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lunedì 9 settembre 2019

30 Cose Che Ho Imparato in 30 Giorni

Diciamo spesso che “s’impara ogni giorno qualcosa di nuovo”, ma sarà davvero così? 


Il concetto mi affascina talmente tanto che mi sarebbe dispiaciuto relegarlo al mero ruolo di frase fatta. Perciò ho fatto un esperimento su Twitter. 

Per un mese - e più concretamente dal 15 Luglio al 14 Agosto -  mi sono impegnata a condividere ogni giorno un dato, una notizia o un’informazione imparata nelle ultime 24 ore. 


Per i più impazienti: in fondo a questo post c’è il risultato. 


Giusto per togliere un po’ di poesia al tutto, devo confessarvi che l’idea mi è venuta guardando immagini di donne seminude.

Tranquilli, non ho ancora cambiato orientamento sessuale. É solo che c’è questo strano fenomeno, da un po’ in qua, sul social dell’uccellino azzurro: in sintesi, alcune ragazze pubblicano foto sexy accompagnandole con didascalie che vorrebbero ammiccanti. Robe tipo “dimmi qualcosa che non so”. Ecco. Essendo Twitter… Twitter gli utenti non rispondono come ci si aspetterebbe dal maschio bavoso medio, ma condividendo dati interessantissimi di ogni genere. Non mento se vi dico che dai retweet di quelle foto ho appreso nozioni di cultura generale, di storia, di filosofia e persino di fisica quantica. 


“Guarda tu quante cose s’imparano semplicemente aprendo una app”, mi sono detta un pomeriggio, di fronte all’ennesimo sedere in tanga. Ed è lì che mi si è acceso un neurone. 


L’esperimento dei 30 giorni mi ha imposto di soffermarmi a riflettere su un fenomeno che già stava accadendo nella mia vita. Mettendo per iscritto le nuove conoscenze acquisite, ho preso coscienza - forse per la prima volta in assoluto- della facilità con cui riesco sempre ad andare a dormire sapendo qualcosa che fino alla notte prima ignoravo. 


Ed è una sensazione gratificante da morire. 


Dal 15 Luglio al 14 Agosto non c’è stata una sola volta in cui io abbia cercato appositamente - su Google o tra le pagine di un libro - un dato interessante da twittare. Tutto ciò che ho condiviso l’ho imparato “per caso”, quasi senza accorgermene. Facendo il mio lavoro, navigando sul web, impegnandomi nelle ricerche per qualche articolo, chiacchierando con gli amici, parlando al telefono con i miei genitori oppure uscendo con il mio ragazzo (se conoscete l’uno o gli altri dovrebbe, del resto, esservi abbastanza facile capire chi mi ha insegnato cosa). 


Al termine di quell’esperimento non ho imparato solo 30 cose nuove. Quello è il minimo. Più che altro, è servito per rendermi conto che ogni anno ne apprendo ALMENO 365 - senza contare quelle che decido volontariamente di studiare o su cui scelgo di informarmi in modo attivo. 

Ve lo racconto per consigliarvi di fare altrettanto. Non necessariamente su Twitter. Potete adattare l’idea a Facebook, alle Stories di Instagram, o addirittura potete scegliere di appuntarvi gli insegnamenti su un bloc notes senza coinvolgere nessuno. Come volete. 


Credetemi, però: vale la pena constatare in prima persona come la vita ci arricchisca semplicemente facendosi vivere. 

Queste sono le 30 cose che ho imparato in 30 giorni, e che voi apprenderete in pochi minuti finendo di leggere il post. Naturalmente, molte di loro riguardano la Spagna e la lingua spagnola.

30 COSE CHE HO IMPARATO IN 30 GIORNI 

1. Studi scientifici relativamente recenti hanno dimostrato che fare qualche tipo di attività fisica durante una lezione di lingua aumenta la capacità delle persone di memorizzare e comprendere un vocabolario nuovo. In altre parole: se ti muovi, impari meglio una lingua straniera. 



