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mercoledì 29 luglio 2015

Il concerto “ispanico” de La Verdi a Milano: prezzo speciale per i lettori di Italo-Spagnola

Mi rende sempre felice, potermi rendere portatrice di buone notizie. E, per chi ama la musica, questa senz'altro lo è. 

Per una volta non vi parlerò di pop, di rock da classifica, dell'intimismo cantautoriale a cui tanto spesso ho dato spazio sul blog. No. Oggi l'oggetto della mia segnalazione è nientemeno che l'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. La ragione va ricercata nella serie di concerti organizzati dall'Istituzione in occasione di Expo 2015: un vero e proprio viaggio sonoro tra i Paesi partecipanti. Tra questi, è ovvio, la Spagna non poteva mancare. A rappresentarla dal vivo, in un programma definito “originale e accattivante, di ispirazione e contenuti latino/ispanici”, ci sono le musiche di due autori locali: il catalano Carlos Surinach con Ritmo Jondo e Isaac Albéniz con la celeberrima suite Iberia. Potrete ascoltarle, assieme all'Expo Variation di Nicola Campogrande e a due composizioni del messicano Silvestre Revueltas, in un concerto diretto da Marco Parisotto. L'appuntamento è all'Auditorium di Milano in Largo Malher nella duplice data di Giovedì 6 Agosto (ore 20.30) e Domenica 9 Agosto (ore 18.00). 





Ma non è finita qui. Già, perchè L'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi ha riservato per l'occasione una promozione speciale ai lettori di Italo-Spagnola: prenotando il vostro posto entro e non oltre le ore 12 del 5 Agosto potrete, infatti, garantirvi un biglietto in platea per 13 euro anziché 35. Trovate tutte le informazioni (compresa la scheda di approfondimento sull'evento) semplicemente cliccando qui. 




Che dire? Per una volta ho l'opportunità di ricompensarvi, almeno parzialmente, per il tempo ed il calore che mi dedicate. Fossi in voi ne approfitterei. 

giovedì 20 settembre 2012

Fuori dal comune e...Made in Spain! Tre segnalazioni per gli acquisti online.


Poi io magari saró anche strana, ma nutro profonda ammirazione per le aziende che usano il web. Che lo usano bene, voglio dire. Cosí, mi spremo le meningi alla ricerca di un oggetto da fotografare per la nuova iniziativa Bacardi. E, giá che ci sono, vi segnalo tre casi Made in Spain che a mio avviso incarnano il concetto veramente a perfezione.



Ché, in fondo, mi aspetta un week end intenso. Giorni fatti di aria fresca, profumi, parole e tutta la stupenda tridimensionalitá della vita vera. Ci saranno ritrovi alla Carramba che sorpresa con amiche che non vedo da una vita; passeggiate a PordenoneLegge; mercatini etnici a Trieste. E vetrine, probabilmente. Un sacco. Perció, andiamo: come volete che oggi riesca a concentrarmi su qualcosa di piú serio dello shopping online?

I tre casi – si diceva – non sono né i migliori né i piú innovativi. Semplicemente, sono stati gli ultimi in ordine di tempo a colpirmi per efficacia promozionale. Tre tipi diversi di imprese che vedono nel web qualcosa di piú che un mero veicolo di contenuti. Al contrario, la rete diventa per loro lo spazio su cui sviluppare un business diverso. Di nicchia. Personalizzato e modulato sulle esigenze del cliente. Un cliente che viene direttamente contattato su twitter in funzione dei suoi stessi interessi. E poi coccolato, aiutato... fatto, in una parola, sentire speciale. Come dovrebbe essere, lontano delle espressioni annoiate di certe commesse scontrose. Come, in definitiva, piace a me.

E allora prendiamo Demodé Vintage, tanto per cominciare. Creato dalla madrileña Rosana Casado, presentata nella sezione “about us” del sito come un'amante dei viaggi e dell'old fashion, vanta un limitato catalogo di capi d'abbigliamento tutti ispirati alle linee moda degli anni 50,60, e 70 e allo stile di vita californiano. Prodotti che si collocano, insomma, al di fuori delle tendenze di stagione, di quelli un po' piú difficili da reperire nei grandi centri commerciali. Un target piú mirato é difficile da concepire, ma il bello é che, nonostante quanto si possa pensare, i prezzi non sono affatto esagerati. Si va dagli 8 ai 19 euro per una maglietta, dai 10 ai 20-25 per un vestitino che fará girare le teste. E c'é di piú! Perché, oltre a portare la loro filosofia su pressoché tutti i social network conosciuti, Demodé Vintage organizza una volta al mese negli uffici di Madrid (sul sito c'é scritto, in realtá, “a casa mia”) dei “pomeriggi di sole ragazze” dedicati allo shopping, ai dolci,e alle chiacchiere. Clienti e dipendenti dello shop sono invitate a partecipare, mediante prenotazione. E qualunque gruppo di amiche composto da un minimo di 6 componenti puó richiedere l'organizzazione di un evento simile a domicilio, semplicemente contattando lo staff dall'apposita sezione del sito. Non mi direte che non é geniale!

