rimangono soltanto ubriachi e casi umani. 

Sempre che non vi interessi qualche evento particolare, il mio personalissimo consiglio è quello di uscire dopo pranzo, verso le 15- 15.30. In questo modo ridurrete leggermente sia l’esposizione al calore che - soprattutto - le spese alimentari. 

Le attività più tradizionali: 

Se volete scoprire la vera essenza malagueña della feria non potete perdervi i verdiales. Sono una delle espressioni artistiche locali più antiche che esistano, e non li troverete in nessun’altra provincia andalusa. Dichiarati bene d’interesse culturale, i verdiales sono infatti originari delle campagne malagueñe, dove nacquero - pare - addirittura millenni fa. Si tratta di canti e balli eseguiti con l'accompagnamento di un’orchestrina composta in genere da un violino, da due a quattro chitarre, un tamburello, nacchere e due o più platillos (crotali). In alcuni casi può esserci anche un liuto e una mandola. 

Durante la Feria, i verdiales vengono eseguiti ogni pomeriggio in calle Larios dalle 13.00 alle 16.00, seguiti da altrettanto tipici cori popolari. 

Passeggiando per il centro, non vi sarà poi difficile imbattervi in gruppi di signore e ragazze che si mettono a ballare spontaneamente sevillanas per strada, accompagnate da uno stereo o dai canti di qualche generoso volontario. Se amate il flamenco, ogni giorno alle 14.00 la Peña Juan Breva organizza spettacoli gratuiti di cante e baile. 

Se amate le rievocazioni storiche, Domenica 25 potreste voler presenziare alla cavalcata di chiusura della Feria, che ricrea il momento esatto dell’entrata dei Re Cattolici in città. 

Super tipica è poi la processione del giorno 15, in cui devoti e pellegrini portano omaggi floreali alla Virgen de la Victoria (parte alle 11.30 dall’edificio del Comune e arriva al Santuario de la Victoria dopo aver attraversato tutta la città). 

La Musica: 

Tra i numerosi concerti organizzati quest’anno in centro, personalmente vi consiglio: 

- Free Soul Band: Tutti i giorni dalle 16 alle 18 in Plaza de Las Flores. Sono una certezza della Feria. Fanno cover di pezzi rock e soul e sono veramente bravi. 

- Money Makers: Il 17 Agosto dalle 16.00 alle 18.00 in Plaza de la Merced. Attivissimi a livello concertistico locale, propongono un repertorio che spazia per la musica pop e rock di tutti i tempi. 

- La piazzetta antistante l’Apartamento GastroPub, in calle Carreteria, in genere ospita concerti di gruppi pop e rock e l’atmosfera è particolarmente coinvolgente. Se vi capita, passate a dare un’occhiata. 

Al Muelle Uno organizzano poi la Feria del Mar, con un programma fittissimo di concerti gratuiti al tramonto (tra le 20 e le 22, nello specifico). Tra tutti spiccano quelli di Julia Martín (Domenica 18), della cantautrice Carmen Boza (Venerdí 23 ) e della band Apartamento Acapulco (Sabato 24). 

Per i bambini: 

Se volete godervi la feria in famiglia, sappiate che in Calle Alcazabilla viene allestita un’area per i più piccoli con cantastorie, giochi e attività di tutti i tipi (fino alle 15.30). 

LA FERIA DEL REAL

Orari: 

La Feria del Real si anima di notte, dopo le 23 o anche più tardi. Personalmente vi direi però di provare, almeno una volta, a fare una capatina anche nel pomeriggio, per godervi l’aspetto più “flamenco” e più tranquillo del luogo. Fino alle 20 è perfetto anche per una passeggiata con i bambini (c’è una caseta solo per loro). 

Come arrivarci: 

Durante la Feria vengono allestite 18 linee speciali di autobus che collegano il Real ad ogni singolo quartiere della città. Ci sono tutti i giorni a partire dalle 21.00 e fino al mattino. La linea speciale F, inoltre, collega il centro di Málaga al Recinto Ferial 24 ore su 24. 

Se prenderete una qualunque di queste linee speciali (inclusa la F) pagherete 1,70 euro a viaggio. Se avete intenzione di andare spesso al Real, é consigliabile comprare l’apposita tessera ricaricabile da 10 viaggi, che ha un costo di 12,95 euro. 

