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martedì 5 febbraio 2013

Cose che fanno venir voglia di spendere soldi.

Salvo poche cose, di S. Valentino. Nello specifico, due. Sempre le stesse, da tempi immemori. Sono le confezioni dei Baci Perugina e l'invasione di cuori nelle vetrine. Sul serio. Per quanto riguarda il primo punto, poi, devo dire che quest'anno si son particolarmente impegnati. Quelle raffinate scatoline bianche con la rosa rossa sopra sembrano davvero fatte apposta per me. Che una si chiede anche dove vadano a nascondersi gli ammiratori segreti. Per dire. Insomma, possibile che spariscano sempre nei momenti di necessità? Così non si può andare avanti, dannazione. Deve pur esserci, un'associazione italiana di ammiratori segreti. Un sindacato, magari. Non so, un posto qualsiasi in cui si possa sporgere reclamo. Perchè, sia chiaro: la mia condizione di Bridget Jones perenne non mi turba. Però voglio i cioccolatini. QUEI cioccolatini. Li voglio disperatamente. Posso mica continuare a regalarmene da sola, no? Eccheccavolo, un po' di compassione!



Quanto al secondo punto, che vi devo dire? Cuoricini rulez. Cioé, a me il cuore piace proprio a livello estetico. Mi piace come forma. Come marchio sugli oggetti. Che ne so. Mi piace scarabocchiarne uno nell'angolo in basso a sinistra di ogni dannato foglio che mi capiti davanti, pure. Magari ho un animo particolarmente romantico. Il punto è che se vedo un cuore non ci capisco più niente. Vado in un brodo di giuggiole. Sento il portafogli che lotta disperatamente per aprirsi. Davvero, è una sorta di fenomeno paranormale. Per dirvi: l'altro giorno, all'Outlet di Palmanova, sono stata sul punto di comprare un orsetto di peluche con il maglione, un set di tazzine, e una serie di ornamenti inutili con su scritte delle frasi banali. In quest'ordine. E Tutto perchè sopra c'era almeno un cuore. Alla fine, sconfortata dall'incomprensione altrui, ho ripiegato su una borsa con le frange. Come se avessi avuto bisogno di una borsa, poi. Ma, insomma, c'era il settanta per cento di sconto. E si abbinava così bene ai miei stivaletti beige...dico, potevo forse lasciarla lì? Eh? Eh? Potevo?

Però, no. Sul serio, devo darmi una calmata. Non è possibile che a ogni dannato mese di Febbraio mi venga voglia di comprare di tutto. In effetti, se ci si pensa, è un altro lato positivo dell'essere single. Se avessi il moroso, legittimerei con la sua sola esistenza le mie velleità consumistiche. Finirei per inondarlo di cuori gommosi, pupazzetti, e altre varie forme di ode al kitsh. Come ovvia conseguenza, lui mi mollerebbe. O si troverebbe un'altra. E io finirei col piangere sotto alle lenzuola con su scritto “amore ti amo” senza più uno straccio di risparmio con cui viaggiare in Spagna. Che fine drammatica.

In tutto questo, Pinterest non aiuta. Ho iniziato ad addentrarmici sulla spinta di un aggiornamento letto sul lavoro. Per farla breve: sembra sia il social network con la stima di crescita più alta in un prossimo futuro. Chè comunicheremo sempre più per immagini, e bla bla. Insomma: c'era da capire di che si stava parlando. E, soprattutto, auto-compiacersi del proprio essere all'avanguardia (?). Solo che sottovalutavo gli effetti collaterali. Voglio dire, nessuno me l'aveva spiegato, che 'sto Pinterest è essenzialmente una profusione di oggetti di design e vestiti bellissimi. Che viaggiare tra le bacheche della gente è come guardare delle vetrine infinite. E' la fine, capite? La fine, davvero.

Sono riuscita anche a trovarci un set da tea a forma di cuore.

                                                                            Source: yedihouseware.com via S F I Z Z Y on Pinterest



Ergo, mi rassegno. Sospiro. Indosso il paraocchi e mi ripeto il mantra. “Viaggi/viaggi/viaggi”: rimane sempre quella, la priorità. Ma il lato positivo, ad ogni modo, è che ora anche il mio blog ha un pannello virtuale su cui attaccare cose. Proprio come il quadro in sughero che mi sorveglia colorato da camera mia. Non è forse una figata, tutto ciò?



                                                                               Source: Uploaded by user via Ilaria on Pinterest

lunedì 11 giugno 2012

Euro, 12. Sul cartellino del prezzo.


Comunque: a me, la dicitura “Euro12”, fa venire in mente, piú che altro, un cartellino del prezzo. Cosí, visto che il mio cervello fa notoriamente viaggi tutti suoi, mi sono messa a pensare a cosa potrei comprarmi (o mi comprerei, o mi sono comprata) con quella cifra. Non me ne vogliano teorie anticapitaliste, ma devo dire che é piuttosto sorprendente come una banconota rossiccia e una moneta argentodorata possano bastare a sprazzi di felicitá. Sempre che tu non abbia, poi, grosse pretese.