2. La treccia con i fiori in mezzo (che è meravigliosa!), la coda e lo chignon basso con la riga in parte sono alcuni dei principali trend per le acconciature flamenche del 2019. 


3. Gli italiani comprano, in media, 6-7 libri "fisici" (non e-books) all'anno. 



4. Le emoji più utilizzate del 2019 sono 😂,❤️ e 😘. La meno utilizzata è 🔤.
Le donne usano di più ❤️ e 😘, gli uomini usano di più 😢 e 😷. Negli Stati Uniti si usano più emoji su Facebook che su Twitter e Instagram. (Fonte: Adobe Emoji Report + "Least Used Emoji Bot" su Twitter)



5. Quando un gruppo ride, la gente guarda istantaneamente la persona a cui più si sente unita. 



6. La parola Guija, o Ouija (= seduta spiritica in spagnolo)



7. Sulla bandiera dell'Andalusia c'è Ercole. Il motivo è che, secondo il mito, Ercole visse molte avventure ad Eriteia, una delle antiche isole sui cui si trovano attualmente le città di Cadice e San Fernando. Per questo anche le famose Colonne portano il suo nome.


8. Freddo, in basco, si dice hotz.



9. La gente figa di Twitter usa  "sco pa tu manaa" per chiedere alle persone di condividere esperienze ed opinioni su di un tema concreto. Si tratta di una frase hawaiana che significa, grossomodo, "cosa ti ricorda questo?" ed è diventata virale dopo che un musicista l'ha utilizzata in un brano. (Vi capisco sempre meno, voi giovani. Come cavolo parlate? #anziana) 



10. La differenza tra "cerezas" (le normali ciliegie) e "picotas": le "picotas" sono più scure e caratterizzate dall'assenza del gambo, che rimane naturalmente sull'albero quando vengono raccolte. La stagione delle picotas (Luglio) è successiva a quella delle cerezas (Giugno). 




11. Santiago, Jaime, Yago, Jacobo e.. Diego (!!!) sono tutte varianti dello stesso nome, e vengono dal Jacob ebreo (Ya’akov), latinizzato come Iacobus o Iacomus. (Grazie Verne)

Se volete approfondire, l'articolo completo - in spagnolo - è qui.




12. Neil Harbisson è il primo cyborg riconosciuto ufficialmente da un governo. Ha un'antenna impiantata nella testa che gli permette di "ascoltare" i colori (vede in bianco e nero), ricevere chiamate telefoniche direttamente nel cervello e connettersi ad Internet.


13. Alle corride il pubblico usa fazzoletti di colori diversi per mandare messaggi: il bianco serve per attribuire trofei al torero, l'arancione per concedere l'indulto al toro, etc. (L'idea era soltanto di condividere quello che imparo, quindi non aspettatevi commenti in questa sede). 



14. Nella zona di Algeciras- La Línea de la Concepción- Gibilterra la gomma da masticare ("chicle" in spagnolo) é "la chinga", spagnolizzazione dell'inglese "chewing-gum". 



15. Esiste un "Airbnb delle piscine". Si chiama Swimmy ed è arrivato da poco in Spagna. I privati che possiedono una piscina la affittano a chi lo desidera (a quanto pare, a Málaga si possono già trovare location interessanti in cui passare qualche ora a mollo). 



16. Secondo uno studio dell'Università di Yale, una crisi di stress apporta all'incirca 300 calorie: la stessa quantità di calorie presente in un doppio cheeseburger. 



17. Il nome ufficiale del Mercado de Atarazanas di Málaga sarebbe "Mercado de Alfonso XII", anche se nessuno lo chiama così. 



18. Secondo uno studio, le sessioni di brainstorming che si fanno per iscritto sono molto più efficaci e generano idee più creative rispetto a quelle che si fanno a voce. 



