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martedì 9 giugno 2020

Pau Donés, itañolo ad honorem.



A volte le parole che non trovi sono semplicemente sepolte sotto un cumulo di racconti, nel fondo di un cassetto del tuo mondo virtuale. 

Devi soltanto cercare bene. 

Si è sollevata un po’ di polvere, quando ho ritirato fuori quel post. Lo scrissi nel 2012, ad occhio e croce cento vite fa. 

Nel mezzo c’è un paragrafo che oggi mi spezza il cuore. 

“Ad esempio, c'é Jarabe de Palo. Ormai, da “il Pitbull della Penisola Iberica” sono ufficialmente passata a definirlo “Vip Itañolo dell'anno”. Un titolo di cui essere fieri, oltretutto, dato che era tutto fuorché facile sottrarlo ai Besitos di Vanessa Incontrada. Beh, lui c'é riuscito. Con il pretesto della presentazione di “Come un Pittore” in versione bilingue anche sul mercato castigliano, Pau ha iniziato a scrivere su twitter piú o meno come parlo io quando son molto stanca. Vale a dire, con la miscela di allegria perfetta in cui si uniscono italiano e castigliano. Una parola in una lingua, una nell'altra: un idioma di cui mi dichiaro ogni giorno piú fan. Senza contare che é nel nostro Paese ogni due per tre, oramai. E inonda il web di scatti ed entusiasmo, esternando conseguenze di un effetto molto simile a quello che la Spagna ha su di me.”

Quando un personaggio pubblico muore, sembra che tutti facciano a gara per incastrare un pezzetto della sua vita nella propria. Le opere che lascia ricoprono sempre, inevitabilmente, un ruolo importantissimo nei ricordi di chi aspira a sentirsi parte della conversazione globale. 

É sempre il film del primo appuntamento. Il libro che ti ha cambiato la vita. La colonna sonora che ha accompagnato ogni tua giornata. É per questo che evito come la peste i messaggi pubblici di commiato. Per non cadere nel ritrito. Nel dovuto. Nell’esagerazione. 

Ma in questo caso, per me, è stato davvero cosí. 

Donés non è stato solo una presenza costante nei deliri (e nei premi) italo-iberici di questo blog. Lo è stato anche nel mio quotidiano. 

É vero: non sono mai stata ad un concerto di Jarabe De Palo, nè posso considerarmi una loro fan. 

Le loro canzoni, però, erano come un sottofondo piacevole a cui ti abitui a tal punto da non farci più caso. Erano le onde del mare mentre leggi sulla spiaggia. I passerotti che cantano mentre chiacchieri con gli amici in mezzo alla natura. E, quando mancano ti colpo, ti accorgi che qualcosa non va.

Del resto, non credo di essere l’unica italiana che ha iniziato a balbettare le sue prime parole in spagnolo sulle note di Ricky Martin e de La Flaca. E tantomeno sono l’unica che ancora oggi risponde cantando “de qué depende?” ogni volta che qualcuno le dice “depende” (o dipende, a seconda della nazionalità). L’ultima volta mi è successo un paio di giorni fa. 

Lo prendevo in giro a sua insaputa, Pau, quando per radio la sua voce intonava “come una varca fata de carta”; E puntualmente m’incazzavo perchè traduceva i brani, insistendo sul fatto che suonassero meglio nella sua lingua madre. Quando parlava, tuttavia, quell’accento mi faceva impazzire. 

Il punto è che Donés, coi suoi duetti bilingui, la sua allegria contagiosa e i suoi neologismi, mi è sempre sembrato rappresentare l’essenza più pura di quell’identità che, in fondo, tutti noi che viviamo in bilico tra Italia e Spagna condividiamo. 

Donés sarà sempre Itañolo ad Honorem.

Una delle tante foto "italo-spagnole" di Pau Donés su Instagram (@jarabeoficial) 


lunedì 11 aprile 2016

Quasi una tradizione: account spagnoli belli per il vostro feed di Instagram

Vi ho già detto che sono fan di Verne, vero? Ebbene; qualche giorno fa, l'amato blog de El País ha pubblicato un altro di quegli articoli che a me piacciono un casino. Lí, María Sánchez Sánchez elencava 118 (!!!) account Instagram Made In Spain segnalati almeno una volta dalla comunità InstagramEs. Consultarli tutti, va da sè, rischierebbe di risultare impegnativo per chiunque abbia uno straccio di vita sociale. Così, dato che aumentare il contenuto ispanico dei vostri feed di Instagram sta diventando una mia sottospecie di missione a cadenza annuale, ho estrapolato per voi i diec...perdón, undici a mio avviso più meritevoli. Per farlo mi sono basata sulla creatività, sull'originalità e, naturalmente, sul molto poco oggettivo gusto personale. Eccoveli a seguire. 

Buona lettura, buon follow e buona visione a tutti. 


1. Mebeliart 


Jordi Beli studia graphic design a Lleida. Il suo soggetto preferito sono i ritratti, in cui ama giocare con una componente fantastica, surrealista e variamente "magica". 

@mebeliart


2. Mr.boo 

Mr Boo è un fantasma. O, per meglio dire, un utente misterioso travestito da fantasma. Dopo aver indossato il caratteristico lenzuolo bianco con i buchi per gli occhi, si fa fotografare in luoghi sempre diversi della Penisola Iberica. Il motivo? Come sostiene nella sua biografia, "ha un sacco di questioni in sospeso".