Due abitini "demodé vintage"


E poi c'é Regalos Musicales: per quelli come me, che con la musica hanno una vera e propria relazione sentimentale. Cioé, in realtá loro si presentano come un negozio online pensato per studenti o professori di conservatorio, musicisti di professione, esperti in materia. Ma ció non toglie che un qualunque amante delle sette note avrá voglia di comprare qualunque cosa giá dopo una prima occhiata ai prodotti in catalogo. Vendono di tutto, dagli articoli di cancelleria alle borse, passando per astucci, portachiavi ed appendiabiti. Con una caratteristica: ogni singolo oggetto é ispirato a motivi musicali. Decorato con chiavi di violino. Modellato a forma di pianoforte. E i prezzi sono davvero irrisori. Anzi, personalmente non sono stata in grado di trovare nulla che costasse piú di quattordici euro. Consigliatissimo. Soprattutto se voleste farmi un regalo. 


Uno stupendo bloc notes ..... e degli appendi-abiti da soggiorno. 



Per ultimo, il portavoce di un settore completamente diverso. Sí, perché con l'Hostal Persal di Madrid non parliamo piú di negozi online, bensí di alloggi definiti a basso costo. Intendiamoci: non é l'ostello piú economico del mondo. Per nulla, visto che una stanza doppia é capace di costarti 70 euro con tanto di sconto. Tuttavia, ha saputo compensare le tariffe non proprio ridottissime con un'attenzione al cliente personalizzata che dai social network sa arrivare dritta al cuore. Internet, per il Persal, é cosí importante che ci sono degli sconti esclusivi per i loro followers su twitter. Senza contare che il sito é davvero molto curato. Insomma: risparmio o meno, é impossibile non prenderli in simpatia.


L'"attenzione personalizzata", il vero punto forte dell'Hostal Persal! 

E voi? Avete conosciuto qualche impresa particolarmente attiva online che volete segnalare ai lettori di Italo-Spagnola? Io sono tutta orecchi. O tutta occhi, come preferite. 

martedì 14 febbraio 2012

I videoclip di Leiva e la provocazione (Atto II)

Stavo elogiando un po' ovunque il debutto solista dell'anima dei Pereza. O, almeno, quei due pezzi che – assieme al resto del mondo – ho avuto fino ad oggi il piacere di ascoltare. Qui, su Total Free Magazine ,in ogni riga scritta sulle reti sociali trasudavo entusiasmo ed impaziente attesa: ché il disco di Leiva esce il 21 del mese, e credo proprio che lo comprerò.

Poi, nel giorno di San Valentino, arriva il videoclip ufficiale di Eme. E tutti, d'improvviso, prendono a parlare di cattivo gusto. Di scene di sesso orale che rubano in immagine tutto il romanticismo alla canzone. Allora penso: “Oh, no! Ci è ricascato!”, e con un moto di stizza mi ritorna in mente il fatto di Margot.

Per questo credevo che oggi avrei interrotto il mio idillio con un copia-incolla di quel vecchio post. Mi immaginavo lì, con un'altra canzone drammaticamente rovinata, a riflettere sui meccanismi della promozione. Ché- non facciamo i finti tonti- la provocazione, in questo senso, è sempre stata regina. Eppure non dovrebbe essere fine a sé stessa, mai. Un videoclip dovrebbe far conoscere una canzone; far parlare di lei, certo, ma senza prevalicarla. Senza fuggire dal suo testo e dalla sua atmosfera, mai.

Oggi, basandomi sul sentito dire, ero convinta che avrei scritto un altro post indignato. Invece, ho premuto play.





Il videoclip mi piace, questo è. Anche molto. Non è come Margot, per niente. Qui c'è una storia, che accompagna le parole. C'é il tocco creativo nell'uso dei burattini. Ci sono i toni cupi che rivestono l'estetica del disco. E la canzone, no...non esce intaccata.

Forse, peró, é proprio per questo che il sesso orale stona. Perché senza di esso , il video reggerebbe comunque. E' stato messo lì per far parlare, ovvio. Perché altrimenti Rolling Stone non ci avrebbe mai dedicato un articolo. D'altronde, non é che per capirlo ci volesse un genio. Quello che mi chiedo , tuttavia, è: era necessario? VERAMENTE? Voglio dire: non fa già abbastanza parlare di sé il fatto che la voce e il compositore di una band storica lanci il suo primo lavoro solista? Non é giá travolgente l'accoglienza che sta ricevendo il singolo in tutti i grandi networks spagnoli? Soprattutto, non dovrebbe far parlare, piú che altro, la rotonda bellezza della canzone?

Ai posteri l'ardua sententia. Per quanto mi riguarda, apprezzando il clip di Eme, credo di preferirgli in fondo il video virale di Nunca Nadie. Con tutto il rispetto per le provocazioni di Titán Pozo, l'eleganza semplice del regista argentino Nahuel Lerena mi ha giá conquistata da un bel po'. Forse dipende dal fatto che io la bellezza l'ho sempre, e in ogni momento, trovata dentro alla semplicitá.