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sabato 24 ottobre 2015

5 trucchi per imparare lo spagnolo

Babbel è sempre un'ottima fonte di articoli interessanti a tema linguistico. Questo, per esempio, raccoglie 5 consigli per imparare rapidamente lo spagnolo. A dispensarli sono due poliglotti, uno italiano (Luca) ed uno di madrelingua anglofona (Matthew). Ironia della sorte, le loro tattiche sono le stesse che, inconsapevolmente, ho adottato anch'io. Ecco perchè posso dirvi che funzionano. Ed ecco perchè mi sembra cosa buona e giusta condividerle con voi, accompagnandole ad un breve commento con la mia esperienza personale. Di seguito, la traduzione del post. Sperando in un mondo sempre più pieno di itagnoles. 

5 trucchi per imparare lo spagnolo



1. Legalo alla tua vita.
Non separare lo studio della lingua dal resto della tua vita. Non stai certo studiando spagnolo per parlare del fatto che stai studiando spagnolo. Questo tipo di loop autoreferenziale rischia di diventare noioso in fretta e può essere demotivante. Invece, pensa allo spagnolo come ad un nuovo modo di sperimentare la vita di ogni giorno: imposta la lingua del tuo computer sullo spagnolo; cerca film e programmi televisivi spagnoli da guardare (meglio ancora se con i sottotitoli in spagnolo); leggi le news o i gossip dai magazine, dai quotidiani e dai portali spagnoli; guarda video su youtube in spagnolo su temi che davvero ti interessano ed appassionano. Se usi lo spagnolo per fare cose che fai già comunque, studiarlo quotidianamente diventerà un riflesso automatico anzichè un lavoro temuto. Ricorda che le lingue sono un mezzo per raggiungere uno scopo, non obiettivi finali di per sè.





>> Una delle primissime cose che ho fatto, quando ho iniziato a studiare spagnolo, è stata proprio impostare sul castigliano la lingua del cellulare, cosa che mi ha permesso di imparare senza accorgermene tutta una serie di termini come "carpeta", "buzón de voz", "pantalla" o "tono del móvil". Più tardi ho fatto lo stesso con Facebook. Ed, ovviamente, i miei Trending Topic di Twitter sono impostati stabilmente sugli argomenti di conversazione più discussi in Spagna.

>> Quanto al resto, per me le passioni musicali sono sempre state una motivazione fortissima allo studio di una lingua. Leggere e partecipare attivamente al forum ufficiale de El Canto del Loco, guardare video di trasmissioni a cui la band aveva presenziato su Youtube, ascoltare radio come Los 40 Principales e Cadena 100 via internet, leggere - e tradurre in italiano - le interviste apparse sulla stampa spagnola mi è servito (e non mi vergogno di dirlo) più di qualsiasi lezione frontale all'università. Certo, la base di grammatica serve comunque, ma è vero che è solo quando ti interessa il contenuto che fai di tutto per capire il linguaggio in cui viene espresso.



2. Interagisci con i madrelingua 



Il miglior modo per legare lo spagnolo alla tua vita quotidiana è passare del tempo con persone madrelingua. Se hai qualche amico che parla spagnolo, convincilo a parlare con te ameno per metà del tempo in spagnolo quando vi vedete. Se vai a mangiare in un ristorante messicano, cerca di ordinare in spagnolo. Se viaggi in Spagna o in America Latina, non chiedere sempre "Habla Inglés?": ogni volta che ti si presenta un'opportunità di parlare in spagnolo, COGLILA! C'è sempre bisogno di fare pratica quando cerchi di imparare qualcosa, e parlare è il miglior modo di farla. Quando sei in grado di sostenere una conversazione basica, trova un qualsiasi gruppo o club formato da persone che parlano spagnolo, così da poter portare avanti qualche tuo hobby in quella lingua. Può essere qualsiasi cosa: da un corso di danza ad un club di astronomia.


Questo è anche il segreto per non dimenticare quello che hai imparato. Come dice Luca, "i miei genitori avevano alcuni buoni amici spagnoli che venivano a mangiare da noi una volta a settimana, così io potevo fare pratica con loro. Se hai l'opportunità di parlare più lingue su base giornaliera, non le dimenticherai!". Questo succede sia che tu maneggi più di dieci lingue sia che tu stia semplicemente cercando di tenere una seconda lingua ben stretta nella tua memoria. Più la usi e meno facilmente la dimenticherai!







>> Ancora una volta, frequentare i fan de El Canto del Loco prima, e de El Pescao e Dani Martín poi, mi ha permesso di conoscere un sacco di persone di madrelingua spagnola con cui esercitarmi quotidianamente. Ma non c'é stato solo questo. Ricordo che, quando studiavo spagnolo all'università, in vista degli esami cercavo di parlare in spagnolo con una mia amica altrettanto italianissima, in modo da fare pratica il più possibile. Frequentare corsi di flamenco, inoltre, mi ha messo in contatto con un sacco di persone innamorate della Spagna almeno quanto me... e chi ama la Spagna, almeno un pochino, lo spagnolo è sempre dispostissimo a parlarlo!