@Mr.boo


3. Jesuso_Ortiz

From Málaga with Love, Jesuso potrebbe tranquillamente essere descritto come la versione iberica e più colorata della nostra virgola. Proprio come lei, fa interagire disegno e oggetti d'uso quotidiano per realizzare illustrazioni semplici eppure mai banali.



@jesuso_ortiz


4. Isaaccordal

Scultore di Potevedra, Isaac Cordal crea piccole statue che fotografa in ambienti urbani per ricreare situazioni che hanno in molti casi l'obiettivo di farci riflettere sulle tematiche più scottanti della nostra società.



@isaaccordal


5. Gretaway 

Interior designer di Girona, il soggetto fotografico preferito da Dani sono gli aerei incorniciati dagli edifici e i pattern geometrici che ritrova, giorno dopo giorno, nelle architetture attorno a lui.


@gretaway




6. DeliciousMartha

Dopo aver studiato Pubblicità e Public Relations, Marta ha deciso di fondere su Instagram le sue passioni per la gastronomia e la comunicazione. Food blogger molto seguita, ci regala così foto di manicaretti di ogni genere, sempre molto studiate nella composizione. 



@deliciousmartha


7. Kpturas

Fotografo freelance, Juan Chaves ama giocare con le prospettive e le forme, restituendoci immagini a dir poco insolite dei paesaggi spagnoli. 



@kpturas



8. Toni_laoshi

Di La Vall d'Uixó (Castelló), Toni Laoshi si fotografa nella stessa posizione con fondi diversi, accompagnando i suoi scatti con testi di canzoni.

@toni_laoshi




9. Ensanx

Co-founder di @catalunya_arquitectura, Jordi "cerca la bellezza dove sembra che ci sia solo un angolo, una parete triste o un edificio poco attraente". Obiettivo che risulta chiaro dalle sue foto, tutte immancabilmente a soggetto architettonico. 


@ensanx


10. Pabloalekoh
Pablo vive tra Albacete e Valencia e, decisamente, ama il mare. I suoi scatti lo ritraggono spesso, avvalendosi di specchi, cornici o espedienti prospettici per conferire ai paesaggi un tratto originale.



@pabloalekoh


Il numero pari sarebbe stato, a questo punto, una ragione sufficiente a chiudere la lista. Non potevo, peró, prescindere dalla menzione speciale al profilo più itañolo tra tutti quelli segnalati da Verne. E quindi... 

11. Bidibadau

Spagnola residente in Italia, Paloma ama l'arte, la natura e i racconti brevi con cui spesso accompagna le sue fotografie.



@bidibadau




Se anche voi avete scoperto qualche altro account spagnolo particolarmente affascinante, come al solito, fatemelo sapere!

mercoledì 1 luglio 2015

Un Zombie A La Intemperie: il duetto italo-spagnolo tra Zucchero e Alejandro Sanz

Ammettiamolo: quando un musicista che non hai mai particolarmente ammirato tira fuori dal cilindro una bella canzone, un po' ti incazzi. Insomma, sembra quasi che lo faccia apposta per smentirti. Per farti sentire una cretina, una di quelle che della vita non ci ha mai capito granchè. 

Fino a poco tempo fa, se mi aveste detto che avrei ascoltato in loop un duetto tra Alejandro Sanz e Zucchero, con tutta probabilità sarei scoppiata a ridere. Invece, lo spagnolo ha fatto uscire "Un Zombie A La Intemperie". Io sono stata incuriosita dal titolo. Ho premuto play. Ed ho provato esattamente quella rabbia che ti agita le viscere quando ti tocca ammettere: "sbagliavo". 

Era finita lì, comunque. Giusto giusto qualche riproduzione in streaming quando non c'era di meglio da ascoltare. Poi, l'altro giorno, la Rivelazione. 

In una di quelle notizie italo-spagnole che proprio non puoi ignorare, sono venuta a sapere che Sanz stava cercando di ri-approdare sul mercato italiano. E che lo stava facendo con l'aiuto di - nientemeno-  Zucchero Fornaciari. Per lanciare anche da noi l'ultimo album Sirope, i due avevano realizzato una versione bilingue di quello stesso brano che già mi aveva sorprendentemente affascinata nell'originale. 

Non ci avrei scommesso un euro, a dire il vero. Le due voci mi sembravano così diverse, e Zucchero così lontano dal mood della composizione, che pregustavo già lo sdegno per l'ennesimo italo-spagnolismo malriuscito. Invece, pare che ultimamente non me ne vada dritta una. 

Già, perchè la veste bilingue avvolge la canzone di nuove suggestioni. La arricchisce in sfumature e dimensioni. E - in qualche modo - riesce a penetrarti l'anima. 

Lo dico sottovoce. Magari pure con le guance arrossate. Però ascoltatela. Ascoltatela sul serio, ché secondo me ne vale un bel po' la pena.




Per chi volesse approfondire, qui c'è pure un altrettanto itañolissima intervista ai due per La Stampa (PS: popolazione italica, quand'é che la smetterai di colonizzare Formentera?) 




venerdì 8 maggio 2015

Le parole spagnole preferite dagli italiani, parte II.


Le nove di Venerdì sera. La mia vita sociale riassunta nel passarlo a casa con una gatta. A distrarmi, un bel po' di cose. I vicini, per esempio: party hard in giardino con musica a manetta. Che, dico io: invitatemi! Ogni tanto arriva l'eco di qualche risata, un frastuono di vetri rotti, qualche altro rumore non meglio definito. Trattasi di famigliola generalmente tranquilla. Dovreste vedere con quale sconcerto li osserva la mia coinquilina quadrupede. 