Non tutti sanno, però, che è possibile raggiungere la Feria anche con i più classici trasporti urbani, almeno durante il giorno. La linea 20, per esempio, vi lascia a 10 minuti dal Recinto, permettendovi di risparmiare qualche centesimo. Ci arriverete, infatti, col normale biglietto urbano (che costa 1, 30 euro) o sfruttando la tessera degli autobus che usate ogni giorno (se l’avete). La direzione è Los Prados e la fermata è Camino San Rafael - El Copo. 

Le attività più tradizionali: 

Le sfilate di cavalli e carrozze e gli spettacoli equestri (che vengono organizzati tutti i giorni alle 22.00 nell’area dedicata) rientrano senza dubbio tra le attività più caratteristiche di cui potete godere al Real. Inoltre, esibizioni di flamenco hanno luogo quotidianamente in casetas come la Caseta Municipal del Flamenco y De La Copla o la Caseta de Verdiales, ma anche nella caseta de Los Mellizos, della Peña El Salero o del Pimpi, tra molte altre. 

Le attività sono talmente tante e variegate che la cosa migliore che possiate fare é dirigervi al punto di informazioni non appena scendete dal bus: vi forniranno la mappa delle casetas (che potete consultare anche qui) e vi daranno tutte le informazioni utili. 

Per ballare: 
Se non siete tipi da sevillanas e taconeo e preferite, invece, scatenarvi nelle danze nel più contemporaneo dei termini, nessun problema: tra le casetas più gettonate ci sono quelle di famose sale e discoteche del centro, come la Sala Gold, la Huella de Malafama o la Velvet. Alla Caseta delle CC OO (Comisiones Obreras) potrete ascoltare invece ska, reggae e generi più alternativi. 

Da non perdere: 

L’inaugurazione ufficiale del Recinto Ferial avrà luogo il 15 Agosto alle 21.30 con la tradizionale accensione delle luci accompagnata dall’intervento musicale della banda municipale. 

Ma se c’è una cosa che non potete proprio perdervi al Real sono le degustazioni gratuite: quasi tutte le casetas (almeno quelle di ristoranti e bar) offrono un piatto gratis con la consumazione. Il che significa che con un paio di birre a meno di due euro l’una potrete godervi paella, migas, patatas bravas, chorizo o pesce fritto a volontà. Niente male, vero? 

Musica: 

É all’Auditorio Municipal che trovano spazio i nomi più conosciuti della scena musicale spagnola. Tra quelli che si esibiranno gratis quest’anno consiglio Anni B Sweet, Triángulo de Amor Bizarro e Dry Martina: i tre protagonisti della “noche indie” del 23 Agosto (i concerti iniziano alle 23.00)

Consigliata inoltre una capatina alla Explanada de la Juventud, dove ogni sera i gruppi emergenti della città si esibiscono per aspirare al premio MalagaCrea, che verrà conferito il Giovedì 22 alle 22.30 e che premia i migliori talenti andalusi tra i 15 e i 35 anni in diverse discipline artistiche (tra cui la musica rock) 

Il 24 Agosto, sempre all’Explanada de la Juventud, il dj set di We Are Not Djs aprirà inoltre l’altrettanto imperdibile concerto di Georgina. 


Per ogni sorta di informazione aggiuntiva, qui trovate il programma completo. 



Buona Feria a tutti! (Bum) 

martedì 30 luglio 2019

Hai detto Feria? 4 trend per le acconciature flamenche

Manca ormai pochissimo alla feria de Málaga, che quest’anno conosceremo in un’inedita versione per fegati esperti della durata di (aiutomamma) giorni nove. E quindi niente, amigas, urge prepararsi. Non solo con la resistenza al Cartojal. 


Lo sapete che io vi tedio sempre con ottomila articoli sulle tendenze per gli abiti flamenchi. Fino ad ora, però, avevo sempre trascurato un dettaglio altrettanto fondamentale: la pettinatura. 


Che sia di vitale importanza lo dimostrano fattori svariati. 


In primo luogo, il sentire comune. I capelli sciolti sui volant, così come il fiore con la molletta incorporata messo di lato, sono i tratti inequivocabilmente distintivi del guiri. Peccato mortale. Mimetizzazione fallita. Turista Fai Da Te. No Alpitur. AiAiAiAi. 