19. Anche se ci sono pareri discordanti in merito, la parola "chumino" (che indica i genitali femminili) potrebbe avere origini malagueñe. Sarebbe nata, infatti, tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, quando le prostitute del porto erano solite alzare la gonna per mostrare "la mercanzia" ai marinai inglesi. Gli inglesi le esortavano a farlo dicendo "show me now" (mostrami, ora), pronunciato "shouminau". Da lì, chumino. 




20. Il sudore degli ippopotami è rosa. In realtà non è esattamente sudore, bensì una secrezione che li protegge dal sole e allontana gli insetti. 



21. Anche se molti credono che il gin fu inventato in Olanda, in realtà nacque in Italia. Il distillato fu elaborato per la prima volta da alcuni monaci sulla costa di Salerno nel 1050 DC. 



22. Quando leggiamo poesia, nel nostro cervello si attivano aree diverse da quelle che si attivano quando leggiamo prosa, generando risposte molto simili a quelle che vengono prodotte quando ascoltiamo musica. 



23. Il limone e i chiodi di garofano sono due repellenti naturali per insetti che allontanano sia le formiche che gli scarafaggi. 



24. La ragione per cui le idee migliori ci vengono sempre sotto la doccia è che, quando siamo rilassati, il nostro cervello produce quantità maggiori di dopamina, una sostanza  collegata alla felicità che ha implicazioni dirette sulle idee creative. Più dopamina = più idee (Grazie, OpenCulture). 


25. Il 70% dell'Universo è composto da una forza misteriosa che gli astronomi chiamano "energia oscura": questa forza sta accelerando l'espansione dell'Universo, quando secondo la scienza dovrebbe, invece, rallentare. Ancora non si sa esattamente di che cosa si tratti. 



26. L'espressione "tener cara de perdonavidas" e la parola "perdonavidas" in generale (=bullo, spaccone) 



27. La lingua cinese ha quattro diverse tonalità di pronuncia per ogni vocale. Ciò significa che due parole con la stessa grafia e lo stesso suono possono avere significati diversissimi a seconda del tono con cui si pronunciano.



28. Il murales verticale più grande di Spagna si trova in provincia di Málaga, e più concretamente ad Estepona. L'ha dipinto José Fernández Ríos, occupa una superficie di 1.000 metri quadrati e si estende sulle facciate di sei edifici. Ci sono volute 3 settimane per completare il lavoro. 


29. Il primo chiringuito di Spagna venne aperto a Málaga: era il Gran Parada, inaugurato nel 1882 sulla spiaggia de El Palo. Il primo ad adottare il nome "chiringuito", però, fu uno stabilimento di Sitges nel 1913. Infatti, a Málaga i chiringuitos si chiamano Merenderos.




30. L'idromiele è, con tutta probabilità, la bevanda alcolica più antica del mondo, precedente sia alla birra che al vino. Si ottiene a partire dalla fermentazione di una miscela di acqua e miele e ha un contenuto alcolico del 13-14%. La bevevano, tra altre popolazioni, i vichinghi.





 

venerdì 9 dicembre 2016

Il movimento che corregge gli errori grammaticali sulle strade di Madrid

Leggo su Upsocl: "c'è un gruppo di persone che corregge gli errori di ortografia per le strade e non ha pietà per nessuno". Ecco, mi preme giurarvi che io non c'entro niente. 
Se però dovesse comparire un movimento simile anche a Málaga potreste iniziare legittimamente a nutrire qualche sospetto.

Il punto è che per questi tizi, chiunque essi siano, nutro una profonda stima. Insomma, educano la gente. Svolgono un servizio pubblico per il bene della comunità. Chi di voi non ha mai provato un profondo dolore agli occhi e all'anima davanti a un "Ti o sempre amato" scritto senza la acca sui muri? Chi non si è sentito mancare leggendo un "Se ti avrebbi" accanto a una cabina telefonica? Ecco. Ora c'è un tutto un gruppo di implacabili grammar-nazi che, pennello o bomboletta spray rossa alla mano, va in giro a porre rimedio agli strazi linguistici sparsi per Madrid.