Oppure i whatsapp di mia madre, che mi invia foto dalla mia Málaga esasperando il desiderio di tornarci prima di impazzire. Ancora, gli effetti della prima oretta di sole tardivo preso questo pomeriggio dopo lavoro. La sensazione di avere un forno a microonde al posto della faccia. I brividi sulle braccia. La rassegnata consapevolezza di non averci il fisico, "poco da fa'". C'era ancora qualcosa, a distrarmi. Ma poi mi sono distratta e non me lo ricordo più. 

Comunque: tutto questo per dire che mi scuso, se questo post non sarà propriamente un capolavoro della letteratura (d'altronde, quale lo é?). Sentivo, tuttavia, di dovervelo. E i debiti, si sa, vanno saldati il prima possibile. 

Forse ricorderete di quando, ispirata dall'elenco illustrato di un sito iberico, vi avevo chiesto di segnalarmi le vostre parole spagnole preferite. Quelle che più vi piace masticare per concetto, suono o motivazioni affettive di sorta. Avevate partecipato in tanti, dando di fatto origine a questa cosa. Sono arrivati altri commenti, da allora. Altre "segnalazioni". Perciò, proprio come mi ero già a quel tempo ripromessa, mi sembrava giunto il momento di regalare una seconda parte al post. 

Ah! Ovviamente, se ci sono altri vocaboli castigliani che adorate e non avete visto in lista, i commenti sono tutti per voi. Chissà che dopo la seconda parte non arrivi la terza, e poi la quarta e poi... vabbè, magari mi ridimensiono, va. 

1. Bufanda. Un suono morbido, quasi buffo. Rassicurante e famigliare come l'oggetto che rappresenta quando ti ci avvolgi in inverno. Piace tantissimo a Kit. 



2. Ha ragione Alberto: è sempre difficile tradurre in italiano "disfrutar". Il verbo, usatissimo nel parlato comune, indica l'atto di divertirsi, di godersi cose e momenti. Secondo lui l'assenza di corrispettivo esatto nella nostra lingua madre dipende dal fatto che "in questo gli spagnoli sono unici". 


3. "Il modo veloce in cui si pronuncia tocadiscos - dice Luca - mi fa già pensare alla musica che si ascolta." 



4.  Altra parola per cui è difficilissimo trovare l'esatto corrispettivo italiano, Ilusión indica un concetto in bilico tra emozione, passione, entusiasmo ed illusione. Piú che il suono mi affascina il suo significato: tante volte l'ho sentito usare come complemento oggetto di me stessa, eppure risulta impalpabile anche a livello lessicale. 


5. Sorta di ennesimo "falso amico", las inquietudes non sono (solo) le nostre preoccupazioni, ma molto piú di frequente "la voglia di fare, il genio, la creatività e la ILUSIÓN messi insieme in un frullato di iniziativa." Un contrasto che ha conquistato Alberto. 



mercoledì 14 gennaio 2015

Le cover italo-spagnole di Senzo su Youtube

L'ho scoperto per caso, Senzo. Colpa di un vecchio tweet di Jovanotti capitato sulla mia timeline per una strana catena di condivisioni. Essenzialmente é un utente di youtube come tanti: per capirci, uno di quelli che imbraccia la chitarra e posta cover di canzoni famose. É piuttosto bravo, però. E, soprattutto, ha un alto tasso di itañolitá. 

Se vi fate un giro sul suo canale capirete subito di cosa parlo. I video più visualizzati sono - forse non a caso-  in piena sintonia con lo spirito di base di questo blog. Fondono lingue ed atmosfere di due paesi, valorizzano i testi con le traduzioni in metrica. Con un risultato a mio parere degno di segnalazione. 

Eccole, quindi, le sue rivisitazioni musicali a mio avviso piú riuscite: la prima, in ordine cronologico, é la versione italiana del brano catalano "Fil de llum". La seconda, che si é guadagnata il già citato tweet di Jovanotti, è la cover italo-spagnola di "Ti porto via con me".




Ho mandato un messaggio a Senzo chiedendogli di fare un'operazione simile con un brano de El Pescao (cosa che, del resto, potete fare anche voi: qui ci sono gli accordi e il tutorial per suonare "al otro lado del mar") . Chissà se mi dà retta o mi fa rinchiudere in manicomio.

martedì 25 novembre 2014

Verso gli Italo-Spagnola Awards 2014: segnala i tuoi preferiti!