3. Tutte le strade portano a Roma

Spagnolo, francese, inglese, portoghese e romeno possono a malapena essere considerate "lingue straniere" perchè tutte derivano dal latino. Queste lingue "romanze" hanno vocabolario, sintassi e grammatica talmente simili da poter essere considerate sorelle. Questa vicinanza con la sua lingua madre (l'italiano) ha fatto sì che per Luca fosse facile iniziare ad imparare lo spagnolo, ma anche così ha dovuto concentrarsi e fare dello studio dello spagnolo una pratica quotidiana.

In comparazione, potrebbe sembrare più difficile per un inglese imparare spagnolo. Dopo tutto, l'inglese deriva dall'Anglo-sassone, una lingua germanica. Cos'hanno in comune l'inglese e lo spagnolo? In realtà, molto. L'inglese deve una buona metà del suo vocabolario a francese e latino, così - se proprio non fratelli - inglese e spagnolo sono almeno cugini. Basta pensare all'esempio di Matthew, "la proclamación de la democracia". Questa frase ha a malapena bisogno di essere tradotta in inglese! E, come dice Luca “democratisation, democratización, démocratisation, democratizzazione …puoi imparare quattro lingue in un colpo solo".


4. Il gioco dei mimi







Un accento autentico: la frontiera finale. Per riuscire ad avere un accento spagnolo devi ascoltare con attenzione i madrelingua ed imitare quello che senti. Pensa a te stesso come ad un attore: non stai soltanto leggendo un copione, stai cercando di calarti nella parte. Ogni volta che ti poni di fronte allo spagnolo (incontrando amici spagnoli, parlando con partner "tandem" su skype, guardando film o programmi tv in spagnolo) imita le voci nel modo più accurato che puoi. Con il tempo, questo ti permetterà di familiarizzare con suoni che non sei abituato a fare. All'inzio potrebbe farti sentire sciocco, come se stessi facendo una brutta impressione, ma non appena inizierai ad entrare nel personaggio, allora parlerai spagnolo.

Siccome in Spagna ci sono diversi accenti regionali, le persone che sceglierai di imitare potranno darti una particolare inflessione. Matthew, avendo studiato a Barcellona, parla spagnolo come un barcellonese, mentre Luca ha sviluppato un accento madrileño uscendo con una ragazza di Madrid.

>> Non l'ho mai rivelato perchè mi sentivo idiota, ma dopo aver letto questo punto mi sento in obbligo di confermare. Per tutto il primo periodo di "fanatismo" per El Canto del Loco  imitavo per scherzo l'accento e la gestualità di Dani Martín, con il risultato che, ad un viaggio nelle Canarie, mi é stato detto che avevo l'accento madrileño. L'imitazione, peró, puó anche venire spontanea. Vivendo in Andalusia durante il mio erasmus e stando a stretto contatto con i locali, mi sono trovata ad assumere la loro inflessione senza accorgermene, come ti si attaccano certi accenti italiani. Non serve sforzarsi: viene naturale. 


5. Salta a bordo!

I trucchi sopra elencati ti aiuteranno soltanto ad iniziare ad imparare. No, non domani: adesso! Cosa stai aspettando? Ti basterà cominciare con 10 minuti al giorno, abbinando brevi sessioni di studio teorico con i consigli qui riportati, e ti ritroverai a parlare spagnolo in  men che non si dica!

venerdì 10 gennaio 2014

Quello che twittavo nel giorno più felice


Uno studio ha recentemente dimostrato che il giorno più felice del 2013 è stato il 12 Luglio. Almeno per gli italiani. Almeno, stando all'analisi dei loro cinguettii. Ora: siccome sono patologicamente curiosa (e anche un po' San Tommaso) m'è venuta voglia di andare a rileggere cosa scrivevo io in quella data. L'impresa - va detto- si è rivelata tutto sommato semplice, visto che ho da poco scaricato l'archivio completo dei miei tweet. Lettura inaspettatamente interessante, tra l'altro, che mi ha portata nell'ordine a scoprire che: 

A) Nel 2008 avevo tutti i sintomi della bimbominkiaggine.
B) Durante il mio Erasmus avevo costantemente fame.
C) Picchi insostenibili di delirio si registravano dopo ogni mia lezione di flamenco a Parma.
D) Nel 2012 twittavo come se non ci fosse un domani (d'altronde stavo scrivendo un libro su Twitter, sono giustificata)
E) Ogni tanto mi sto anche simpatica. Ma proprio ogni tanto, eh? Giusto quando gli astri si allineano nella giusta traiettoria.