Si fa chiamare "Acción ortográfica Madrid" e i suoi adepti correggono tutto, dai manifesti pubblicitari ai cartelli con i nomi delle vie. A quanto pare hanno preso ispirazione da un movimento omonimo iniziato a Quito, e chissà che a loro volta non spronino altri vendicatori mascherati della grammatica a portare giustizia sulle pareti delle loro città.

A seguire, ecco alcuni degli interventi fotografati nella capitale spagnola e postati sulla pagina Facebook dell'iniziativa. 

























mercoledì 17 febbraio 2016

Lo spagnolo in America Latina: i tipi di accenti secondo Joanna Rants


Lo spagnolo non sarebbe una delle lingue più parlate al mondo, se fosse confinato alla sola Penisola Iberica. Le popolazioni dell'America Latina l'hanno modulato ed arricchito negli anni in varietà esagerate di accenti, facilitandone la diffusione su scala globale. Quello che noi italiani tendiamo ad ignorare, però, è quasi sempre come fare a distinguerli. 

Ebbene, amici: sono lieta di annunciarvi che il problema è risolto. 

Si da il caso che - ormai diverso tempo fa - io abbia scoperto per caso questo video. Trattasi di un tutorial a cura di Joanna Rants: 'na mezza pazza di origine venezuelana che - in inglese e in chiave prettamente ironica - illustra le principali differenze nelle parlate dei popoli latini. Roba da sganasciarsi, posso garantire. 

Ed è proprio per questo che ho pensato fosse cosa buona e giusta riportarvene un campionario a seguire. 

Per ogni accento ho riassunto in italiano la definizione di Joanna e riportato un frammento di filmato in cui lei, imitandolo, ci aiuta a capire il perchè delle sue affermazioni. Per cui cliccateci, sui video: lo so che hanno tutti la stessa immagine di anteprima, ma vi assicuro che sono diversi. Che durano pochi secondi l'uno. E che, senza premere play, vi divertirete la metà. 

Ah! Ci tengo anche ad affermare che nè io nè - credo - Joanna intendiamo offendere nessuno. In fondo, andiamo: lo sapete tutti che amo i latini almeno quanto amo gli spagnoli, vero?

Buon divertimento. E apprendimento, soprattutto. Perchè no.

Come riconoscere gli accenti latino-americani secondo Joanna Rants


- MESSICO 

I messicani parlano come se stessero sempre trasportando qualcosa di molto pesante. 







- ARGENTINA 

Sostanzialmente gli argentini sono come italiani particolarmente fieri di come parlano lo spagnolo. 







- VENEZUELA 

Per ricordare a tutti che chiacchierare dev'essere facile come respirare, emettono aria quando pronunciano la s. 

Esempio:





- PUERTO RICO 


Per qualche ragione ignota al resto dell'umanità, i portoriqueñi sostituiscono la lettera R con la L.

Così: 




- REPUBLICA DOMINICANA

Nella República Dominicana parlano talmente veloci che la loro parlata sembra "corsivo scritto a mano". Nemmeno Joanna riusciva ad imitarli, così ha chiamato una locale.

Ascoltate: 





- CUBA
"Ogni volta che parli con un cubano hai la sensazione di aver interrotto il suo appuntamento dal dentista". Parlano come se avessero del cotone in bocca, o fossero perennemente sotto novocaina. 

Esempio: 




- COLOMBIA

In Colombia c'è una gran varietà di accenti, ma il più interessante può essere descritto come: "Sean Connery che parla spagnolo e ti racconta storie tristissime in continuazione". Magari i colombiani ti stanno raccontando che hanno vinto la lotteria, eppure sembra sempre che gli sia appena morto il gatto. 

Esempio: 





- BRASILE
Sì, vabbé, in Brasile non parlano spagnolo. Però, secondo Joanna, i suoi abitanti meritavano una menzione in virtù del fatto che - se ci fate caso - ricordano un russo che cerca di parlare spagnolo. 