Quest'anno gli Italo-Spagnola Awards sono ancora più vostri! E ancora più scopiazzati da Macchianera...ma vabbè, tanto mica s'offende, quello. Al di là dell'incipit da pubblicità del Panettone, ci tenevo a ricordarvi che manca ormai pochissimo alla terza edizione dei premi più attesi dal mondo itañolo (assecondatemi!), e quest'anno ho intenzione di stupirvi con effetti speciali. Ci saranno nuove categorie, targhette di sempre più dubbio gusto estetico, nuove piattaforme per le votazioni. Ma, soprattutto, ci sarà un maggior coinvolgimento da parte vostra. Sì. Perchè, anzichè pubblicare direttamente le nomination basate sul mio gusto personale, questa volta sarete voi a decidere, da subito, chi sarà degno di farne parte. Come nei Macchianera Awards, per l'appunto. Quindi, bando alle ciance e datevi da fare: compilando il modulo qui sotto avrete l'opportunità di segnalare le vostre realtà italo-spagnole preferite dell'intero mondo del web e non solo. Pagine facebook, account Twitter, blog, siti, personaggi...tutto quello che, nel corso di questo 2014, è riuscito a strappare almeno un wow al vostro bipolarismo nazionale. Perchè la segnalazione vada a buon fine, vi basterà esprimere la vostra preferenza per tre categorie: "sito o blog italo-spagnolo", "account twitter italo-spagnolo" e "pagina facebook italo-spagnola". Per il resto, sta a voi decidere se compilarle tutte o limitarvi ad alcune di esse. Potete anche selezionare più di una realtà per categoria, se vi sembra che ce ne siano diverse meritevoli di entrare in nomination. Insomma: fate un po' come vi pare, spaccate tutto, vedetevela voi. Per me il vostro sarà in ogni caso un grosso aiuto per cercare il più possibile di non dimenticare nessuno. Potete partecipare fino al prossimo 8 Dicembre compreso. Ah! So che vorreste tutti segnalare me perchè mi amate tantissimissimo eccetera (buongustai!) ma mi spiace dirvi che non sono in gara. 

lunedì 29 settembre 2014

Gli 11 account che ogni italo-spagnolo dovrebbe seguire su Instagram

Non so a voi, ma a me Instagram piace un casino. É rilassante, creativo, perfetto per i tragitti brevi in treno. Puó succedere, però, di aver voglia di aumentare il proprio elenco di follower. Variare le tematiche. Chessó, godersi qualche scatto particolarmente efficace senza che provenga per forza dal lampo di genio di un amico. Così, é capitato che un sito web qualunque mi abbia indirizzata al profilo ufficiale di Barbie. E mentre mi avvio inesorabilmente verso la perdizione (sí, quest'anno compio i trenta, non infierite) mi é capitato di pensare: se io sono riuscita a scoprire qualcosa di originale e insolito grazie a consigli trovati in Rete, perché non elargirne qualcuno anch'io? É per questo che ho messo assieme l'elenco degli 11 account che, secondo me, ogni italo-spagnolo dovrebbe seguire su Instagram. Non vuol dire che siano per forza i migliori. Gli unici. I più innovativi. Semplicemente, tra le mie -sempre troppo limitate - conoscenze iberiche in rete, sono quelli che mi hanno entusiasmata di più. Nel proporli, vi invito anzi a segnalarmene altri: l'unione fa la forza. E, nell'era del visual, é sempre un piacere avere qualcosa di nuovo da ammirare. 


1. Spain. Account ufficiale dell'ente spagnolo del turismo, pubblica le migliori foto dei paesaggi della Penisola Iberica, e ti fa venire una gran voglia di salire sul primo aereo. É anche, a mio avviso, tra gli account iberici che utilizzano meglio il mezzo: non solo invitano gli utenti a postare i propri scatti con l'hashtag #VisitSpain, ma l'utilizzano anche per continui concorsi a mezzo dell'apposita piattaforma. 

Alcune immagini postate sull'account @spain

2. Igers Spain.  Il profilo della comunità degli instagrammers spagnoli non può mancare nel feed  di nessun itañolo che si rispetti. Vi trovate le migliori foto di paesaggi iberici pubblicate dagli utenti con l'hashtag #igerspain e corredate di apposito logo. Ad essere onesti, io lo trovo un po' disomogeneo in qualità; resta, però, in ogni caso imprescindibile.  

Alcune immagini postate sull'account @igersspain

3. Mamá, de Mayor quiero ser flamenca . Account collegato all' omonimo blog di Elena Rivera, fashion designer di abiti flamenchi e in generale appassionata del lato più modaiolo del ballo andaluso. Vi trovate bozzetti delle sue creazioni alternate ad istantanee dalle sfilate di moda flamenca e dettagli di abiti irresistibili per chiunque ami un'arte entrata a far parte del patrimonio culturale dell'Unesco. 

Alcune immagini postate sull'account @mdmqsflamenca


4. Boa Mistura. Collettivo di street artist madrileñi ormai affermatissimi a livello internazionale, condividono su instagram le loro migliori creazioni intorno al mondo, spesso arricchite da materiale "work in progress" e con una qualità fotografica sempre ineccepibile. 

Alcune immagini postate sull'account @boamistura

5. Quijote y Sancho  . Profilo dell'omonimo sito web finalizzato alla divulgazione e apprendimento di lingua e cultura spagnola, Quijote y Sancho posta immagini affascinanti e coloratissime di ogni angolo della penisola iberica, prediligendo soprattutto architettura, gastronomia ed arti figurative. 

Alcune immagini postate sull'account @quijoteysancho

6. Spanish you too . Al sito: spanishyoutoo.com fa capo un gruppo di supporto che offre gratuitamente consigli ai ragazzi di tutto il mondo che volessero studiare nella terra di Cervantes. Sull'account instagram ad esso collegato si trovano foto dei luoghi più emblematici della penisola, alternati a quote e momenti di vita quotidiana in cui chiunque si sia trovato a vivere da straniero in Spagna, inevitabilmente, si ritroverà. 

Alcune immagini postate sull'account @spanishyoutoo

7. Italia.es. Italia.es é un'associazione culturale con sede a Barcellona la cui itañolissima peculiarità sta nell'organizzare concerti di cantanti italiani nella Penisola iberica (parentesi: ehi, non é che per caso cercate collaboratori?!). Oltre alle foto degli eventi organizzati e relative attività di divulgazione, sul loro account instagram si può trovare anche qualche quote a tema musicale e vignetta ispirata all'attualitá iberica. 