Poi, la fila dalla parrucchiera nei giorni imminenti il grande evento. In periodo di feria i saloni, in Andalusia, sono tutto un pullulare di appuntamenti. E raccoglimi lo chignon di qua. E abbonda con la lacca di là. E fai del tuo meglio per assicurarti che l’acconciatura regga al sudore dopo una notte di danze al Real. Perché, quando spendi centinaia di euro per l’abito perfetto, é abbastanza naturale che tu sia disposta a spenderne qualche decina in piú pur di valorizzarlo nel migliore dei modi.


Infine c’è la cura meticolosa con cui la signora che mi ospitò a Siviglia nel 2017 mi infilzava le forcine nel cuoio capelluto. Come se dalla loro disposizione dipendesse l’esito della serata, del mese, e forse di tutta la vita. 


Insomma; potete seguire i trend finchè volete, ma non sarete una flamenca veramente cool se non completerete l’outfit con la giusta acconciatura. 

Qui sotto trovate quelle in voga quest’anno.
Non c’è di che. 
1. LA TRECCIA BOHO 


É la grande novità del 2019 oltre che, manco a dirlo, il mio hairstyle preferito. La più classica delle trecce si impreziosisce con piccoli fiori inseriti in mezzo, per un tocco vagamente hippy. Passate le dita tra i nodi della treccia per renderla più morbida e “spettinatela” un po’ per un look ancor più d’effetto. 

2. LO CHIGNON BASSO 



Il grande classico intramontabile del flamenco: se avete paura di osare troppo, tranquille che con uno chignon basso non sbaglierete mai. Quest’anno si porta rigorosamente con la riga di lato, e sono da evitare le forme troppo tonde. Fatelo allungato e - se vi sentite abbastanza esperte- magari composto da piccoli nodi. Collocate un paio di pettinini da un lato e il fiore dall’altro per conferire al tutto un delizioso sapore vintage.

3. LA CODA MORBIDA 



Quest’anno la coda bassa e morbida si è vista molto in passerella, ed è particolarmente indicata per chi ha i capelli molto lunghi. Interpretatela come volete: esagerando i volumi della parte superiore della capigliatura per giocare con i contrasti, puntando su onde e boccoli per uno stile più romantico, o mantenendola il più semplice possibile in abbinamento a fiori oversize. 
4. ASIMMETRIE



Nella moda flamenca le asimmetrie sono un must degli ultimi anni, e non solo se si tratta di abiti. Una delle pettinature più anti-convenzionali viste alle sfilate di settore reinterpreta lo chignon in modo ribelle, lasciando libere svariate ciocche a un lato. Applicate il fiore (o, ancora meglio, i fiori!) al lato opposto per un effetto piacevolmente irregolare. L’acconciatura è particolarmente indicata per quelle tra voi con un taglio di mezza lunghezza. 

Per quanto riguarda gli accessori, i fiori gialli - abbinati ad abiti di qualsiasi fantasia e colore- sono particolarmente di tendenza in questo 2019. Sceglieteli oversize, nella versione più classica oppure di tessuto, per assicurarvi di non passare mai inosservate. 

Anche i ramilletes (i caratteristici “bouquet per capelli” composti da più fiori) stanno vivendo il loro momento d’oro. Quest’anno vanno quelli degradé tono su tono, più che gli abbinamenti multicolor che si vedevano ovunque nel 2018. 

Se siete stufe della classica rosa, scegliete il papavero: sono particolarmente trendy, sia da soli che in apposite composizioni, e oltretutto si prestano particolarmente bene a decorare la vostra treccia boho. Liberissime, infine, di sentirvi regine per un giorno: non abbiate paura di esagerare perchè le peinetas da Semana Santa portate a mo’ di corona e accompagnate da fiori sono decisamente in

Allora: con quale pettinatura vi vedremo al Recinto Ferial?

martedì 16 luglio 2019

6 libri di autori spagnoli da leggere quest’estate

Non occorre necessariamente sapere lo spagnolo per gustarsi un assaggio della scena letteraria iberica attuale. Per la gioia di chi ama le atmosfere e le suggestioni della Terra di Cervantes, quest’anno sono infatti particolarmente numerosi i romanzi Made In Spain che affollano - tradotti - le librerie del nostro Paese. Su Total Free Magazine ne ho selezionati sei, tutti di più o meno recente uscita, tra i più consigliati e meglio recensiti sul web nostrano.