Esempio: 






Se vi è piaciuto il riassunto, potete godervi il video completo qui. 




sabato 24 ottobre 2015

5 trucchi per imparare lo spagnolo

Babbel è sempre un'ottima fonte di articoli interessanti a tema linguistico. Questo, per esempio, raccoglie 5 consigli per imparare rapidamente lo spagnolo. A dispensarli sono due poliglotti, uno italiano (Luca) ed uno di madrelingua anglofona (Matthew). Ironia della sorte, le loro tattiche sono le stesse che, inconsapevolmente, ho adottato anch'io. Ecco perchè posso dirvi che funzionano. Ed ecco perchè mi sembra cosa buona e giusta condividerle con voi, accompagnandole ad un breve commento con la mia esperienza personale. Di seguito, la traduzione del post. Sperando in un mondo sempre più pieno di itagnoles. 

5 trucchi per imparare lo spagnolo



1. Legalo alla tua vita.
Non separare lo studio della lingua dal resto della tua vita. Non stai certo studiando spagnolo per parlare del fatto che stai studiando spagnolo. Questo tipo di loop autoreferenziale rischia di diventare noioso in fretta e può essere demotivante. Invece, pensa allo spagnolo come ad un nuovo modo di sperimentare la vita di ogni giorno: imposta la lingua del tuo computer sullo spagnolo; cerca film e programmi televisivi spagnoli da guardare (meglio ancora se con i sottotitoli in spagnolo); leggi le news o i gossip dai magazine, dai quotidiani e dai portali spagnoli; guarda video su youtube in spagnolo su temi che davvero ti interessano ed appassionano. Se usi lo spagnolo per fare cose che fai già comunque, studiarlo quotidianamente diventerà un riflesso automatico anzichè un lavoro temuto. Ricorda che le lingue sono un mezzo per raggiungere uno scopo, non obiettivi finali di per sè.





>> Una delle primissime cose che ho fatto, quando ho iniziato a studiare spagnolo, è stata proprio impostare sul castigliano la lingua del cellulare, cosa che mi ha permesso di imparare senza accorgermene tutta una serie di termini come "carpeta", "buzón de voz", "pantalla" o "tono del móvil". Più tardi ho fatto lo stesso con Facebook. Ed, ovviamente, i miei Trending Topic di Twitter sono impostati stabilmente sugli argomenti di conversazione più discussi in Spagna.

>> Quanto al resto, per me le passioni musicali sono sempre state una motivazione fortissima allo studio di una lingua. Leggere e partecipare attivamente al forum ufficiale de El Canto del Loco, guardare video di trasmissioni a cui la band aveva presenziato su Youtube, ascoltare radio come Los 40 Principales e Cadena 100 via internet, leggere - e tradurre in italiano - le interviste apparse sulla stampa spagnola mi è servito (e non mi vergogno di dirlo) più di qualsiasi lezione frontale all'università. Certo, la base di grammatica serve comunque, ma è vero che è solo quando ti interessa il contenuto che fai di tutto per capire il linguaggio in cui viene espresso.



2. Interagisci con i madrelingua 



Il miglior modo per legare lo spagnolo alla tua vita quotidiana è passare del tempo con persone madrelingua. Se hai qualche amico che parla spagnolo, convincilo a parlare con te ameno per metà del tempo in spagnolo quando vi vedete. Se vai a mangiare in un ristorante messicano, cerca di ordinare in spagnolo. Se viaggi in Spagna o in America Latina, non chiedere sempre "Habla Inglés?": ogni volta che ti si presenta un'opportunità di parlare in spagnolo, COGLILA! C'è sempre bisogno di fare pratica quando cerchi di imparare qualcosa, e parlare è il miglior modo di farla. Quando sei in grado di sostenere una conversazione basica, trova un qualsiasi gruppo o club formato da persone che parlano spagnolo, così da poter portare avanti qualche tuo hobby in quella lingua. Può essere qualsiasi cosa: da un corso di danza ad un club di astronomia.