Alcune immagini postate sull'account @italia.es

8. Phil González. Phil González, spagnolissimo, é nientemeno che il fondatore del brand "instagramers", community che conta attualmente più di 300 gruppi nei distinti Paesi del mondo. Questo lo rende non solo uno degli igers più attivi d'europa, ma anche il cittadino iberico che probabilmente meglio conosce ed utilizza il mezzo. Sul suo account troverete soprattutto foto di paesaggi di Spagna e del mondo, anche se non mancano scatti presi dalla vita quotidiana. Ad accomunarli, tutti, c'é un punto di vista personale ed un dominio assoluto di composizione e filtri. 

Alcune immagini postate sull'account @philgonzalez


9. Kainxs. Con i suoi più di 126.000 follower Gabriel Samper, avvocato di professione, é attualmente uno dei fotografi più seguiti di Spagna. Fa parte di un'associazione denominata FIE (fotografi di iPhone spagnoli) che promuove la fotografia realizzata con telefoni cellulari. In effetti, a giudicare dai suoi scatti, sembra che i mezzi professionali non siano affatto imprescindibili per realizzare scatti di qualità. 

Alcune immagini postate sull'account @kainxs 

10. El Wood . Se cercate immagini insolite e poetiche, questo diventerá in poco tempo uno dei vostri account preferiti. Appartiene a Luis Torres, fotografo spagnolo che ha saputo caratterizzarsi per i suoi scatti in bianco e nero, sempre molto curati e tutti realizzati con iPhone. I soggetti sono vari: si va dalle ville della Galicia a intere serie dedicate alle cittá andaluse, passando per alcuni lavori di studio o particolari insoliti presi direttamente dalla strada. 

Alcune immagini postate sull'account @elwood
11. Visita Valencia Profilo da segnalare soprattutto in virtù del suo itañolissimo primato:  aperto nell'aprile 2014, é infatti il primo account ufficiale del Turismo di Valencia interamente in lingua italiana e pensato per italiani. Oltre a bellissime immagini della cittá, non é raro trovarvi indicazioni turistiche e annunci di feste ed eventi che faranno la gioia di ogni turista. 

Alcune immagini postate sull'account @visitavalencia


Parola e cuoricini, adesso, li lascio a voi! 

martedì 10 giugno 2014

Video: Gli stereotipi sugli italiani raccontati agli spagnoli


Vi ricordate di Antonio? Il suo corso di gestualità italiana per spagnoli gli era valso, da parte dei lettori di questo blog, il titolo di video italo-spagnolo dell'anno 2013. Nel frattempo, é tornato da Granada e ne ha realizzato un altro.   

L'obiettivo, questa volta, era quello di dare ai cugini iberici il proprio punto di vista sugli stereotipi a cui siamo condannati fuori dai nostri confini. Alcuni risultano confermati, come l'ossessione per il calcio e per la moda; altri smentiti, come la vergognosa equazione che ancora - ahinoi!- accomuna la nostra nazionalità alla mafia. Messa in discussione appare anche la bizzarra convinzione per cui un italiano, specie se del sud, debba per forza essere un inguaribile (ed infallibile!) latin lover, dotato di immaginario manuale per rimorchiare senza esclusione di colpi ogni individuo di sesso femminile nel raggio di un chilometro. 

Con l'incantevole sfondo dello stretto di Messina, Antonio ci parla, in spagnolo, anche della giusta cottura della pasta, del divieto assoluto di bere cappuccino a pranzo e della cultura - tutta nostrana- del caffè. Per quanto mi riguarda, non sono d'accordo sulla dichiarata impossibilitá di importare Starbucks nel nostro Paese. Anzi, ho sempre sostenuto vigorosamente l'esatto opposto. In gran parte delle altre affermazioni, tuttavia, é piuttosto difficile non ritrovarsi neanche un po'.

Insomma: il video é sufficientemente italo-spagnolo da guadagnarsi un suo spazio su queste pagine. Quindi vi invito a cliccare play, sperando (perché no?) anche in una vostra apportazione: siete d'accordo con Antonio? Nelle vostre peregrinazioni in Spagna o altri Paesi, vi siete imbattuti in altri stereotipi che vorreste confermare o smentire? 


domenica 16 marzo 2014

Segnalazioni italo-spagnole: Radio Latita (e la mia esaltazione)

Ho sempre riscontrato un vago retrogusto vintage nella frase "Riceviamo e volentieri pubblichiamo". In questo caso, peró, sarebbe stato difficile trovare introduzione piú appropriata. 


Scrivo questo post con le cuffie alle orecchie e un grado di esaltazione difficilmente concepibile da persone sane di mente; Nonché quasi del tutto inconciliabile con le regole grammaticali. In riproduzione, una playlist monotematica su Dani Martín tra le piú complete e meglio assortite che io abbia mai sentito. In altre parole, il film sonoro della mia intera vita. Ommioddio, ma c'é anche il duo con Bosé! Lacrime. Sospiri. Brividi. Riflessioni filosofiche sparse sulle ripercussioni emotive della musica che amiamo. Domandoni esistenziali che manco Shopenauher. Ma che razza di superpotere hanno i compositori, me lo spiegate? Aiuto. La Verdad. I concerti. Quiero volver a vivir toda esa magia....troppo tempo che non ascolto Pequeño. Ho bisogno di un live, ADESSO!