Euro, 12. Tirati fuori dal portafoglio, per me hanno all'incirca questo valore:

1. Un volo Ryanair da Verona a Madrid (prenotando ora, e per tempo limitato)
2. Un biglietto per venire a vedermi ballare flamenco a San Vito al Tagliamento (l'assonanza, giuro che non era voluta). 
3. Due biglietti per un concerto dei Belgrado (nel caso in cui non l'annullino prima)
4. Un biglietto per un concerto de El Pescao.
5. Una maglietta da Pimkie.
6. Un cd in offerta alla Fnac.
7. Un libro in edizione economica
8. Un pack di merchandising di Dani Martín (maglietta + foulard o maglietta+ agenda)
9. Una pizza marinara con bibita e coperto.
10. Un'abbuffata infinita da Pepe y Pepa a Málaga (o, in alternativa, una cena alla Marisqueria Vicente. O una paella al Palo, fate voi.)
12. Due mojito a bordo spiaggia.
13. Un biglietto del cinema con una confezione mini di pop-corn.

E voi? Che cosa comprereste, invece? Nei commenti, porte aperte all'immaginazione! 

mercoledì 8 febbraio 2012

Quello che non vi ho detto su San Valentino.

Non so se lo sappiate, ma l'equivalente spagnolo di “dolce metà” è “media naranja”. Proprio così: mezza arancia. Mi sono sempre chiesta il perchè. Resta il fatto che lo trovo più azzeccato. Voglio dire, l'amore non è sempre zucchero e smancerie. Qualcosa di succoso ed acre credo lo descriva meglio. Comunque, io mi rispecchio dentro un gruppo facebook: con la mia anima gemella ci devono aver fatto una spremuta. Per questo frega niente di San Valentino. Perchè non è che lo odi, intendiamoci. Non mi fa sentire sola ed infelice. Non lo passo abbracciata al cuscino, e tantomeno snobbo chi lo festeggia. Macché. Lo facevo una volta, magari. Quanto avevo tredici anni e quindici complessi in più. Ora è solo una data come un'altra. “Che giorno è?”, “Il 14”, “Ah, già”. Tutt'al più mi viene in mente un vecchio brano – sempre quello- degli Algunos Hombres Buenos.






No, San Valentino, in sé, mi risulta del tutto indifferente. E' solo al consumismo che sono sensibile da morire. Chè lo so, lo so: l'amore si dimostra con i gesti; non ha bisogno di date; i regali si gradiscono di più quando non te li aspetti, e bla bla bla. A parlare siamo bravi tutti. E' anche vero che, singletudine a parte, io preferirei il nulla a certe drammatiche esaltazioni del kitsh. Per dire: soltanto ieri, senza andare troppo in là , mi è arrivata una mail promozionale. “Personalizza la tua t-shirt: scrivi il tuo nome dentro un cuore e regalalo al tuo partner”. Giuro che, alla sola idea, ho rabbrividito. Voglio dire: che razza di morbosa forma di megalomania può portarti a fare una cosa del genere? E' terribile. Poi metti che ti chiami, che ne so, Ermenegildo. Per quanto l'amiate alla follia, voi andreste in giro con una t-shirt con su scritto “ermenegildo” dentro un cuore? Dai! Questo non è romanticismo: è follia bella e buona. Certo, sempre meglio che tatuarsi il nome dell'amato/a in bella vista sul corpo, che tra l'altro ho sempre pensato porti una discreta sfiga...comunque.

Il punto è che, al di là del cattivo gusto (o di quello che, per me, lo è) io adoro l'estetica dei cuori e del rosso. E adoro la cioccolata. E adoro i fiori. Per cui, lo capirete anche da voi: in questi giorni farei meglio a rinchiudermi in casa. Ma io no, io sono masochista. E penso bene di andare a fare un giro al Centro Commerciale. Complimentoni, me lo dico da sola. Nel giro di cinque minuti, giuro che avrei comprato tutto il comprabile.




Quelle graziose pochette in pelle bianca o nera con il cuore disegnato sopra, per esempio. O il reggiseno con il grande fiocco in pizzo davanti (di oviesse: visto? Non ho neppure grandi pretese). O, ancora, la catenina argento col ciondolo a forma di cuore riempito per metà di perline rosse...starebbe da Dio abbinato ai miei orecchini! E vogliamo parlare del finto bouquet in raso rosso dove a roselline di stoffa sono alternati dei cioccolatini? Ok, magari anche quello era un po' kitsch, ma vi assicuro che faceva la sua porca figura. E poi quant'erano carine le vetrine di motivi, con tutte quelle scarpe rosse! E le cinture! E...






D'accordo, facciamola finita. Se c'é un mio ammiratore segreto, da qualche parte nel mondo, è vivamente pregato di manifestarsi. Se non c'è, beh, spero che almeno le idee che ho così generosamente elargito in questo post finiscano con l'essere utili a qualcuno.

E che per nessunissima ragione al mondo facciate scrivere il vostro nome dentro a un cuore su di una t-shirt.