Questo è anche il segreto per non dimenticare quello che hai imparato. Come dice Luca, "i miei genitori avevano alcuni buoni amici spagnoli che venivano a mangiare da noi una volta a settimana, così io potevo fare pratica con loro. Se hai l'opportunità di parlare più lingue su base giornaliera, non le dimenticherai!". Questo succede sia che tu maneggi più di dieci lingue sia che tu stia semplicemente cercando di tenere una seconda lingua ben stretta nella tua memoria. Più la usi e meno facilmente la dimenticherai!







>> Ancora una volta, frequentare i fan de El Canto del Loco prima, e de El Pescao e Dani Martín poi, mi ha permesso di conoscere un sacco di persone di madrelingua spagnola con cui esercitarmi quotidianamente. Ma non c'é stato solo questo. Ricordo che, quando studiavo spagnolo all'università, in vista degli esami cercavo di parlare in spagnolo con una mia amica altrettanto italianissima, in modo da fare pratica il più possibile. Frequentare corsi di flamenco, inoltre, mi ha messo in contatto con un sacco di persone innamorate della Spagna almeno quanto me... e chi ama la Spagna, almeno un pochino, lo spagnolo è sempre dispostissimo a parlarlo!


3. Tutte le strade portano a Roma

Spagnolo, francese, inglese, portoghese e romeno possono a malapena essere considerate "lingue straniere" perchè tutte derivano dal latino. Queste lingue "romanze" hanno vocabolario, sintassi e grammatica talmente simili da poter essere considerate sorelle. Questa vicinanza con la sua lingua madre (l'italiano) ha fatto sì che per Luca fosse facile iniziare ad imparare lo spagnolo, ma anche così ha dovuto concentrarsi e fare dello studio dello spagnolo una pratica quotidiana.

In comparazione, potrebbe sembrare più difficile per un inglese imparare spagnolo. Dopo tutto, l'inglese deriva dall'Anglo-sassone, una lingua germanica. Cos'hanno in comune l'inglese e lo spagnolo? In realtà, molto. L'inglese deve una buona metà del suo vocabolario a francese e latino, così - se proprio non fratelli - inglese e spagnolo sono almeno cugini. Basta pensare all'esempio di Matthew, "la proclamación de la democracia". Questa frase ha a malapena bisogno di essere tradotta in inglese! E, come dice Luca “democratisation, democratización, démocratisation, democratizzazione …puoi imparare quattro lingue in un colpo solo".


4. Il gioco dei mimi







Un accento autentico: la frontiera finale. Per riuscire ad avere un accento spagnolo devi ascoltare con attenzione i madrelingua ed imitare quello che senti. Pensa a te stesso come ad un attore: non stai soltanto leggendo un copione, stai cercando di calarti nella parte. Ogni volta che ti poni di fronte allo spagnolo (incontrando amici spagnoli, parlando con partner "tandem" su skype, guardando film o programmi tv in spagnolo) imita le voci nel modo più accurato che puoi. Con il tempo, questo ti permetterà di familiarizzare con suoni che non sei abituato a fare. All'inzio potrebbe farti sentire sciocco, come se stessi facendo una brutta impressione, ma non appena inizierai ad entrare nel personaggio, allora parlerai spagnolo.

Siccome in Spagna ci sono diversi accenti regionali, le persone che sceglierai di imitare potranno darti una particolare inflessione. Matthew, avendo studiato a Barcellona, parla spagnolo come un barcellonese, mentre Luca ha sviluppato un accento madrileño uscendo con una ragazza di Madrid.

>> Non l'ho mai rivelato perchè mi sentivo idiota, ma dopo aver letto questo punto mi sento in obbligo di confermare. Per tutto il primo periodo di "fanatismo" per El Canto del Loco  imitavo per scherzo l'accento e la gestualità di Dani Martín, con il risultato che, ad un viaggio nelle Canarie, mi é stato detto che avevo l'accento madrileño. L'imitazione, peró, puó anche venire spontanea. Vivendo in Andalusia durante il mio erasmus e stando a stretto contatto con i locali, mi sono trovata ad assumere la loro inflessione senza accorgermene, come ti si attaccano certi accenti italiani. Non serve sforzarsi: viene naturale. 