Comunque. A trasmetterla é Radio Latita, web radio italo-spagnola che mi segnala Simone tramite il modulo di contatto di questo blog. E io, a questo punto, non posso fare altro che segnalarla a voi. 



Non per cortesia, e non in via esclusiva per gli speciali di un'ora e mezza su certi cantanti dagli occhi azzurri (anche se, devo dirlo, aiutano). No. Piuttosto, perché si sposa perfettamente con la filosofia di questo blog. Inclusa nel circuito di Radionomy.com, unisce la musica spagnola e la musica italiana in un'unica stazione radio, rivolgendosi al pubblico di entrambi i Paesi. Il tutto, senza interruzioni pubblicitarie o chiacchiere eccessive. Se seguite questo blog per un'affinitá di gusti e passioni itagnole, vi assicuro che l'amerete un bel po'. Giudicate voi: http://www.radiolatita.com/it/ 


martedì 4 marzo 2014

#Insta-italospagnolismi, il ritorno

Che ogni mia velleità di farne un appuntamento periodico venga distrutta dagli scarsi aggiornamenti non significa che io smetta di essere curiosa. Ergo, ripristino gli "insta-italospagnolismi" spulciando tra le foto caricate dagli utenti su instagram nell'arco del mese appena trascorso. Queste che vi ripropongo sono solo le più rappresentative e recenti tra quelle postate alternativamente con l'hashtag #itañol, #italospagnolo, #ilovespagna o #spagna. Perchè social network che vai, italo-spagnolismo che trovi. Per sporadico che sia. 

In questo post:
I messaggi subliminari in itañol recapitati a @imauro21, 
il braccialetto motivacional di @Giaadi, i ricordi di Madrid di @ClementiRebecca,  il pranzo italo-spagnolo di @dedehh a Siviglia e quello di @Sarabattini in un'enoteca italiana che dovrebbe sponsorizzare di diritto questo blog. 

Buona visione! 


lunedì 24 febbraio 2014

Fanclub italo-spagnoli: Anna Maffei e il blog italiano di Miguel Bosé [INTERVISTA]

C'è una categoria del mondo italo-spagnolo che, come capirete, mi sta particolarmente a cuore. Parlo dei fanclub. Community musicali dedicate a musicisti spagnoli che qualche italiano, con pazienza e passione, ha deciso un bel giorno di mettere in piedi. Sarà che ne gestisco una io stessa, ma ho sempre avuto la curiosità di conoscere chi ci sta dietro. Dare un volto al nome di una pagina Facebook. Capire, in estrema sintesi, quali storie hanno portato alla sua creazione. Perchè, ne sono certa, in quelle storie mi ritroverò un po'. Saranno fatte di entusiasmo e sogni. Di Spagna, di concerti, di avventure. Saranno trame viventi di quel tipo di romanzo che piace leggere a me. Poi, chissà, forse non sono l'unica. Per questo ho deciso di avviare una nuova rubrica. Ospiterà brevi interviste ad alcuni dei gestori di quei fanclub, nella speranza di dar loro – finalmente! - voce. 


Per inaugurarla, ho scelto una vecchia amica di questo mio angolino virtuale: lei è Anna Maffei, curatrice del blog “Miguel Bosé tra mito e realtà” e co-autrice del libro Miguel Bosé Aún Más (Ed. Chinaski, copertina qui a lato)  dedicato a quello che, guarda caso, è stato scelto da voi come miglior vip italo-spagnolo su Twitter del 2013. Buona lettura! 

1. Come hai conosciuto la musica di Miguel Bosé?

E' stata più che altro una folgorazione, un rapimento... Apparve sorridente, atletico, bello, in una trasmissione del 1978 con il brano 'Anna'. Cantava e ballava con un'eleganza che non avevo fino ad allora visto. I brani degli anni 80 mi piacevano ma non mi esaltavano, tuttavia non resistevo a non vederlo e ascoltarlo e iniziai a comprare dischi e riviste.




2. Cosa ti ha colpita di Bosé tanto da spingerti a creare un blog a lui dedicato? 

Era difficile seguirlo dopo il 1984, anno in cui si allontanò un po' dall'Italia, ma ebbi modo di conoscere persone vicine alla mia famiglia che mi portavano dalla Spagna, durante i loro viaggi, tutte le novità che magari qui non uscivano. Miguel ha fatto sempre parte della mia vita. Trovo che sia un artista completo, capace davvero di fare un tipo di 'pop' diverso ogni volta. Non si ripete mai, pur mantenendo uno 'stile' che è suo e solo suo. 

3. Raccontaci brevemente la storia del fanclub/blog: quando è nato, quali tappe hai seguito per la sua creazione, etc.

Con l'avvento dell'era di Internet e nel giorno in cui ricordavo la nascita di mio padre scomparso ho creato il Blog. Era il 12 ottobre 2007. Io, però, avevo già un archivio ricchissimo e volevo a tutti i costi condividere questa passione, far conoscere l'artista , 'recuperare' tutte le antiche 'seguidoras' del Fan Club milanese e tanta gente che, ne ero certa, custodiva lo stesso sentimento. 