Comunque. Dopo aver ripescato le mie memorie dell'Happy Day (cantate in coro!) per eccellenza , posso dirvi che il 12 Luglio si incastrava tra il mio primo re-incontro (seppur tramite webcam) con Dani Martín dopo una pausa che credevo insormontabile e l'inaugurazione di una delle mostre che piú mi sono piaciute dell'anno artistico alla Galleria La Fortezza. Inaugurazione che prevedeva sangria fatta in casa nel buffet, il che probabilmente incide su cotanto entusiasmo. Nel frattempo, ero impegnata nella preparazione di tre concerti, prendevo il sole e non facevo che dire quanto amassi la mia vita. Quindi, a ragion veduta, forse quello studio lí tutti i torti non li aveva.

Tra l'emozione per il famoso hangout e la voglia di scrivere, ecco i tweet piú rappresentativi del mio 12 Luglio. Il retweet del giorno, invece, è a cura di Iñaki García. 








Voi cosa avete twittato nel giorno piú felice dell'anno trascorso? Per scoprirlo e scaricare l'archivio dei vostri tweet non dovete fare altro che loggarvi su Twitter, cliccare su "Impostazioni" (in alto a destra) e quindi su "Richiedi Archivio". Vi verrá recapitato, zippato, direttamente nella vostra casella e-mail. Sono piuttosto certa che vi ci divertirete almeno quanto me. 

sabato 13 aprile 2013

I piú ascoltati in Italia e Spagna: post semi-serio con echi astrologici.


Una vecchia canzone di Renga, riaffiorata dai ricordi in base a chissà quale meccanismo cerebrale. Eventi che si accumulano in una stessa serata. E in testa, a fregarmi, ancora il rapporto tra tempo ed idee. Oggi va così, poco altro da dire.

Certo, a meno che non vi interessi sapere quanto costa l'affitto della mia futura casa. Perchè li ho poi guardati, i prezzi. D'altronde si sa, che sono esperta nel farmi del male.

Si parla di 450 euro al mese. 500 a dir tanto. Mi riferisco a monolocali da 60-70 metri quadrati. Ammobiliati. Con tutte le caratteristiche di cui avevo sognato. 500 euro, capite? Basterebbe uno stipendio medio-basso, altro che milioni! Solo che la devo smettere, di dar ragione agli oroscopi de Il Piccolo. Perchè io non è che ci credo; Non è che li interpreto. Io proprio mi impegno a metterli in pratica. Prendete quello dell'altr'anno. Diceva: “2012: periodo di viaggi”. Ed io cos'altro ho fatto, se non prendere aerei? Per il 2013 prevedeva che avrei avuto voglia d'indipendenza. Ed eccomi qui, a cercare annunci su pisos.com. Sono patetica. 

Comunque. Il fatto è che ho una specie di blocco dello scrittore. O della blogger, quel che è. Come se i troppi progetti grafico-visivi che ho in programma rendessero gelose le parole. Come se si rifiutassero di disporsi nell'ordine giusto, che ne so. Non potete neanche immaginare quanto questa cosa mi faccia star male. Dormo male. Mi angoscio. Premo il tasto “delete” con troppa frequenza per non sentirmi frustrata. Finchè mi viene da piangere forte. Proprio coi singhiozzi e i moccoli, in pieno stile bimba capricciosa. Insopportabile agli altri, oltre che a me. Scaglierei il computer contro il muro con la stessa violenza con cui in era analogica appallottolavo i fogli. E Keep Calm un corno, dannazione. Avreste anche un po' rotto, coi Keep Calm.

Poi sarà l'ascendente Scorpione. Cioè, gli Scorpioni sono tormentati, no? Lo diceva un tizio, l'altro giorno, su Teletruria (sì, lo so, non fate domande). E a me non bastava nascere cocciuta come una capricorno da copione. No. Io dovevo essere testardamente tormentata. Mi par giusto. Anche l'astrologia doveva rendermi la vita un casino.

Insomma: mi perdonerete, se il post non è all'altezza delle vostre aspettative. E' che, persa ogni speranza di apparire interessante, non restava che pescare a pieni mani da un articolo di Rolling Stone. L'edizione spagnola, intendo. Quella che ha da poco reso noti i risultati di uno studio sulle abitudini di consumo musicale degli universitari iberici. Se ne evince che gli artisti locali vengono generalmente preferiti a quelli internazionali. I più ascoltati sono, in quest'ordine: Estopa, Fito y Fitipaldis ed El Canto del Loco. Al quarto posto c'è David Guetta, il più apprezzato (sigh!) tra gli stranieri. Soltanto noni gli intramontabili Beatles.


I piú ascoltati dagli universitari spagnoli


Il dato è interessante anche perchè proprio ieri Spotify ha diffuso i dati sugli artisti più ascoltati online in Italia. E, al contrario degli universitari spagnoli, noi continuiamo ad essere immancabilmente esterofili. I più cercati sono i The Lumineers, seguiti da Pink e Calvin Harris. Per trovare degli italiani bisogna scendere al decimo posto, dove il più amato pare essere ancora Max Gazzè. Dopo di lui Marco Mengoni, Fabrizio de Andrè e Lucio Dalla.

Se ne evince che se Gazzè duettasse con gli Estopa ne verrebbe fuori un italo-spagnolismo da best seller.

Non riesco proprio a immaginarmelo, però.