5. Salta a bordo!

I trucchi sopra elencati ti aiuteranno soltanto ad iniziare ad imparare. No, non domani: adesso! Cosa stai aspettando? Ti basterà cominciare con 10 minuti al giorno, abbinando brevi sessioni di studio teorico con i consigli qui riportati, e ti ritroverai a parlare spagnolo in  men che non si dica!

venerdì 8 maggio 2015

Le parole spagnole preferite dagli italiani, parte II.


Le nove di Venerdì sera. La mia vita sociale riassunta nel passarlo a casa con una gatta. A distrarmi, un bel po' di cose. I vicini, per esempio: party hard in giardino con musica a manetta. Che, dico io: invitatemi! Ogni tanto arriva l'eco di qualche risata, un frastuono di vetri rotti, qualche altro rumore non meglio definito. Trattasi di famigliola generalmente tranquilla. Dovreste vedere con quale sconcerto li osserva la mia coinquilina quadrupede. 

Oppure i whatsapp di mia madre, che mi invia foto dalla mia Málaga esasperando il desiderio di tornarci prima di impazzire. Ancora, gli effetti della prima oretta di sole tardivo preso questo pomeriggio dopo lavoro. La sensazione di avere un forno a microonde al posto della faccia. I brividi sulle braccia. La rassegnata consapevolezza di non averci il fisico, "poco da fa'". C'era ancora qualcosa, a distrarmi. Ma poi mi sono distratta e non me lo ricordo più. 

Comunque: tutto questo per dire che mi scuso, se questo post non sarà propriamente un capolavoro della letteratura (d'altronde, quale lo é?). Sentivo, tuttavia, di dovervelo. E i debiti, si sa, vanno saldati il prima possibile. 

Forse ricorderete di quando, ispirata dall'elenco illustrato di un sito iberico, vi avevo chiesto di segnalarmi le vostre parole spagnole preferite. Quelle che più vi piace masticare per concetto, suono o motivazioni affettive di sorta. Avevate partecipato in tanti, dando di fatto origine a questa cosa. Sono arrivati altri commenti, da allora. Altre "segnalazioni". Perciò, proprio come mi ero già a quel tempo ripromessa, mi sembrava giunto il momento di regalare una seconda parte al post. 

Ah! Ovviamente, se ci sono altri vocaboli castigliani che adorate e non avete visto in lista, i commenti sono tutti per voi. Chissà che dopo la seconda parte non arrivi la terza, e poi la quarta e poi... vabbè, magari mi ridimensiono, va. 

1. Bufanda. Un suono morbido, quasi buffo. Rassicurante e famigliare come l'oggetto che rappresenta quando ti ci avvolgi in inverno. Piace tantissimo a Kit. 



2. Ha ragione Alberto: è sempre difficile tradurre in italiano "disfrutar". Il verbo, usatissimo nel parlato comune, indica l'atto di divertirsi, di godersi cose e momenti. Secondo lui l'assenza di corrispettivo esatto nella nostra lingua madre dipende dal fatto che "in questo gli spagnoli sono unici". 


3. "Il modo veloce in cui si pronuncia tocadiscos - dice Luca - mi fa già pensare alla musica che si ascolta." 



4.  Altra parola per cui è difficilissimo trovare l'esatto corrispettivo italiano, Ilusión indica un concetto in bilico tra emozione, passione, entusiasmo ed illusione. Piú che il suono mi affascina il suo significato: tante volte l'ho sentito usare come complemento oggetto di me stessa, eppure risulta impalpabile anche a livello lessicale. 


5. Sorta di ennesimo "falso amico", las inquietudes non sono (solo) le nostre preoccupazioni, ma molto piú di frequente "la voglia di fare, il genio, la creatività e la ILUSIÓN messi insieme in un frullato di iniziativa." Un contrasto che ha conquistato Alberto.