4. Quale pensi che sia l'elemento di maggior forza del tuo fanclub/blog, quello che lo distingue dagli altri?

Esistono molti spazi dedicati a Miguel, ormai. Il mio Blog credo sia un 'posto accogliente', dove risulta agevole e rapido trovare le notizie, c'è modo di ascoltare e vedere, attraverso il player video, il Miguel di ieri e di oggi. Anche la presenza della piccola chat- sebbene a volte vada 'controllata' per evitare 'incursioni' spiacevoli di spam e/o commenti inopportuni- è un modo per comunicare con chi frequenta il Blog. E poi...credo di aver 'creato' un clima familiare: un blog non è un sito, asettico e impersonale; in un blog si può-e forse si deve anche- 'partecipare' a ciò che si posta, parlarne anche in prima persona, dare pareri. Sempre nel rispetto dell'artista cui è dedicato.

5. La cosa migliore e la cosa peggiore del gestire il fanclub o blog di un cantante spagnolo in italia (italo-spagnolo, nel tuo caso)?

La cosa migliore nella gestione di un blog di un artista spagnolo è che finalmente posso (io!) sbizzarrirmi e 'raccontare' di lui, mettere fuori tutta la mia 'ibericità' e cercare di trasmettere a più gente possibile l'amore per questa terra e per chi canta in questo meraviglioso idioma. La difficoltà più grande è invece , ma non nel blog bensì ovunque, il fatto che imperano brani in inglese...che le canzoni in lingua spagnola più conosciute e diffuse o sono tormentoni estivi o pezzi adattati per musica da discoteca. Ben poca cosa rispetto a tanto pop spagnolo come lo fa Bosé e tanti ma tanti altri!

6. Se dovessi far ascoltare una sola canzone di Miguel Bosé a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, quale sarebbe?

Grande problema! Sinceramente mi riesce difficile scegliere...proprio perché Miguel ha scritto ed interpretato brani anche diversissimi tra loro come sonorità e ritmo. Dovendo dare dei titoli sceglierei la ultrafamosa “Si tu no vuelves” , “Te digo amor” e, sempre restando sulla 'balada' melodica, un brano tratto da Cardio che trovo fantastico: ¿Hay? In ogni caso, non darei la 'dimensione' di ciò che è Miguel, con soli tre pezzi...





7. Potendo scegliere, con quale artista italiano con cui non ha ancora collaborato ti piacerebbe che duettasse?

Premesso che preferisco Miguel Bosé 'non' in duetti, mi piacerebbe vederlo in duetto con Francesco de Gregori. Forse verrebbe fuori qualcosa di veramente poetico e 'forte', allo stesso tempo.

8. Raccontaci della prima volta che hai incontrato Miguel Bosê di persona!

Ho incontrato per la prima volta Miguel in persona a Roma, alla trasmissione Viva radio Due, nel 2008. A fine trasmissione ho fatto una corsa da centometrista circumnavigando lo studio, l'ho chiamato, si è fermato (sebbene fosse scortato da ben otto persone!) e gli ho detto del blog, del mio nomignolo 'mamyta'...gli ho chiesto se lo conoscesse e lui, di fretta ma attento, mi disse che no..non lo conosceva e si scusò per dover scappare via ma aveva una conferenza stampa. Restai impalata. A pensarci bene non ricordo nemmeno ciò che gli dissi... ma incontrare dopo 33 anni il proprio idolo fu un sogno. Davanti non avevo solo il Miguel Bosè di  52 anni-stessa età mia- ma quello con le tute, poi quello col codino, poi quello con i capelli lunghi del 1994, quello degli anni 2000...insomma un carosello di immagini sue, colorato dalla sua voce che, finalmente, rispondeva alla mia!

Col tempo ho poi avuto modo di incontrarlo ancora,scambiare poche parole in presenza-sempre!- dei suoi assistenti, fino all'ottobre 2013 in cui, in una pausa pubblicitaria di una trasmissione dove 'portai' un gruppo del mio Blog, lui si alzò e venne 'proprio' verso di me con un abbraccio delicato e mi disse “Ciao! Finalmente!”...Ecco. Ora sa chi è questa ' Anna-Mamyta' che cura il suo blog italiano. Peccato che quel giorno io non avevo più la lingua! Anche quando sedette accanto a me per la foto di gruppo.

9. Il momento piú esaltante che hai vissuto legato a Miguel Bosé ?

Il momento più esaltante, anzi i momenti più esaltanti sono i suoi concerti, senza dubbio.
In particolare uno al Palau San Jordi a Barcellona dove, dopo dodici ore di fila e attesa e dopo una corsa e una discesa-pericolosissima!- per le scalette, riuscii a conquistare il posto in prima fila proprio di fronte a lui. Ecco...lì le parole mi venivano eccome! Ed era bellissimo fargli arrivare tutta la mia gioia mentre cantavo, senza dimenticare una sillaba, tutte le sue canzoni. E lui sorrideva a questo gruppone di italiane con tanto di bandiera messa davanti alla staccionata!

10. A parte quello di Bosé, qual é il sito che visiti piú spesso?

Il sito che visito più spesso è quello dell'attore Giulio Scarpati, dato che ne sono l'amministratrice ufficiale. Mi piace però anche leggere articoli dal blog  “Rotta a Sud Ovest”, un blog in cui c'è, appunto, tanta SPAGNA.