Se vi siete persi l'articolo, potete ritrovarlo qui.

Cliccate e ... prendete nota per le vostre letture sotto l’ombrellone!


sabato 13 luglio 2019

Fuori Málaga: (E) Álora



Vivo più veloce di quanto riesca a scrivere. É un dato di fatto a cui suppongo di dovermi rassegnare.


Quest'anno mi sono dedicata con metodica attenzione all'esplorazione dei dintorni di Málaga, ma ho fallito miseramente nell'intento di raccontarvelo in tempo reale. Forse, però, è meglio farlo tardi che lasciare un proposito in sospeso. 

Per questo ho pensato che potesse essere una bella idea raccogliere gli appunti delle mie escursioni in una sorta di rubrica con pubblicazioni a cadenza regolare. 




Da oggi in poi, in ognuno dei post che la compongono, condividerò consigli, esperienze ed impressioni su di un destinazione concreta, sperando possano tornare utili a chi sta progettando una gita fuori porta mentre si trova di stanza nel capoluogo della Costa del Sol. 

E siccome mi piace stupirvi, comincerò proprio da quella che la maggior parte di voi non ha probabilmente mai sentito nominare. 

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Álora: Località andalusa in cui Mara Maionchi dovrebbe richiedere la cittadinanza onoraria.



Perchè in effetti ti viene da dirlo, "E alooooooraaaa?", quando tre ore ore dopo essere uscita di casa sei ancora bloccata su di un bus fermo in mezzo al nulla. 

"Mi scusi, si può sapere cosa stiamo aspettando?" chiede un signore comprensibilmente esasperato all'autista grassoccio. 

"Ah, guardi, non lo chieda a me" sbuffa lui, asciugandosi il sudore con il dorso della mano. Gli occhi gli sfuggono, quasi senza volerlo, in direzione della donna indaffarata che attende sulla porta del veicolo. 

Per l'ennesima volta, lei borbotta qualcosa d'incomprensibile sui permessi che devono dare da Siviglia. Sul numero dei passeggeri. Su un treno in arrivo da chissà dove. L'autista sbuffa. Scuote la testa. 

"Le comiche, no vea".
"Ohh, noi abbiamo dei parenti che ci aspettano!", urla qualcuno dai posti in fondo. 

Un serpeggiare di variazioni sul tema del "qué verguenza" mi arriva alle orecchie sotto forma di brusio. Un numerino su Whatsapp mi notifica un breve vocale di Aleja. Intanto, oltre gli aloni dipinti dal sole sul finestrino, la coda di un pony ondeggia incurante da un recinto privato. 

In realtà, arrivare ad Álora sarebbe facilissimo.

L'ho scelta per quello: perché la raggiungi col cercanías in una quarantina di minuti dal centro di Málaga. Tre euro scarsi a viaggio, e passa la paura. 

Tutto questo sempre che tu non sbagli a guardare gli orari e ti tocchi passare un'ora in prossimità della stazione. Sempre che poi non scoppi un incendio sui binari. Sempre che - mannaggialamiseria- non ti facciano scendere dal tuo comodissimo vagone con l'aria condizionata per continuare su di un torrido bus. 

Un bus che, manco a dirlo, fa tutte le fermate mettendoci il triplo. É lo stesso per i passeggeri di almeno due treni diversi; e i suoi spostamenti - per qualche motivo - rispondono alle misteriose direttive di una sottospecie di centro nevralgico a Siviglia che dà indicazioni con il contagocce. 

Tranquilli però, perchè queste cose, in genere, capitano solo a me. 

Poi avranno pure influito la voglia di arrivare, le scarse aspettative, o magari i neuroni annebbiati dalla salita per raggiungere il centro storico (il bus urbano c'è solo in mezzo alla settimana) ma la visita, alla fine, é valsa la pena. 


Álora, in Andalusia, la si conosce per due cose. 


1: É patria delle aceitunas aloreñas, unica varietà d'olive con denominazione d'origine in Spagna. 



Le riconosci per il gusto amarognolo, dovuto al fatto che sono trattate esclusivamente con ingredienti naturali e conservate usando solo acqua e sale. Ma anche - e soprattutto - per l'inconfondibile "spaccatura" centrale, che rende il nocciolo facilissimo da estrarre. Ecco perchè sono la scelta preferita dei baristi locali. 


2: Lì è nato el cante per malagueñas, un palo o stile del flamenco. 

A quest'ultimo è stato dedicato un monumento, la cui particolarità sta non tanto nella scultura raffigurante una chitarra, ma nelle ringhiere che la circondano. Su di esse sono riportate, al contrario, le note di una melodia, di modo che quando il sole ne disegna l'ombra sul suolo potete leggerle come su uno spartito. 


Álora - monumento al cante por malagueña 





Álora - monumento al cante por malagueña
Le olive, invece, le intuisci in divenire nelle distese verdi che ti si stendono ai piedi mentre percorri la strada per il castello arabo. 


Ecco, quello non potete perdervelo. É l'attrazione principale del luogo, e la visita è pressochè obbligata. 


Nei fine settimana lo troverete chiuso (sigh), ma varrà comunque la pena lasciarsi mozzare il fiato dal panorama: su tre lati, i vostri occhi potranno sorvolare la vegetazione incontaminata che circonda il famosissimo Caminito del Rey; nel quarto, il mucchietto di case bianche accatastate sulla collina vi ricorderà che siete in Andalusia.



Álora- strada per il castello 

Álora - vista dal castello 



Se avrete fortuna, mentre vi scattate foto pro-Instagram con il castello di fondo, potreste anche avere qualche incontro ravvicinato con dei cavalli allo stato brado. 


Che poi non so se possa proprio definirsi fortuna. Voglio dire: nelle mie fisime di ragazza di città, essere guardata negli occhi da un animale di una certa stazza a due passi dal dirupo, un po' di strizza  me la mette. Bello lui, eh? Per carità. Criniera bianca e tutti i crismi. Però, chessò, metti che imbizzarrisce? Che c'ha le palle girate? Che odia le turiste troppo poco abbronzate e si lancia in una corsa a perdifiato pur di scaraventarle nel vuoto?

Io non lo so, se esistano o meno i cavalli assassini. 


L'imprevedibilità di un destriero, comunque, non è motivo sufficiente per desistere dall'escursione. Fatelo invece - e solo in quel caso - se soffrite molto di vertigini: non ci sono parapetti, lungo la strada che dovrete percorrere per raggiungere la fortezza: il che, animali o meno, potrebbe darvi una certa sensazione di instabilità. 

Ma ad Álora ci sono anche altri punti di interesse.

Uno di essi è il Mirador di Cervantes, una specie di romantico balcone con vista al paesaggio circostante che prende il suo nome dal pannello di ceramica su cui sono raffigurate le celeberrime figure di Don Chisciotte e Sancho Panza. Nella stessa piazzetta troverete anche la chiesa di Nuestra Señora de la Encarnación, una delle più grandi della provincia di Málaga, costruita tra il 1600 e il 1699. Se volete saperne di più sul patrimonio storico e artistico della località, vi basterà fare pochi metri per soddisfare la vostra curiosità al Museo Municipale Rafael Leria.

Un altro monumento da segnalare è quello alla Faenera de Álora, situato all'incrocio di calle Carmona  Calle Cantarranas: opera dell'artista Marino Amaya, rivendica il sacrificio e gli sforzi delle donne che lavorano nei campi.

Soprattutto, però, ad Álora vale la pena passeggiare senza meta per le stradine bianche, lasciandosi sorprendere dai vicoli bianchissimi e dai balconi curati, tutti rigorosamente abbelliti da quantità sovraumane di fiori.

Álora - passeggiando per il paese

Álora - passeggiando per il paese



Andateci se cercate un'escursione da fare nell'arco di un pomeriggio e volete godervi scorci di un'Andalusia autentica, da cartolina eppure lontana dalle rotte battute dal turismo di massa. Tenete presente che non è un posto pensato per va in vacanza: lì ci vive la gente del luogo, e al massimo qualche inglese in pensione. A me è piaciuta proprio per questo, ma sono consapevole che non per tutti possa essere così. Come sempre, l'opinione finale  su un luogo dipende da quello che cercate in esso.

Álora - passeggiando per il paese


Andate ad Álora se siete già stati nei pueblos blancos più conosciuti come Frigiliana o Mijas. Andateci per rilassarvi. Per passeggiare. Per ricaricarvi di energie. Non aspettatevi però negozi di souvenir, escursioni organizzate o servizi che vi semplifichino in qualche modo la vita.