Ecco tutti i contatti del fanclub gestito da Anna: 



Anna Maffei nasce ad Avellino il 30 dicembre 1956. Si laurea in Materie Letterarie presso l’Università di Salerno nel 1979 e partecipa, con saggi e lezioni, in qualità di collaboratrice esterna, con la cattedra di Storia del Teatro e dello Spettacolo del professore Achille Mango. Negli anni 80 entra a far parte di una Cooperativa teatrale di Animazione per bambini e Teatro sperimentale. Scrive di teatro e musica su riviste locali specializzate, con articoli ed interviste a molti personaggi dello spettacolo. Dal 2001 stabilisce un rapporto di amicizia e collaborazione con l'attore Giulio Scarpati di cui, ora,cura il Blog Ufficiale. Dal 1983 è Insegnante di ruolo nella Scuola Primaria e, pur potendo passare ad altro ordine di scuola, è fiera di fare la ‘maestra’ nel fantastico mondo dei bambini. L’arte, la musica, il teatro hanno sempre fatto parte della sua vita.  Divora dischi e riviste di musica pop, rock, blues; tra tutte le passioni, quella che resterà inalterata e ‘intoccabile’ è per un artista che definisce ‘raro’, speciale, irripetibile: Miguel Bosé.  E il desiderio di scrivere di lui si esprimerà con articoli su riviste, con il blog italiano  “Miguel Bosé tra 'mito' e realtà” e con il  libro “Miguel Bosè Aún Más”, scritto con la spagnola Maria José Merino, edito da Chinaski e pubblicato l'11 giugno 2013 che dedica  a tutti gli estimatori di Miguel e a coloro che vorrebbero saperne di più…

venerdì 6 dicembre 2013

Idee per un Natale filo-ispanico

Ebbene sì, gente. E' ormai tempo di Mercatini. Di nasi congelati. Di odore di Vin Brulé. Tempo di soundtrack del Titanic suonata live dai peruviani, evidentemente troppo pigri per cambiare repertorio entro il prossimo millennio. Celine Dion, ne sono certa, si paga l'affitto grazie a loro. Anzi, ormai l'avranno fatta cittadina onoraria di Lima. Tra l'altro ottima per tagliarsi le vene, volendo rimarcare il mood della canzone. Comunque.
E' anche tempo di pronostici su chi andrá a Sanremo. Di web contest d'ogni genere e specie (a tal proposito, in attesa dei miei, segnalo questi di Onstage Magazine). Di addobbi. Ecco, soprattutto di addobbi. Di quelli che illuminano gli spazi pubblici con alberi sempre troppo piccoli, troppo grandi, troppo moderni, troppo boh. Di quelli che adornano i balconi privati a intermittenze folli, cromaticamente sconnesse, entusiaste o eleganti spesso in modo incompatibile. Babbi Natale che si arrampicano. Oltraggio all'estetica. Pura ode al kitsh. E nonostante tutto... Dio, quanto mi piace il Natale!

Se siete come me, e volete viverlo da veri filo-ispanici, forse posso suggerirvi qualche idea. Per esempio: 

ALBERO

Ci sono molti modi per decorarlo in onore della vostra amata Penisola Iberica. Se non vi sentite poi così creativi, potete cercare di acquistare in giro per il web delle decorazioni patriottiche che richiamino la bandiera spagnola, o più semplicemente rievocarne i colori alternando il giallo e il rosso nelle luci e nelle palline.


Se poi amate il folklore e non avete paura dei surplus decorativi, ci sono anche quelle che ricordano  il tradizionale Traje de luces dei toreri. 


Per chi preferisce il tocco personale, un'idea carina da copiare potrebbe essere quella di appendere all'albero i souvenir dei vostri viaggi in Spagna: dalla scarpina flamenca presa a Jerez alle palle di vetro della Sagrada Familia con la neve (ecco, magari se avete dei gatti evitate) passando per il portachiavi del Real Madrid. 



Ma la soluzione in assoluto più originale, se vi piace il fai da te, è quella di rivestire delle normalissime palline monocromatiche con le mappe delle città spagnole che avete visitato per un effetto sobrio e al contempo personalissimo con cui stupire tutti i vostri amici. 



PRESEPE 

Se lo fate, non dimenticate di nascondere da qualche parte un Caganer! La figurina, rappresentata nell'atto di espletare proprio quel bisogno primario a cui state pensando dal momento in cui ne avete letto il nome, è di tradizione catalana. Può essere anonima o ritrarre personaggi famosi, ma l'importante è che ci sia: si dice porti fortuna. E sono abbastanza certa che si possa ordinare online. 

MUSICA 

Basta con il solito Jingle Bells! Quest'anno, allietate il cenone della vigilia con autentici villancicos (canti di Natale) flamenchi! Basta navigare un po' sul sito della Fnac per trovarne in quantità considerevoli. E, se proprio non volete spendere, rimane pur sempre Spotify!

DOLCE 

Perchè non affiancare al panettone un bel torrone fatto in casa? In Spagna è il dolce natalizio per eccellenza, e qui trovate una ricetta che potrebbe fare al caso vostro.
Ottimi anche i Polvorones, di origine andalusa. E per il 6 Gennaio non dimenticate il Roscón de Reyes! 

Se poi la nostalgia della terra del cuore vi cogliesse pure a Capodanno, niente paura! Basta sintonizzare TVE Internacional e mangiarsi i 12 chicchi d'uva allo scoccare della mezzanotte alla Puerta del Sol. Un'idea elegante ed originale per presentarli ai vostri ospiti arriva da Pinterest, ed è quella che vedete nell'immagine qui sotto. 




Niente male, vero? E immaginatela accanto a un piatto di lenticchie: l'italo-spagnolismo ve lo guadagnerete ad honorem!